martedì 6 settembre 2022

Puoi scherzare su tutto... ma, purtroppo, non con chiunque.

Puoi scherzare su tutto... ma, purtroppo, non con chiunque.

 Intervista a Marilena Nardi condotta da Pepe Pelayo e pubblicata il 1° settembre 2022 su www.humorsapiens.com

Ora nella versione italiana, con il permesso dell'Autore.

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Puoi scherzare su tutto... ma, purtroppo, non con chiunque.


In questa occasione ho deciso di "dialocare" con qualcuno che stimo molto. Ho avuto l'onore di intervistarla nel 2017 per questo stesso sito, perché era già una figura di spicco dell'umorismo grafico mondiale. Nel 2018 ha vinto il Gran Premio del World Press Cartoon e il suo lavoro ha avuto ancora più ripercussioni e ancora oggi non smette di collezionare premi internazionali.

L'anno scorso ha accettato di partecipare alla mia serie di video-documentari sulla teoria dell'umorismo, "El bufón ilustrado", contribuendovi con le sue esperienze, opinioni e conoscenze.

Ora, ancora una volta, la gentilissima Marilena Nardi ha accettato di conversare con questa pagina.

Stavo per iniziare a presentarla ricordando che è nata nel 1966, a Chiampo, vicino a Vicenza in Italia e parlando, come consuetudine, dei suoi primi passi nell'arte, ecc., ma credo che la cosa migliore sia che si presenti da sola.


PP: Cara amica, non per affibbiarti il mio lavoro o per farti soffrire, perché so che non è facile parlare di sé stessi, ma potresti presentare da te, Marilena Nardi, agli humornauti del nostro sito?

MN: sono nata in Italia, da una famiglia di origini semplici. A mio padre antifascista e partigiano devo un po’ dello spirito ribelle e sognatore, a mia madre quello più pragmatico che mi ha permesso di rendermi presto indipendente. A entrambi devo la capacità di sorridere e di godere delle cose più autentiche della vita.

Mi hanno permesso di lavorare e di pagarmi gli studi artistici, scelta per niente ovvia, visti i tempi e i nostri mezzi.

Oggi, in estrema sintesi, sono una disegnatrice che collabora con diversi giornali alternando umorismo grafico, illustrazione e satira. E sono anche un’insegnante. Le due professioni sono state per molto tempo due percorsi paralleli, ma dal 2003 ho avviato un corso di illustrazione all’Accademia di belle arti di Venezia (vi insegno dal lontano 1992) e i “due vasi” hanno cominciato a comunicare fra loro. Nel 2018 ho adottato mio figlio, che oggi ha 12 anni, e questa scelta, come si può intuire, ha rimescolato le carte delle nostre vite.

PP: Non ho dubbi che tu sia un'ottima madre, per la sensibilità, la tenerezza e la forza che emanano dal tuo lavoro. Mi congratulo ancora con te. E per continuare a conoscerti, ti chiedo: il tuo modo di fare umorismo è cambiato, si è evoluto, dagli inizi fino ad oggi?

MN: Sì, per fortuna. Sotto ogni aspetto. Ho compiuto studi artistici, è vero, ma l’umorismo grafico non è materia di scuola e se guardo ai miei disegni iniziali, mi vedo molto ingenua, sia per i contenuti sia per l’aspetto grafico. Ero brava a disegnare, ma non certo un Mozart della grafica, per dirla con una battuta. Ho avuto e ho ancora bisogno e desiderio di evolvere.

PP: Ebbene, io apprezzo allo stesso modo l'opera buffa Don Giovanni, per esempio, che i tuoi disegni. Però vorrei sapere qual è stato, finora, il momento migliore e quello peggiore della tua carriera nell'umorismo?

MN: un momento oggettivamente negativo è stato quando nel 2010 sono stata denunciata per due disegni. Il giornale per cui lavoravo mi ha sostenuta legalmente e tutto si è risolto bene (…5 anni dopo). Il momento migliore non saprei. Ci sono stati diversi momenti professionalmente importanti, come il Premio Satira politica di Forte dei Marmi o il Grand Prix al World Press Cartoon, ma ciò che ricordo con più piacere è il tempo condiviso, le risate e le caricature fra colleghi e amici conosciuti proprio grazie a questa professione.


Marilena Nardi riceve il Premio Satira politica
di Forte dei Marmi 2013
Marilena Nardi riceve il Grand Prix 
al World Press Cartoon, Portogallo - 2018

PP: Condivido questa opinione con te, la nostra professione è molto gratificante, è il massimo.

A proposito di umoristi, pensi che ci siano dei colleghi, viventi o storici, che ti abbiano chiaramente influenzato?

MN: so che devo molto ai miei maestri ideali, Quino e Steinberg fra tutti. Sono curiosa e guardo a diversi autori contemporanei e del passato, anche di ambiti lontani. Tra i contemporanei ho molti amori: Mattotti, Altan, Holland, Bozzetto… Li amo moltissimo, per ragioni diverse ma che non si escludono. Sicuramente ho attinto anche da loro in modo più o meno consapevole.

PP Potresti raccontarmi un aneddoto, divertente, ingegnoso o curioso, che hai vissuto nel corso della tua carriera?

MN: c’è un aneddoto che ho raccontato altre volte. Agli inizi della mia carriera, avevo spedito il mio c.v. ad un giornale. Scritto a macchina e, per pigrizia, firmato solo “M. Nardi”. Avevo allegato alcune fotocopie dei miei disegni e poi ottenuto appuntamento telefonico tramite la segretaria di redazione. Non esisteva internet e non c’era modo di informarsi prima sulle persone. Quando mi sono presentata all’incontro, con la mia cartella di disegni sotto il braccio, il signore che doveva valutare il mio lavoro mi disse che non aveva tempo da perdere con me, che aspettava già “un certo Nardi”. L’ha detto guardandomi dall’alto in basso, con grande fastidio, quasi disprezzo. Quando gli ho risposto che il Nardi in questione ero io e che lui aveva un appuntamento con me, è rimasto di sale. Ha sgranato gli occhi e esclamato: “ma tu sei una donna?!” Probabilmente non mi avrebbe mai concesso un appuntamento se lo avesse saputo fin dall’inizio. Poi si è giustificato dicendo che il mio segno gli era piaciuto perché era “molto maschile”. Per la sua mentalità, l’aggettivo “maschile” definiva una qualità, in questo caso anche grafica. Ho fatto tesoro dell’accaduto e, da quel giorno in poi, ho firmato sempre e solo con il mio cognome.

PP: Bell’aneddoto, signor Nardi, ah ah…

E ritornando seri: l'umorismo è un'arte, amica mia? Mi riferisco soprattutto alla sua caratteristica di “parassita”, poiché compare solo all'interno di un'arte (grafica, musicale, scenica, ecc.).

MN: non ho mai pensato all’umorismo come una forma d’arte parassitaria. Non vorrei immaginarlo così, come qualcosa che vive solo grazie o a discapito di altro. Voglio pensare piuttosto che sia una forma d’arte che trova espressione “fisica” all’interno di altre arti. Ci sono territori che hanno confini sfumati. L’umorismo è uno di questi: si nutre di storia, di cronaca, di letteratura, di poesia, di pittura e disegno, della vita e della sensibilità di chi lo esprime e ciò che ne risulta è di nuovo a disposizione di altri, in un circuito sociale, continuo e vitale. Più che parassitismo, direi simbiosi. E’ senz’altro un’arte.

PP: Non sono molto convinto dal punto di vista teorico, ma senza dubbio possiede un suo linguaggio e, come tu dici, si nutre di molte cose e rende questo circuito vitale. E ho detto “parassita”, non perché esista o si nutra di qualcos'altro, ma perché quando appare lo fa attraverso una manifestazione artistica (arte visiva, musicale, scenica, audiovisiva, ecc.). Ma procediamo per punti. Credi che la caricatura personale, il disegno editoriale, la cosiddetta vignetta umoristica o vignetta in generale, la striscia comica, il fumetto, la fotografia umoristica (con le diverse specificità), ecc., siano tutte espressioni che rientrano nell’ "umorismo grafico"? O qualcosa o tutto non rientra in questo concetto?

MN: ci sono ambiti definiti, altri più sfumati e altri decisamente mescolati. Dipende molto dagli autori e dalle loro intenzioni. Sono più propensa a fare distinzioni tra umorismo grafico e satira, perché le finalità sono diverse, anche se gli strumenti utilizzati sono gli stessi. Che sia un disegno, una foto, una caricatura, una striscia o un disegno editoriale, è il fine che cambia la sostanza. Se l’intento è far divertire, o anche sorridere e insieme riflettere forse saremo più nell’ambito dell’umorismo grafico. Se invece prevale l’aspetto della denuncia, se per così dire, l’autore con il suo disegno/foto/striscia/caricatura “mette il dito nella piaga” allora il contesto sarà quello della satira e del disegno editoriale.

PP: I teorici non si trovano mai d'accordo su questo punto, come ben sai. La tua opinione vale quanto quella di qualsiasi altro creatore o studioso. Ecco perché volevo conoscerla.

Per questo motivo, gli umoristi grafici realizzano caricature, disegni editoriali o vignette di costume, ecc., perché il loro intento è quello di far ridere o sorridere, anche se alcuni - come te – ricercano la riflessione, ma senza smettere di provocare il sorriso, per quanto possa essere concettuale l'idea, perché altrimenti non sarebbero "umoristi grafici". Sei d'accordo con questo?

MN: Sono d’accordo con il senso della definizione e riconosco che i miei disegni non sempre si accompagnano con il sorriso e con la volontà di provocarlo. Pago volentieri il prezzo di non essere una disegnatrice umoristica “pura”: ho bisogno di sentirmi libera di disegnare con dei registri diversi, a volte umoristici, altre volte malinconici.

PP: Sei fortunata e per questo ti invidio, perché puoi esprimerti con diversi registri. Io invece posso solo creare in forma umoristica, quando ho provato a realizzare qualcosa di "serio", non mi è piaciuto per niente. E approfondendo ancora di più questi argomenti, sappiamo che il risultato ideale per un umorista grafico è quello che combina una fattura perfetta con un contenuto che ci fa sorridere e riflettere insieme. Ma spesso vediamo un'idea magnifica espressa con una cattiva esecuzione o, viceversa, un'opera impeccabile nella forma ma con un'idea debole. Quale fra queste due varianti accetti di più? O nessuna di loro? E perché?

MN: “Un disegno è un’idea con una linea intorno”. La definizione non è mia ma esprime bene come le due cose, idea ed esecuzione, debbano andare di pari passo.

Un’idea bella ha bisogno di un sostegno adeguato, altrimenti si vanifica, si spreca. Forse, un bel disegno anche senza una grande idea, almeno esprime la bellezza, la buona esecuzione di cui è fatto. Perciò, se mi trovo per esempio a far parte di una giuria e a valutare i disegni altrui, se sono obbligata a scegliere, tra le due possibilità scelgo un disegno ben fatto, anche se l’idea è minima.

Se invece riguarda il mio lavoro, sono molto più severa: le due cose devono andare insieme e ci lavoro finché non sono soddisfatta.

PP: Completamente d'accordo! Le due cose devono avere la stessa qualità ed elaborazione. Ma se dovessi scegliere, nel mondo dell'arte e in questo caso della grafica umoristica, senza dubbio una forma senza un'idea è più accettabile di un'idea senza forma. Ora lasciamo la teoria, per favore, e affrontiamo la parte "pratica". Ad esempio, riguardo alla pubblicazione di opere di umorismo grafico: ci sono abbastanza spazi? Vedi molta differenza tra i disegni creati per i concorsi e il resto? C'è un pubblico? Ci sono consumatori?

MN: Gli spazi intesi come giornali sono pochi. Ciò è dovuto alla crisi della stampa che coinvolge tutte le sue componenti. Esistono pochi giornali di settore, si è ridotto lo spazio in quelli tradizionali. Alcuni paesi sono più fortunati, la Francia per esempio, il pubblico è più attento e disposto ad acquistare e leggere giornali e riviste di carattere umoristico, libri d’autore, raccolte, cataloghi.

In Italia, ho l’impressione che vivere di questa professione sia più difficile ora rispetto a una ventina di anni fa. Ma è vero anche che internet ha aperto nuove opportunità. Molti giornali resistono in versione digitale. Vanno cercati nuovi modi oltre a quello tradizionale della pubblicazione su carta. Alcuni amici e colleghi lavorano per i programmi televisivi, realizzano piccoli video animati di carattere umoristico e satirico. Quella potrebbe essere un’ulteriore strada.

Riguardo le differenze nella produzione per la stampa e per i concorsi. Sì, ne vedo moltissime, in termini di qualità. Ma ne vedo molte anche fra concorso e concorso. Sono stata invitata a far parte di molte giurie e posso dirlo con cognizione di causa: ogni concorso e le relative scelte degli organizzatori e delle giurie hanno specificità diverse. Una grande differenza la fanno le regole di ammissione al concorso e le finalità dello stesso.

Riguardo il pubblico, ho l’impressione che sia cambiato e, per lo meno in Italia, sia diminuito. C’è molta attenzione verso i fumetti e verso l’illustrazione. In questo senso fioriscono le scuole, le mostre e i festival dedicati a questi due settori. Vedo meno interesse verso la satira e l’umorismo grafico. Soprattutto tra i giovani, lo riscontro con i miei studenti, non sanno bene cosa sia e manca la conoscenza di autori anche storici o molto popolari. Temo sia perché si informano prevalentemente dal web e poco dai giornali (che a loro volta pubblicano meno disegni).

PP: Sono d'accordo con te. Anche in America Latina succede qualcosa di simile.

E ora tocchiamo un punto che non possiamo evitare. Al giorno d’oggi, c'è molta censura nei media, nei governi e nei settori della società, nel pubblico? Troppa autocensura? E per utilizzare una domanda alla moda: quali sono i limiti dell'umorismo?

MN: il giornalismo serio è scomodo. Il vignettista, il disegnatore editoriale, non è esattamente un giornalista (salvo casi specifici) ma piuttosto un commentatore e con i suoi disegni può dare molto fastidio, dunque correre dei rischi.

La censura è sempre esistita: varia secondo le leggi, i costumi e la democraticità di uno stato. Se lo stato è poco democratico, il lavoro di un disegnatore va proprio nella direzione di guadagnare un maggiore spazio di libertà che varrà per lui come per tutti. Sappiamo di paesi autoritari dove i giornalisti vengono costretti al silenzio, incarcerati o uccisi. Lo stesso accade ai disegnatori.

In Italia soffriamo di un fenomeno di censura diversa: non è lo stato che limita l’espressione individuale ma alcune forme di potere (politici, imprenditori, gruppi economici, a volte la chiesa, anche se agisce in modo diverso) che abusano dell’arma della denuncia. Spesso i giornalisti seri che svolgono inchieste si vedono bloccati o rallentati da denunce dalle quali si devono difendere, spendendo energie, tempo e denaro. I processi durano anni. Più che di autocensura, direi che chi scrive e chi disegna è tenuto ad essere molto attento e chiaro (e il più corazzato possibile).

C’è anche un altro aspetto di cui vorrei parlare.

Viviamo un’epoca dove prevalgono le immagini, ma le persone spesso non sanno leggerle e interpretarle.

A complicare tutto ciò c’è anche la facilità con cui le vignette viaggiano nel web, uscendo dal contesto per cui erano state pensate e finendo sotto gli occhi di persone che non condividono lo stesso linguaggio, non possiedono strumenti culturali condivisi che consentano loro di decifrarle. Vengono viste, ma non capite.

Umberto Eco diceva: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli. Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l'invasione degli imbecilli."*

Tra imbecilli o ignoranti il risultato non cambia. Le conseguenze possono essere una pressione fortissima sui giornali (con relativo licenziamento dei vignettisti o il caso del NYT che per evitare problemi ha scelto la via dell’autocensura: mai più immagini satiriche e caricature per non ricevere denunce e subire danni economici) o peggio ancora la strage di Charlie Hebdo.

Per rispondere alla tua domanda, i limiti dell’umorismo dipendono dai limiti dell’intelligenza e della sensibilità di ognuno. Si potrebbe scherzare di tutto… ma, purtroppo, non con chiunque.


PP: Sono totalmente d'accordo con te e con Eco, ma parliamo un po' dell'umorismo grafico editoriale, in particolare dell'umorismo politico. Quindi ti chiedo, politicamente parlando, l'umorismo viene da sinistra, da destra, da entrambi o nessuno dei due?

MN: è opinione comune che l’umorismo sia soprattutto di sinistra. E forse a sinistra si è data prova di maggiore libertà espressiva. Tuttavia penso sia soprattutto una questione di intelligenza e di onestà intellettuale. Soprattutto per chi fa satira: va mantenuta una giusta distinzione fra la critica, anche aspra, e la propaganda politica, che da una parte o dall’altra è sempre asservita.

PP: Impossibile dirlo meglio. Stiamo per concludere l'intervista. Da qui la domanda classica: come vedi il futuro dell'umorismo grafico? Internet è la soluzione?

MN: sono un’insegnante e non posso che essere ottimista e avere fiducia nelle nuove generazioni. L’umorismo grafico è in sofferenza, ma non credo morirà. Credo che si inventeranno altri modi e altri spazi/contenitori. Qualcosa si intravede già: c’è una produzione più di nicchia, con edizioni curate, destinate a un pubblico di cultori e appassionati della materia. E parallelamente si intravede un altro filone, più popolare, più sociale che ha varie modalità espressive e viaggia fra internet e l’autoproduzione.

PP: Mi piace vedere colleghi ottimisti. Grazie per questo. E infine, c'è una domanda che non ti ho fatto e che avresti voluto che ti facessi? Se si, puoi rispondere ora?

MN: no, nessun’altra domanda. Vorrei solo aggiungere che mi ha fatto piacere riflettere sui quesiti che hai posto e ti ringrazio. È stato un tempo speso bene.


Auguro buon lavoro a te e buona lettura a chi ci legge.

Torno a raccontare di me attraverso il disegno, quello senza parole e con il “segno molto maschile”



2022_new_far_west.



anime_gemelle

filo_chances.



trionfo_fosca

vanità

endometriosi

corridoi_umanitari

2022_aborto_USA.

2022_giornalisti_fronte.



*Parole pronunciate a Torino da Umberto Eco durante la cerimonia di consegna della laurea honoris causa in "Comunicazione e Cultura dei media".

https://www.huffingtonpost.it/2015/06/11/umberto-eco-internet-parola-agli-imbecilli_n_7559082.html


Foto di Francisco Punal Suarez e disegni di Marilena Nardi

domenica 4 settembre 2022

27th INTERNATIONAL CARTOON EXHIBITION ZAGREB 2022

 



1.prize Konstantin Kazanchev.Ukraine.


27th INTERNATIONAL CARTOON

EXHIBITION ZAGREB 2022

Theme: WATER POLO

672 works / 362 authors / 58 countries


THE WINNERS

FIRST PRIZE

KONSTANTIN KAZANCHEV, Ukraine

SECOND PRIZE

MAKHMUD ESHONKULOV, Uzbekistan

THIRD PRIZE

MARIO ROSANDA, Croatia



2.prize Makhmud Eshonkulov.Uzbekistan.

3.prize   Mario Rosanda.Croatia.



SPECIAL MENTIONS

FRANO CEBALO, Croatia

ISMAIL KAR, Turkey

CEMIL SAFITURK, Turkey

SHENYING SUN, China

MUAMMER OLCAY, Turkey


Special Mention Shenying Sun.China.

Special Mention Cemil Safiturk.Turkey.

Special Mention Muammer Olcay.Turkey.

Special Mention  ISMAIL KAR.Turkey.

Special Mention  Frano Cebalo.Croatia.

HRVATSKO DRUŠTVO KARIKATURISTA

THE CROATIAN CARTOONIST ASSOCIATION

Savska 100, 10000 ZAGREB, CROATIA

www.hdk.hr        hrvdrukar@gmail.com

sabato 3 settembre 2022

World Humor Hawards .app

 By https://www.worldhumorawards.app/



In conclusione della premiazione dei World Humor Hawards, Gianandrea Bianchi ha presentato un sito che permette di vedere tutti i disegni di tutti quelli che hanno partecipato dal 2016 in poi.

" Volevo farvi vedere un'applicazione speciale! Praticamente abbiamo preparato questo sito web dove abbiamo raccolto i disegni che gli autori hanno inviato dal 2016 ad oggi  agli  World Humor Hawards Non ci sono ancora proprio tutti perché ogni tanto ci accorgiamo che manca qualcuno praticamente funziona così. 

Vai a cercare per esempio la  Germania. Clicchi col mouse sul segnaposto e ti apparirà l'elenco di tutti gli artisti che hanno partecipato. Fai doppioclic sull'autore che ti interessa e vedrai tutte le opere che ha mandato."


Cari amici per spiegarvi meglio ho fotografato l'esempio

Ho cliccato sulla Germania  e poi doppio clic su un autore, ho scelto Rainer Ehrt.

Fantastico!! Si possono anche ingrandire i disegni.



In conclusion of the World Humor Hawards award ceremony, Gianandrea Bianchi presented a site that allows you to see all the drawings of all those who participated from 2016 onwards.

"I wanted to show you a special application! Basically we have prepared this website where we have collected the drawings that the authors have sent from 2016 to today to the World Humor Hawards They are not really all yet because every now and then we realize that someone is missing practically it works like this .

Go look for Germany for example. Click with the mouse on the placeholder and you will see a list of all the artists who participated. Double-click on the author you are interested in and you will see all the works he has sent. "

giovedì 1 settembre 2022

World Humor Awards 2022: la premiazione nel Castello di Fontanellato

Foto di gruppo degli artisti premiati: da sx Lucio Troiano Italia, Mario Magnatti Mariom Italia, Franco Donarelli Italia, Constantin Sunnerberg Francia, Enrico Biondi Italia, Ernesto Priego Spagna, Maria Picasso Spagna, Daniel Stieglitz Germania, Niels Bo Bojesen Danimarca, Alejandro Becares Argentina, Agim Sulaj Albania, Leonardo Cannistrà Italia.

Purtroppo tanti gli artisti assenti : Toso Borkovic Serbia, Musa Gumus Turchia, Alexander Dubovsky Ucraina, Angel Boligan Messico e Pat Carra Italia



Sabato 27 Agosto , nella splendida Rocca medievale Sanvitale meglio  conosciuta come Castello di Fontanellato  a Fontanellato  ( Pr) si è  svolta la premiazione della 7°edizione  del World Humor  Awards organizzata dall'Associazione  Lepidus  e con il sostegno  di Fitel Emilia Romagna. 

Presente la presidente  Laura Scandellari   che ha premiato  Leonardo Cannistra' ( Italia) e Ernesto Priego (Spagna )

Ha presentato la serata Gianandrea Bianchi  presidente dell'Associazione Lepidus. 

 

 

Il Premio Buduàr assegnato dalla rivista al Maestro dell'Arte Leggera Lucio Trojano. Da sinistra Gianandrea Bianchi, Marco De Angelis (in rappresentanza del Comitato Centrale del giornale, composto anche da Dino Aloi e Alessandro Palex Prevosto) e Lucio Trojano (con la scultura in ardesia realizzata da Laura Salemi Lapis).

The Buduàr Prize awarded by the magazine to the Master of Light Art Lucio Trojano. From left Gianandrea Bianchi, Marco De Angelis (representing the Central Committee of the magazine, also composed of Dino Aloi and Alessandro Alessandro Palex Prevosto) and Lucio Trojano (with the slate sculpture made by Laura Salemi Lapis).



Il sindaco di Fontanellato Luigi Spinazzi con l'organizzatore del concorso Gianandrea Bianchi


Agim Sulaj - Excellence Trophy





Alejandro Becares Becs - Excellence Trophy

Enrico Biondi - Excellence Trophy

Franco Donarelli - Excellence Trophy


Constantin Sunnerberg - Bronze Trophy

Il Golden Trophy per i cartoons assegnato al danese Niel Bo Bojesen.



Leonardo Cannistrà premio Rino Montanari consegnato da Laura Scandellari, 
presidente Fitel Emilia Romagna



Ernesto Priego - Portrait of Guccini

Daniel Stiegliz- Bronze Trophy Caricature




Maria Picasso- Silver Throphy Caricature


Mario Magnatti - First Prize Caricature




 Special Guest - Guido Clericetti, consegna il premio il presidente della giuria Guido De Maria


Il pubblico












La Mostra:




The 4th Libex competition : the 55 semi-finalist cartoonists

 


Fourth International Editorial Cartoons Competition - 2022

Librexpression/Libex the Giuseppe 

di Vagno Foundation (1889-1921)

« Towards the End of Humanity?”


For this competition, 281 professional editorial cartoonists from 63 countries submitted 490 cartoons. An international jury selected 55 semi-finalist cartoonists from 30 countries. Their cartoons will be presented in an exhibition in the Monastery of Conversano (Italy) from 19 September to the end of December 2022 and published in a printed catalogue. 

- The 55 semifinalists will be announced on September 1, 2022 

- The 10 finalists will be announced on September 10, 2022.

- The 3 winners will be announced on September 24, 2022.

Jury members: 

Fabio Magnasciutti (Italy) and Marilena Nardi (Italy), Tom Janssen (Netherlands), Siri Dokken (Norway), Raffaella Spinazzi (Italy), KAP (Jaume Capdevilla-Spain), President: Thierry Vissol (Director of Libex)

A competition in collaboration with:

- Giuseppe di Vagno Foundation - Lector In Fabula www.lectorinfabula.eu / www.pagina21.eu  / www.voxeurop.eu  / Fany Blog https://fany-blog.blogspot.com/  / Dibujantes Sin Frontieras https://listocomics.com/dibujantes-sin-fronteras/  


Theme of the competition:

For the first time in its long history, humanity is in an increasing, perhaps inevitable, danger of extinction as a result of human activity. 

Until recently, we were focused on the growing ecological threats and the return of deadly global pandemics. Air, water, sea and nature pollution, global warming and climate change have reached unsustainable levels. 

Since the 24th of February 2022, the existence of planet Earth is once again threatened by a third world war or even by the outbreak of a nuclear war! A risk forgotten by the man in the street since the end of the Cold War. 

With this return of tragedy, humanity is in danger of disappearing. To prevent this new form of doomsday from happening, it must reconcile itself with itself and with its history. Human beings must understand that this is not only an environmental issue but also and above all a geopolitical, political, economic, and social issue. On a global scale. 

Inequality, violated rights, demography, migration, poverty, pandemics, wars, national and international power struggles and hegemonies, dictatorships, disinformation, ignorance, are all open issues that can produce global upheavals in a short time and change the course of human history. 

It is urgent to act, even if it may already be too late. Yet everything is happening with a kind of general indifference.  Will humans be able to forge a new destiny?

The 55 semi-finalist cartoonists:

Carlos Amorim - Brasil
Antonio Antunes - Portugal
Guy Badeaux - Canada
Alejandro Becares - Argentina
Jean-Loic Belhomme - France
Niels Bo Bojesen - Denmark
Galym Boranbayev - Kazakhstan
Toso Borkovic - Serbia
Maurizio Boscarol - Italy
Gennadii Chegodaev - Russia
Giancarlo Covino - Italy
Marco De Angelis - Italy
Amir Dehgan - Iran
Camila Dela Fuente - Mexico
Rainer Demattio - Germany
Apolo Doroteo Guerra Mechain- Perù
Darko Drljevic - Montenegro
Rainer Herth - Germany
Damien Glez - Burkina Faso
Musa Gumus - Turkey
David Hafez - USA
Natalija Haidari - Belgium
Erik Heijlen - Belgium
Giuseppe Inciardi - Italy
Steffen Jahnowski - Germany
Ilya Katz - Israel
Konstantin Kazanchev - UKraine 
Vladimir Kazanewsky - Ukraine
Michhal Koniarek - Netherlands
Nikola Kostandinovic - Serbia
Kusto Oleksiy Kustovsky - Ukraine
Jitet Kustana - Indonesia
Pol Leurs - Luxembourg
Feng Li Hai - China
Nikola Listes - Croatia
Paolo Lombardi - Italy
Tommaso Marcolla - Italy
Ali Mirae - Iran
Ramses Morales Izquierdo - Cuba
Muammer Olcay - Turkey
Elena Ospina - Colombia
Marlene Pohle - Argentine
Jean-Michel Renault - France
Tjeerd Royaards - Netherlands
Kaan Saatchi - Turkey
Cristina Sampaio - Portugal
Gatis Sluka - Latvia
Leonid Storozhu - Ukraine
Agim Sulaj - Albania-Italy
Javad Takjoo - Iran
Lamberto Tommasini - Italy
Assunta Toti Buratti - Italy
Christine Traxeler - France
Gianfranco Uber - Italy

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