mercoledì 11 novembre 2020

Taty Buitrago Posada, disegnatrice autodidatta colombiana


 INTERVISTA CON UNA DISEGNATRICE AUTODIDATTA COLOMBIANA

di Francisco Punal Suarez


L'arte che si nutre di radici popolari è autentica e sincera.

La facilità del disegno è qualcosa di innato in Taty Buitrago Posada, che ha mostrato un grande interesse per quest'arte fin da bambina, e in modo autodidatta ha forgiato la sua carriera, per dare luce, colore, armonia e bellezza...  Ella ama vedere le sue pennellate nelle diverse realtà e istituzioni in cui sono state catturate le sue opere autentiche e sincere.

La condizione umana di Taty, nata a Puerto López, nel dipartimento di Meta, Colombia, suscita ammirazione quando vedi come una donna separata, con figli, affronta la vita, avendo l'arte come bandiera, la pittura come sua più grande soddisfazione, e festeggia con la sua famiglia.

Lei, che prima risiedeva nella bella città di Bucaramanga, ora vive a Bogotà. 

 "La mia forza è la pennellata", esprime Taty, "e faccio anche paesaggi, ritratti a matita, dipinti murali, disegni su vetro con acrilico, su tela, su scarpe, su cappelli, su chitarre, su uova di struzzo; su tutte le cose che si possono dipingere. Diffondo la mia arte sui social network e così mi vengono richieste nuove opere plastiche". 



La mia sfida più grande", dice, "è lavorare sui ritratti a matita. 

 Mi ci è voluto molto tempo per arrivare al punto in cui sono, sto ancora cercando di migliorarli, questo è un apprendimento continuo. Sono molto esigente con me stessa, dopo aver finito ogni ritratto sento che avrei potuto fare di meglio, quindi provo cento volte di più in quello successivo. Ciò che mi riempie di soddisfazione è la buona risposta delle persone che ho ritratto, compresi personaggi famosi della Colombia e del mondo. La chiave per essere umani è imparare ogni giorno. Questo costante apprendimento e insegnamento ci ha portato ad essere ciò che siamo. L'arte è, senza dubbio, una delle cose che, negli anni, come un buon vino, migliora grazie all'insegnamento".  

"La pandemia del corona virus", riconosce, "ha influenzato la mia routine di attività fisica, ma la mia arte è molto di casa.. ho dovuto smettere i murales, ma per fortuna ora li sto riprendendo".



"Ovunque c'è machismo", spiega, "non è un problema solo in Colombia. Essere separati non mi ha chiuso nessuna porta, anzi, ne ha aperte molte e mi ha dato più libertà di esprimermi attraverso la pittura, e di mostrare la mia arte. Avere un partner non è un requisito per avere successo.

"Voglio uguaglianza per il mio Paese, voglio che i corrotti al potere se ne vadano, voglio cibo e istruzione per i bambini. La Colombia è uno dei paesi più ricchi di fauna, flora e cultura, voglio che il mondo lo veda, siamo molto di più di quello che si vede nelle notizie. Voglio che l'arte sia la via per unire tutti e per mostrare la cultura" - dice.

"Porto nell'anima gli insegnamenti dei miei genitori, che ho trasmesso ai miei tre figli insieme alle mie esperienze. Ora, per 6 anni ho avuto un ruolo meraviglioso, sono la nonna di una bella ragazza che porta anche, come me, l'arte nelle sue vene. Ed è stato allora che ho capito quanto è bello, non solo trasmettere le mie esperienze, ma la mia passione a qualcuno che amo con tutto il cuore. La mia piccola Samantha mi ricorda me stessa, come da bambina scoprivo il mondo tra matite e colori, riempiendo il mio cuore di arte. Nel suo faccino vedo ritratto il mio desiderio, la mia illusione e l'innocenza tipica dell'età. È l'opera d'arte che mi ha regalato mia figlia, che è allo stesso tempo la mia opera d'arte" - conclude. 




ENTREVISTA A UNA DIBUJANTE COLOMBIANA AUTODIDACTA

Por Francisco Punal Suarez

El arte que se alimenta de raíces populares es auténtico y sincero.

La facilidad de dibujar es algo innato en Taty Buitrago Posada, quien desde pequeña mostró un gran interés por este arte, y  de forma autodidacta ha ido forjando su carrera, para regalar  luz, color, armonía y belleza.. Ella  ama ver sus pinceladas en los diferentes hogares e instituciones  donde han quedado plasmadas sus obras auténticas y sinceras.



La condición humana  de Taty, nacida en Puerto López, en el departamento de Meta, Colombia, despierta admiración al  ver cómo una mujer separada, con hijos mayores, se enfrenta a la vida, teniendo al arte como bandera, a la pintura como su mayor satisfacción, y a celebrar con su familia.

Ella, que residió anteriormente en la hermosa ciudad de Bucaramanga,  vive  en la actualidad en  Bogotá. 

 “Mi fuerte son las pinceladas,  -expresa Taty – y  además realizo arte country, retratos  a lápiz, pinto  murales, dibujo en vidrio con acrílico, en tela, en zapatos, en sombreros, en guitarras, en huevos de avestruz; en todas las cosas que se puedan pintar. Mi arte lo difundo en las redes sociales y así me solicitan nuevos trabajos plásticos”.


 



“Mi mayor desafío –subraya-  es  trabajar los retratos a lápiz. 

  Lo que más me llena de satisfacción es la buena respuesta de las personas a las que he retratado, incluyendo personajes famosos de Colombia y el mundo. La clave del ser humano es aprender cada día. Este aprendizaje y enseñanza constante nos ha llevado a ser lo que somos. El arte es, sin lugar a dudas, una de las cosas que, con los años, como un buen vino, mejora gracias a  la enseñanza”.  

“La pandemia del corona virus –reconoce- ha influido en  mi rutina de actividad física, pero mi arte es muy de casa...los murales tuvieron que parar, pero ya los estoy retomando afortunadamente”.

“En todos lados hay machismo, -explica- no es un problema solo de Colombia. Estar separada no me cerro ninguna puerta, por el contrario, me abrió muchas y me dió más libertad para expresarme con la pintura, y  mostrar mi arte. Tener pareja no es requisito para ser exitoso”.

“Quiero para mi país igualdad, quiero que se vayan los corruptos del poder, quiero comida y educación para los niños. Colombia es uno de países más ricos en fauna, flora y cultura, quiero que el mundo vea eso, somos mucho más de lo que se ve en las noticias. Quiero que el arte sea la forma de unir a todos y de mostrar cultura” –manifiesta.

“Llevo en el alma las enseñanzas de mis padres, mismas que transmití a mis tres hijos junto con mis propias experiencias. Ahora, desde hace 6 años cumplo con un rol maravilloso, soy abuela de una hermosa niña que lleva también, como yo, el arte en las venas. Y es allí cuando comprendí lo hermoso que es, no solo transmitir mis experiencias sino mi pasión con alguien que amo con todo mi corazón. Mi pequeña Samantha me recuerda a mi, cuando niña descubriendo el mundo entre lápices y colores, llenando de arte mi corazón. En su pequeño rostro veo retratado mis ganas, mi ilusión y la inocencia propia de la edad. Ella es la obra de arte que me entregó mi hija, que es a su vez mi propia obra de arte” -finaliza. 

 



venerdì 6 novembre 2020

Gigi Proietti

 Roma perde con la scomparsa di Gigi Proietti uno dei suoi più cari figli, un grande attore di  teatro, tv e cinema.

Un piccolo omaggio : alcune vignette, caricature e l'intervista di Antonio Gnoli.

Un abbraccio alla famiglia.

GRANDE PERSONA
 di Riccardo Mannelli

Gigi Proietti: "Sono un esibizionista allegro. Volevo solo una cosa: la luna"

Antonio Gnoli (2/01/2016)


Ha iniziato suonando nei night. Poi il teatro, gli incontri con Bene, Lerici, Gassman, il cinema e la televisione. Il grande attore si racconta

Vuole un caffè? Così magari lo prendo anch'io. Che problema c'è? Chiedo. C'è che sto in regime salutista: un caffè e un sigaretta al giorno. Dice lui. Lui sarebbe Gigi Proietti che vado a trovare in una Roma costernata dal clima. Vive in fondo alla Cassia. Scorgo, in un angolo del salone dove ci accomodiamo, un contrabbasso. Chi lo suona? Lo suono io, ogni tanto. Ero il bassista col botto. Col botto? Sì col botto: bumbumbum. Non sapevo fare altro. La mano destra ancora, ancora. Ma la sinistra imprevedibile. Come se non avessi un braccio. Erano gli anni in cui suonavo in un complessino tirato su, senza pretese. Guadagni scarsi. Ma sufficienti per non pesare sui genitori che non navigavano nell'oro e immaginavano per me un futuro diverso.

Gigi di MariaGrazia Quaranta/GIO


Cosa immaginava suo padre?

"Quello che di solito hanno in testa i padri di quella generazione: studia, laureati e trova un impiego, possibilmente statale. Sa perché noi italiani abbiamo spesso tollerato la burocrazia e i suoi misfatti?"



No, mi dica.

"Perché la burocrazia era la mamma, il ventre molle e accogliente nel quale sparire e riemergere il 27 di ogni mese. Tra coloro che ce l'avevano fatta c'era la granitica convinzione che ogni cosa che accadesse fuori non li riguardava. Non credo che mio padre vivesse così lo stato delle cose. Lui pensava a una carriera onorevole".




Di cosa si occupava?

"Aveva fatto parecchi mestieri, il boscaiolo, il cameriere, prima di trovare a Roma un impiego come uomo di fiducia in un'azienda. Ho sempre ammirato la sua onestà. Era umbro, figlio di contadini. Con la mamma vennero a Roma negli anni della guerra. Sono nato nel 1940. I miei alloggiarono prima in una casa davanti al Colosseo, fummo sgombrati dalle forze dell'ordine perché l'edificio era pericolante; andammo a vivere in uno scantinato di un albergo; infine ci assegnarono un alloggio alla borgata Tufello".

Li mortacci...
Tiziano Riverso


Come vive le sue origini?

"Penso che le origini di una persona non sono la sua condanna. Ognuno di noi, se ha determinazione e un po' di fortuna, può decidere la propria strada".



Diceva della prima orchestrina.

"Ci chiamavamo "Gigi e i Soliti Ignoti". A Roma, parlo del 1960, c'erano i dancing. Io cantavo. Poi facemmo il salto di qualità: ci chiamarono a suonare nei night club. Entravamo alle sette di sera e uscivamo, disfatti, alle cinque del mattino. Mi ero anche iscritto a giurisprudenza. Non era facile affrontare insieme gli esami e il pubblico notturno".



Erano gli anni della Dolce vita.

"La Dolce vita stava finendo e già si intravedeva l'agonia di via Veneto".

Giggi
Pare de piombo er cielo dapertutto
E er sole nun accenna a sorti’ fòra
Da quanno Roma s’è svejata a lutto
E, insieme a Roma, er monno s’addolora.
Era un artista enorme, e soprattutto
Era un amico, un padre, e tanto ancora,
Una risata aperta e ammaliatora
Che er monno te pareva meno brutto.
Proprio oggi faceva er compleanno,
Che de li morti c’è la ricorrenza.
Otto decenni avrebbe festeggiato.
Come si er calendario de quest’anno
Volesse di’, co’ questa coincidenza,
Che l’urtimo gigante se n’è annato.


Chi frequentava il night?

"Allora era uno status symbol. Venivano il generone romano, un po' di malavita e parecchi turisti. Questi ultimi di solito arrivavano grazie a un'organizzazione, "Rome by Night", che li guidava. Pagavano un biglietto di ingresso che gli dava diritto a una consumazione e ad assistere a uno spettacolo di streap-teese".



Cos'altro accadeva?

"Le entreneuse tenevano compagnia ai clienti. Alcune poi si appartavano nei separé. Noi suonavamo di tutto in tutte le lingue. Usando, in realtà, un gramelot, inventato per l'occasione. L'atmosfera cominciava sonnacchiosa e poi cresceva di tono. I clienti si eccitavano, le ballerine si contorcevano, le spogliarelliste si denudavano. Ce n'era una che faceva lo spettacolino con una porta".


Una porta?

"Sì, la trovata consisteva che alla fine il pubblico vedeva lei, che si spogliava, dal buco della serratura!".

Gastone
Antonio Gallo


Meraviglioso.

"Era un altro mondo dove i fiumi di champagne erano sostituiti dai fiumi di imprecisati liquidi. Una volta un cliente, mi pare un americano, scrutò attentamente l'etichetta della bottiglia: c'era scritto grande "Rouge et Noire" e sotto, piccolo piccolo, "Fratelli Capocci, Genzano". Lo champagne lo preparavano nel retro delle cucine. Scoppiò il putiferio".


Le manca quel mondo?

"Appartiene a un periodo della mia vita. È stato fondamentale in molti sensi. In quegli anni incontrai la donna che sarebbe stata la compagna della vita: Sagitta, una svedese che faceva la guida turistica. Stiamo insieme da mezzo secolo. Non ci siamo mai sposati. Ogni tanto dico: vedi, anche se volessi, non potrei neanche divorziare. Abbiamo due figlie che adoriamo".

Gigi Proietti
Marco Martellini

Circondato da donne.

"Non è poi così male".


E il teatro?

"Ci arrivai per caso. Non ero abitato dal fuoco sacro, semmai dal fuoco fatuo. Avevo fatto dei provini. Ma non è che avessi una cultura teatrale. Feci piccole cose. Erano gli anni in cui a Roma c'erano le famose cantine e si faceva molta avanguardia. Restai folgorato da Carmelo Bene che recitava in Caligola di Albert Camus. Carmelo curò anche la regia e i costumi. Lo guardai con ammirazione. Aveva solo tre anni più di me. Ma era come se tra di noi ci fossero secoli di distanza".


Cosa la colpiva?

"Penso che la sua grande capacità innovativa si nascondesse nelle pieghe della tradizione. Me lo presentò Roberto Lerici, altro personaggio straordinario, e diventammo amici da subito. Mi propose di lavorare a uno spettacolo che poi non si fece. Ripiegò sulla Cena delle beffe , mi offrì il ruolo di coprotagonista e accettai felice di poter lavorare con quel mostro sacro".

Ciao grande Gigi, adesso facce ride da lassù!
 By Chenzo, www.chenzoart.it #gigiproietti #gigi #Proietti #chenzo


Non era un uomo facile da trattare.

"Era istrionico, provocatorio ma anche geniale. Un poeta che a volte si lasciava andare alla sua vena più aggressiva. Trovo però difficile definirlo. A volte decadente. Altre ancora futuribile. Le maschere non gli mancavano. Negli ultimi anni parlava solo di Schopenhauer, di Nietzsche, degli amici francesi che lo avevano scoperto. Dissipò il suo talento in mille rivoli. Cominciò a dire Io non esisto . Si carmelobenizzò. Ma è stato un grande artista".


Accennava a Roberto Lerici, se non ricordo male aveva una casa editrice culturalmente agguerrita.

"La Lerici editore. L'aveva ereditata dalla famiglia e rilanciata assecondando i suoi gusti raffinati. Ma Roberto non era solo un intellettuale astratto o sofisticato. Possedeva un formidabile senso dello spettacolo. Tanto è vero che insieme allestimmo A me gli occhi please e prima ancora Fatti e fattacci .


Come spiega il successo clamoroso di "A me gli occhi, please"?

"Non lo spiego, non sarei in grado di farlo. Esordimmo a Sulmona e poi arrivammo a Roma, un po' per caso. Nei due anni che lo tenemmo in cartellone fu visto da mezzo milione di persone. Perché? Boh. Piaceva la contaminazione dei generi, il comico e il drammatico che si alternavano e poi era come se quella grande tenda, dove si svolgeva lo spettacolo, fosse diventata una sorta di isola felice. Eravamo alla metà degli anni Settanta. Anni orribili, segnati dai morti e dal fanatismo, non così diversi da quelli odierni. Allora, la gente trovò rifugio in quel teatro. Nessuno avrebbe scommesso una lira sul suo successo. Forse l'unico a crederci davvero fu Lerici. Aveva visto lungo".

Giannelli

Divenne così un attore affermato.

"Il primo successo lo ottenni con Alleluja, brava gente ".


Poi ci fu Petrolini.

"Arrivò più tardi. Mi incapricciai di questo attore immenso. Non era solo comico. Era inquietante. Tutti dicono che parlava a raffica. No. Era il Dio della pausa. Riempiva il silenzio con le sue smorfie".


Che cos'è il tempo comico?

"Glielo spiego così: se uno racconta una barzelletta e sbaglia il tempo della battuta finale, la barzelletta non ha più senso. La pausa non è silenzio, è una forma di pienezza. Guida il ritmo dell'attore. Guai sbagliarla. Una sera recitavo Il Dio Kurt di Alberto Moravia. Il teatro era un po' malmesso. Pioveva. A un certo punto nel bel mezzo di una pausa sentiamo: toc, toc, toc. Era una goccia d'acqua che batteva su un banchetto. Sfalsò tutti i nostri tempi".


Cosa accadde?

"Immaginando la scena in cui il nazista si sarebbe seduto sul banchetto e la goccia che gli avrebbe martellato la testa, cominciammo a ridere furiosamente. Toc, toc, toc. Lo spettacolo ne risentì. Il pubblico non capiva che cosa stesse accadendo. Si alzò un brusio. Lì capii che il tempo della pausa è un tempo di convenzione, di complicità con il pubblico. Se non lo cogli si interrompe la magia".

Lupini


Cosa vuol dire magia?

"Sostengo spesso che il teatro si fa tra il falso e il finto. La magia è trovare il vero che vi è nascosto".


E il cinema?

"Cerca il verosimile. Dopotutto, veniamo dalla grande stagione neorealista".


Lei ha girato parecchi film e alcuni di grande successo. Ma il pubblico non l'ha mai identificata nell'attore cinematografico.

"E forse è stato un bene. Mi annoierei a fare un solo mestiere. E poi ti devi divertire. Ho lavorato a un paio di film con Tinto Brass. Feci il protagonista insieme a Tina Aumont ne L'urlo , film che rimase in censura per nove anni".

Se ne è andato un GRANDE del Teatro Italiano 😢 E adesso come glielo dico a mia madre?!
Vanessi

Un film erotico?

"No, no. C'era qualche scenetta di nudi, i figli dei fiori, quelle robe lì. Brass ce l'aveva con quegli attori che definiva esibizionisti tristi. A lui piaceva il sesso come gioia. Come dargli torto? E poi, ogni artista ha le proprie ossessioni".


Le sue quali sono?

"Non sono un artista, forse sono soltanto un esibizionista allegro. Però c'è una cosa che mi ha ossessionato per anni. È una battuta di Carmelo nel Caligola : "Io voglio solo la luna"".


Come dire: prendere l'impossibile o il meglio dalla vita?

"Ma forse anche il peggio chi lo sa. Carmelo venne a Roma convinto di fare il tenore. Divenne un'altra cosa. Forse più grande. Certamente diversa. Ho capito che la mia luna era un'idea di teatro che fosse una specie di comunità. Qualcosa che il cinema non ti può dare".

Mike Comics

Neppure la televisione?

"Neanche quella. Sono riconoscente alla Tv che mi ha regalato un successo incredibile e anche inaspettato. Dicevano: bravo Proietti, ma non buca lo schermo. E invece ha visto, no?".


Come vive il grande successo?

"La prima volta mi sconvolse. In anni in cui non ero così convinto che la popolarità fosse un bene, arrivò la notorietà con Alleluja, brava gente . Poi ho capito che molto dipende da come sei fatto. E mi sono reso conto che non ho i desideri di una star che insegue solo quello. Il successo deve essere il risultato del tuo lavoro e quando lo ottieni devi essere responsabile per ciò che dici e fai".

Rattristato dalla scomparsa di un grande mattatore del palco. Mi emozionava la sua bravura. Ricordandolo..... sempre a modo mio.
Pierpaolo Perazzolli


Parola di Mandrake?

"Parola".


Si aspettava che "Febbre da cavallo" diventasse un film cult?

"Per niente. All'inizio venne considerato un prodotto dozzinale. La verità è che Steno è stato un grande. Pubblico e critica scoprirono la leggerezza, l'ironia, la comicità di quel film".

OMAGGIO A GIGI PROIETTI
Mario Bochicchio

Era una serie di meravigliosi sketch.

"La comicità dello sketch si fonda su alcuni schemi essenziali. Per esempio ne La figlia del cassamortaro prevale l'elemento dell'ingiustizia. La ragazza non riesce a fidanzarsi perché il padre costruisce bare; oppure ne La signora delle camelie c'è il suggeritore che non è in grado di suggerire; o ne La sposa e la cavalla la storia si basa su un equivoco. Ricordo che con Gassman improvvisammo uno sketch sul set di A Wedding di Robert Altman. Cazzeggiammo liberamente. Fu esilarante, come riconobbe lo stesso regista che conservò integralmente la scena. Con Vittorio passammo insieme un mese sul lago Michgan".


Gassman fu un altro compagno di strada.

"Straordinario e pieno di vita. Ho il rimpianto di non aver mai lavorato a teatro con lui. Anche se l'occasione ci fu con Otello . Avrei dovuto interpretare Jago. Mi tirai indietro. Convinto che dal confronto uno dei due avrebbe perso. Scatenando le invidie dell'altro. Peccato".

"Potrei esserti amico in un minuto, ma se nun sai ride mi allontano. Chi non sa ridere mi insospettisce".
Addio Gigi Proietti
Rigotti


So che Eduardo De Filippo le offrì di lavorare con lui.

"In quel momento ero impegnato. Eduardo era venuto a sentirmi in A me gli occhi, please. Poi bussò in camerino, che era una roulotte. Aveva il volto segnato, da due righe profonde e inconfondibili. Mi strinse la mano e disse "bravo!" Era il 1977. Era vecchio ma emanava ancora un fascino straordinario".


E la sua vecchiaia?

"Cerco di darle una logica, ma è quasi impossibile. Faccio un mestiere che abitua a pensare alla propria fisicità. Ma non è più quella di una volta. Ora dirigo il Globe Theatre di Roma. Per ora sono riuscito a non recitarvi. Ogni tanto mi dico: Gigi, nun te preoccupà, tanto una parte da vecchio per te c'è sempre".



Gigi Proietti - Er Cavaliere Nero
Mauro Biani



lunedì 2 novembre 2020

Un piccolo omaggio ad un grande del cinema, Sean Connery.

 


#SeanConnery 

#JamesBond #GuglielmodaBaskerville 

Ma tutti, li ho visti tutti.

Mauro Biani




R.I.P. Sean Connery

Airaghi




Riverso




007

C'è poco da fare, tanti i film e i ruoli interpretati dal bravissimo San Connery che per quelli di una certa età rimarrà sempre l'Agente 007 con licenza di uccidere. 

Un ruolo da cui saggiamente ha saputo staccarsi per rivelarsi anche un ottimo e poliedrico attore ma che ha segnato anche l'inizio della sua fortuna.

Gianfranco Uber



#SeanConnery #JamesBond #dessin

Deligne




Please, inform Her Majesty The Queen that, unfortunately, her best agent, James Bond, has just retired.

Sean Connery

1930 - 2020

Latuff




Good bye #SeanConnery  #SeanConneryRIP

Elchicotriste




Inifinity Bond by Dario Castillejos, Oaxaca, Mexico




Bond. James Bond.

Dalcio




Perazzolli




Bond... James Bond...

#drink&drawsanktgallen. Have fun.

Join the challenge!

Ramses

domenica 1 novembre 2020

La terra un pianeta senza piano B (mostra)

 


Salva il pianeta Terra!

Di Francisco Puñal Suárez

L'Università di Alicante, e l'associazione dei fumettisti FECO Spagna, hanno  tenuto il 20° Seminario sull'umorismo sociale, un evento annuale tanto atteso per il suo riferimento obbligatorio agli aspetti di interesse, e questa volta l'argomento è stato: “La Terra: un pianeta senza piano B”.

Dobbiamo riconoscere il sostegno dato dal rettore dell'Università, Manuel Palomar Sanz, dal curatore della mostra, il fumettista Enrique Pérez Penedo, e dal vice presidente della FECO, Spagna, Juli Sanchis "Harca", in modo che, nonostante le attuali difficoltà dovute all'epidemia di Covid 19, e con un numero limitato di visitatori,  l'evento e la mostra sono comunque giunti ad una conclusione positiva.

Ancora una volta i fumettisti analizzano l'attualità con occhio critico, sensibilizzano lo spettatore e mettono in guardia sui pericoli che tutti i paesi devono affrontare e sulla necessità di una risposta energica.

Problemi così gravi e urgenti come il riscaldamento globale, la presenza di spazzatura e plastica negli oceani, la crescente desertificazione di molti paesi, lo scioglimento dei poli, gli incendi che divorano le foreste, l'uso di energie inquinanti, la crescita disordinata delle città e il consumismo esasperato, tra gli altri, sono fatti innegabili, che il disegno satirico affronta con la sua abituale lucidità ed il suo peso di denuncia.

Ci sono paesi inquinanti come Cina, Stati Uniti, India, Russia, tra gli altri, che non possono più invocare l'ignoranza e continuare a guardare dall'altra parte.

E non abbiamo un altro pianeta di riserva! I cartoonist denunciano questa situazione amara e priva di significato, davanti alla quale dobbiamo agire ora, per il bene e il futuro dell'umanità.

Dobbiamo applaudire questo importante lavoro dell'Università di Alicante e della FECO Spagna, che da vent'anni con queste mostre pubbliche avvicinano gli studenti, i docenti e il personale amministrativo di questo centro di alta formazione al lavoro degli umoristi grafici che focalizzano il loro sguardo su questioni di ampio respiro, come la disoccupazione giovanile, il maltrattamento delle donne, la corruzione, l'intolleranza, l'importanza della lettura, la discriminazione, la crisi dei valori ed altri aspetti in cui, con gli elementi dell'umorismo e della satira, vengono messe in discussione le cause delle molteplici manifestazioni che influenzano lo sviluppo sociale.


In questo evento, ogni anno  viene assegnato il titolo di "Notaio dell'umorismo" a uno o due prestigiosi fumettisti, per il loro contributo con il loro lavoro al miglioramento della società, e in questa edizione quel riconoscimento corrispondeva a Manuel Álvarez Junco, e che ha ricevuto una borsa di studio dell'Università e un trofeo, una bambola creata da Antonio Ortiz Fuster "Ortifus", realizzata sulla base di uno stampo di argilla, ricoperto con fogli di carta, scavato, unito e dipinto, cioè come tradizionalmente si facevano le figure delle Fallas de València.

Nel catalogo di questa ventesima Giornata, viene reso omaggio anche all'umorista grafico e fumettista spagnolo Santiago Almarza Caballero (Santa Cruz de la Zarza, Spagna; 1931-Madrid, 19 aprile 2020), noto con lo pseudonimo Almarza, che ha ricevuto diversi premi internazionali e nazionali, tra cui il Paleta Agromán e anche il Notaio dell'umorismo. Jesús Zulet, amico di mille battaglie, lo ricorda nel suo testo, per il suo lavoro in varie pubblicazioni come "Don José", "La Quaorniz", "Diez Minutos" e il quotidiano ABC, ecc.

Come sono nate queste giornate dell'umorismo all'Università di Alicante. Juli Sanchis "Harca" ci dice:

 “Nel 1999, in una città della Germania, vicino a Stoccarda, si tenne una mostra di disegni umoristici sull'immigrazione, insieme a vignettisti spagnoli e tedeschi, sponsorizzata dalla grande illustratrice Marlene Pohle, vicepresidente della FECO (Federation of Cartoonists Organizations) e quella stessa mostra poi si potè rappresentare anche  all'Università di Alicante. Gabino Ponce, allora vicerettore dell'Università si innamorò del disegno umoristico e del fumetto, ed ebbe la geniale idea di proporre all' ateneo,la sponsorizzazione della stessa, per proseguire con la Mostra, che in questo l'edizione compie 20 anni ”.

David Vela 

giovedì 29 ottobre 2020

Makkox: "Nuove mappe del paradiso"

 Sembra un vecchio Urania, ma è più grande per i disegni (c'è una storiella a fumetti in chiusa di ogni capitolo, più vigne sparse). Li facevo a pennarello su degli A4 da stampante mentre scrivevo, alla come vengono. Mi mancava farli a cazzo di mano così :) 

Makkox

NUOVE MAPPE DEL PARADISO

MAKKOX

un'autobiografia ucronica

scritta con Nicola Mirenzi

prefazione di Pippo Civati

Edizioni People

Marco Dambrosio è diventato “Makkox” per talento e determinazione, attraverso una serie inimmaginabile di tentativi e incidenti di percorso. All’inizio erano le lezioni di piano con suor Candida, la mensa della Magneti Marelli, gli escavatori, le piscine. E poi la comunicazione, la pubblicità. E poi la TV, tanta. Milano, Roma e – sempre – Gaeta. Dietro le quinte e poi sul palco, anzi, su un palchetto, laterale come il suo punto di vista.

Ciò che Makkox racconta disegna una storia che devasta i luoghi comuni sulla satira e sull’arte. In un presente in cui le categorie classiche perdono di definizione, sente l'urgenza di riscrivere le regole per immaginare un futuro che ci liberi dalla puzza di vecchio dell'esistente. Nel farlo, ci spinge ai limiti della fantascienza, dove questa si fonde con il fumetto e, come per magia, diventa realtà.

Tra politici comici e comici politici, vi perderete, ma solo un po’: giusto il tempo che tutto sia illuminato.

«Da bambino non c’era un attimo della giornata in cui non disegnassi, se non con le mani, con la testa. Quando non potevo disegnare, pensavo a cosa avrei disegnato quando avrei potuto disegnare. Eravamo inseparabili, io e il disegno. Dove c’ero io, c’era lui. Una coppia simbiotica. Inscindibile. È per questo che mia madre – una donna che credeva che sprecare il talento equivalesse a una lesione dei diritti umani – mi mandò abbastanza presto a prendere lezioni di pianoforte.»

Marco “Makkox” Dambrosio – Gaeta, classe ’65. Disegnatore di fumetti, cartoon e autore TV.

Prima del 2007 non pubblica nulla. Apre il blog Canemucca, riscuote un discreto successo in rete e accende l’attenzione di alcuni editori. Pubblica un paio di libri, collabora a riviste. Inizia a produrre quotidianamente vignette e storie umoristiche sull’attualità. La satira politica gli apre le porte per la TV.

Vincitore per due volte del Premio Satira Politica di Forte dei Marmi, è tra gli autori della trasmissione Gazebo, e poi, con Diego Bianchi, di Propaganda Live.

La Prefazione è di Pippo Civati e questo lo ha scritto sul suo blog:

"Ho conosciuto Makkox nel 2011. E gli ho voluto bene subito, per la sua genialità ormai proverbiale, un lampo che squarcia anche le conversazioni più oziose ma soprattutto per il suo cinismo che in verità è tutta emozione.

venerdì 23 ottobre 2020

#100bambini per Gianni Rodari di Marianna Balducci

 


100 | Sono Marianna e non so bene come sia successo,... a un certo punto si è aperta una porta e sono usciti. Non li conosco, ma alcuni mi sono sembrati particolarmente familiari. Non hanno detto niente, ma è stato come se ci fossimo parlati. Mi sembra di stare su questa soglia da un tempo lunghissimo, ma c’è ancora parecchio movimento e credo che mi fermerò un altro po’. Ho ancora tanto da vedere.
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#100bambini per Gianni Rodari, per fare la rivoluzione e portare la #fantasiaalpotere.
Grazie, grazie di cuore a tutti. Tanti auguri Gianni Rodari ❤️
.

 Quest'anno Gianni Rodari avrebbe compiuto 100 anni. Ho reclutato virtualmente 100 bambini, da luoghi ed epoche diverse, perché per Rodari i bambini sono la forza propulsiva di tutto e io gli credo. Solo un nome a tenere il filo con la loro vita reale, una storia nuova ad aprirgli le porte della Fantastica. Questo progetto è nato grazie alla collaborazione della mia community che, con fiducia, ha risposto alla call e mi ha affidato una pagina del proprio diario fotografico per poterla riscrivere mettendosi in gioco e al servizio dell'immaginazione. Grazie a tutti. . . #chidisegna #mariannabalducci

Questo progetto mi ha tirato fuori energie insospettabili e diversi pezzi di cuore. Questo progetto è stato possibile grazie alla vostra fiducia nel mio lavoro e nella vostra nutriente curiosità. Oggi Gianni Rodari avrebbe compiuto 100 anni. Oggi il mio progetto #100bambini è finito.

©Marianna Balducci

Bologna: WORLD HUMOR AWARDS 2016 - 2020 (mostra)

 



 WORLD HUMOR AWARDS
"dal Mondo piccolo al Mondo grande"
 2016 - 2020
Gli autori premiati dei primi cinque anni.

2020 - "ACQUA FONTE DI SALUTE"
2019 - "50ANNI DI LUNA 1969-2019"
2018 - "L'INDIFFERENZA"
2017 - "LA CIVILTA' ARTIFICIALE"
2016 - "IL CAMBIAMENTO CLIMATICO"

www.worldhumorawards.org

In mostra a Bologna una rassegna dei disegni umoristici degli autori premiati nelle cinque edizioni dei World Humor Awards (2016-2020).
 I disegni resteranno esposti dal 23 al 28 ottobre 2020, 
alla Galleria “IL PUNTO” in via San Felice n. 11 a Bologna 
e l’accesso alla mostra, si svolgerà nel rispetto delle norme di sicurezza anti Covid.
 La mostra sarà aperta tutti i giorni infrasettimanali dalle 16:00 alle 19:00 
e alla domenica al mattino dalle 10:00 alle 12:30, al pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00.

 #Lepidus, ringrazia, oltre agli sponsor istituzionali che hanno sostenuto il concorso #WorldHumorAwards, il #CircoloDozza, il #CircoloRamone, la #FITeLEmiliaRomagna e il #CRTFITeLdelDucato per la collaborazione alla realizzazione di questo evento.

giovedì 22 ottobre 2020

Samuel Paty, l'insegnante francese ucciso perchè insegnava tolleranza e libertà d'espressione



 Il dramma del professor Samuel Paty, decapitato da un terrorista islamico, perché insegnava tolleranza e libertà di espressione.

Marco De Angelis

#cartoonmovement #courrierinternational #cartooningforpeace #cartooningforsolidarity #lemonde #Repubblica #marianne #horreur




prime pagine come Libé non le fa nessuno / che nessuno dimentichi Samuel Paty




Vive la Liberte

Gio

www.caricaturegio.altervista.it



France : Death of Professor #SamuelPaty for giving a lecture on freedom of expression.

Luc Descheemaeker




Hommage à Samuel Paty.

#SamuelPaty

Luc Descheemaeker





In memoria di Samuel Paty e di tutti coloro che muoiono ancora a causa di una vignetta.

#jesuisprof

#satire #jesuissamuel #charliehebdo #jesuischarlie #libertàdiespressione #freedom #matita #vignetta #vignettista #satira #alagon




47-year-old history teacher Samuel Paty was beheaded near Paris by a young Muslim from Chechnya.

Paty was teaching a class on freedom of expression and showed, guess what, cartoons depicting the prophet Muhammad.

Oscurantism is very present, and will fuel other extremisms. Just wait and see.

Garrincha Toonz



First Lesson

Joep Bertrams




My latest for Cartooning for Peace. RIP Samuel Paty.

Ed Hall




Free speech. 

#politicalcartoon #editorialcartoon #freedomofspeech #SamuelPaty #JesuisSamuel

Tjeerd Royaards - Cartoon Movement



Shahid Atiqullah

17 October 2020

Freedom of speech won't be silenced !

Charlie Hebdo, Paris, Terrorism, Freedom of Expression, Extremism




Samuel Paty, a French teacher, was beheaded by an 18-year-old man because he had shown cartoons that portrayed Mohammed during a freedom of speech class.

Besides the polemics around his choice to show something that might be offensive towards Islam, I believe culture is our blade, that cuts through thick layers of fear and hatred.

Emanuele del Rosso




A knife is the sum of its parts. We need to study them, to make sure what happened to Samuel Paty in France doesn't happen again.

#JeSuisSamuel

Emanuele Del Rosso




Plantu (France), Le Monde

History : Today : freedom and secularism




Hommage rendu à Samuel Paty

10/22/2020 par Michel Kichka

J’ai été très ému par l’hommage rendu à Samuel Paty ce soir à la Sorbonne. Tout était parfait, à commencer par le choix de ce haut lieu de la connaissance et de l’éducation, par la solennité de la cérémonie, par les prises de paroles fortes, la lettre de Jaurès lue par un collègue, la lettre de Camus nobélisé à son professeur de Littérature lue par une lycéenne et le discours poignant du Président Macron. La lente entrée du cercueil dans la cour de la Sorbonne au son de « One » de U2 chanté par Bono a résonné comme un hymne, un peu comme « Imagine » de Lennon l’est devenu en son temps, un hymne à Samuel Paty.



Conflans-Sainte-Honorine

17/10/2020 di Michel Kichka

Ecco, non ho parole per tradurre quello che sento.





Europe been a safe haven for Islamism, isn't a brand new reality, at least not for us Iranians who witnessed the birth and fabrication of Islamic state of Iran in 1979.

Islamism and Islamists are two terms I use to differ from "Muslims". Political Islam is my target and is the biggest threat against human rights and modern civilisation. Political Islam uses democracy to justify and settle itself inside free societies, and uses victimization to get the support from naive leftist elite, then grabs the power with no intention to share it, then it eliminates all opposition [real and potential]. Islamic so called "revolution" of Iran by the leadership of its founder "Khomeini" is a very recent experience to be remembered now and in Europe, before it's too late.

#politicalislam #islamisme #islamist #samuelpaty #bataclan #charliehebdo #hypercasher #jesuismila

Kianosh Ramezani


martedì 20 ottobre 2020

Morti Enzo Mari e Lea Vergine ad un giorno di distanza

 


Enzo Mari ©Riccardo Mannelli


Morti Enzo Mari e Lea Vergine ad un giorno di distanza, il coronavirus ci ha privato di due grandi della cultura italiana.

IERI È MORTO ENZO MARI famoso designer: «Tutti dovrebbero progettare per evitare di essere progettati»

Oggi la moglie LEA VERGINE famosa critica d'arte: “L’arte non è necessaria. È il superfluo. E quello che ci serve per essere un po’ felici o meno infelici è il superfluo. Non può utilizzarla, l’arte, nella vita. ‘Arte e vita’ sì, nel senso che ti ci dedichi a quella cosa, ma non è che l’arte ti possa aiutare. Costituisce un rifugio, una difesa. In questo senso è come una benzodiazepina”