mercoledì 17 febbraio 2010

Il nucleare impazza ... nucleare? no, grazie!... ripensaci Obama!

In America :


C'E' CHI PUO'
brulliotoi



02.17.2010
Ann Telnaes/Washington Post
cliccare sull'immagine per vedere il filmato di Ann Telnaes
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in Iran :


uber Uber Humour


Peter Brookes Washington Post


Pyromaniac in Iran
By Petar Pismestrovic - Kleine Zeitung, Austria



Auth by Tony Auth

Jimmy Margulies, New Jersey -- The Record
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In Italia:



Grandi opere
gavavenezia




Ho un cugino che è più allergico al Berluska di me. Qualche anno fa ha deciso di andare a vivere all'estero. Ha avuto una buona offerta di lavoro da un'azienda olandese che lavora in Iran. Ci è andato, in Iran. Tutto pur di farsi passare l'orticaria e per scongiurare le continue crisi asmatiche.
Il nostro Presidente del Consiglio ci ha tenuto però a ribadire che è il presidente di tutti gli italiani e ha voluto riaffermare questo suo diritto anche per quelli che, come lui, hanno scelto un Paese difficile per sfuggire alle sue amorevoli cure.
Adesso il mio simpatico cuginetto ha paura del Regime, si sente braccato e mi chiede di ringraziare il Cavaliere per il suo coraggio e per la sua voglia di fare - ma, circondato com'è dalle sue guardie del corpo, non posso avvicinarmi per dirglielo, al massimo posso "lanciargli" un messaggio, magari legato a una statuetta (in gommapiuma, ovviamente).
Giulio Laurenzi

http://1.bp.blogspot.com/_BFAvXjlsTpU/S23x20fS06I/AAAAAAAACPk/lQPD4a5i-mY/s400/STRISCE-BAVOSE-583.jpg
giors e gugu


Giulio Laurenzi
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LA STORIA DI ANATOLY
de l' Asino


Marilena Nardi
«Arrivai al reattore alle 6 del mattino. L'esplosione era avvenuta all'1.23. Non ne sapevo niente e all'alba uscii di casa per raggiungere la centrale. Sull'autobus si parlava di un guasto ma nessuno sapeva. Solo quando calpestai la graffite contenuta nei locali dove avviene la reazione capii. Cominciai subito a lavorare con la mia squadra di elettricisti per rimettere in funzione le turbine. Fummo i primi ad arrivare da fuori, fino ad allora erano intervenuti i colleghi di turno e i vigili del fuoco.» [Anatoly Kolyadin, 57 anni]

Anatoly perde la pelle delle gambe tre volte all'anno, soffre di dolori alle articolazioni e fulminanti emicranie. E' uno dei rari sopravvissuti a Chernobyl, anche se in quelle ore assorbì una quantità di radiazioni mai calcolata. Le prime squadre dei pompieri semplicemente si dissolsero nel giro di qualche settimana. Oltre quattromila morti secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ma la vera cifra non si saprà mai. Il reattore venne chiuso in un sarcofago di cemento, per bloccare la fuga radioattiva. Oggi quel sarcofago sta già cedendo.



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