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domenica 11 gennaio 2026

Me too anche a teatro a Parma.

 Veronica Stecchetti, insieme a Federica Ombrato, hanno denunciato nel 2019 un noto regista del Teatro Due di Parma per violenza sessuale: una sentenza storica ha riconosciuto la responsabilità civile dell’uomo e anche  della Fondazione per la mancata tutela delle lavoratrici. Un caso passato quasi sotto silenzio, che apre però una riflessione più ampia sulle dinamiche di potere, sul consenso e sulla precarietà nel mondo del teatro.


Ho qui sotto raccolto le vignette e l'articolo di Fogliazza che denunciano la gravissima vicenda.















Prima che l’onda emotiva si assopisca, prima che Parma faccia la gnorri, prima che prevalga l’omertà… sarebbe bene estendere questo documento a chiunque intenda firmarlo. Dando anche modo a chi è indeciso, o indifferente, a farlo.

https://voladora.noblogs.org/.../non-vogliamo-un.../...









di molestie e di omertà...
ònli fòr pàrmesan cítizèn


𝐓𝐄𝐀𝐓𝐑𝐎 "𝐏𝐀𝐑𝐌𝐀": 𝐏𝐑𝐎𝐓𝐀𝐆𝐎𝐍𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐀𝐑𝐒𝐀?
il mio articolo  per il Fatto Quotidiano urly.it/31d8gq

Parma è scossa, turbata, indignata, fiera, orgogliosa che “noi queste cose non si fanno!”.

Lo sapevano tutti, è la frase che circola più di ogni altra. Tutti chi? Sapere cosa? Che sua altezza il regista, noto come il prezzemolo ma innominabile come una bestemmia (non si può dire il nome per sentenza del Tribunale del lavoro, anche se è facile, facilissimo saperlo, anzi lo sanno tutti), insomma che per anni ha approfittato della sua posizione per usare violenza ad aspiranti attrici.

Il Teatro Due, teatro dei fatti e condannato, esce dall’anonimato perché non ci sta e contrattacca in appello: noi all’oscuro di tutto, mai saputo, fatti avvenuti altrove. La città oscilla in balia dell’onda emotiva, ora si agita ma poi la rabbia lascerà il posto al silenzio, il silenzio ingoierà rospi cui Parma non è nuova, ma si adegua, come sa fare una piccola città dai poteri forti e interpreta l’imbarazzo della verità passando oltre, come quando schifi il mendicante all’ingresso del ristorante (pezzente).
Maurizio Chierici, giornalista vero come Parma non ne ha più da tempo, quarant’anni fa scriveva sul Corriere della Sera: “La città resta quella di sempre, molte vetrine e pochi retrobottega”. Dopo quarant’anni splendono serrande abbassate e luccicano vetrine dei mille festival che si susseguono. Eppure la sentenza di questo sordido presente è storica: una sentenza civile del lavoro riconosce l’abuso di potere di chi ha chiesto sesso in cambio di promesse e la responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare.

Molestie in teatro: scandalo. Accade ovunque. Accade continuamente. Uomini che fanno male alle donne. E il teatro non fa differenza: anche nel cinema, in ufficio, al centro commerciale, in ospedale, in fabbrica, tra un nome importante e il lavoratore qualunque non c’è differenza: questa cultura è sistema. Io sono io e tu sei mia. La Casa delle Donne di Parma non si fa attendere, unica voce che si alza al di sopra del coro prudente (opinione pubblica locale, puritana e opportunista: decidere se schierarsi conviene oppure no). E’ alla Casa delle Donne di Parma che due delle attrici che hanno subito raccontano in pubblico il ricatto sessuale; è alla Casa delle Donne che si costruisce la volontà di non retrocedere dall’indignazione e promuovere un cambiamento.

Cosa farà Parma? Tutti sapevano, nessuno parlava. E’ la storia di malanova, cattiva notizia, puttana. E’ la storia, vera, di Anna Maria, la ragazzina stuprata nel paesino in cui tutti sapevano, ma nessuno diceva. E quando Anna Maria deciderà di ribellarsi la giustizia le darà ragione, ma il paese la condannerà e diventerà malanova. Sarà costretta ad andarsene, colpevole per l’opinione pubblica di aver trasformato una piccola comunità in un paese di stupratori.

Cosa farà Parma? Lascerà scorrere questa piena putrida in attesa della quiete della normalizzazione? Cosa è disposta a fare? Perchè non basta il coraggio, ci vuole consapevolezza, come ha detto Veronica, una delle due attrici alla Casa delle Donne di Parma pochi giorni fa. Tutti sapevano, nessuno diceva. Ora sono in tanti a voler cambiare le cose, ma cosa siano disposti a fare è tutto da dimostrare. Per andare contro questa odiosa cultura del maschio predatore occorre essere disposti a perdere qualcosa, perchè una battaglia non è senza conseguenze e in una città piccola come Parma dove tutti siamo legati a doppio filo con l’altro… forse ribellarsi non conviene.

Cosa farà la città che ora si sente vittima di un copione già visto? Perché non è solo un regista di cui si vuole la pelle, né un CdA di cui si chiede le dimissioni, ma è l’occasione per decidere che ruolo avere in questo spettacolo indecente: protagonista o comparsa?

Gisèle Pelicot, vittima di stupro di massa per una decina d’anni, ha denunciato e rinunciato all’anonimato cui aveva diritto. Hanno detto di lei che è stata coraggiosa, lei ha risposto: “No, è la volontà di rompere il muro di omertà contro la cultura dello stupro e la vergogna di chi si sente in colpa”. Che ne sarà della vetrina-Parma, ma soprattutto: quanto ci vorrà prima che nel foyer ducale si passi da “Tutti sapevano” a “Se la sono cercata?” E infine: noi uomini quando faremo i conti con la nostra fragilità senza violare una donna? 




lunedì 18 agosto 2025

I World Humor Awards sulla Gazzetta di Marzio Dall'Acqua

 


World Humor Awards

Cartoon e caricature dal mondo 

Dal 29 al 31 agosto a Tabiano, Fidenza, al Museo Guareschi e a Vigoleno

di Marzio Dall'Acqua 


World Humor Awards: si tratta di un premio mondiale sconosciuto alle istituzioni parmensi e parmigiane, salvo lodevoli e casuali eccezioni, anche se si svolge da dieci anni nella provincia di Parma, in quel pezzo di terra tra Busseto, Fidenza e Salsomaggiore, ovvero l'ex stato Pallavicino. 

Un premio assolutamente originale, che costa pochissimo, perché realizzato con l'uso delle tecnologie informatiche più avanzate. Un premio che in altra epoca, quando si sapeva ridere e quando si ricercava la felicità e non i soldi, avrebbe avuto un successo enorme. Mentre ora è quasi clandestino. 10 anni. il premio non è ancora adolescente, ma è in quella pausa o lento risveglio tra la pubertà e l'adolescenza, in una metamorfosi che farà sbocciare un individuo adulto. Eppure ci rendiamo tutti ben conto che è cresciuto che ha messo radici che è diventato non solo un appuntamento rituale, ma uno spazio vivace e vitale di incontro, di confronto, mescolando umori e colori, con dimensioni e respiro internazionali, oltre ogni frontiera, ad incominciare da quelle mentali. E va riconosciuto che il sogno, a lungo affinato e poi con maggior sforzo realizzato, è stato di Gianandrea Bianchi, vero padre del Premio, che quelle voci dal mondo le ha saputo unire con quella di Giovannino Guareschi nel ristretto fazzoletto del Mondo piccolo che già il Po e la fantasia rendono da sempre grande a ritmo unisono di cuori umani.

Le Premiazioni sono itineranti: dal 29 agosto, quando si aprirà nelle sale delle Terme Respighi a Tabiano, la mostra degli autori finalisti del 2025, al pomeriggio fidentino, il 30, per il premio Montanari e a Roncole Verdi, al Museo e Archivio Guareschi per il Premio umorismo in letteratura, all'ospitalità, il 31, nel Castello di Vigoleno. I trofei WHA 2025 verranno consegnati ai vincitori il 30 agosto alle ore 19:30 nei giardini della Art Hotel Pandos di Tabiano Terme.

La costruzione dei premi è insieme semplice, originale e attuale: si lancia il concorso in Inglese, dando un tema virgola su internet; si aspettano i risultati, li si seleziona e si stampano le opere prescelte con una stampante a colori e le si espone con estrema Così una essenziale mostra dalle grandi potenzialità itineranti E dai costi quasi inesistenti. Salvo il catalogo, ovviamente che documenta il tutto. Gli autori che si cimentano sono preselezionati dalla giuria e competono o nella sezione Caricatura o in quella Cartoon ovvero Grafica umoristica o semplicemente vignette. Quest'anno è stato proposto il tema: "Come gira il mondo”, mentre i “6 personaggi in cerca d'autore” da caricaturare erano Elon Musk, Giorgia Meloni, Tadej Pogacar, Lucia Rijker, Tim Roth, Woopi Goldberg. 

Che il Premio sta crescendo lo dimostra la qualità delle opere arrivate anche in questo 2025. Gli artisti partecipanti alla decima edizione, provenienti da una settantina di paesi sono 183 * per 311 Cartoons, 118 per 177 caricature. Molti partecipanti vengono da paesi islamici e tra loro molte sono le donne che propongono vignette o caricature. La presenza cinese è ormai conosciuta.

Per “ L'umorismo nella letteratura” i premiati nelle precedenti edizioni sono stati nell'ordine: 

Arto Paasilinna, Finlandia 2016

 Andrea Camilleri 2017, 

Ermanno Cavazzoni 2018, 

Andrea Vitali 2019, 

Giancarlo Governi 2020,

 Roberto Barbolini 2021, 

Francesco Guccini 2022 

Francesco Muzzopappa 2023

 Bruno Gambarotta 2024

 E quest'anno Luca Novelli.


Per la sezione Cartoon vincono:

1.Agim Sulaj, Albania

2. Kostantin Kazanchev, Ucraina, 

3. Ramses Morales Izquierdo, Cuba, ex aequo con Angel Boligan, Messico.

Per le “Caricature”:

1. Marilena Nardi, Italia

2. Philippe Moine. Francia

3. Theodosios Teneketzidis, Grecia.


Premi particolari:

  il “Special Guest” a Enzo d’Alò, regista e sceneggiatore di film d’animazioni e serie televisive. Ultima opera “Pimpa il musical a pois”, scritto insieme a Francesco Tullio Altan, il cui debutto è avvenuto al Teatro Romano di Verona nel programma del Festival Shakespeariano;

 Premio speciale “Rino Montanari” a Mario Magnatti, Italia; 

“Humor in Comics”2025 a ReNoir Comics per la serie Don Camillo, la cui cerimonia di premiazione , ovviamente, sarà al museo Guareschi il 30 agosto;

 “Lepidus Excellence Trophies" a Fabio Finocchioli, Italia, e Daryl Cagle, U.S.A: 

dalla collaborazione con iSCA (international Society of Caricature Artists) un premio speciale dal concorso parallelo fra gli iscritti della prestigiosa associazione di caricaturisti.



Marzio Dall'Acqua è uno storico dell'arte, archivista, giornalista e saggista italiano e uno dei giurati dei WHA



giovedì 15 maggio 2025

WHA incontra gli autori al liceo artistico Toschi.

 


WORLD HUMOR AWARDS

10 EDIZIONE

INCONTRO CON GLI AUTORI

Liceo artistico Paolo Toschi - Parma

Aula Magna

10:00  12:00


Venerdì 16 maggio

Riccardo Mazzoli

Animatore 2D, caricaturista, pubblicitario.


Mercoledì 21 maggio

Luca Novelli

Scrittore, cartoonist, giornalista.


venerdì 16 febbraio 2024

Busseto: Presentazione della 9° edizione dei WORLD HUMOR AWARDS

 


Fondazione Cariparma

BIBLIOTECA DI BUSSETO
Martedì 20 febbraio ore 16 
WORLD HUMOR AWARDS 
"dal Mondo piccolo al Mondo grande"



Sul desk touch-screen
l'esposizione delle edizioni precedenti (2015-2023)
WWW.worldhumorawards.app
Oltre 3000 disegni di circa 500 autori di 90 paesi del mondo.
Una straordinaria galleria di disegni riguardanti temi distretta attualità analizzati dalla matita pungente di umristi di tutto il mondo.
Il concorso mantiene l'attenzione sulla sostenibilità ambientale e, grazie al diverso punto di vista di autori internazionali, presenta il confronto umoristico su temi di interesse planetario.




Con la spedizione dell’invito agli autori selezionati è partita ufficialmente la nona edizione dei World Humor Awards

Ogni autore dovrà scegliere se partecipare alla sezione: “Grafica umoristica” o  alla sezione: “Caricatura”.
Non è possibile partecipare a entrambe.

L’origine della sostenibilità quest’anno nel tema della sezione Cartoon:
“Il Senso della vita, ovvero il significato dell’esistenza”
La domanda sul senso della vita è un tema ricorrente nella filosofia e nella psicologia, oltre che in letteratura, poesia e altre forme espressive.

Il senso dell’esistenza è vivere la vita pienamente, realizzando la propria essenza. “Senso della vita” non come “ragione o motivo”, ma come “valore, sentimento, essenza”. Il senso della vita lo trovi dentro di te. Sta nel valore che crei, nei valori in cui credi, nel tuo valore.

Se ci pensiamo è la nostra mortalità che ci rende essere imperfetti e limitati. Dunque trovare il senso della vita aiuta ad accettare il limite della nostra effimera esistenza.

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Per la sezione Caricatura: “Sei personaggi in cerca d’autore”
Ogni artista dovrà inviare una/due caricature scegliendo fra i seguenti personaggi della politica, dello sport, dello spettacolo:
(Lula da Silva – Christine Lagarde – Jannik Sinner – Simone Biles – Brad Pitt – Uma Thurman)

La scadenza per l’invio delle opere è il 15 Aprile.




BIBLIOTECA DI BUSSETO

Orari di apertura

Dal lunedì al sabato 15,30-18 (chiuso il lunedì successivo alla seconda domenica del mese).


Cataloghi online

Il catalogo on line della Biblioteca di Busseto della Fondazione Cariparma è consultabile all’indirizzo https://biblioteche.parma.it/SebinaOpac/.do

selezionando nelle biblioteche della provincia “biblioteca di Busseto”.


Consultazione e lettura in sede

La consultazione del patrimonio della Biblioteca è libera e gratuita, così come lo è la lettura in sede nelle sale appositamente messe a disposizione.


Prestito

Il prestito è libero e gratuito. Il prestito dura 30 giorni per i libri, 7 giorni per i DVD e i CD.

È possibile richiedere un prestito interbibliotecario scrivendo a: biblioteca.busseto@fondazionecrp.it


Visite guidate

Le meravigliose sale storiche del Monte di pietà e della Biblioteca monumentale sono visitabili ogni seconda domenica del mese, escluso agosto. Questi gli orari di partenza: 10.00 e 11.15.

https://www.fondazionecrp.it/attivita-culturali/biblioteca/il-monte-di-pieta-di-busseto/#iLightbox[slider_carousel_2]/1

INFO

Biblioteca di Busseto, Via Roma, 38 – 43011 BUSSETO (PR)

Tel. 0524-92224 – e-mail: biblioteca.busseto@fondazionecrp.it

lunedì 7 novembre 2022

Felice Costa, pittore e partigiano di San Secondo Parmense.

 E' mancato il 27 ottobre scorso  una grande persona  Felice Costa.




Artista, partigiano, maestro di vita: San Secondo piange Felice Costa

Memoria storica del paese e testimone prezioso. Nome di battaglia, «Lampo»

San Secondo Un maestro di vita, di valori. San Secondo piange in questi giorni la scomparsa di Felice Costa, 95 anni, pittore e partigiano (nome di battaglia «Lampo»), memoria storica sansecondina e testimone prezioso di quei valori di libertà, democrazia e di pace per i quali ha lottato, e che ha sempre annunciato a tutti coloro che incontrava, per tutta la vita. Nato nel 1927, da giovanissimo ha partecipato come staffetta alla lotta partigiana. Faceva parte del Distaccamento Gardini della 78ª Brigata Sap Val Ceno. È stato una «colonna» della sezione Anpi «Giacomo Pattini» con la quale, tra le altre cose, da anni aveva dato vita a un importante concorso di poesia riservato alle scuole locali. Notevolissima la sua attività di pittore che lo ha portato, negli anni, a dare vita ad un numero incalcolabile di opere d’arte, a numerose mostre in tutta Italia e, negli anni Settanta, anche a Londra.

Autore pure di diverse commedie in vernacolo, in passato aveva guidato la locale compagnia dialettale «I Girasoli». Insignito, esattamente dieci anni fa, del «Premio San Secondo», per molti anni è stato alle dipendenze del Comune della Bassa (dove era stato anche consigliere dell’ospedale). Il sindaco Giulia Zucchi e l’amministrazione comunale lo hanno definito «un pilastro della nostra comunità, a cui tutti noi dobbiamo molto, non solo per aver combattuto la lotta di Liberazione ma anche per aver portato la sua testimonianza a tanti bambini e ragazzi, mantenendo vivi i valori della resistenza. Guidato dalla bussola dell’antifascismo – ha aggiunto il sindaco Zucchi - ha proseguito il suo impegno civico portando la sua testimonianza alle nuove generazioni, mantenendo viva una memoria collettiva che è patrimonio culturale, politico e sociale di tutta la nostra comunità. Grazie Felice, ora tocca a noi portare avanti il tuo messaggio».

Filippo Nizzoli, presidente dell’Anpi «Giacomo Pattini» (che di Costa ha raccolto il testimone da diversi anni) ha evidenziato come Felice sia stato «guidato nella sua vita dagli ideali di giustizia, libertà e uguaglianza. Ha sognato e ha lottato per cambiare il mondo seguendo questi valori, ha messo tutto se stesso a disposizione della comunità e degli altri. é stato un dono immenso averlo conosciuto, difficile sarà ora portare avanti quello spirito, quel coraggio, quella passione, ma ci proveremo come lui ci ha insegnato. un abbraccio forte dall’Anpi a tutta alla famiglia che tanto amava».

Infine il parroco don Nando Soncini ha aggiunto: «Voleva un mondo dove “pace, libertà e giustizia” non siano parole vuote, ma una sicura realtà. Per questo Felice Costa ha lottato per tutta la vita, con grande impegno e con tutte le sue forze, incoraggiato dalla testimonianza di tanti fratelli e sorelle e sostenuto da Colui che dà sostanza ai nostri desideri. Quando ho chiesto a Felice se voleva esprimere la sua arte decorando il cero pasquale, mi ha risposto un pronto sì, con il forte desiderio che il volto insanguinato di Cristo esprimesse la sofferenza di tanti fratelli e di tante sorelle che ancora oggi portano una pesante croce».

Paolo Panni









Intervista a Felice Costa https://www.noipartigiani.it/costa/



INTERVISTA al partigiano sansecondino Felice Costa

Felice Costa è un partigiano che abita nel nostro paesino, è diventato

partigiano quando era un ragazzo, si è battuto per ottenere la libertà.

Circa 15 anni fa ha dato vita ad un premio poetico destinato ai ragazzi

delle scuole medie e delle scuole superiori che, per diversi anni, è stato

ripetuto in occasione del 25 aprile. Ecco qui per voi la sua intervista.

Cosa lo ha spinto a diventare un partigiano ?

La mia era una famiglia antifascista, mio fratello Antonio Costa, dopo

l’armistizio, è stato catturato dai fascisti e portato in un campo di

concentramento. Conoscevo e frequentavo la famiglia Zucchi dove

erano tutti partigiani. Adele Zucchi mi ha incoraggiato a partecipare

attivamente alla lotta per la liberazione.

Ha mai avuto paura o il desiderio di tornare a casa ?

Non avevo né coraggio né paura, ero semplicemente spinto e guidato

dagli ideali di libertà, da cui non si può e non si deve mai prescindere.

Tutti abbiamo gli stessi diritti anche quando non abbiamo lo stesso

pensiero, la stessa idea.

Quanti anni aveva quando era un partigiano ?

Sono del ‘27...Dunque ero poco più che un ragazzo.

Quale era il suo nome di battaglia?

Il mio nome di battaglia era Lampo.

Che ruolo aveva tra i partigiani ?

Proprio per la mia età, non avevo ruoli di rilievo, ma avevo le mie idee e

le ho sempre espresse e difese senza sopraffare nessuno ed ero tenuto

in gran conto, per ciò che dicevo, anche se ero tra i più giovani venivo

sempre ascoltato.

Dov’è stato ?

In Val Ceno.

Che sensazioni ha provato quando tutto è finito

vittoriosamente?

Ero felice visto che durante gli anni in cui ho fatto il partigiano ero

costantemente in pericolo, ho messo a rischio la mia vita. Ho provato

gioia anche perché finalmente, dopo avere imbracciato il fucile per

tanto tempo, avevamo ottenuto ciò per cui abbiamo lottato duramente:

la libertà.

Gli ideali per cui sono andato in montagna e per cui mi sono battuto sono parte

integrante della mia vita. Ho un forte senso del rispetto per le persone e per le loro

idee, che vanno sempre accettate fintanto che non danneggiano o limitano la

libertà degli altri.

FELICE COSTA


Anno 1993


Anno 2003
Autore: Felice Costa



Da Istituto Storico  della Resistenza e dell'età contemporanea di Parma;

Database

Attività Partigiana

Partigiano dal 15/10/44 al 25/04/45.

  • Qualifica: Patriota
    • Nome di battaglia: Lampo

Distaccamento / Brigata

  • Distaccamento "Gardini" / 78° Brigata SAP "Val Ceno"

Costa Felice

01/01/1927

Genere: uomo | Professione:

La sua storia

Costa Felice nasce il 01/01/1927 a San Secondo Parmense in provincia di Parma.





Le foto dei dipinti e di Felice sono di Cassapanca aps https://www.facebook.com/la.cassapanca.1

 

Ricordando Felice Costa. Estratto dal documentario "Pavarara 39" scritto da Fabio Pasini e Federico Rodelli, diretto da Federico Rodelli ed interpretato dal compianto Felice Costa "partigiano Lampo".
https://www.facebook.com/100000233573601/videos/505105351487617/

 
Scrive Filippo Carraro:
" Questa foto la scattai a una Festa della Liberazione, me la chiese Felice: “facci una foto insieme, che forse è l’ultima occasione”. Non fu l’ultima occasione per loro, fu la mia ultima occasione per fotografarli, insieme. 
Lupo, Lampo e Lalo

Addio Lampo, curioso che te ne vai il giorno della fiducia al governo di chi è figlio politico di quel ventennio da cui tu,e tanti giovani come te, ci liberasti. Ma la libertà che voi partigiani ci regalaste era per tutti, vincitori e vinti, senza distinzione.
Grazie Felice, grazie Lampo.

Vi consiglio di vedere questo piccolo documentario della sezione ANPI di San Secondo.
È la storia di Lupo, Lampo e Lallo 
Prima parte 
https://youtu.be/C3jq1L0jK1g
Seconda Parte 
https://youtu.be/ukphcU70KaU
Terza e ultima parte 
https://youtu.be/QQTw1bbIInc "


   
Come acqua fresca d'estate 1/3 
+++
   
Come acqua fresca d'estate 2/3 
 ++++
   
Come acqua fresca d'estate 3/3 

 Filmati della Associazione nazionale Partigiani d'Italia, sezione G.Pattini di San Secondo Parmense (PR) 
Documento realizzato da Michele Rossi, Luca Sardella e Luca Romanini. 
Dal canale di Filippo Carraro


giovedì 8 settembre 2022

Francigena Fidenza Festival : 8 - 11 settembre 2022

 


Un festival diffuso nella città di Fidenza, un lungo fine settimana di eventi, da giovedì 8 settembre a domenica 11, caratterizzato da incontri pubblici con personalità di grande valore, legate al mondo dei cammini, della cultura e della spiritualità e una giornata di studio. Feste, musica e passeggiate per scoprire il territorio e le sue ricchezze storiche, culturali ed enogastronomiche.

Ogni anno il Festival sarà l’occasione per presentare un Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa e un cammino italiano.

Qui il programma 2022


Tantissimi gli eventi, le camminate, gli spettacoli musicali, le visite guidate gli incontri culturali e i personaggi famosi che parteciperanno, tra cui Paolo Mieli e Franco Tozzi.

Bello il sito https://www.francigenafidenzafestival.it/ 

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La Via Francigena dal Passo del Gran San Bernardo a Roma è oggi sicuramente il tratto più famoso e più frequentato:  qui si rimettono i piedi sui passi dell’arcivescovo dell’arcivescovo Sigerico (X secolo) e degli antichi pellegrini medievali.

Il Cammino è molto ben segnato ed è in larga parte su sentieri di montagna e strade sterrate anche se, in prossimità delle città, è inevitabile camminare sull’asfalto.

Il Gran San Bernardo, punto di partenza del tratto Nord italiano della Via Francigena, è anche il punto più alto del cammino, 2473 metri. Bisogna dunque tenere presente, per decidere quando partire, che le prime tappe in Valle di Susa e Valle d’Aosta possono presentare un innevamento prolungato fino anche a primavera. L’altro passaggio che può avere qualche difficoltà in inverno è l’attraversamento del Passo della Cisa. Per il resto la Via Francigena non presenta difficoltà particolari, anche se d’estate è sempre bene non camminare nelle ore più calde della giornata.

La credenziale per il cammino può essere richiesta su www.viefrancigene.org.

L’intera Via Francigena è costituita da 1 tappa in territorio inglese, 55 tappe in Francia, 10 in Svizzera, 45 tappe in Italia per il tratto Nord e altre 45 per il tratto Sud. Qui di seguito il dettaglio delle tappe e dei chilometri del tratto Nord italiano.

Lunghezza: 1004 km

Tappe: 45

Altitudine massima: 2473 m

1 Passo del Gran San Bernardo ➔ Echevennoz 14,9 km

2 Echevennoz ➔ Aosta 13,6 km

3 Aosta ➔ Châtillon 27,8 km

4 Châtillon ➔ Verrès 19,0 km

5 Verrès ➔ Pont-Saint-Martin 14,8 km

6 Pont-Saint-Martin ➔ Ivrea 21,5 km

7 Ivrea ➔ Viverone 20,1 km

8 Viverone ➔ Santhià 16,7 km

9 Santhià ➔ Vercelli 26,8 km

VAR Valle di Susa ➔ Vercelli 165/190 km

10 Vercelli ➔ Robbio 18,6 km

11 Robbio ➔ Mortara 14,3 km

12 Mortara ➔ Garlasco 20,7 km

13 Garlasco ➔ Pavia 24,5 km

14 Pavia ➔ Santa Cristina e Bissone 28,0 km

15 Santa Cristina e Bissone ➔ Orio Litta 16,1 km

16 Orio Litta ➔ Piacenza 22,1 km

17 Piacenza ➔ Fiorenzuola d’Arda 31,7 km

18 Fiorenzuola d’Arda ➔ Fidenza 22,3 km

19 Fidenza ➔ Fornovo di Taro 34,0 km

20 Fornovo di Taro ➔ Cassio 20,9 km

21 Cassio ➔ Passo della Cisa 17,0 km

22 Passo della Cisa ➔ Pontremoli 21,7 km

23 Pontremoli ➔ Aulla 32,5 km

24 Aulla ➔ Sarzana 17,5 km

25 Sarzana ➔ Massa 29,3 km

26 Massa ➔ Camaiore 26,0 km

27 Camaiore ➔ Lucca 23,8 km

28 Lucca ➔ Altopascio 18,5 km

29 Altopascio ➔ San Miniato 29,0 km

30 San Miniato ➔ Gambassi Terme 24,0 km

31 Gambassi Terme ➔ San Gimignano 13,4 km

32 San Gimignano ➔ Monteriggioni 31,0 km

33 Monteriggioni ➔ Siena 18,9 km

34 Siena ➔ Ponte d’Arbia 25,8 km

35 Ponte d’Arbia ➔ San Quirico d’Orcia 26,1 km

36 San Quirico d’Orcia ➔ Radicofani 32,3 km

37 Radicofani ➔ Acquapendente 24,0 km

38 Acquapendente ➔ Bolsena 22,8 km

39 Bolsena ➔ Montefiascone 17,7 km

40 Montefiascone ➔ Viterbo 18,3 km

41 Viterbo ➔ Vetralla 16,0 km

42 Vetralla ➔ Sutri 23,5 km

43 Sutri ➔ Campagnano di Roma 24,5 km

44 Campagnano di Roma ➔ La Storta 22,8 km

45 La Storta ➔ Roma 19,1 km

mercoledì 20 luglio 2022

Sting a Parma trionfa al Parco Ducale

Sting by Ernesto Priego
Ieri sera Sting era al Parco Ducale di Parma; atteso da due anni, quando doveva essere l’evento di punta, ma in Cittadella, di «Parma Capitale Italiana della Cultura». Sting a Parma significa che, come Bob Dylan nel 2010 e prima Deep Purple e Ray Charles, uno dei più grandi protagonisti della musica internazionale degli ultimi decenni (sia essa soul, rock o pop) finalmente era nella nostra città. Quanto fosse un evento internazionale lo si è capito dal pubblico, molto meno «nostrano» del solito e quanto fosse voluto lo si è capito dall’attesa di questi anni, vissuta tra incertezze e speranze. Che ieri sera, finalmente, nell’ultimo appuntamento della rassegna «Parma Cittadella Musica» (organizzata da Puzzle Srl di Parma e Intersuoni Srl di Torino, in collaborazione con Fondazione Teatro Regio di Parma, il patrocinio e coorganizzazione del Comune di Parma ed il patrocinio di «Parma io ci sto!») si sono trasformate in certezze e realtà.

Nell’unica data italiana del «My songs tour», col quale sta girando tutta Europa in questa rovente estate, Sting era accompagnato dal fido Dominic Miller alla chitarra e da una superba band composta dai giovani Josh Freese alla batteria, Rufus Miller alla chitarra, Kevon Webster alle tastiere, Shane Sager all’armonica e ai cori e infine i coristi Melissa Musique e Gene Noble.

Dopo l’esibizione di apertura del figlio Joe, davanti ai 6500 spettatori (esattamente quanto l’amico Zucchero una settimana fa) è partito con «Message in a bottle», subito seguita da «Englishman in New York»; i Police e la carriera solista, lì vicini, un passato che non è mai vecchio e un livello che in tanti possono solo sognare. Perché queste sono le «sue canzoni», rivisitate nell’album del 2020 che ha dato il titolo anche al tour e hanno composto la scaletta. Ma se la nuove versioni su disco non hanno aggiunto molto, dal vivo è stata tutta un’altra storia. Con i suoi 71 anni portati divinamente nel fisico e nella voce ha immediatamente conquistato il pubblico che ha risposto con cori e battiti di mani. L’alternanza Police/Sting è proseguita con la coppia «Every little thing she does is magic» e «lf you love somebody set them free» cariche e al tempo stesso eleganti. Lo splendido finale d quest’ultima ha dimostrato che Sting si diverta ancora molto con la sua musica e che dal vivo riesce ancora ad aggiungere qualcosa alle sue canzoni. «Sono molto felice di essere a Parma per la prima volta», ha detto in italiano prima di «If it’s love», prima di una serie di canzoni del suo repertorio solista che ha avuto in una delicatissima «Fields of gold» il suo momento più alto. Classe, carisma, esperienza, talento, passione sono tutto elementi indispensabili per un artista che vuole arrivare in alto, ma sono le canzoni a fare la differenza e quando le tue canzoni sono «Wrapped around your finger», «Walking on the moon» (cantata in coro da tutto il pubblico) , «So lonely» (magari in medley con «No woman, no cry» di Bob Marley come ha fatto ieri sera), «Desert rose», «King of pain» in duetto col figlio Joe, «Every breathe you take», «Roxanne» e «Fragile» allora non è più questione di successo, carriera, copie vendute o follower. È magia. Ed era proprio ciò di cui avevamo bisogno.

di Pierangelo Pettenati 20 Luglio 2022 per Gazzetta di Parma

https://www.gazzettadiparma.it/home/2022/07/20/news/sting-trionfa-al-parco-ducale-657773/?paywall_canRead=true&user_canRead=true&id=2883

 

Sting by Walter Toscano

Sting the king by Mario Magnatti Mariom





foto di Parma Repubblica 
https://parma.repubblica.it/cronaca/2022/07/20/foto/sting_chiude_in_bellezza_i_concerti_nel_parco_ducale__foto-358442247/1/

lunedì 28 marzo 2022

"La Città delle Donne a Vignette"

 

Teresa Noce (di Fabrizio Azzali)
Elsa Morante (di Monica Lasagni)
Katherine Mansfield (di Giulia Zatti)
Madame Wu (di Alessia e Bruno)
Lina "Gabriella" Polizzi (di Sophie Lamoretti Donoso)
sono le protagoniste in copertina della "Città delle Donne a Vignette"



"La Città delle Donne a Vignette", rappresenta il quarto capitolo della serie degli “Stradari Parmigiani” prodotti dalla Fondazione Matteo Bagnaresi Onlus. Si tratta di albi a fumetti nei quali i protagonisti della toponomastica cittadina vengono presentati attraverso piccoli ritratti e caricature accompagnate da un breve approfondimento biografico. E’ una operazione senza fini di lucro: il ricavato dell’iniziativa è reinvestito nelle attività didattiche della Fondazione.

Per il quarto volume la Fondazione ha pensato di iniziare un nuovo percorso: non più stradari “generici” ma dedicati volta per volta a un tema specifico. Su suggerimento di Cristina Bagnaresi, l’idea è stata quella di dedicarsi alle figure femminili della toponomastica cittadina. “La Città delle Donne a Vignette” vuole essere un volume che, col sorriso, racconta vite di donne diverse tra loro nel tempo e nelle vicende, ma spesso accomunate dalla capacità di resistenza e reazione a contesti che per lungo tempo le hanno volute subalterne agli uomini. E purtroppo le mappature della toponomastica ancora oggi spesso sono lì a dimostrarlo data, ad esempio, la difficoltà di trovare personaggi femminili nelle vie del centro storico.

Come ogni anno, il progetto ha potuto contare sulla collaborazione di Cubo – Contenitore Creativo che, da sempre, si occupa di diffondere gli stradari parmigiani nei circuiti digitali.

Altre realtà coinvolte sono la Casa delle Donne di Parma alla quale destineremo parte del ricavato della vendita dei volumi. Hanno supportato il progetto anche l’associazione Toponomastica femminile (che cura l’appendice del volume), il gruppo di artiste parmigiane “La meraviglia di Artemisia” già autrici della guida illustrata “Parma l'é béla bombén” uscita l’anno scorso, il Centro Studi Movimenti di Parma e l’Assessorato alle Pari Opportunità che ha fornito il Patrocinio.

Al volume hanno partecipato circa 70 artisti di Parma e provincia: professionisti, amatori, studenti del liceo Toschi, volontari della Fondazione Bagnaresi.

I testi sono a cura di Michele Belmessieri e Giulia Carenzi, con contributi del Centro Studi Movimenti. Il titolo “La Città delle Donne”, in effetti, vuole omaggiare anche una loro iniziativa omonima del 2018 quando diffusero 10 paline per la città, ciascuna delle quali legata a un luogo e a un momento storico di riscatto da parte delle donne di Parma. A sua volta nel titolo riecheggia anche il famoso film di Fellini e, soprattutto, il testo quattrocentesco Le livre de la Cité des Dames di Christine de Pizan.

“La Città delle Donne a Vignette” presenta più di 120 personaggi legati alla toponomastica parmigiana e della provincia, fornendo una inedita mappatura che contribuisce a raccontare non solo biografie di grandi donne, ma assieme passaggi importanti della storia della nostra città.


Lo trovate da Libraccio, Mondadori Ghiaia, Libri e Formiche, Fiaccadori, Mondadori EuroTorri, a Parma e in  Libreria 80 a San Secondo.


Adele Zucchi 
© Alice Bonelli


PARMA. LA CITTÀ DELLE DONNE A VIGNETTE 

articolo di Danila Baldo (vicepresidente di Toponomastica Femminile)

https://vitaminevaganti.com/2021/10/02/parma-la-citta-delle-donne-a-vignette/

Siamo state coinvolte, come associazione Toponomastica femminile, in un’impresa editoriale che ci è apparsa subito molto interessante e importante per far conoscere le donne che hanno contribuito alla crescita della civiltà. 

Poniamo alcune domande a Michele Belmessieri, che ci ha contattate su suggerimento della dr.a Fabrizia Dalcò, esperta in politiche di parità e appassionata di storia delle donne, autrice del blog In genere: dedicato a donne e uomini, pubblicato dalla Gazzetta di Parma. 


Michele, ci piacerebbe leggere una tua piccola presentazione. Di che cosa ti occupi? 

Sono uno storico dell’arte, operatore culturale e insegnante. Professionalmente ho sempre lavorato in contesti museali con incarichi che sono andati dalla curatela di mostre, l’organizzazione e la conduzione di visite guidate a responsabilità legate a progetti editoriali. Oltre a queste attività, faccio parte di una associazione che si occupa di diffusione della cultura cinematografica con la quale organizziamo progetti scolastici e programmazioni in sale d’essai. 


Come è nato questo progetto? 

La Città delle Donne a Vignette è un progetto dedicato alla toponomastica femminile di Parma, promosso dalla Fondazione Bagnaresi Onlus, e che rientra all’interno di un percorso intrapreso già quattro anni fa con il primo volume della serie Stradari Parmigiani. La serie, di cui la Città delle Donne rappresenta il nuovo capitolo, nasce da un paradosso: dello spazio urbano in cui viviamo, per le nostre consuetudini, abbiamo familiarità con i nomi, talvolta con i volti, ma il livello di conoscenza è spesso parziale e la lacuna più dolorosa è la mancanza di consapevolezza dei valori che questi personaggi incarnano. Pur non essendo un disegnatore professionista, direi più un semplice scarabocchiatore, ho deciso di provare a realizzare dei volumi a vignette che raccontassero non senza ironia le storie di questi personaggi, suddividendo la città in quartieri e accompagnando i disegni con testi biografici. Per ora sono usciti tre volumi, ciascuno dei quali mi ha tenuto impegnato per circa un anno, per un totale di ben 365 volti della toponomastica parmigiana. I primi due libri sono stati interamente illustrati da me, e quindi risultano un pochino naif, dal terzo in poi abbiamo scelto di realizzare una sorta di call aperta a chiunque decidesse di contribuire con un disegno. Anche per la Città delle Donne a Vignette è avvenuta la stessa cosa. Settanta autori e autrici diverse ci hanno permesso di raggruppare, grazie al tempo che ci hanno regalato, e al loro talento, circa centoventi personaggi realizzati da: illustratrici e illustratori professionisti, studenti, volontari/e della Fondazione e anche matite dilettanti, ma piene di entusiasmo. 

Maria Luigia D'Asburgo Lorena duchessa di Parma
© Leo Ortolani


Il fatto che sia a vignette vuole anche coinvolgere in modo privilegiato l’universo giovanile? 

Non necessariamente. Senz’altro la forma del fumetto, data la frequente familiarità con il mezzo, può essere considerata più accessibile a un pubblico di ragazzi/e rispetto a un semplice articolo di giornale, per non parlare di un vero e proprio saggio. Tuttavia riteniamo che il meccanismo di sintesi che il disegno produce e il suo carattere leggero incuriosiscano anche le persone adulte. Dirò di più, spesso in alcune illustrazioni particolarmente riuscite i ragazzi e le ragazze notano alcuni aspetti, mentre gli adulti/e qualche altro dettaglio, ciascuna/o dal proprio punto di vista. L’obiettivo dei nostri volumi in parte è proprio questo: offrire a ciascuna categoria di lettori/lettrici chiavi diverse per interpretare il nostro lavoro e le lezioni dei personaggi che fanno capolino. La presenza di tanti artisti/e diverse, ciascuna/o con il proprio stile e approccio al personaggio, aiuta questa molteplicità di lettura. 


Avete dei contatti col mondo della scuola? 

Numerosi, sia diretti che indiretti. La principale attività della Fondazione Bagnaresi consiste in un doposcuola gratuito per le classi medie e superiori della città. Questo perché la signora Cristina Bagnaresi è una insegnante in pensione e all’apertura della Fondazione ha coinvolto tanti dei suoi vecchi colleghi nel progetto. Il nostro corpo docenti è quindi composto da volontari/e dotate non solo di sensibilità, ma anche di grande esperienza. Diverse/i di loro hanno partecipato con un disegno al terzo volume dello Stradario e parteciperanno alla Città delle Donne. In questo modo, per amicizie con direttori scolastici o insegnanti ancora a lavoro, del volume si è parlato nelle scuole e qualche alunno/a del nostro liceo artistico ha anche partecipato con illustrazioni sorprendenti. Ma, soprattutto, il Comune di Parma, per iniziativa dell’Assessorato alla Cultura, ha sempre acquistato un numero consistente di Stradari, diffondendoli nelle scuole e nelle biblioteche. Con ogni probabilità anche per il prossimo progetto avverrà lo stesso meccanismo, benché il nostro interlocutore (di comune accordo) sia diventato per l’occasione l’Assessorato alle Pari Opportunità. 


Ilaria Alpi
© Mina Tedesco


Quali sono le risorse economiche che ne consentono la stampa? 

Le risorse per la stampa sono provenute da una campagna di crowdfunding, sponsorizzazioni e attraverso il sostegno del Comune di Parma che ha sin da subito patrocinato l’iniziativa. Tutto il ricavato ottenuto della vendita e dalle offerte dei libri è stato destinato alla Fondazione Bagnaresi. Visto l’interesse che Parma ha riservato agli Stradari abbiamo deciso di proseguire, ma con una sostanziale variazione: non più suddividendo semplicemente la città in quartieri ma affrontando, ogni anno, un tema diverso. Osservare le nostre strade e le nostre piazze partendo da un punto di vista, anziché raggruppando genericamente nomi sempre nuovi.  


Come è stato scelto il tema di quest’anno? 

L’idea di indirizzarci verso il tema della toponomastica femminile è partita da Cristina Bagnaresi. Inizialmente si pensava di realizzare uno Stradario dedicato alla memoria partigiana della nostra città, ma abbiamo deciso di spostarlo all’anno prossimo per inquadrarlo nelle celebrazioni del centenario delle Barricate antifasciste di Parma. Tuttavia l’intuizione di Cristina mi è piaciuta subito e immediatamente ho pensato sia alle amiche della Casa delle Donne, di cui seguivo lo sviluppo associativo, che a Toponomastica femminile, la cui mappatura di Parma e provincia mi è stata utile in fase di realizzazione degli scorsi Stradari. A pensarci bene forse avrei dovuto ringraziarvi. Lo faccio ora. 


Alcuni esempi? 

Come sempre, almeno per quello che mi riguarda, quando ci si avventura nella toponomastica sono spesso i personaggi meno conosciuti a custodire storie straordinarie. Naturalmente male non farà a chi legge una rinfrescata in merito alle vite di Giuditta Sidoli, Grazia Deledda o Maria Montessori, ma dal mio punto di vista preferisco ricordare la partigiana Laura “Mirka” Polizzi, un mito per molti di noi, l’ostetrica Maria Godi (“Mamma Cicogna”, che fece nascere migliaia di parmigiani), oppure la badessa Caracosa De Adam, sorella quasi sconosciuta dell’invece pluricelebrato Fra’ Salimbene. 


Alda Lagazzi (tra le fondatrici dello scoutismo a Parma)
© Letizia Farisato


Quali le collaborazioni? 

Seguendo alcuni dei princìpi dello statuto della Fondazione, abbiamo deciso di proporre un’alleanza con la nascente Casa delle Donne di Parma cui ci lega l’impianto valoriale. Per supportarle nella loro fase organizzativa, infatti, sarà destinato a loro il ricavato dell’iniziativa. Altre collaborazioni importanti sono con il gruppo di illustratrici parmigiane La Meraviglia di Artemisia, disegnatrici di età e stili diversi ma accomunate dal talento e dalla voglia di mettersi al servizio nella riscoperta della propria città. L’anno scorso Susanna Binacchi, Roberta Ferretti, Paola Gennari, Katia Guglielmi, Anna Mezzadri e Giulia Zatti hanno realizzato una guida illustrata di Parma (Parma l’é béla bombén, traducibile con Parma è proprio bella) che di fatto si è affiancata allo scorso stradario nelle biblioteche cittadine. Abbiamo quindi deciso di unire le forze per la Città delle Donne a Vignette. 

Senza dimenticare Toponomastica femminile, un’ultima collaborazione per noi essenziale è quella con l’Assessorato alle Pari Opportunità presieduto dalla Assessora Nicoletta Paci, da subito vicina al progetto con grande partecipazione. 


Bianca Pellegrini, per lei Per Maria Rossi ha costruito il castello di Torrechiara
©Michele Belmessieri

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