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martedì 2 giugno 2026

2 giugno 2026: la Repubblica festeggia gli 80 anni!

I volti della Repubblica

“La Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi”

Sergio Mattarella



Buona Festa della Repubblica !

2 giugno 1946 - 2 giugno 2026

Marilena Nardi



...Res-pubblica è Res-istenza!


Gio

www.caricaturegio.altervista.it



2 giugno 2026 

Si festeggiano gli ottant'anni dalla nascita della nostra Repubblica. 

Alcuni la vorrebbero ringiovanire con qualche ritocchino ma forse il modo migliore per festeggiarla sarebbe quello di rispettare quanto ci  ha tentato di insegnare con la Costituzione.

Gianfranco Uber



#FestadellaRepubblica #Italia #80anni

Tutte/i insieme. #Costituzione, #Democrazia e #Repubblica.

Cavalli "disertori" montati da bambini figli del mondo.

Grazie.

Mauro Biani





"FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA" - 80 anni dalla proclamazione - 2 Giugno 2026_🇮🇹

"Le donne al voto" - "Nasce la Repubblica Italiana"- "Elezione della Assemblea Costituente" _(immagini tratte dal Calendario 2026 Della ANFCDG)
Marco D'Agostino


"Ottant'anni fa nasceva la Repubblica Italiana. 

Nacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza, Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice e insieme rivoluzionario. Dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto. 

E nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne. Dopo aver potuto esprimere la loro preferenza nelle elezioni amministrative di marzo, il 2 e il 3 giugno del 1946 le italiane entrarono nei seggi per partecipare a pieno titolo alla scelta tra monarchia e repubblica e all'elezione dell'assemblea costituente. 

Finalmente, almeno lì dentro, la loro voce aveva lo stesso peso di quella di chiunque altro. Prima di quel momento la maggior parte delle donne italiane era cresciuta dentro un'idea precisa di subordinazione e obbedienza. Sotto il regime fascista le donne non erano soltanto escluse dalla vita pubblica ma furono progressivamente ricondotte anche per legge a un unico ruolo considerato naturale: moglie, madre, custode del focolare. 

La propaganda fascista celebrava la maternità come missione patriottica: dare figli alla nazione. Ma dietro quella retorica c'era un progetto di limitazione dell'autonomia femminile. Alle donne fu proibito di dirigere scuole medie e superiori, di insegnare materie considerate di alto profilo, come filosofia e storia nei licei. 

L'istruzione di bambini e ragazze fu orientata verso lavori donneschi, ovvero mansioni domestiche. Gli studi superiori e le professioni intellettuali venivano altamente sconsigliati. E nel caso in cui una studentessa avesse avuto l'arroganza di proseguire gli studi, avrebbe comunque trovato tasse universitarie raddoppiate rispetto a quelle degli studenti. 

Accanto alle norme, anche gli scritti ideologici del tempo teorizzavano la subordinazione femminile. 

In questi passaggi del volume ‘Politica della famiglia’ del 1938, scritto dall'economista fascista Ferdinando Loffredo, affiora, a voler pensar male, un certo pregiudizio misogino, seppur velatamente accennato tra le righe: ‘La indiscutibile minor intelligenza della donna ha impedito di comprendere che la maggiore soddisfazione può essere da essa provata solo nella famiglia’.

E ancora: ‘Il lavoro femminile crea nel contempo due danni: la mascolinizzazione della donna e l'aumento della disoccupazione maschile’.

In sintesi è: ‘Vengono a rubarci il lavoro’. Questo concetto, devo dire, va ancora fortissimo. È un jolly da giocarsi a seconda delle categorie. Allora erano le donne.

Eppure, in questo oscuro scenario di disuguaglianza, ci furono ragazze giovanissime che decisero di ribellarsi. In un momento storico in cui dissentire non consisteva nel pubblicare una storia su Instagram, ma voleva dire mettere a rischio la propria vita. 

Adottarono un nome di battaglia, come misura di sicurezza per sé e per i compagni, e si unirono alle circa 300.000 persone impegnate nella resistenza contro il nazifascismo. 

Teresa Vergalli, nome di battaglia Annuska, staffetta, a 16 anni andava in bicicletta con i messaggi nascosti nelle trecce e una piccola rivoltella nel reggipetto per uccidersi qualora fosse caduta nelle mani dei naz*sti. Non ne ebbe bisogno e dopo la guerra girò per le campagne con il facsimile della scheda elettorale per mostrare alle braccianti come apporre il proprio voto su questo misterioso ma importantissimo documento. 

Tina Anselmi aveva 17 anni quando fu costretta ad assistere all'impiccagione di 31 prigionieri in piazza. Decise di unirsi alla resistenza. Dedicò poi tutta la sua vita alla tutela dei diritti civili e sociali delle donne.

Irma Bandiera venne catturata da una squadra fascista e seviziata in ogni modo possibile per giorni affinché rivelasse informazioni sui propri compagni. Non lo fece. Venne accecata e uccisa da una raffica di mitra e il suo corpo fu esposto pubblicamente perché tutti vedessero qual era la fine che toccava ai nemici del regime. Aveva 29 anni.

Molte di quelle ragazze erano adolescenti. Molte di quelle ragazze erano adolescenti, non avevano ancora il diritto di lavoro, ma stavano già scegliendo il futuro dell'Italia. E quella scelta aveva un prezzo reale. Il carcere, la tortura, la morte.

Alcune partigiane, finita la guerra, entrarono persino nell'assemblea costituente. Nilde Iotti, che aveva partecipato alla resistenza nei gruppi di difesa della donna, divenne una delle 21 donne costituenti e anni dopo la prima presidente della Camera.

Teresa Mattei, partigiana a 20 anni, contribuì alla scrittura dell'articolo 3 della Costituzione, quello che sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.

Ma accanto a queste figure straordinarie c'era la moltitudine silenziosa delle donne comuni, quelle piegate dal lavoro fin dall'infanzia, indottrinate alla sottomissione, destinate nei casi migliori a una vita di obbedienza e nei peggiori a subire ogni sopruso, che avevano allevato i figli nella fame, sotto i bombardamenti, lavorato nei campi, fatto code interminabili per un pezzo di pane e poi contribuito a ricostruire un paese devastato dalla guerra.

Insomma: quelle che non sarebbero finite nei libri di storia e che raramente sono state ringraziate. Proviamo a immaginare cosa abbia significato per quei milioni di donne essere finalmente considerate cittadine, non più soltanto madri o mogli, ma persone. Titolari di una volontà politica e di diritti, essere convocate attraverso il voto a partecipare alle decisioni che riguardavano il futuro collettivo.

Si saranno percepite come gocce nel mare o come parte attiva di qualcosa di più grande? Con quale emozione avranno vissuto quel momento? 

La giornalista Anna Garofalo raccontò così quei giorni: "Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere hanno un'autorità silenziosa e perentoria. Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del pane. Abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d'esame. Ripassiamo mentalmente la lezione, quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d'amore. Le conversazioni che nascono tra uomini e donne hanno un tono diverso, da pari".

Da pari. Con quel gesto nasceva la promessa di una repubblica fondata sulla dignità e sull'uguaglianza.

La promessa di un paese in cui si potesse parlare liberamente, di sentire scegliere chi governa, partecipare alla vita pubblica senza paura.

Una nazione in cui le donne potessero finalmente studiare, lavorare, votare, candidarsi, amministrare i propri beni, costruire il proprio destino fuori dall'obbedienza imposta.

L'effettiva parità salariale, la libertà di camminare sole la sera o di separarsi da un compagno violento senza temere per la propria incolumità. Ecco, queste ultime promesse non sono state ancora mantenute.

Dobbiamo lavorarci.

Dico ‘dobbiamo’ perché se è vero che la sovranità appartiene al popolo, allora ogni cittadino può e deve fare la sua parte. Molto è cambiato da allora. Ma la storia recente ci mostra con brutale chiarezza quanto velocemente il mondo possa cambiare. E quel diritto conquistato 80 anni fa continua a ricordarci che la democrazia non è qualcosa di scontato e che ogni libertà esiste perché qualcuno ha avuto il coraggio di pretenderla. 

Oggi, festeggiare gli 80 anni della Repubblica Serve a tenere bene a mente quanto sia prezioso vivere in democrazia, che nessun tiranno decida per noi. Serve a ricordare da dove veniamo, a onorare il coraggio di uomini e donne che hanno combattuto per la nostra libertà e a impegnarci ogni giorno a meritarla. 

Irma Bandiera, prima di essere fucilata a 29 anni, fece in tempo a scrivere una lettera indirizzata a sua madre: "Ditele che sono caduta perché quelli che verranno dopo di me possano vivere liberi come l'ho tanto voluto io stessa". 

Quelli dopo di lei siamo noi".

Paola Cortellesi, in piazza del Quirinale, davanti al Presidente della Repubblica 

sabato 25 aprile 2026

Buon 25 aprile!

 ...


#25aprile #liberazione #festadellaliberazione #italia #papavero #satira #LaRepubblica #repubblica

Marco De Angelis





Buon 25 aprile!

Per una Repubblica libera occorre una stampa libera e resiliente, pilastro fondamentale della democrazia!
Gio
www.caricaturegio.altervista.it

+++



Viva il  25 aprile, viva la Repubblica, viva la Costituzione, tutti insieme appassionatamente.
Ma  non dimentichiamo che contestualmente (e non  è un caso) viene promulgata una Legge Sicurezza con dei contenuti non proprio coerenti con i principi affermati dalla vittoria sul fascismo e sul nazifascismo.
La pezza a colori del decretino che dovrebbe correggere solo quel pasticcio del bonus remigrazioni e dico dovrebbe perché essendo un decreto non è proprio sicuro che non decada e che quindi alla  fine prevalga il "buon senso" della Meloni.
Per dirla alla Forrest Gump "fascista è chi fascista fa" anche se lo chiama in un altro modo.
Gianfranco Uber


Buon 25 aprile a tutti!
#25aprile #liberazione #nazismo #fascismo



BUON 25 APRILE
#25aprile #FestadellaLiberzione #25aprile2026 #partigiani #liberazione #Antifa #satira #satirapolitica #vignette #satiraneurodeficiente
Mario Airaghi


Gente strana gli italiani... 🇮🇹
-
#25aprile #liberazione #vignette #cartoon #satira

Uno Mino




#Liberazione la #bellezza #ragazza 
Quanto è bella e ragazza, la #democrazia, la #Costituzione, la #Liberazione #antifascista.
 
Buona Liberazione a tutte e tutti!
Mauro Biani

lunedì 16 marzo 2026

Referendum giustizia 2026: NO!

 

Il mio disegno per il NO

Marilena Nardi

 (già cover di Left, febbraio) è a disposizione di quanti lo vogliano condividere e utilizzare per sostenere la campagna per il NO al prossimo referendum sulla giustizia.


#giustizia #autonomia #indipendenza #democrazia
Divisione dei poteri.
Mauro Biani


Natangelo






PorciVerdi #51
Appunto.
#referendum #costituzione #fascismo #guerra
Gianlo



che ne pencil?

in edicola con Left

Fabio Magnasciutti


Il consiglio superiore

Diciamolo subito. Oggi il titolo della vignetta - con un copy in stile Il Manifesto - è venuto piuttosto bene al Maestro. Tuttavia alcuni particolari hanno generato animate discussioni all’interno della Redazione.

Eccone alcune:

- il dito del Presidente Mattarella è posto come “severo monito” rivolto al Ministro o è più un diretto “stai un po’ zitto!”.

- Cosa c’è sulla sinistra della scrivania? Si tratta di un plastico del Centro di Permanenza Rimpatri o è un fax, in una sorta di meta-arte del Nostro?

- E quello al centro della scrivania è un modellino di un minareto a simboleggiare le paure dispensate dalla destra o il cestino dei condimenti - olio sale e pepe per speziare la polemica con i giudici?

[UbiMaior]

Giannelli



no no no no

Bicio Fabbri

mercoledì 25 febbraio 2026

Milano Cortina 2026: 30 e lode!

OOOOO 

#Olimpiadi #OlimpiadiInvernali2026 #cerimoniadapertura

#GianniRodari, uno dei miei due-tre intellettuali di riferimento. Da sempre.

Bravissimo #Ghali.

Mauro Biani


#boardofpeace #mondo #skeleton

Scivolare forte, scivolare giù giù giù.

Mauro Biani



PALETTI

Li avrà piazzati bene Mattarella i paletti per il Decreto Sicurezza?

Vedremo, i nostri politici sono specialisti di slalom interpretativi.

Reduce dal difficile compito oggi al Villaggio Olimpico di Milano ha rivolto un augurio agli atleti che saranno tra poco impegnati nelle gare di un'Olimpiade che, purtroppo, rischia di essere ricordata solo per i costi e per le opere inutili visto che più del 50% di quelle progettate per i Giochi non sono finite né iniziate.

Forse qualche paletto andava messo prima che ci venissero assegnati.

#MATTARELLA #olimpiadiinvernali #MilanoCortina #ddlsicurezza

Gianfranco Uber


Climate change olimpico.

#Olympics #MilanoCortina

Gianlo



Montagne olimpiche.

#MilanoCortina 

Gianlo


Podio olimpico.
#olympicgames #MilanoCortina
Gianlo


Tregua.
Pubblicata su La Nuova Ecologia di febbraio.
#olympicgames #MilanoCortina #guerra #montagna
Gianlo

Discesa.
#olympicgames #Trump #war
Gianlo



burn, burn, burn the rings of fire

Fabio Magnasciutti



you spin me round

Fabio Magnasciutti


heavy medal

Fabio Magnasciutti



eye in the ski

Fabio Magnasciutti


horse with no name

Fabio Magnasciutti



un apostrofo bianco

Fabio Magnasciutti



Stellina Chen        16 February 2026

Milano Cortina 2026

https://www.cartoonmovement.com/cartoon/milano-cortina-2026

Nota: Alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, circa 10.000 preservativi distribuiti gratuitamente nel Villaggio Olimpico sono terminati in soli tre giorni, evidenziando una domanda inaspettata. La fornitura, inferiore rispetto alle recenti edizioni estive, ha richiesto l'invio immediato di nuove scorte per gli atleti. Il governatore Fontana ha difeso l'iniziativa come pratica standard di salute pubblica dal 1988.

Oltre all'uso, i preservativi, spesso personalizzati con i loghi olimpici, sono considerati oggetti da collezione.

Il caso ha generato molto dibattito sui social media, specialmente in coincidenza con il periodo di San Valentino.



Oleksiy Kustovsky
13 February 2026
IOC hypocrisy
Ukrainian Olympian Is Disqualified Over Helmet Honoring War Dead
Olympic officials ruled that Vladyslav Heraskevych’s helmet violated a prohibition on political speech.
https://www.cartoonmovement.com/cartoon/ioc-hypocrisy

Nota: Lo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych è stato escluso dalla gara di skeleton maschile in seguito a una controversia relativa al rispetto delle linee guida del Comitato Olimpico Internazionale sull'espressione visiva degli atleti.

Durante le sessioni ufficiali di allenamento, l'atleta ha indossato un casco raffigurante immagini di sportivi ucraini deceduti a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina. La Federazione Internazionale di Bob e Skeleton (IBSF) ha ritenuto l'equipaggiamento non conforme ai regolamenti tecnici e ne ha informato il CIO.




Dando giudizi severissimi tra l’altro. È stato bello. Grazie.

#milanocortina2026 #olimpiadiinvernali #coralapecora



GRAZIE


I XXV Giochi olimpici invernali, noti anche come Milano Cortina 2026, si sono svolti dal 6 al 22 febbraio 2026 a Milano e Cortina d'Ampezzo, città assegnatarie della manifestazione in forma congiunta (novità assoluta nella storia dei Giochi). Oltre che a Milano e a Cortina d'Ampezzo, le gare di questi "Giochi diffusi" si sono tenute in Lombardia a Rho, Assago, Bormio e Livigno e in Trentino-Alto Adige a Predazzo, Rasun-Anterselva e Tesero.

È la terza edizione olimpica invernale ospitata in Italia dopo la stessa Cortina d'Ampezzo nel 1956 e Torino nel 2006, nonché la quarta assoluta includendovi quella estiva di Roma 1960. Oltre a essere la prima edizione con ufficialmente due città ospitanti, è stata la seconda in cui le cerimonie di apertura e di chiusura si sono tenute in due sedi differenti, dopo Sarajevo 1984.

Con questa edizione, inoltre, Cortina d'Ampezzo è diventata la quarta località a ospitare i Giochi invernali per almeno due volte, dopo Sankt Moritz (che ha ospitato le Olimpiadi invernali nel 1928 e 1948), Lake Placid (1932 e 1980) e Innsbruck (1964 e 1976).

La squadra italiana ha chiuso i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 con un totale di 30 medaglie, un primato storico per il gruppo azzurro. Giunta con un contigente di 195 tra atleti e atlete, l'Italia ha ottenuto 10 ori nell'edizione casalinga dei Giochi Olimpici Invernali.

A questi, si aggiungono 6 medaglie d'argento e 14 medaglie di bronzo.

Azzurre e azzurri sono stati impegnati in 16 sport diversi divisi in numerosi territori del Nord Italia: Antholz / Anterselva, Bormio, Cortina, Livigno, Milano, Predazzo e  Tesero.

Medaglie d'oro:

Francesca Lollobrigida, pattinaggio di velocità, 3000m donne

Elisa Confortola, Arianna Fontana, Chiara Betti, Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser short track, staffetta mista

Andrea Vötter e Marion Oberhofer, slittino, doppio donne

Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder, slittino, doppio uomini

Federica Brignone, sci alpino, super G donne

Francesca Lollobrigida, pattinaggio di velocità, 5000m donne

Federica Brignone, sci alpino, slalom gigante donne

Lisa Vittozzi, biathlon, inseguimento donne

Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, pattinaggio di velocità: team pursuit uomini

Simone Deromedis, sci acrobatico: skicross uomini


giovedì 27 novembre 2025

25 novembre: GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 

Per tutte le volte in cui qualcuno ha anche solo pensato di poterci

sgualcire,

comprare,

svendere,

dimenticare,

stritolare,

devastare,

dare per scontate,

buttare,

lasciare a marcire, 

portarci ad urlare, piangere, tacere.

Per tutte le volte in cui qualcuna più in piedi non si è rialzata,

anche se avrebbe voluto

e con tutte le forze per farlo ha lottato. 

.

25 novembre tutti i giorni ❤️‍🔥

#25novembre

Marianna Balducci



𝟮𝟱 𝗡𝗢𝗩𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘: 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗟'𝗘𝗟𝗜𝗠𝗜𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗘 𝗗𝗢𝗡𝗡𝗘

(Manifesto del Coordinamento nazionale donne ANPI - Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Disegno realizzato da Mauro Biani)



Se non vuoi,

impara a dire NO

se la tua risposta è NO,

impara a dire NO.

Le persone non si salvano

col baratto della tua volontà,

chi ha bisogno di essere salvato

è in sé che troverà salvezza,

non in un sì strappato.

Se non capisce un NO,

non avrà più nient’altro da capire,

nulla c’è da spiegare, oltre un NO

c’è solo un NO.

Un NO infranto, profanato,

non sarà mai un sì,

sarà un NO non ascoltato.

Se non ascolta, non è amore,

se non è libero,

non è amore,

se fa male, non è amore,

se prende a schiaffi, non è amore,

se usa la forza, al posto dell’amore,

è potere, non è amore.

L’amore non è potere,

l’amore è possibilità. 

Beatrice Zerbini

Un piccolo memorandum

da “Se non vuoi” 

(Illustrazioni di Marco Brancato,

ed. CARTHUSIA)

#25novembre

Beatrice Zerbini - In comode rate - Poesie ed Eventuali




Stop violenza ...

. e W NOI!

perchè nù semm nù! (noi siamo noi!) 😁 ♀ 💋

Gio

www.caricaturegio.altervista.it



GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE - 25 Novembre 2025_

"Sotto mai" - Contro ogni tipo di violenza contro le Donne...sempre

Marco D'Agostino



Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, 25 novembre - In Italia come nella scultura "Irresistible" di Sue Williams.

Manuel De Rossi


Regalo 
Gianlo



Famiglia.

Gianlo


Rimedi
Gianlo


come up and see me
#giornatainternazionalecontrolaviolenzasulledonne
Fabio Magnasciutti




Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne.
#women #donna #womenrights 
#InternationalDayOfNonViolence #donna #cartoon #vignetta #satire #satira
www.lucabertolotti.it/illustrazioni/
www.instagram.com/luca_bertolotti/
it.pinterest.com/bertolotti0311/illustrazioniillustrations/



GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA
SULLE DONNE 2025
Auguri a tutte e a tutti

Gianfranco Uber



Fogliazza



25th of November, International Day for the Elimination of Violence against Women

25 novembre, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne

#women #donna #womenrights #noviolenceagainstwomen

#InternationalDayOfNonViolence #cartooningforpeace #courrierinternational #LaRepubblica #cartoon #satire #world