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mercoledì 8 luglio 2026

Dissidi tra Trump e Meloni

 


L'incantesimo è finito

L'incantesimo tra Donald Trump e la Primo Ministro Giorgia Meloni è finito. Accuse, vere o presunte, volano da una parte all'altra, in vista del vertice di Ankara.

Marilena Nardi

La strategia del silenzio. Meloni ignora Trump. Il governo è sotto shock

Quel che si temeva a Palazzo Chigi è accaduto: il presidente americano Donald Trump ha scelto la vigilia del vertice Nato per lanciare una nuova offensiva nei confronti di Giorgia Meloni, questa volta sotto forma di meme. Si vede Meloni che sorride a Trump, con la scritta: «Serve un ordine restrittivo». La notizia, rimbalzata nella notte di domenica, è stata accolta dalla presidente del Consiglio con un assordante silenzio: nessuna replica, nessun commento, nessuna nota ufficiale. Né della premier, né del suo partito.

La risposta è stata affidata ai due vicepremier e ai ministri, che hanno utilizzato gli stessi toni, segno che la strategia è stata concordata. «Sono dichiarazioni che si commentano da sole, noi fin dall'inizio abbiamo detto che non avremmo risposto», ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, secondo cui «le relazioni transatlantiche vadano al di là delle singole dichiarazioni». Anche il solitamente loquace ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, si è limitato a un «no comment».

Visto quanto a poco sono servite le dure parole di reazione nel precedente scontro frontale con il tycoon, questa volta Meloni si è allineata ai colleghi europei nella strategia del muro di gomma: lasciarlo parlare, evitando qualsiasi reazione che comunque sarebbe inutile. Significa ingoiare l’orgoglio – non semplice per la premier – ma il momento è delicato, visto che oggi comincia il vertice Nato di Ankara e non si possono commettere errori.

Leggi l'articolo integrale di Giulia Merlo su Domani



La frattura 
Marilena Nardi



Fogliazza 


Peter Schrank 
@schrankartoons
 If #Trump can fall out with Georgia Meloni, then he will soon have no friends left.
#DonaldTrump #GeorgiaMeloni #Meloni 
@EncompassEurope


lunedì 18 novembre 2024

Musk: "These judges need to go" and help in the Trump's American election.

 


Musk 

Gio

www.caricaturegio.altervista.it


Musk: "These judges need to go"


Elon Musk interviene nel testa a testa tra il governo Meloni e i tribunali italiani sul trattenimento dei migranti nei Cpr in Albania. Il fondatore di Paypal e Tesla, commentando su Twitter la notizia postata da un utente sulla decisione di sospendere la convalida dei trattenimenti a Gjader di 7 migranti provenienti dall'Egitto e dal Bangladesh, ha scritto: «Questi giudici se ne devono andare». 


La risposta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:



“L’Italia è un grande Paese democratico, che sa badare a sé stessa nel rispetto della sua Costituzione.

Chiunque, particolarmente se, come annunziato, in procinto di assumere un importante ruolo di governo in un Paese amico e alleato, deve rispettarne la sovranità e non può attribuirsi il compito di impartirle prescrizioni”.



INTERVENTI A GAMBA TESA

Mattarella ha subito provveduto a rispondere all'indiscreta intromissione di Elon Musk nei rapporti tra Organi Istituzionali italiani.

Il miliardario americano, anche se ufficialmente ricopre da poco un ruolo pubblico, può dire quello che vuole, anche se la correttezza diplomatica normalmente lo sconsiglierebbe.

Ai suggerimenti indiscreti si risponde con i fatti.

E prontamente la deputata Sara Kelany di FdI propone un emendamento al Decreto Flussi che taglierebbe fuori il Tribunale delle Immigrazioni affidando alle Corti di Appello, notoriamente paralizzate dalla quantità di ricorsi, le decisioni sui trattenimenti che, nel frattempo, rimarrebbero attivi.

#elonmusk #magistratura #migranti #albania

Gianfranco Uber



Elon Musk, commentando su X, dimostra grande interesse alle vicende italiane (...e pure che non ci ha un cacchio da fa'

Lamberto Tommasini




 Department of Government Efficiency 

by Dave Whamond, Canada, PoliticalCartoons.com

https://politicalcartoons.com/cartoon/290241



Elon Musk’s Trojan Horse 

by Pierre Ballouhey, France, PoliticalCartoons.com



My Charlemagne illustration from 

@TheEconomist

 of 16/11/24.  Musk could create problems for The EU.

Peter Schrank



Elon Musk, Trump’s fellow con man https://washingtonpost.com/opinions/2024/

Ann Telnaes

( 21 ottobre - Elon Musk ha lanciato la sua ultima idea per sostenere Donald Trump: si tratta di una lotteria che - fino alle elezioni statunitensi in programma il 5 novembre - donerà 1 milione di dollari al giorno ai potenziali elettori 21 ottobre)




Pronto a prendere d'assalto la Casa Bianca 

Bertrams

#Trump #Musk #helm #geweld #dreiging #mythologie2024 



BY Benny



 Trump & Musk 

by Osama Hajjaj, Jordan


On the way to the White House - © Chappatte in 

@NZZ

  am Sonntag, Zürich 

 👉 https://chappatte.com/en/images/way-white-house


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Elon Musk ha aiutato Donald Trump a diventare presidente. Ora cercherà di imporre la sua visione del mondo, basata su assenza di regole e controllo tecnologico. Immagine di copertina di Doug Chayka da una foto di Dimitrios Kambouris (Getty): http://intern.az/1KWZ

al 5 ottobre al 5 novembre 2024, nel mese che ha preceduto le elezioni presidenziali statunitensi, Elon Musk ha postato su X un numero impressionante di messaggi: 3.247 per la precisione, più di cento ogni giorno. Considerando che l’imprenditore è seguito da oltre duecento milioni di persone e che in questa tornata elettorale ha appoggiato in ogni modo Donald Trump, il suo ruolo nella vittoria del repubblicano è stato fondamentale.

Le Monde ha raccolto e studiato i messaggi postati da Musk, analizzando come il proprietario di X si comporta sulla sua piattaforma e spiegando in che modo quest’ultima è diventata una macchina di propaganda al servizio del ritorno alla Casa Bianca dell’ex presidente.

Trump ha ricompensato Musk annunciando che lo nominerà alla testa del nuovo dipartimento per l’efficienza governativa statunitense (Doge), insieme a Vivek Ramaswamy (già candidato alle primarie del Partito repubblicano del 2024).






mercoledì 13 novembre 2024

Trump : "I'M BACK!

 

Brighty 
@Brighti
 on #Trump #TrumpIsUnfitForOffice #electionday2024 
@TheSun
 – political cartoon gallery in London http://original-political-cartoon.com






Libertà spenta (Libertà spesa)

GIO
www.caricaturegio.altervista.it


Negazionismo climatico, muri anti migranti, dazi, spese militari, fondamentalismo religioso, carta bianca per Israele e alleanze con gli autocrati in giro per il mondo. The Donald is back.

Marilena Nardi per Left
#Trump #satire #caricature #freedom #USAToday #editorialcartoon




I’m back
#Trump #editorialcartoon #caricature #satire
Marilena Nardi


Ella Baron 
@guardian
 
@EBaronCartoons
 
#DonaldTrump2024  #Trump  #USAElection2024 #HarrisWalz  #Harris #USA2024 #democracy #Republicans #Democrats #WhiteHouse 



Farewell to America? 
by Patrick Chappatte, Le Temps, Switzerland
https://politicalcartoons.com/cartoon/290138

Dave Brown 
@DaveBrownToons
 
@Independent
 #Trump #Liberty #TrumpIsUnfitForOffice #USElection2024 #PresidentialElection2024 


Peter Brookes 
@BrookesTimes
 
@thetimes
 #Trump #WhiteHouse #TrumpIsUnfitForOffice #USElection2024 #PresidentialElection2024


Ben Jennings 
@BJennings90
 on Trump’s victory and a bleak outlook for the planet 
@guardian
 #DonaldTrump2024  #Trump 




Peter Brookes 
@BrookesTimes
 
@thetimes
 #Trump #WhiteHouse #TrumpIsUnfitForOffice #USElection2024 #PresidentialElection2024 



Martin Rowson on what Trump’s victory will mean for the environment 
@Guardian


Dave Brown's #RoguesGallery cartoon, after #ToulouseLautrec, for 
@Independent
 ... #Trump #Starmer #KeirStarmer #USElections2024 #PresidentialElection #SpecialRelationship


Peter Schrank: The Future is bleak. The Future is orange #DonaldTrump #DonaldTrump2024 #USAElection2024 #TrumpIsUnfitForOffice #RepublicansAgainstTrump 
@schrankartoons
 #USDemocracy


Peter Schrank on #DonaldTrump #DonaldTrump2024 #USAElection2024 #EU 
@schrankartoons
 #OlafScholz 
@EncompassEurope



#Election2024 #Trump
La #paura funziona sempre, ma logora lentamente qualsiasi comunità democratica, specialmente i più fragili, i più deboli.
Mauro Biani


Andrea Arroyo



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 By Left

The day after. Tutte le mosse illiberali che ci dobbiamo attendere da un presidente come Trump
Di Riccardo Alcaro -6 Novembre 2024

Negazionismo climatico, muri anti migranti, dazi, spese militari, fondamentalismo religioso, carta bianca per Israele e alleanze con gli autocrati in giro per il mondo. The Donald is back
Ora che il risultato delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti è certo, possiamo tracciare un primo quadro di quanto possiamo aspettarci da una seconda amministrazione Trump sulla base di dichiarazioni e intenzioni già esposte da Donald Trump stesso e dai suoi collaboratori più stretti.

In politica interna, il quadro è fosco. Trump è intenzionato a subordinare alla Casa Bianca il dipartimento di Giustizia, utilizzandolo come strumento contro avversari politici, rilanciando su scala molto più grande una pratica già sperimentata durante il suo primo mandato. Il neo-presidente e i suoi collaboratori presteranno anche grande attenzione a riempire l’amministrazione federale, almeno in posizioni chiave delle varie agenzie governative, con personale selezionato sulla base del criterio della fedeltà a Trump. Quest’ultimo è un aspetto centrale dell’informale agenda di governo per un secondo mandato Trump, nota come Project 2025, preparato dal think tank ultra-conservatore Heritage Foundation.

L’ex e prossimo nuovo presidente ha anche più volte espresso la convinzione che sia necessario usare la Guardia Nazionale o anche le stesse forze armate contro i “nemici interni”, una qualifica dai contorni non definiti che però lascia intendere un potenziale uso arbitrario delle forze di sicurezza contro avversari politici o cittadini che protestano. Non è il caso di immaginarsi le forze americane trasformarsi in una Gestapo che opera razzie notturne. Ma è un segnale inquietante di una potenziale riduzione delle libertà civili di protesta. Del resto Trump ha anche dichiarato di volere agire contro i dispensatori di fake news, ovvero i media non allineati, sebbene non sia certo in che modo e con quale efficacia il governo federale potrà limitare un diritto tanto garantito in America (dalla Costituzione, i tribunali e i singoli stati, oltre alla società civile) come quello della libertà di stampa.

Sul fronte dell’immigrazione, Trump ha già espresso l’intenzione di costruire campi di detenzione per immigrati irregolari in attesa di deportazione, anche se l’obiettivo espellere tutti gli 11-12 milioni di migranti irregolari resta chiaramente fuori portata.

Già durante il suo primo mandato, Trump ha nominato un numero significativo di giudici federali conservatori, e continuerà a farlo almeno nei prossimi due anni grazie al fatto che i Repubblicani hanno ottenuto la maggioranza al Senato, a cui spetta l’autorità di approvare le nomine presidenziali per le corti federali.

In politica economica, non è da escludersi lo smantellamento delle misure a sostegno dell’industria verde previste dall’Inflation Reduction Act, che ha introdotto sgravi fiscali e investimenti del valore di centinaia di miliardi di dollari per favorire la transizione verso tecnologie a impatto ambientale zero o ridotto. Trump favorirà senz’altro l’industria del fossile. Trump continuerà con la tradizionale politica dei Repubblicani di tagliare le tasse – in particolare alle aziende – con beneficio soprattutto per le classi sociali più alte, nonché di deregolamentare la finanza e impedire la regolamentazione del settore high tech, almeno delle compagnie allineate. È in questo senso anche che vanno lette le partnership molto strette fra Trump ed Elon Musk, proprietario di X (ex Twitter); SpaceX, Spacelink e Tesla, e tra il vicepresidente in pectore JD Vance e Peter Thiel, proprietario di Palantir (società di analisi di big data di cui si servono il Pentagono, la Cia e numerose aziende private).

Sul piano internazionale, Trump sembra intenzionato a perseguire un aggressivo protezionismo, imponendo tariffe generalizzate sulle importazioni del 10-20%, con percentuali particolarmente alte sui beni cinesi (dal 60% in su addirittura).

Quanto alla crisi in Ucraina, i consulenti di politica estera del presidente in pectore parlano di una manovra ‘a tenaglia’ per forzare Russia e Ucraina al tavolo dei negoziati, minacciando la prima di aumentare gli aiuti a Kyiv e la seconda di interromperli. Quale accordo possa venirne fuori è incerto, se non che alla Russia verrebbe lasciato il controllo di fatto dei territori ucraini che ora occupa e all’Ucraina imposta la neutralità. Non è chiaro se gli Stati Uniti sarebbero disposti a fornire ulteriori assistenze militari all’Ucraina come garanzia del mantenimento dell’accordo, cosa che a prima vista sembrerebbe naturale. Altrettanto incerta è la posizione sulle sanzioni a Mosca. Naturalmente, questa è solo un’ipotesi speculativa, tanto più che né l’Ucraina né soprattutto la Russia sembrano al momento orientate al negoziato, la prima per evitare una sconfitta e la seconda per ottenere una vittoria più larga ancora.

In Medio Oriente, Trump sembra incline a offrire al premier israeliano Binyamin Netanyahu carta bianca su Gaza, Libano e forse anche verso l’Iran, purché ciò non porti a un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti.

La politica nei confronti della Cina prevede, oltre alle tariffe, controlli all’esportazione in Cina di tecnologie avanzate e pressioni sugli alleati in Asia ed Europa per ridurre i legami economici e tecnologici con Pechino. Tuttavia, non è scontato che Trump sia disposto rafforzare in maniera significativa la deterrenza militare nella regione indo-pacifica a tutela degli alleati e soprattutto Taiwan, l’isola di fatto indipendente che però la Cina rivendica come parte del suo territorio nazionale.

Infine, in Europa, Trump cercherà rapporti bilaterali con i singoli Paesi, applicando tariffe differenziate e incentivando un incremento della spesa militare europea indirizzato all’acquisto di armamenti americani. Al contempo, è plausibile che promuova forze di destra che condividono una visione “nativista” dell’Occidente come entità culturalmente radicata nelle tradizioni europee e cristiane (e implicitamente bianche), invece che come una comunità ideale che ha definito e promosso valori come democrazia, stato di diritto, inclusività e autonomia della scienza dalla religione e dalla politica.

È bene concludere con un avvertimento: la realtà sarà immancabilmente diversa da quanto riportato sopra. Queste sono riflessioni istantanee elaborate sulla base delle dichiarazioni di Trump e dei suoi collaboratori il cui scopo è offrire una mappa di quanto potrebbe accadere nei prossimi quattro anni. Come recita un proverbio di dubbia attribuzione, “infelice chi vive in tempi interessanti”.


l’autore: Riccardo Alcaro è coordinatore delle ricerche e responsabile del programma “Attori globali” dello IAI. I suoi interessi di ricerca si concentrano sulle relazioni transatlantiche, in particolare sulle politiche di Stati Uniti ed Europa nel vicinato europeo


domenica 7 maggio 2023

King Charles and Queen Camilla ( Prima Parte)

King Charles and Camilla by Petar Pismestrovic, Kleine Zeitung, Austria

https://politicalcartoons.com/cartoon/274343




 


King Charles by Marian Kamensky, Austria
https://politicalcartoons.com/cartoon/274302











Royal Evolution by Osama Hajjaj, Jordan
https://politicalcartoons.com/cartoon/274342




First published on PoliticalCartoons.com, Croatia, May 2, 2023 | By Nikola Listes

Royal Change by Marian Kamensky, Austria
https://politicalcartoons.com/cartoon/274303


The Modern Monarchy by Dale Cummings, Canada, PoliticalCartoons.com
https://politicalcartoons.com/cartoon/274281



King Charles III and Queen Consort Camilla
Morten Morland
VG
Oslo, Norway, December 4, 2022


“Yes, Sir. We’ve been getting quite a few enquiries about how long your street party is going to last” #Coronation - political cartoon gallery in London http://original-political-cartoon.com



#CharlesIII #CharlesCoronation

BANX



My cartoon Thursday 
@TheTimes
 on our glorious democracy. #LocalElection2023 #Coronation
Peter Brookes



Tomorrow's 
@Independent
 cartoon... #CharlesIII #Coronation #Republicanism #NotMyKing #PublicOrderAct #RightToProtest #DemocracyInDanger
Dave Brown


 #CharlesIII #JustinWelby #Coronation #LocalElections2023 #Democracy #NotMyKing
Dave Brown


coronation of weirdos..
David Rowe



Martyn Turner
5 May 2023
coronation


Nothing pared down in King Charles’s coronation costs

#CoronationWeekend 

https://washingtonpost.com/opinions/2023/

Ann Telnaes


Peter Schrank: There are no more ceremonial monarchies in Europe, but many Europeans are fascinated by, and interested in, the UK Monarchy. #KingCharles #Coronation #KingCharlesIII #Eurovision2023


Rod Emmerson on #CharlesIII #JustinWelby #Coronation  #Democracy #NotMyKing 


Couronnement de Charles III - © Chappatte dans Le Temps, Genève > https://chappatte.com/fr/images/couronnement-de-charles-iii


Doaa Eladl
7 May 2023
King Charles lll coronation
#charles#king#London#coronation
https://cartoonmovement.com/cartoon/king-charles-lll-coronation


Morten Morland on #CharlesIII #Coronation