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domenica 11 gennaio 2026

Me too anche a teatro a Parma.

 Veronica Stecchetti, insieme a Federica Ombrato, hanno denunciato nel 2019 un noto regista del Teatro Due di Parma per violenza sessuale: una sentenza storica ha riconosciuto la responsabilità civile dell’uomo e anche  della Fondazione per la mancata tutela delle lavoratrici. Un caso passato quasi sotto silenzio, che apre però una riflessione più ampia sulle dinamiche di potere, sul consenso e sulla precarietà nel mondo del teatro.


Ho qui sotto raccolto le vignette e l'articolo di Fogliazza che denunciano la gravissima vicenda.















Prima che l’onda emotiva si assopisca, prima che Parma faccia la gnorri, prima che prevalga l’omertà… sarebbe bene estendere questo documento a chiunque intenda firmarlo. Dando anche modo a chi è indeciso, o indifferente, a farlo.

https://voladora.noblogs.org/.../non-vogliamo-un.../...









di molestie e di omertà...
ònli fòr pàrmesan cítizèn


𝐓𝐄𝐀𝐓𝐑𝐎 "𝐏𝐀𝐑𝐌𝐀": 𝐏𝐑𝐎𝐓𝐀𝐆𝐎𝐍𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐀𝐑𝐒𝐀?
il mio articolo  per il Fatto Quotidiano urly.it/31d8gq

Parma è scossa, turbata, indignata, fiera, orgogliosa che “noi queste cose non si fanno!”.

Lo sapevano tutti, è la frase che circola più di ogni altra. Tutti chi? Sapere cosa? Che sua altezza il regista, noto come il prezzemolo ma innominabile come una bestemmia (non si può dire il nome per sentenza del Tribunale del lavoro, anche se è facile, facilissimo saperlo, anzi lo sanno tutti), insomma che per anni ha approfittato della sua posizione per usare violenza ad aspiranti attrici.

Il Teatro Due, teatro dei fatti e condannato, esce dall’anonimato perché non ci sta e contrattacca in appello: noi all’oscuro di tutto, mai saputo, fatti avvenuti altrove. La città oscilla in balia dell’onda emotiva, ora si agita ma poi la rabbia lascerà il posto al silenzio, il silenzio ingoierà rospi cui Parma non è nuova, ma si adegua, come sa fare una piccola città dai poteri forti e interpreta l’imbarazzo della verità passando oltre, come quando schifi il mendicante all’ingresso del ristorante (pezzente).
Maurizio Chierici, giornalista vero come Parma non ne ha più da tempo, quarant’anni fa scriveva sul Corriere della Sera: “La città resta quella di sempre, molte vetrine e pochi retrobottega”. Dopo quarant’anni splendono serrande abbassate e luccicano vetrine dei mille festival che si susseguono. Eppure la sentenza di questo sordido presente è storica: una sentenza civile del lavoro riconosce l’abuso di potere di chi ha chiesto sesso in cambio di promesse e la responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare.

Molestie in teatro: scandalo. Accade ovunque. Accade continuamente. Uomini che fanno male alle donne. E il teatro non fa differenza: anche nel cinema, in ufficio, al centro commerciale, in ospedale, in fabbrica, tra un nome importante e il lavoratore qualunque non c’è differenza: questa cultura è sistema. Io sono io e tu sei mia. La Casa delle Donne di Parma non si fa attendere, unica voce che si alza al di sopra del coro prudente (opinione pubblica locale, puritana e opportunista: decidere se schierarsi conviene oppure no). E’ alla Casa delle Donne di Parma che due delle attrici che hanno subito raccontano in pubblico il ricatto sessuale; è alla Casa delle Donne che si costruisce la volontà di non retrocedere dall’indignazione e promuovere un cambiamento.

Cosa farà Parma? Tutti sapevano, nessuno parlava. E’ la storia di malanova, cattiva notizia, puttana. E’ la storia, vera, di Anna Maria, la ragazzina stuprata nel paesino in cui tutti sapevano, ma nessuno diceva. E quando Anna Maria deciderà di ribellarsi la giustizia le darà ragione, ma il paese la condannerà e diventerà malanova. Sarà costretta ad andarsene, colpevole per l’opinione pubblica di aver trasformato una piccola comunità in un paese di stupratori.

Cosa farà Parma? Lascerà scorrere questa piena putrida in attesa della quiete della normalizzazione? Cosa è disposta a fare? Perchè non basta il coraggio, ci vuole consapevolezza, come ha detto Veronica, una delle due attrici alla Casa delle Donne di Parma pochi giorni fa. Tutti sapevano, nessuno diceva. Ora sono in tanti a voler cambiare le cose, ma cosa siano disposti a fare è tutto da dimostrare. Per andare contro questa odiosa cultura del maschio predatore occorre essere disposti a perdere qualcosa, perchè una battaglia non è senza conseguenze e in una città piccola come Parma dove tutti siamo legati a doppio filo con l’altro… forse ribellarsi non conviene.

Cosa farà la città che ora si sente vittima di un copione già visto? Perché non è solo un regista di cui si vuole la pelle, né un CdA di cui si chiede le dimissioni, ma è l’occasione per decidere che ruolo avere in questo spettacolo indecente: protagonista o comparsa?

Gisèle Pelicot, vittima di stupro di massa per una decina d’anni, ha denunciato e rinunciato all’anonimato cui aveva diritto. Hanno detto di lei che è stata coraggiosa, lei ha risposto: “No, è la volontà di rompere il muro di omertà contro la cultura dello stupro e la vergogna di chi si sente in colpa”. Che ne sarà della vetrina-Parma, ma soprattutto: quanto ci vorrà prima che nel foyer ducale si passi da “Tutti sapevano” a “Se la sono cercata?” E infine: noi uomini quando faremo i conti con la nostra fragilità senza violare una donna? 




giovedì 27 novembre 2025

25 novembre: GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 

Per tutte le volte in cui qualcuno ha anche solo pensato di poterci

sgualcire,

comprare,

svendere,

dimenticare,

stritolare,

devastare,

dare per scontate,

buttare,

lasciare a marcire, 

portarci ad urlare, piangere, tacere.

Per tutte le volte in cui qualcuna più in piedi non si è rialzata,

anche se avrebbe voluto

e con tutte le forze per farlo ha lottato. 

.

25 novembre tutti i giorni ❤️‍🔥

#25novembre

Marianna Balducci



𝟮𝟱 𝗡𝗢𝗩𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘: 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗟'𝗘𝗟𝗜𝗠𝗜𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗘 𝗗𝗢𝗡𝗡𝗘

(Manifesto del Coordinamento nazionale donne ANPI - Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Disegno realizzato da Mauro Biani)



Se non vuoi,

impara a dire NO

se la tua risposta è NO,

impara a dire NO.

Le persone non si salvano

col baratto della tua volontà,

chi ha bisogno di essere salvato

è in sé che troverà salvezza,

non in un sì strappato.

Se non capisce un NO,

non avrà più nient’altro da capire,

nulla c’è da spiegare, oltre un NO

c’è solo un NO.

Un NO infranto, profanato,

non sarà mai un sì,

sarà un NO non ascoltato.

Se non ascolta, non è amore,

se non è libero,

non è amore,

se fa male, non è amore,

se prende a schiaffi, non è amore,

se usa la forza, al posto dell’amore,

è potere, non è amore.

L’amore non è potere,

l’amore è possibilità. 

Beatrice Zerbini

Un piccolo memorandum

da “Se non vuoi” 

(Illustrazioni di Marco Brancato,

ed. CARTHUSIA)

#25novembre

Beatrice Zerbini - In comode rate - Poesie ed Eventuali




Stop violenza ...

. e W NOI!

perchè nù semm nù! (noi siamo noi!) 😁 ♀ 💋

Gio

www.caricaturegio.altervista.it



GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE - 25 Novembre 2025_

"Sotto mai" - Contro ogni tipo di violenza contro le Donne...sempre

Marco D'Agostino



Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, 25 novembre - In Italia come nella scultura "Irresistible" di Sue Williams.

Manuel De Rossi


Regalo 
Gianlo



Famiglia.

Gianlo


Rimedi
Gianlo


come up and see me
#giornatainternazionalecontrolaviolenzasulledonne
Fabio Magnasciutti




Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne.
#women #donna #womenrights 
#InternationalDayOfNonViolence #donna #cartoon #vignetta #satire #satira
www.lucabertolotti.it/illustrazioni/
www.instagram.com/luca_bertolotti/
it.pinterest.com/bertolotti0311/illustrazioniillustrations/



GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA
SULLE DONNE 2025
Auguri a tutte e a tutti

Gianfranco Uber



Fogliazza



25th of November, International Day for the Elimination of Violence against Women

25 novembre, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne

#women #donna #womenrights #noviolenceagainstwomen

#InternationalDayOfNonViolence #cartooningforpeace #courrierinternational #LaRepubblica #cartoon #satire #world

lunedì 18 agosto 2025

MEETING IN ALASKA

 

Ramses

17 August 2025

What happens in Alaska… stays in Alaska

https://www.cartoonmovement.com/cartoon/what-happens-alaska-stays-alaska

ALWAYS THE SAME

 by Marco De Angelis, PoliticalCartoons.com

https://politicalcartoons.com/cartoon/298923

MEETING IN ALASKA 
by Marco De Angelis, PoliticalCartoons.com
https://politicalcartoons.com/cartoon/298697



Alaska 2025. Photo opportunity
Portos


ANCHORAGE 15/8/2025. SUMMIT
Portos



ALLA PROSSIMA?
Portos





A WALK IN ALASKA
 by Angel Boligan, El Universal, Mexico City, www.caglecartoons.com


Trump Putin peace talks in Alaska 
by Dave Whamond, Canada, PoliticalCartoons.com



Picnic in Alaska

Gio
www.caricaturegio.altervista.it



Lo stato dell'Alaska
Ormai certo che in Alaska l'incontro con Putin sara' un affare a due. 

Le trattative di pace si baseranno sulla cessione di territori ucraini alla Russia  che Zelensky non potra' rifiutare per non rovinare la candidatura al Nobel per la Pace di Donald Trump.
Gianfranco Uber 


Trump rides with Putin to Alaska Summit 
by Michael de Adder, CagleCartoons.com



#Anchorage #Alaska #summit #Putin-#Trump #Ucraina #Ferragosto
Barbecue.
Mauro Biani


#Trump #Putin #AlaskaSummit
Appesi allo sgocciolio autocrate dei bulli.
Mauro Biani




blue ice
Fabio Magnasciutti



down in the ground
Fabio Magnasciutti


quel che resta di quel giorno
Fabio Magnasciutti




Nobel Pursuit. 
by Niels Bo Bojesen, politicalcartoons.com


 by Petar Pismestrovic, Kleine Zeitung, Austria




Becs
17 August 2025
The long carpet for Putin
alaska
Fogliazza




giovedì 7 agosto 2025

2 agosto 1980 Bologna, 45 anni dopo.

 






#2agosto1980 #Bologna #stragedibologna #45anni #p2 #strategiadellatensione

La #memoria è responsabilità.

Per Bologna una tavola uscita ieri su Il Venerdì di Repubblica ;

Una uscita oggi su la Repubblica ;

Una uscita oggi su L'Espresso .

Qui tutte le altre negli anni: https://maurobiani.it/tag/2-agosto/

Mauro Biani



Anniversario della strage di Bologna del 2 agosto 1980, ci sono le sentenze definitive, ma Lei cerca ancora la verità.

Manuel De Rossi


Con la conferma da parte della Cassazione dell'ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, si chiude la partita giudiziaria sugli esecutori materiali della strage di Bologna, che il 2 agosto 1980 causò la morte di 85 persone e il ferimento di altre 200.

I giudici della sesta sezione penale, dopo alcune ore di camera di consiglio, hanno rigettato le istanze presentate dai difensori dell'ex estremista nero, accusato di concorso in strage con gli ex Nar Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini, e dagli altri due imputati.

Confermate, infatti, le condanne a sei anni per l'ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel, che doveva rispondere di depistaggio, e a quattro anni per Domenico Catracchia, amministratore di alcuni condomini di via Gradoli a Roma, per false informazioni al pubblico ministero.

I giudici hanno quindi totalmente accolto le richieste del procuratore generale, Antonio Balsamo, che nel corso della sua requisitoria ha parlato di un "quadro probatorio solido" a carico di Bellini per quanto avvenuto alle 10:25 di 45 anni fa, quando una bomba contenuta in una valigia causò il crollo dell'ala ovest dello scalo ferroviario.

"La sentenza rappresenta un punto di arrivo fondamentale - commenta l'avvocato Andrea Speranzoni, difensore di parte civile per l'associazione delle vittime della Strage di Bologna e per gli enti locali - frutto di anni di percorso giudiziario e di lotta per la verità e la giustizia. Oggi possiamo dire in maniera definitiva che sappiamo chi finanziò l'attentato, che quell'attentato si colloca a pieno titolo nella strategia della tensione, sappiamo chi organizzò l'attentato, chi erano i mandanti e sappiamo retroscena importantissimi sull'attività di depistaggio".

L'esponente di Avanguardia Nazionale venne riconosciuto dall'ex moglie come l'uomo filmato da un video amatoriale in stazione la mattina della strage. Per il rappresentante dell'accusa, la sua responsabilità nell'attentato è stata affermata da una sentenza che "mette in pratica i principi elaborati dai più autorevoli teorici del garantismo penale". Inoltre, il ragionamento della sentenza della Corte di assise di appello "risulta pienamente in linea con la struttura argomentativa delle altre pronunce, divenute irrevocabili, che hanno affermato la colpevolezza di Fioravanti, Mambro, Ciavardini e Cavallini per la strage di Bologna".

Ricostruzione dei fatti che "trova ulteriore conferma nelle parti della motivazione relative ai rapporti sviluppati dai gruppi terroristici eversivi, protagonisti della strategia stragista, con la loggia P2 e i settori deviati dei servizi segreti". Il pg, commentando la sentenza dei supremi giudici, afferma che si tratta di un "passo importante per la piena realizzazione di quel diritto alla verità che spetta non solo alle vittime e alle loro famiglie, ma a tutto il popolo italiano su un fatto che ha rappresentato il più grave atto terroristico della storia della Repubblica Italiana".

La decisione degli ermellini arriva a sei mesi di distanza dalla sentenza dei giudici del Palazzaccio, che hanno fatto passare in giudicato l'ergastolo per Gilberto Cavallini, accusato di avere "fornito alloggio a Mambro, Fioravanti e Ciavardini nella fase immediatamente precedente alla strage", di avere falsificato con il documento intestato a Flavio Caggiula, consegnato da Ciavardini a Fioravanti, e di avere "messo a disposizione" dei sodali un'auto con la quale hanno raggiunto "il luogo della strage".

fonte = https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/08/01/strage-di-bologna-definitivo-lergastolo-per-paolo-bellini_6fd71358-b990-4e46-b320-28da64fd6e86.html


Fogliazza



“Presidente Meloni…”.

Così ha iniziato. E non ha usato giri di parole.

Nel giorno del 45° anniversario della Strage di Bologna, Paolo Bolognesi – presidente dell’associazione familiari delle vittime – si è rivolto direttamente alla Presidente del Consiglio.

E lo ha fatto con una dichiarazione potente, lucida, inappellabile.

“Alla Presidente del Consiglio, che ci ha accusato di volerla esporre a ritorsioni, nel ricordare il passato da cui proviene, come quello da cui provengono gli esecutori delle stragi, vogliamo dire che una cosa è il rispetto per le Istituzioni, un’altra cosa è l’accettazione di riscritture interessate della storia, cosa che non siamo in alcun modo disposti a far passare.

È un fatto che tutti gli stragisti italiani passarono dal Movimento Sociale Italiano, partito costituito nel 1946 da esponenti della Repubblica Sociale Italiana.

“Presidente Meloni, condannare la strage di Bologna senza riconoscerne e condannarne la matrice fascista è come condannare il frutto di una pianta velenosa, continuando ad annaffiarne le radici”.

Un’accusa durissima, sì. Ma giusta. E necessaria.

In un Paese normale, nel 2025, sarebbe scontato ricordare che la strage del 2 agosto 1980 fu una strage fascista. E invece serve ancora il coraggio di chi, come Bolognesi, continua a inchiodare Meloni davanti alle sue omissioni.

A ricordare che la storia non si riscrive per convenienza politica. E che la vergogna, quella vera, non è ricordare le radici del neofascismo. Ma negarle.


Alcune delle 85 persone morte nella strage  disegnate da Gianluca Costantini:































Bologna ti amo,
sei nicchia, rifugio, la tana;
sei l’incavo della mia mano
e sei la moneta, sei un dono,
una donna, 
una bimba,
una bambola viva.
Non piangi,
al massimo, tu
ti incupisci,
tu guardi, azzittisci.
Bologna, tu ridi
(io no e non mi sgridi).
Bologna hai capito che basta 
ci sia da mangiare, ci sia
da volersi un po’ bene, ci sia 
la musica,
il vino,
il colore.
Sei la mia culla
e sei tutta brine,
umido e freddi,
fresco e calori,
nebbie, canzoni; sei tutta stagioni,
tigli e marroni;
soffritti perfetti 
su per le scale;
sei gente, bisbigli,
compagna,
una lingua che parla
anche senza parlare.
Sei una caverna 
di portici e pietra,
sei sassi, campagna, 
sei fossi, 
sei colli, sei briscole
sei professori,
sei la esse, che sbuca di fuori,
sei il mio amore per strada,
che arriva 
(ciao)
e sei il mio letargo
di calici e salame
sei rossa, 
una lotta, sei
come gli schiaffi in faccia,
ma sei tutta abbracci,
con le braccia buone,
da tirare la sfoglia.
Bologna ti amo perché sei mia;
Bologna ti amo perché non sei 
di nessuno,
ma a tutti ti doni, 
rossa, ruggente, turrita,
Bologna.
Beatrice Zerbini