lunedì 8 giugno 2026

Marjane Satrapi

 È scomparsa all'età di 56 anni Marjane Satrapi, artista e intellettuale iraniana, autrice del romanzo a fumetti, Persepolis, con cui aveva raccontato la sua vita durante la Rivoluzione islamica in Iran.

⚫ Marjane Satrapi

Maria Picasso

Sei sempre stata speciale

Gianluca Costantini 



#marjanesatrapi #Iran #Persia #Persepolis #diritti #bombe

Chère Marjane, merci.

Mauro Biani 


«Punk is not dead : Marjane restera. Eternelle et rebelle.»
«Marjane Satrapi est morte de chagrin. Elle a dit merde à cette vie qui lui a arraché son grand amour. Elle a tiré un trait. Ce même trait puissant qui a fait sa renommée, son talent, Persepolis, son engagement et son combat contre le régime des mollahs. Toute sa vie elle n’aura eu de cesse de défendre la liberté du peuple iranien, la liberté des femmes face à l’oppression religieuse, la liberté de créer. Dans son monde entre noirceur et lumière, elle était rire et gravité, caractère et sensibilité, force et fragilité. Toute en contraste.»
✍️ Coco, dessinatrice à Libé, rend hommage à la dessinatrice, avec qui elle avait collaboré pour le livre collectif Femme, vie, liberté, publié en 2023.



Cartooning for Peace rend hommage à Marjane Satrapi, tristement disparue hier. Au delà de son immense talent qui aura marqué l'histoire de la bande dessinée, son combat pour la liberté et les droits des femmes, notamment dans son pays l'Iran, reste un exemple et une leçon de vie.

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Cartooning for Peace pays tribute to Marjane Satrapi, who sadly passed away yesterday. Beyond her immense talent, which left an indelible mark on the history of comic books, her fight for freedom and women’s rights, particularly in her home country of Iran, remains an inspiration and a lesson in life.

✏️ YAS caricature - illustration (France),   Marco De Angelis (Italy) 

YAS caricature - illustration (France)


Marco De Angelis (Italy)




Cette case extraite des premières pages de Persepolis pourrait résumer à elle seule le parcours exceptionnel de Marjane Satrapi qui vient de quitter ce monde dans la fleur de l'âge. Elle a apporté un souffle nouveau au monde du roman graphique autobiographique. Transformant la création en acte de résistance et de libération, d'abord pour elle-même puis pour les générations de créatrices qu'elle a marqué et qui lui ont emboîté le pas. Son oeuvre est à la fois intemporelle et actuelle. Adieu et merci Marjane!
Michel Kichka


Mon hommage à Marjane Satrapi, l’artiste qui, la première, a montré au monde la vérité complexe sur l’Iran avec une telle simplicité et un tel génie dans son Persepolis intemporel, qui n’a jamais cessé d’être la voix des Iraniens, qui est née dans ma ville natale et a vécu la même expérience que moi durant mon enfance et mon adolescence. Merci, Marjane!
#marjanesatrapi
#persepolis
Kianoush Ramezani

Sad, sad news... R.I.P. Marjane Satrapi...

#caricature #marjanesatrapi #persepolis #RIP

Theodossis Teneketzidis



In memoria della grande artista Marjane Satrapi

Gio /Mariagrazia Quaranta

www.caricaturegio.altervista.it


Marjane Satrapi (1969-2026).
Damien Glez



#MarjaneSatrapi #Satrapi #Persepolis #Iran #Freedom #Art #Cartooning To Marjane Satrapi. Thank you for your courage, your art, your humor, but above all, for the inspiration.
Pedro XMolina


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BY POST

È morta la fumettista Marjane Satrapi, autrice di “Persepolis”

Aveva 56 anni: nel suo fumetto più famoso aveva raccontato la sua vita durante la Rivoluzione islamica in Iran

È morta a 56 anni Marjane Satrapi, fumettista franco-iraniana tra le più importanti al mondo e nota soprattutto per Persepolis, fumetto in cui raccontò la sua infanzia in Iran durante la rivoluzione islamica del 1979 e il suo successivo trasferimento in Europa. «Marjane Satrapi è morta di dolore poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l’amore della sua vita», ha scritto la famiglia in una dichiarazione inviata all’agenzia di stampa francese AFP.

Con il suo stile di disegno minimale, il suo utilizzo espressivo del bianco e nero e la sua capacità di raccontare un contesto molto poco rappresentato nella cultura pop come la teocrazia islamica in Iran, Satrapi si era affermata come una dei fumettisti più influenti e rispettati al mondo. Le sue storie erano al tempo stesso intimiste e politiche: parlavano di depressione, traumi e conflitti interiori, ma anche della vita di donne e adolescenti sotto la dittatura iraniana, un tema a cui Satrapi aveva dedicato la maggior parte della sua produzione.

La fama di Satrapi è legata principalmente a Persepolis, che fu pubblicata tra il 2000 e il 2003 sulla rivista francese Collection Ciboulette e spostò molte asticelle nel fumetto d’autore. Era un’opera ibrida, influenzata sia dall’attualità che dalla storia personale di Satrapi, e pur essendo un racconto molto personale fu accostata fin da subito alle più grandi opere di graphic journalism, come Maus di Art Spiegelman.

Negli ultimi 26 anni la rappresentazione essenziale, cartoonesca e riflessiva che Satrapi fece di sé stessa, caratterizzata da un neo sul lato destro del naso sempre in bella vista, è diventata una delle più amate e riconoscibili del fumetto europeo. Per realizzare Persepolis partì dal racconto della sua famiglia, che aveva ideali progressisti e cosmopoliti e si opponeva tanto allo Scià quanto ai rivoluzionari khomeinisti, che nel 1979 istituirono il regime teocratico che resiste ancora oggi.

La sua infanzia fu caratterizzata dalla passione per il cinema, i fumetti e la musica degli Abba e dei Bee Gees e dai racconti dello zio Anoosh, un ex prigioniero politico che le insegnò i valori del comunismo. Nel 2007 il fumetto venne adattato in un film animato di grande successo, diretto dalla stessa Satrapi.

Nel 2004 pubblicò Pollo alle prugne, il suo secondo fumetto più famoso. Il protagonista è Nasser Ali Khan, un celebre musicista e virtuoso del tar, uno strumento a sei corde simile a un liuto, molto rispettato dalla sua comunità. Dopo che la moglie rompe il suo strumento, Nasser Ali perde ogni desiderio di vivere e comincia a deprimersi, sviluppando una grande sofferenza che diventa il filo conduttore di tutta la storia.

Satrapi era nata nella città iraniana di Rasht nel 1969 ma aveva trascorso l’adolescenza a Vienna, in Austria, dove si era trasferita per frequentare le superiori. Tornò in Iran per frequentare l’università di Teheran, ci rimase per qualche anno e si sposò. Nel 1994, dopo la fine del suo primo matrimonio, si trasferì in Francia.

Da molti anni aveva una relazione con il produttore, autore e sceneggiatore Mattias Ripa, morto nel 2025, con cui condivideva tutti i suoi progetti artistici. Satrapi era nota anche per la sua lunga collaborazione con il New York Times, per cui curava un’apprezzata rubrica illustrata. Nel 2023 aveva pubblicato il fumetto Donna, vita, libertà, dedicato alla morte di Mahsa Amini e scritto insieme al politologo Farid Vahid, al reporter Jean-Pierre Perrin e allo storico Abbas Milani.

Satrapi era anche una regista. Oltre agli adattamenti di Persepolis e Pollo alle prugne diresse anche La bande des Jotas (2012), The Voices (2014) e Radioactive (2019), quest’ultimo dedicato alla vita della scienziata francese Marie Curie.

martedì 2 giugno 2026

2 giugno 2026: la Repubblica festeggia gli 80 anni!

I volti della Repubblica

“La Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi”

Sergio Mattarella



Buona Festa della Repubblica !

2 giugno 1946 - 2 giugno 2026

Marilena Nardi



...Res-pubblica è Res-istenza!


Gio

www.caricaturegio.altervista.it



2 giugno 2026 

Si festeggiano gli ottant'anni dalla nascita della nostra Repubblica. 

Alcuni la vorrebbero ringiovanire con qualche ritocchino ma forse il modo migliore per festeggiarla sarebbe quello di rispettare quanto ci  ha tentato di insegnare con la Costituzione.

Gianfranco Uber



#FestadellaRepubblica #Italia #80anni

Tutte/i insieme. #Costituzione, #Democrazia e #Repubblica.

Cavalli "disertori" montati da bambini figli del mondo.

Grazie.

Mauro Biani





"FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA" - 80 anni dalla proclamazione - 2 Giugno 2026_🇮🇹

"Le donne al voto" - "Nasce la Repubblica Italiana"- "Elezione della Assemblea Costituente" _(immagini tratte dal Calendario 2026 Della ANFCDG)
Marco D'Agostino


"Ottant'anni fa nasceva la Repubblica Italiana. 

Nacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza, Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice e insieme rivoluzionario. Dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto. 

E nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne. Dopo aver potuto esprimere la loro preferenza nelle elezioni amministrative di marzo, il 2 e il 3 giugno del 1946 le italiane entrarono nei seggi per partecipare a pieno titolo alla scelta tra monarchia e repubblica e all'elezione dell'assemblea costituente. 

Finalmente, almeno lì dentro, la loro voce aveva lo stesso peso di quella di chiunque altro. Prima di quel momento la maggior parte delle donne italiane era cresciuta dentro un'idea precisa di subordinazione e obbedienza. Sotto il regime fascista le donne non erano soltanto escluse dalla vita pubblica ma furono progressivamente ricondotte anche per legge a un unico ruolo considerato naturale: moglie, madre, custode del focolare. 

La propaganda fascista celebrava la maternità come missione patriottica: dare figli alla nazione. Ma dietro quella retorica c'era un progetto di limitazione dell'autonomia femminile. Alle donne fu proibito di dirigere scuole medie e superiori, di insegnare materie considerate di alto profilo, come filosofia e storia nei licei. 

L'istruzione di bambini e ragazze fu orientata verso lavori donneschi, ovvero mansioni domestiche. Gli studi superiori e le professioni intellettuali venivano altamente sconsigliati. E nel caso in cui una studentessa avesse avuto l'arroganza di proseguire gli studi, avrebbe comunque trovato tasse universitarie raddoppiate rispetto a quelle degli studenti. 

Accanto alle norme, anche gli scritti ideologici del tempo teorizzavano la subordinazione femminile. 

In questi passaggi del volume ‘Politica della famiglia’ del 1938, scritto dall'economista fascista Ferdinando Loffredo, affiora, a voler pensar male, un certo pregiudizio misogino, seppur velatamente accennato tra le righe: ‘La indiscutibile minor intelligenza della donna ha impedito di comprendere che la maggiore soddisfazione può essere da essa provata solo nella famiglia’.

E ancora: ‘Il lavoro femminile crea nel contempo due danni: la mascolinizzazione della donna e l'aumento della disoccupazione maschile’.

In sintesi è: ‘Vengono a rubarci il lavoro’. Questo concetto, devo dire, va ancora fortissimo. È un jolly da giocarsi a seconda delle categorie. Allora erano le donne.

Eppure, in questo oscuro scenario di disuguaglianza, ci furono ragazze giovanissime che decisero di ribellarsi. In un momento storico in cui dissentire non consisteva nel pubblicare una storia su Instagram, ma voleva dire mettere a rischio la propria vita. 

Adottarono un nome di battaglia, come misura di sicurezza per sé e per i compagni, e si unirono alle circa 300.000 persone impegnate nella resistenza contro il nazifascismo. 

Teresa Vergalli, nome di battaglia Annuska, staffetta, a 16 anni andava in bicicletta con i messaggi nascosti nelle trecce e una piccola rivoltella nel reggipetto per uccidersi qualora fosse caduta nelle mani dei naz*sti. Non ne ebbe bisogno e dopo la guerra girò per le campagne con il facsimile della scheda elettorale per mostrare alle braccianti come apporre il proprio voto su questo misterioso ma importantissimo documento. 

Tina Anselmi aveva 17 anni quando fu costretta ad assistere all'impiccagione di 31 prigionieri in piazza. Decise di unirsi alla resistenza. Dedicò poi tutta la sua vita alla tutela dei diritti civili e sociali delle donne.

Irma Bandiera venne catturata da una squadra fascista e seviziata in ogni modo possibile per giorni affinché rivelasse informazioni sui propri compagni. Non lo fece. Venne accecata e uccisa da una raffica di mitra e il suo corpo fu esposto pubblicamente perché tutti vedessero qual era la fine che toccava ai nemici del regime. Aveva 29 anni.

Molte di quelle ragazze erano adolescenti. Molte di quelle ragazze erano adolescenti, non avevano ancora il diritto di lavoro, ma stavano già scegliendo il futuro dell'Italia. E quella scelta aveva un prezzo reale. Il carcere, la tortura, la morte.

Alcune partigiane, finita la guerra, entrarono persino nell'assemblea costituente. Nilde Iotti, che aveva partecipato alla resistenza nei gruppi di difesa della donna, divenne una delle 21 donne costituenti e anni dopo la prima presidente della Camera.

Teresa Mattei, partigiana a 20 anni, contribuì alla scrittura dell'articolo 3 della Costituzione, quello che sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.

Ma accanto a queste figure straordinarie c'era la moltitudine silenziosa delle donne comuni, quelle piegate dal lavoro fin dall'infanzia, indottrinate alla sottomissione, destinate nei casi migliori a una vita di obbedienza e nei peggiori a subire ogni sopruso, che avevano allevato i figli nella fame, sotto i bombardamenti, lavorato nei campi, fatto code interminabili per un pezzo di pane e poi contribuito a ricostruire un paese devastato dalla guerra.

Insomma: quelle che non sarebbero finite nei libri di storia e che raramente sono state ringraziate. Proviamo a immaginare cosa abbia significato per quei milioni di donne essere finalmente considerate cittadine, non più soltanto madri o mogli, ma persone. Titolari di una volontà politica e di diritti, essere convocate attraverso il voto a partecipare alle decisioni che riguardavano il futuro collettivo.

Si saranno percepite come gocce nel mare o come parte attiva di qualcosa di più grande? Con quale emozione avranno vissuto quel momento? 

La giornalista Anna Garofalo raccontò così quei giorni: "Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere hanno un'autorità silenziosa e perentoria. Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del pane. Abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d'esame. Ripassiamo mentalmente la lezione, quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d'amore. Le conversazioni che nascono tra uomini e donne hanno un tono diverso, da pari".

Da pari. Con quel gesto nasceva la promessa di una repubblica fondata sulla dignità e sull'uguaglianza.

La promessa di un paese in cui si potesse parlare liberamente, di sentire scegliere chi governa, partecipare alla vita pubblica senza paura.

Una nazione in cui le donne potessero finalmente studiare, lavorare, votare, candidarsi, amministrare i propri beni, costruire il proprio destino fuori dall'obbedienza imposta.

L'effettiva parità salariale, la libertà di camminare sole la sera o di separarsi da un compagno violento senza temere per la propria incolumità. Ecco, queste ultime promesse non sono state ancora mantenute.

Dobbiamo lavorarci.

Dico ‘dobbiamo’ perché se è vero che la sovranità appartiene al popolo, allora ogni cittadino può e deve fare la sua parte. Molto è cambiato da allora. Ma la storia recente ci mostra con brutale chiarezza quanto velocemente il mondo possa cambiare. E quel diritto conquistato 80 anni fa continua a ricordarci che la democrazia non è qualcosa di scontato e che ogni libertà esiste perché qualcuno ha avuto il coraggio di pretenderla. 

Oggi, festeggiare gli 80 anni della Repubblica Serve a tenere bene a mente quanto sia prezioso vivere in democrazia, che nessun tiranno decida per noi. Serve a ricordare da dove veniamo, a onorare il coraggio di uomini e donne che hanno combattuto per la nostra libertà e a impegnarci ogni giorno a meritarla. 

Irma Bandiera, prima di essere fucilata a 29 anni, fece in tempo a scrivere una lettera indirizzata a sua madre: "Ditele che sono caduta perché quelli che verranno dopo di me possano vivere liberi come l'ho tanto voluto io stessa". 

Quelli dopo di lei siamo noi".

Paola Cortellesi, in piazza del Quirinale, davanti al Presidente della Repubblica 

giovedì 28 maggio 2026

Fidenza OF Orsoline : La costituzione Italiana di Ro Marcenaro

 


Sarà inaugurata venerdì 29 alle 17, nella sala di via Costa di Of Orsoline, 
la mostra La Costituzione italiana, illustrata da Ro Marcenaro, 
che resterà allestita sino al 14 giugno,
 a cura di Anpi, Comune e associazione Lepidus. 

Nel 2019 Ro Marcenaro fu premiato special Guest ai World Humor Awards. 
Questa mostra a Fidenza vuole essere una bella occasione per ricordarlo.
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La Costituzione italiana ( Principi fondamentali)

Francesco Soncini, nei suoi quadri c'era la Parma più genuina


 

 


 



Francesco Soncini, nei suoi quadri c'era la Parma più genuina
Pittore, ritrattista e caricaturista: il Palio e una vita di impegno culturale e civile
di Lorenzo Sartorio

26 Maggio 2026

La parmigianità ed il mondo dell’arte sono in lutto per la scomparsa di Francesco Soncini (il «Soncio») valente pittore, ritrattista, caricaturista, persona di vasta cultura con un grande amore per la sua città che ha testimoniato in tutta la sua vita fino all’ultimo.Classe 1935, era nato nel cuore di Parma, tra quella ragnatela di borghi all’ombra della chiesa santuario di San Quintino in via XXII luglio: borgo Onorato (l’antico Borgo Gallinara). Era considerato uno degli ultimi «pramzàn dal sas», non solo per la profonda conoscenza di Parma, ma per quella vis artistica che lo aveva portato a rappresentare la nostra città nei suoi disegni, in modo simpatico, estroso, allegro, spensierato, divertente che non offendeva mai, ma che rappresentava anche i monumenti più importanti ed i personaggi più illustri con un sarcasmo sottile, pungente e fuori dagli schemi, come, fuori dagli schemi, era la firma che apponeva alle sue opere rappresentata da un simpatico ragnetto che sembrava quasi sorridere e compiacersi delle umane debolezze e dei grandi trascorsi della città ducale. Dopo le medie frequentò l’ Istituto tecnico Melloni per ragionieri «per evitare (come ebbe a dire agli amici) il latino». Dopo 4 anni di sofferenza per quel corso scolastico che non era certamente nelle sue corde, si iscrisse all'Istituto d'Arte Paolo Toschi dove si diplomò in scenotecnica. Lavorò come cartografo e come disegnatore pubblicitario, meccanico ed edile sino ad arrivare all'abilitazione per l'insegnamento. Frequentò a «Cinecittà» un corso per aiuto-regista diretto da Luchino Visconti, lavorò al «Vittorioso» dove conobbe Jacovitti che, indubbiamente, lasciò in «Soncio» un’indelebile traccia che in seguito ritrovò nelle sue opere. Un'attività vulcanica, quella di Francesco, non solo nel mondo dell’arte ma anche a sostegno della scuola, dell’infanzia, dello sport, delle tradizioni e della storia locale che lo portò alla presidenza del «Palio di Parma». Per una decina d'anni dipinse i drappi per i premi, creò il manifesto ed i simboli delle cinque Porte, il gioco della dama in costume, la «Cena dei Capitani» e la benedizione in Cattedrale dei palii. Collaborò con diversi giornali con illustrazioni, novelle e saggistica varia, in special modo, con la Gazzetta di Parma. Partecipò a diverse mostre e pubblicò libri su varie tematiche. 
Sposato con la pittrice Gianna Monti, padre di due figlie e affettuosissimo nonno di due nipoti era legatissimo alla famiglia.«Ho avuto la fortuna di aver conosciuto il «Soncio» - ricorda Giuseppe Mezzadri, già presidente dell’associazione culturale "Parma Nostra", animatore, con Andrea Mondini, della Consulta Dialettale ed autore di diverse pubblicazioni - e di avere goduto della sua amicizia. Francesco era una persona gentile, dotata di una formidabile ironia, sempre sorridente e disponibile. Mai che si desse arie anche se, conoscendo la sua storia di uomo e di artista, avrebbe potuto darsele. Personalmente sono in debito con lui perché, nel 2007, illustrò ed arricchì il mio terzo libro "Pärma e Brazil" con una serie di gustosi disegni. Nel 2014 ho potuto inserire nel mio quinto libro, "La Nostra Parma", oltre alla bella copertina, alcuni disegni stupendi e spiritosi nei quali "Tortoréla" che veniva invitato a donare il sangue. Erano disegni facenti parte della serie che aveva eseguito a sostegno della campagna di promozione delle donazioni di sangue dell’Avis. A proposito di personaggi, nel 2010, avevamo dato vita ad una serie di "strisce". Lui creava la vignetta ed io la battuta che attribuivo a "Scorsamära" un personaggio di mia creazione. Fu una preziosa presenza per alcune importanti realtà culturali parmigiane come la "Dante Alighier" ed, ovviamente, per il "Palio di Parma". Infine vorrei segnalare, in particolare, l’illustrazione della "Divina Commedia" con una serie di disegni a colori uno più bello dell’altro».Anche Luciano Vezzani ricorda con commozione l’amico fraterno ed il fedele compagno di tante iniziative che avevano sicuramente come fine, non solo la promozione umana e culturale, ma anche sociale ed a sostegno della tutela dell’ambiente.
Lorenzo Sartorio



Francesco Soncini: mostra al Don Gnocchi



Quel «surrealismo padano» di Francesco Soncini

Francesco Soncini, noto come Soncio, gravita solitamente in strada Aurelio Saffi, tra l'Istituto «Don Gnocchi» e via Dalmazia: un piccolissimo mondo, nel quale l'estroso pittore e umorista si trova perfettamente a proprio agio anche perché è certamente una simpatica persona, così come sono simpatici e gradevoli i suoi disegni. Abbiamo un passato in comune, sia per quanto riguarda le mostre (gliene ho organizzata una, molto raffinata e coerente, tanti anni fa alla galleria Giordani di strada Cairoli sul tema di Don Chisciotte, già inserita nel surrealismo, che Soncini ama moltissimo) sia per quanto concerne le storie a fumetti (gli avevo scritto i testi per uno strano personaggio, «Il ragioniere», che, quando portava fuori il gatto, sognava di essere fra le tigri del Borneo, ma aveva sempre una moglie concreta che lo riportava alla realtà. Poi, sulla Gazzetta, abbiamo pubblicato una rubrica di oroscopi, con personaggi conosciuti sempre ironici e semplici da capire.
Insomma, una storia lunga una vita, anche se il Soncio non ha fatto molte mostre, forse per pigrizia, forse perchè ha bisogno di qualcuno che gli assegni i temi e che lo sostenga moralmente nell'organizzazione
Così, questa mostra nel parco Bizzozero è un po' una sorpresa e un ritorno al passato. Diciamo subito che non si tratta di disegni umoristici, ai quali ci ha abituati da tempo il diabolico Francesco: sono, infatti dipinti a olio, realizzati in vari anni e offrono il tema comune della surrealtà.
Soncini ci sa fare anche quando abbandona la penna per il pennello e, nella sala dell'Università degli anziani di via Bizzozero, propone vari temi e vari personaggi: alcuni tra l'umano e l'animale. Il suo interesse maggiore sembra il cavallo, che ritorna spesso in questa serie di quadri, ma ci sono anche personaggi riconoscibili (come, ad esempio, Indro Montanelli) e composizioni varie, ma tutte nel filone storico del surrealismo.
Peccato che la personale sia un po' nascosta e quindi difficile da trovare (anche per colpa della mancanza di segnalazioni e di immagini) e quindi il povero Soncio non conterà sicuramente molti visitatori. Ma lui è fatto così: lascia tutto al caso e si adegua con filosofia a ciò che succede, senza impegnarsi troppo nel cambiare il destino di un pittore.
T.M.

fonte Gazzetta di Parma 

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I "Disegni in dialetto" di Francesco Soncini



martedì 19 maggio 2026

Settanta

16 maggio ... 70!! 

GRAZIE A TUTTI!

Gli auguri di Ben Guyon

(Il personaggio raffigurato è Gastone Lagaffe (Gaston Lagaffe), un noto personaggio dei fumetti creato dal fumettista belga André Franquin.)



da Emilio Isca



Moise



Da Luca Novelli



da Vittorio D'Agostino



da Ade Christian Djaja


da Toti Spi

sabato 9 maggio 2026

𝐔𝐦𝐨𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐨𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝟓𝟐^ 𝐑𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐆𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐔𝐦𝐨𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚


 Oggi 9 maggio alle ore 17

 Premiazione ed inaugurazione Mostra SPERANZA e Salone d'Autore di GIO


𝐀N𝐍U𝐍C𝐈A𝐓I I V𝐈N𝐂I𝐓O𝐑I D𝐄L𝐋A 5𝟐^ E𝐃I𝐙I𝐎N𝐄

La Giuria della 52^ edizione del Premio Umoristi a Marostica ha assegnato i seguenti premi:

𝐆𝐑𝐀𝐍𝐃 𝐏𝐑𝐈𝐗 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐒𝐂𝐀𝐂𝐂𝐇𝐈𝐄𝐑𝐀 𝟐𝟎𝟐𝟔 

𝐇𝐞𝐢𝐛𝐚𝐭 𝐀𝐡𝐦𝐚𝐝𝐢 - 𝐈𝐫𝐚𝐧

𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 𝐒𝐏𝐄𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 “𝐌𝐀𝐑𝐂𝐎 𝐒𝐀𝐑𝐓𝐎𝐑𝐄” 

𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐕𝐢𝐠𝐧𝐚𝐠𝐚 - 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚

𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 𝐒𝐏𝐄𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 “𝐒𝐀𝐍𝐃𝐑𝐎 𝐂𝐀𝐑𝐋𝐄𝐒𝐒𝐎”

𝐀𝐦𝐢𝐫 𝐃𝐞𝐡𝐠𝐡𝐚𝐧 - 𝐈𝐫𝐚𝐧


𝐆𝐑𝐀𝐍𝐃 𝐏𝐑𝐈𝐗 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐒𝐂𝐀𝐂𝐂𝐇𝐈𝐄𝐑𝐀 𝟐𝟎𝟐𝟔 

𝐇𝐞𝐢𝐛𝐚𝐭 𝐀𝐡𝐦𝐚𝐝𝐢 - 𝐈𝐫𝐚𝐧
𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 𝐒𝐏𝐄𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 “𝐌𝐀𝐑𝐂𝐎 𝐒𝐀𝐑𝐓𝐎𝐑𝐄” 

𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐕𝐢𝐠𝐧𝐚𝐠𝐚 - 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚

𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 𝐒𝐏𝐄𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 “𝐒𝐀𝐍𝐃𝐑𝐎 𝐂𝐀𝐑𝐋𝐄𝐒𝐒𝐎”

𝐀𝐦𝐢𝐫 𝐃𝐞𝐡𝐠𝐡𝐚𝐧 - 𝐈𝐫𝐚𝐧


𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 “𝐄𝐋𝐄𝐍𝐀 𝐗𝐀𝐔𝐒𝐀” dedicato a giovani artisti - a cura del Gruppo Grafico Marosticense 

𝐓𝐮𝐧𝐚 𝐂𝐞𝐲𝐥𝐚𝐧 - 𝐓𝐮𝐫𝐜𝐡𝐢𝐚


𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐔𝐌𝐎𝐑𝐈𝐒𝐓𝐈 𝐀 𝐌𝐀𝐑𝐎𝐒𝐓𝐈𝐂𝐀 

opere finaliste a pari merito:

Ameen Alhabarah - Arabia Saudita

Bernardino Boifava -Italia

Bobisa Todorovic - Serbia

Eugene Grigoriev - Ucraina

Maciej Michalski - Polonia

Mehmet Zeber - Turchia

Nahid Maghsoudi – Iran

Pol Leurs – Lussemburgo

Toso Borkovic -Serbia

Wouter Van Ghysegem - Belgio

𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 “𝐄𝐋𝐄𝐍𝐀 𝐗𝐀𝐔𝐒𝐀” dedicato a giovani artisti - a cura del Gruppo Grafico Marosticense 

𝐓𝐮𝐧𝐚 𝐂𝐞𝐲𝐥𝐚𝐧 - 𝐓𝐮𝐫𝐜𝐡𝐢𝐚

Grazie a tutti gli autori per la nutrita partecipazione e per le bellissime riflessioni sul tema della Speranza.

Vi aspettiamo alla mostra di “Umoristi a Marostica 2026” che sarà allestita al Castello Superiore di Marostica dal 9 maggio al 7 giugno.

𝐈𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟗 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟕.𝟎𝟎.

Vedi le opere premiate: https://www.umoristiamarostica.it/speranza-2026/

__________________________

𝐓H𝐄 𝐖I𝐍N𝐄R𝐒 𝐎F T𝐇E 5𝟐n𝐝 𝐄D𝐈T𝐈O𝐍 𝐇A𝐕E B𝐄E𝐍 𝐀N𝐍O𝐔N𝐂E𝐃

The Jury of the 52nd edition of the Premio Umoristi a Marostica has awarded the following prizes:

𝐆𝐑𝐀𝐍𝐃 𝐏𝐑𝐈𝐗 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐒𝐂𝐀𝐂𝐂𝐇𝐈𝐄𝐑𝐀 𝟐𝟎𝟐𝟔 

𝐇𝐞𝐢𝐛𝐚𝐭 𝐀𝐡𝐦𝐚𝐝𝐢 - 𝐈𝐫𝐚𝐧

𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 𝐒𝐏𝐄𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 “𝐌𝐀𝐑𝐂𝐎 𝐒𝐀𝐑𝐓𝐎𝐑𝐄” 

𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐕𝐢𝐠𝐧𝐚𝐠𝐚 - 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚

𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 𝐒𝐏𝐄𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 “𝐒𝐀𝐍𝐃𝐑𝐎 𝐂𝐀𝐑𝐋𝐄𝐒𝐒𝐎”

𝐀𝐦𝐢𝐫 𝐃𝐞𝐡𝐠𝐡𝐚𝐧 - 𝐈𝐫𝐚𝐧

𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐔𝐌𝐎𝐑𝐈𝐒𝐓𝐈 𝐀 𝐌𝐀𝐑𝐎𝐒𝐓𝐈𝐂𝐀 

for the finalist works is assigned tied to:

Ameen Alhabarah - Arabia Saudita

Bernardino Boifava -Italia

Bobisa Todorovic - Serbia

Eugene Grigoriev - Ucraina

Maciej Michalski - Polonia

Mehmet Zeber - Turchia

Nahid Maghsoudi – Iran

Pol Leurs – Lussemburgo

Toso Borkovic -Serbia

Wouter Van Ghysegem - Belgio

𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 “𝐄𝐋𝐄𝐍𝐀 𝐗𝐀𝐔𝐒𝐀” dedicated to young artists – curated by the Gruppo Grafico Marosticense – is awarded to

𝐓𝐮𝐧𝐚 𝐂𝐞𝐲𝐥𝐚𝐧 - 𝐓𝐮𝐫𝐜𝐡𝐢𝐚

Thank you to all the artists for the wonderful response and for the beautiful reflections on the theme of Hope. 

We look forward to seeing you at the "Umoristi a Marostica 2026" exhibition, which will be hosted at the Castello Superiore di Marostica from 9 May to 7 June. 

𝐎𝐩𝐞𝐧𝐢𝐧𝐠 𝐜𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨𝐧𝐲 𝐨𝐧 𝐒𝐚𝐭𝐮𝐫𝐝𝐚𝐲 𝟗 𝐌𝐚𝐲 𝐚𝐭 𝟓:𝟎𝟎 𝐩𝐦.

See the award-winning works: https://www.umoristiamarostica.it/en/speranza-2026/


𝐔𝐦𝐨𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐨𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚

𝐌𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚

𝟓𝟐^ 𝐑𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐆𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐔𝐦𝐨𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚

𝐓𝐞𝐦𝐚: 𝐒𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚

𝐒𝐚𝐥𝐨𝐧𝐞 𝐝'𝐀𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞

𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐆𝐢𝐨 𝐐𝐮𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐚

Il Castello Superiore di Marostica ospita la mostra

delle opere finaliste della 52^ edizione del Premio dedicata al tema SPERANZA.

L'esposizione prevede anche un Salone d’Autore intitolato a Mariagrazia Quaranta, in arte Gio, illustratrice e presidente della Giuria.

Architetto di formazione, Gio ha coltivato fin dall'infanzia una profonda passione per la caricatura e l'umorismo grafico, sostenuta dalla famiglia e dal compagno Salvatore — a cui ha dedicato una delle sue opere più note, quella dell'occhio con le valigie. Un percorso artistico che trova perfetta sintesi nelle parole di Henri de Toulouse-Lautrec, che Gio fa proprie: "Quando la mia matita si muove, bisogna lasciarla andare, niente di più!" La sua carriera è costellata di riconoscimenti internazionali: il Grand Prix al World Press Cartoon, il Dattero d'Oro al Salone dell'Umorismo di Bordighera, il Premio d'Onore al Nasreddin Hodja in Turchia e — dieci anni fa proprio qui a Marostica — il Premio Speciale "Marco Sartore". Collabora con diverse riviste online tra cui Fanyblog, Buduàr, Mundiario e Fenamizah.

“𝑈𝑚𝑜𝑟𝑖𝑠𝑡𝑖 𝑎 𝑀𝑎𝑟𝑜𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎” 𝑒̀ 𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝐺𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝐺𝑟𝑎𝑓𝑖𝑐𝑜 𝑀𝑎𝑟𝑜𝑠𝑡𝑖𝑐𝑒𝑛𝑠𝑒 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑎𝑏𝑜𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑀𝑎𝑟𝑜𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝐹𝑜𝑛𝑑𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐵𝑎𝑛𝑐𝑎 𝑃𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑀𝑎𝑟𝑜𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑉𝑜𝑙𝑘𝑠𝑏𝑎𝑛𝑘.

𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 - 𝐌𝐚𝐫𝐨𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚

𝐈𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟗 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟕

𝐄𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝟗 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 – 𝟕 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔

𝐎𝐫𝐚𝐫𝐢: 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟏𝟎-𝟏𝟐 𝐞 𝟏𝟓-𝟏𝟖 | 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐚𝐫𝐭𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨

𝐈𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨

www.umoristiamarostica.it

Marostica, il salone d'autore della 52 ^ edizione è dedicato a GIO.

 


La mostra della 52^ edizione di Umoristi a Marostica ospita anche il Salone d’Autore di Mariagrazia Gio Quaranta, illustratrice e presidente della Giuria.

 Architetto di formazione, Gio ha coltivato fin dall'infanzia una profonda passione per la caricatura e l'umorismo grafico, sostenuta dalla famiglia e dal compagno Salvatore — a cui ha dedicato una delle sue opere più note, quella dell'occhio con le valigie.

 Un percorso artistico che trova perfetta sintesi nelle parole di Henri de Toulouse-Lautrec, che Gio fa proprie: "Quando la mia matita si muove, bisogna lasciarla andare, niente di più!" 

La sua carriera è costellata di riconoscimenti internazionali: il Grand Prix al World Press Cartoon, il Dattero d'Oro al Salone dell'Umorismo di Bordighera, il Premio d'Onore al Nasreddin Hodja in Turchia e — dieci anni fa proprio qui a Marostica — il Premio Speciale "Marco Sartore". 

Collabora con diverse riviste online tra cui Fanyblog, Buduàr, Mundiario e Fenamizah.



“Umoristi a Marostica” è organizzato dal Gruppo Grafico Marosticense in collaborazione con il Comune di Marostica e il supporto di Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank. Inaugurazione sabato 9 maggio alle ore 17.



Mostra Umoristi a Marostica

52^ Rassegna Internazionale di Grafica Umoristica

Tema: Speranza

Castello Superiore, Marostica

Inaugurazione e premiazione: sabato 9 maggio, ore 17

Esposizione: 9 maggio – 7 giugno 2026

Orari: sabato e domenica 10-12 e 15-18 | anche martedì 2 giugno


www.umoristiamarostica.it







venerdì 1 maggio 2026

Primo maggio 26

 


Contemori



Libera il cuore!

Il lavoro "vero" non è oppressione, ma un’occasione di crescita e realizzazione personale.

Quando amiamo ciò che facciamo, il lavoro diventa un percorso di scoperte, di costruzione di sé e di contributo al mondo, non un peso da sopportare.

Cambiamo prospettiva, scegliamo la passione, l’impegno consapevole ed il rispetto reciproco.

Così il lavoro si trasforma in libertà non in catena.

Apriamo il cuore e la mente!

Buon primo maggio!

Gio

www.caricaturegio.altervista.it



Per il primo maggio il governo ha emanato un decreto per il "Salario giusto" cioè quello dei contratti collettivi nazionalidellavoro.

Quindi hanno fatto un decreto per cambiare nome a una cosa che c'era già.

Manuel De Rossi


C’è poi l’art. 36, fondamentale, di per sé chiaro che più non si può ma che, visto che c’è chi ancora non capisce, forse richiede un di più di spiegazione! “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia UN’ESISTENZA LIBERA E DIGNITOSA. 
 Claudio Mellana

1° MAGGIO!

#1may #primomaggio

#worldday #Workers #lavoro #lavoratori #work #Satire #cartooningforpeace #cartoonmovement #LaRepubblica #XL #pagina21 #courrierinternational

Marco De Angelis


Buon lavoro a tutti!

#primomaggio #lavoro

Gianlo


PRIMO MAGGIO 2026

La presentazione del decreto Lavoro in concomitanza della festa del Primo Maggio ovviamente è una scelta ben precisa del Governo Meloni.

Quanto riuscirà a far volare la fantasia dei lavoratori sulle ali del "giusto salario" ancora non è dato di sapere.

#primomaggio #salari

Per il momento tanti auguri a tutti.

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