Un campione, oltre ogni limite ♥️ #alexzanardi
Marilena Nardi
JanniKing
of Wimbledon
by Portos
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Jannik Sinner is a Wimbledon champion
The world No.1 defeats Carlos Alcaraz 4-6, 6-4, 6-4, 6-4 to win the 2025 Gentlemen's Singles Trophy
Sinner ha battuto Alcaraz con il punteggio di 4-6, 6-4, 6-4, 6-4 in tre ore e quattro minuti domenica, superando il suo rivale che cinque settimane fa lo aveva sconfitto al Roland Garros al termine di un incontro durato cinque ore e 29 minuti. Quella di domenica rappresenta la prima vittoria di Sinner a Wimbledon e il suo quarto titolo del Grande Slam in carriera.
I love Jannik Sinner ❤️
Gianluca Costantini
Jannik come l' imperatore Costantino ( più o meno)😁
Tiziano Riverso.
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Jannik Sinner is a Wimbledon champion 🇮🇹
— Wimbledon (@Wimbledon) July 13, 2025
The world No.1 defeats Carlos Alcaraz 4-6, 6-4, 6-4, 6-4 to win the 2025 Gentlemen's Singles Trophy 🏆#Wimbledon pic.twitter.com/UMnwV4Fw78
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(Massimo Gramellini, "Il talento di essere Clerici")
Se oggi un adolescente mi chiedesse chi sia stato Gianni Clerici, gli direi: che cosa ti sei perso. Lui era la prova che il talento è come l’amore, un dono che può annidarsi in luoghi improbabili, per esempio nell’individuo più sbadato dell’universo. Clerici ha passato la vita a perdere tutto ciò che umanamente si può perdere — chiavi, biglietti, passaporti, biglietti dentro i passaporti — ma non ha mai perso la faccia e tantomeno sé stesso.
Ciascuno di noi ha un talento, purtroppo pochi lo trovano e quasi nessuno, dopo averlo scoperto, lo accetta. Il talento di Clerici non era la tv, dove pure funzionava benissimo, ma la scrittura laterale, quella capacità innata di guardare un fatto da una prospettiva eccentrica per coglierne l’essenziale e tradurlo in una prosa limpida e magica.
Lo scriba, come amava definirsi (non gli facevano difetto né l’autoironia né l’autostima), sosteneva che solo due accidenti gli avevano impedito di diventare Scott Fitzgerald: l’uso della lingua italiana, ignota oltre Chiasso, e l’identificazione con il tennis, di cui era il massimo cantore al mondo. Per molti intellettuali seduti, il giornalismo letterario sportivo è sempre stato un genere minore, anziché la prosecuzione di Omero. Clerici poteva anche dimenticarsi di scrivere chi avesse vinto la partita, ma la verità è che dopo aver letto il suo pezzo ti sentivi meglio.
P.S. Ciao Gianni, grazie di tutto. Mi chiamavi «Junior» e tale sarò sempre, sulle spalle di un gigante come te
fonte: https://www.corriere.it/caffe-gramellini/22_giugno_07/gianni-clerici-1d588d70-e5d6-11ec-906c-66ab0a80b19b.shtml?refresh_ce=
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I PEANUTS sono la striscia a fumetti più famosa del mondo, pubblicata quotidianamente tra il 1950 e il 2000, quando morì a 77 anni il suo autore Charles Schulz. Ancora oggi le repliche delle strisce sono distribuite e pubblicate ogni giorno sui quotidiani di decine di paesi del mondo: in Italia, dal Post. La popolarità e l’influenza della striscia – e dei suoi personaggi più famosi, soprattutto Charlie Brown, Snoopy, Linus – si è estesa nel tempo a tutti i media e alla vita quotidiana di mezzo mondo, attraverso i loro caratteri, le loro battute, il radicamento delle loro consuetudini, e una quantità straordinaria di efficacissimi aforismi e citazioni. Le frustrazioni, insicurezze, illusioni, ansie, dei personaggi bambini hanno sempre rispecchiato quelle dei lettori adulti aggiungendovi tenerezze infantili che hanno sempre appassionato i lettori bambini: costruendo nel tempo un successo presso generazioni diversissime. Il nome Peanuts venne scelto dal distributore della striscia citando quello di un pubblico di bambini in uno show televisivo dell’epoca, e si è sempre detto che a Schulz non piacesse. Ma come dice Lucy Van Pelt, «più si invecchia, meno si è sicuri rispetto a un sacco di cose».
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Scusa caro Clerici se ti ricordo sul mio blog insieme alle vignette di Snoopy tennista.
Adoravo le tue telecronache così irriverenti ed ironiche.
Mi hai fatto amare il tennis... Grazie!!
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Gianni Clerici (Como, 24 luglio 1930 – Bellagio, 6 giugno 2022) è stato un tennista, giornalista e scrittore italiano.
Considerato uno dei maggiori esperti di tennis del mondo, per il numero e la qualità delle sue pubblicazioni è stato inserito nel 2006 nella International Tennis Hall of Fame, secondo italiano presente dopo Nicola Pietrangeli (insignito del riconoscimento nel 1986).
Rafael Nadal pisa fuerte. Eres tan grande que todos quieren alcanzarte y tan humilde que todos quieren estar contigo. ¡Felicidades una vez más! #tenis #OpenAustralia #collage #collageart
Asier Sanz
Nadal nella leggenda, 21º Grande Slam in carriera 👑🏆
A 35 anni Rafael Nadal sale da solo in testa all’Olimpo del tennis Mondiale, staccando Djokovic e Federer fermi a 20.
Vincitore 13 volte al Roland Garros, 4 volte all’US Open, 2 a Wimbledon ed ora 2 all’Australian Open: bella bacheca quella di casa Nadal.
Un’impresa storica di un campione senza tempo, complimenti Rafa.
© Manuel De Rossi
Alla mia maniera per ricordare lo strepitoso successo di #AmbraSabatini #martinacaironi e #MonicaContrafatto, un podio tutto azzurro ! Brave ragazze!
© Pierpaolo Perazzolli
Un’impresa monumentale, impensabile anche solo da immaginare.
Prima, seconda e terza. Una tripletta azzurra da sogno nella gara regina delle Paralimpiadi: i 100 metri.
Oro per Ambra Sabatini, con tanto di record del mondo. Sarebbe già apoteosi così, ma riusciamo anche a conquistare l’argento con una infinita Martina Caironi e addirittura il bronzo con Monica Graziana Contrafatto, eroiche sotto la pioggia di Tokyo.
Un podio tutto italiano per un’impresa storica.
E ora le medaglie sono 69: record di ogni tempo.
Non ci sono più parole per queste donne e uomini straordinari.
Cartolina più bella non poteva esserci da questi Giochi.
Lorenzo Tosa
© Gianlo
https://gianloingrami.blogspot.com/2021/09/paralimpiadi.html
Viva l'Italia che lotta e non si arrende mai♥️
©Giancarlo Covino
sono felice per chi ha vinto medaglie
leggo di risultati straordinari "nonostante" le condizioni
le condizioni sono simili per ogni atleta, per il primo e per l'ultimo, qualcuno deve pur vincere, come in ogni gara
la luce, la bellezza, a mio parere, è nel rendere eclatante la determinazione, l'ostinazione, il sacrificio, la disciplina per individuare un limite e tentare di superarlo
una metafora esistenziale, buona per chiunque
frequento persone che si aggiudicano quotidianamente invisibili medaglie
allacciando un bottone, infilando una chiave, raggiungendo il divano, attraversando la strada e trovando parcheggio
resistendo all'indifferenza, al pregiudizio, al sospetto e al pietismo
lavorando, incazzandosi, amando
senza inno, alla fine
queste olimpiadi non si disputano ogni quattro anni
ma ogni quattro battiti, circa
Fabio Magnasciutti
© Dalcio Machado