domenica 30 dicembre 2018

Auguri! Auguri! Auguri!



  Auguri !  Auguri ! Auguri !
Natale a porti chiusi
Gianfranco Uber



DEAR SANTA ...    Gianfranco Uber
The US Congress does not approve the $ 5 million spending Trump would like to devote to building a US separation wall from Mexico.
Now he has to hope only in Santa Claus, like us.
22 Dec 2018
Caro Babbo Natale...
Il Congresso USA non approva la spesa di 5 milioni di dollari che Trump vorrebbe destinare alla costruzione di un  muro di separazione degli USA dal Messico.
Adesso deve sperare solo in Babbo Natale,  come noi.


Giovanna Carbone  e Franco Portinari


Indonesian Christmas    Miguel Villalba Sánchez (Elchicotriste)
But don't forget Indonesia.
23 Dec 2018


Oh Oh Oh
CeciGian



Taglio alto/letterina
Mauro Biani




Beato
Mauro Biani


Giannelli




كل عام وأنتم بخير وعام سعيد 2019
Merry Christmas and Happy 2019!
God jul og godt nytt år 2019
Joyeux Noël et Bonne 2019!
Buon Natale e Felice 2019!
FadiToon


Bertrams

Happy New Year! 2019
Nikola Listes

venerdì 28 dicembre 2018

Ti piace o' presepio?





Ti piace o' presepio?
(presepe Brunetta, Fassino e Pezzopane)

di Gio / Mariagrazia Quaranta

Carto-online d'auguri

Buon Natale e Felice Anno Nuovo!
Marco De Angelis






di Firuz Kutal





Omar Zevallos

Natale è...
Romaniello





Gli Auguri
di Sergio Tessarolo


Vanessi


Fulvio Fontana

di Tiziano Riverso



Di Ugo Sajini


Dino Aloi







sabato 15 dicembre 2018

"Marchè de Noel" - Strasburgo 11.12.18



"Marchè de Noel" - Strasburgo 11.12.18
Ancora Terrorismo, ancora Francia, ancora Natale, ancora vittime innocenti... in omaggio a tutti loro... Ciao Antonio
di Marco D'Agostino

domenica 9 dicembre 2018

Macron e i gilet gialli


 Sans - culotte, 1789 Avec - gilet, 2018
Dessins par @PatChapatte (Suisse)


Macron Hitler
GIO / MariaGrazia Quaranta

Macron, europeista e fascista 
di Ivano Sartori
Questa foto, in vendita in un negozio di Verdun, ritrae il maresciallo Philippe Pétain, che guidò il governo collaborazionista durante l’occupazione nazista della Francia. Il mese scorso, Macron gli ha reso omaggio recandosi sulla sua tomba per i meriti acquisiti durante la Grande guerra. Un po’ come se Conte avesse fatto una capatina a Predappio per ricordare quel Mussolini che si era battuto contro gli austriaci. Una cinica manovra di caccia al consenso. E non certo in area democratica. La politica è fatta così, un po' fascista e un po' no.
Per saperne di più, clicca qui:
https://www.washingtonpost.com/world/2018/11/07/why-is-frances-macron-honoring-nazi-collaborator/?utm_term=.21a654fcf2c7




 by Daryl Cagle, CagleCartoons.com


yellow vests protest
 by Tom Janssen, The Netherlands



Macron protection 
by Nikola Listes, politicalcartoons.com

by Nikola Listes, politicalcartoons.com

by Robert Rousso, France


by @PatChappatte


#GiletsJaunes Insurrection à Paris   
- © Chappatte dans @letemps , Suisse




Old lady’s unrests...    Ramses Morales Izquierdo
Old lady’s unrests...


 4 dic
Noodoproep #YellowVests #Macron



Fuels    Paolo Lombardi
Yellow gilets in Paris

Pierre Kroll
#saintnicolas #perenoel #giletjaune
https://twitter.com/pierrekroll/status/1071452622215962632



Plantu


sur l’île de La Réunion.
Plantu


DE JUPITER à GULLIVER. 
Plantu


YELLOW WESTS    Marian Kamensky
YELLOW WESTS

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La protesta dei gilet gialli: chi sono e cosa vogliono?
Le immagini di Parigi in fiamme, i saccheggi, l'Arco di Trionfo preso d'assalto e avvolto dai gas lacrimogeni hanno fatto il giro del mondo. Ma sono anche ingannevoli. I gilet gialli sono un movimento diffuso, senza leader o portavoce e con esigenze molto diverse. Sia l'estrema destra che la sinistra hanno cercato di appropriarsene, o almeno di mostrare il loro sostegno.
Il movimento è stato avviato in risposta all'aumento delle tasse sul carburante proposta dal governo. L'esecutivo di Edouard Philippe ha provato a giustificare la misura con la lotta al cambiamento climatico, ma il rifiuto dei cittadini a questa versione è stato netto e il malcontento è montato rapidamente.

Per molti l'aumento delle tasse sul carburante rappresenta un duro colpo all'economia familiare, soprattutto nelle zone rurali dove il trasporto pubblico è carente o inesistente.

Allo stesso tempo, una delle prime misure di Emmanuel Macron in qualità di presidente è stata l'abolizione dell'imposta sul patrimonio e di altre misure fiscali favorevoli ai grandi patrimoni.

La lunga tradizione di lotta per la giustizia sociale in Francia è stata risvegliata e sarà difficile da arginare. Molti manifestanti evocano con orgoglio il maggio del '68 o addirittura la Rivoluzione Francese del 1789.


Il prezzo del carburante è stato solo un detonatore, spia di un malumore diffuso alimentato da altre questioni. Va ricordato che Emmanuel Macron è stato eletto perché visto come alternativa ai partiti politici tradizionali (e per frenare l'estrema destra di Marine Le Pen). Per i gilet gialli Macron ha tradito il mandato e in molti ne chiedono le dimissioni.

Recentemente i presunti rappresentanti dei gilet gialli hanno consegnato ai media e ai politici un elenco di 42 richieste che comprendono alloggi, tasse più basse e un aumento del salario minimo. Obiettivi raggiungibili, secondo i gilet gialli, attraverso l'aumento delle imposte per le grandi imprese e la tassazione dei grandi patrimoni. Tutto con un denominatore comune: mantenere o aumentare il potere d'acquisto dei francesi e la giustizia sociale.

Tra le altre misure proposte ci sono la soppressione del Senato, l'abbassamento degli stipendi dei ministri e l'invito allo Stato di smettere di promuovere le auto elettriche e scommettere invece sullo sviluppo di veicoli a idrogeno, davvero ecologici.

Si tratta di un gruppo molto eterogeneo, ma una delle basi è costituita da giovani disoccupati o precari, lavoratori che guadagnano il salario minimo e pensionati con pensioni basse. Nelle zone rurali, dove molti dipendono da veicoli privati per i viaggi, l'aumento del prezzo del carburante è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Ci sono anche militanti da sinistra, destra e centro. Secondo un recente sondaggio, precedente agli scontri del fine settimana a Parigi, il movimento era visto con favore dall'80% dei francesi: una percentuale scesa leggermente - al 72% - dopo che le immagini delle devastazioni hanno fatto il giro del mondo.

Politicamente il movimente gode di un appoggio trasverale ed è difficilmente inquadrabile. Parole di apprezzamento sono arrivate sia dall'estrema destra, rappresentata dal Front National di Marine Le Pen, che dall'estrema sinistra di Jean-Luc Melenchon.

Alcuni militanti ed esperti hanno puntato il dito contro il governo, accusato di sostenere una "strategia del caos" permettendo alla protesta di degenerare per danneggiare la sua immagine e creare divisioni.

Secondo le stime del ministero dell'Interno sabato scorso poco più di 120.000 persone hanno partecipato alle varie manifestazioni in tutta la Francia. La metà circa rispetto a sette giorni prima. Quelle del ministero sono però le uniche stime disponibili.

Uno dei problemi principali dei gilet gialli è che non hanno portavoce o rappresentanti. Chi ha provato a proporsi, è stato rifiutato dalla base. Questo è un problema anche per il governo, che non ha interlocutori legittimi con cui negoziare.


Il movimento, oltre che ai gilet fluorescenti, è associato soprattutto ai disordini e alle violenze viste a Parigi nell'ultimi fine settimana. Tuttavia i gilet gialli hanno organizzato manifestazioni in tutta la Francia, bloccando caselli autostradali (permettendo così agli autisti di non pagare il pedaggio), rotatorie e stazioni di servizio, quasi sempre in un'atmosfera amichevole e festosa.

Molti gilet gialli rifiutano quello che è successo a Parigi. Altri lo capiscono anche se non lo condividono, altri dicono che "non c'è rivoluzione senza violenza".

Tra le 412 persone arrestate sabato a Parigi c'è un po' di tutto. Ci sono "radicali professionisti", come ha detto il ministro degli Interni Christophe Castaner, i sinistrorsi, la destra e i giovani che cercano solo il caos per saccheggiare e rubare. La maggior parte dei responsabili degli scontri di Parigi sono militanti di estrema sinistra e dell'ultradestra.

Va però segnalato anche un altro fenomeno diffuso: tra gli arrestati ci sono anche molte persone "normali", senza precedenti penali, trascinate dall'atmosfera e dall'euforia che hanno regnato sabato nella capitale francese.

Il procuratore di Parigi Remy Heitz li ha descritti come "vandali occasionali", uomini tra i 30 e i 40 anni, non impegnati politicamente o comunque lontani dai movimenti estremisti.




Francia, in ginocchio e con le mani in testa: gli studenti sotto il controllo della polizia armata
Come in Messico cinquant'anni fa.


Gilet gialli, manifestante a braccia aperte a Parigi: la polizia gli spara un proiettile di gomma

Hanno sparato ad altezza d'uomo. Perché i proiettili di gomma sono fatti per colpire, non per intimidire né intimare.

giovedì 6 dicembre 2018

Il 25 ° Festival internazionale della caricatura Ricardo Rendón, Rionegro, Colombia, rende omaggio a Leonardo da Vinci

Premio de Humor Gráfico Ex aequo, en el 25 Festival Internacional De caricatura Ricardo Rendón
Raul de la Nuez, USA

Premio Humor Gráfico Ex aequo - Carlos Alberto Gómez Hormiga, Colombia
Il 25 ° Festival internazionale della caricatura Ricardo Rendón, Rionegro, Antioquia, Colombia, rende omaggio a Leonardo da Vinci
Speciale per Fany Blog
Di Francisco Punal Suarez

Il 2019 segna il 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452-Amboise, 2 maggio 1519), l'artista più universale di tutti i tempi, che con il suo genio illuminò lo spirito del Rinascimento.

Questo rappresentante creativo, questo umanista che si è distinto in tutte le sue sfaccettature, come pittore, anatomista, architetto, urbanista, paleontologo, artista, botanico, scienziato, scrittore, scultore, filosofo, ingegnere, inventore, musicista e poeta, è oggi più che mai un'ispirazione per tutti i cartoonist del mondo.

lunedì 3 dicembre 2018

GB: "Political Cartoon of the Year Awards 2018".

From Ellwood Atfield


AMID A TURBULENT YEAR, OUR AWARDS CELEBRATE THE BEST NATIONAL CARTOONS
The team at Ellwood Atfield are delighted to have hosted the Political Cartoon of the Year Awards.

Political cartoons play an important role shaping the way a party, event, or individual politician is perceived by the public, at a time when maintaining freedom of speech and a free press has never been more relevant. This annual Westminister event not only recognises and celebrates the satirical artistry of the illustrations, but is also an opportunity for us to thank our clients, partners, and candidates for their continued support in our role as a headhunter.

This was our 8th year running the event alongside our partners at The Political Cartoon Gallery. Our involvement with the awards grew from our founders’ love of political cartoons and started from humble beginnings, with an event held in our office, before moving to St John’s four years ago.

Simultaneously loved and loathed by Westminster, political cartoons are the iconic images we remember long after an event has passed. This year, we welcomed over 500 of the UK’s leading cartoonists, journalists, peers, Members of Parliament, and our many friends from across the advocacy, policy, and communications industries into St John’s on Smith Square to see Peter Brookes from The Times crowned the winner:


2018 Winner - Peter Brookes


2018 Runner Up - Harry Burton

The awards this year also celebrated Pocket Cartoons. These are editorial cartoons consisting of a topical single-panel single-column drawing. The winning entry was from Russell Herneman of Private Eye

Winning Pocket Cartoon 2018 - Russell Herneman
Other Catagories
Political Cartoonist of the Year: Morten Morland

Runner Up Political Cartoonist of the Year: Bob Moran

Pocket Cartoonist of the Year: Grizelda




IN UN ANNO TURBOLENTO, I NOSTRI PREMI CELEBRANO I MIGLIORI CARTOONS NAZIONALI
Il team di Ellwood Atfield è lieto di aver ospitato il premio "Political Cartoon of the Year Awards".

I cartoni animati politici svolgono un ruolo importante nel modo in cui un partito, un evento o un singolo politico viene percepito dal pubblico, in un momento in cui la libertà di parola e la libertà di stampa non è mai stata più rilevante. Questo evento annuale di Westminister non solo riconosce e celebra l'arte satirica delle illustrazioni, ma è anche un'opportunità per noi di ringraziare i nostri clienti, partner e candidati per il loro continuo supporto nel nostro ruolo di headhunter.

Questo è stato l'ottavo anno consecutivo dell'evento insieme ai nostri partner della Political Cartoon Gallery. Il nostro coinvolgimento con i premi è cresciuto grazie all'amore dei nostri fondatori per i cartoni animati politici ed è iniziato da umili origini, con un evento che si è tenuto nel nostro ufficio, prima di trasferirsi a St John's quattro anni fa.

Allo stesso tempo amato e odiato da Westminster, le vignette politiche sono le immagini iconiche che ricordiamo molto tempo dopo che un evento è passato. Quest'anno, abbiamo dato il benvenuto a più di 500 tra i più importanti vignettisti, giornalisti, colleghi, membri del Parlamento e i nostri numerosi amici di tutto il settore dell'advocacy, della politica e della comunicazione a St John's in Smith Square per vedere Peter Brookes del Times incoronato vincitore.

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Ritratto di Patty Pravo





PATTY PRAVO
su La Repubblica
testo di Antonio Gnoli ritratto di Riccardo Mannelli

Nel momento in cui sto per congedarmi dalla sua casa romana le chiedo se posso farle una foto. Mi guarda con la circospezione di chi sembra appena scesa da un’astronave; poi con gentilezza mi dice di attendere. Va in un’altra stanza e torna con un paio di occhiali scuri. Le chiedo che bisogno aveva di metterli. Mi dice che non è un problema di sicurezza o di estetica. Semplicemente gli occhiali segnano il confine tra il fuori e il dentro. «Il buio è una condizione che amo. Contrasta con il chiaro del mio corpo. Fin da bambina prediligevo il nero». Erano parecchi anni che non incrociavo Patty Pravo, non la sua voce — che è stata quasi sempre presente — ma la sua figura levigata, tenue, minuta, i suoi gesti che in scena accennano senza interferire, senza promuovere, in una specie di teatralità minimalista. Siede su un divano sotto un grande Tano Festa che la ritrae con un cappellone che sembra quello del lui dei Coniugi Arnolfini e che fa molto anni Settanta. Periodo pazzesco, sottolinea. La guardo e non riesco a trattenere il pensiero che sia una delle pochissime artiste che può vivere di rendita. Ora è appena uscito un suo nuovo cd: «È un pezzo della mia storia », dice, «ma la mia storia ha molto altro dentro». Tra tutti i grandi interpreti lei mi sembra la meno ossessionata dalla musica. «Le attribuisco lo stesso valore che do al silenzio. Forse hanno bisogno l’uno dell’altra». Cosa apprezza del silenzio? «Aiuta ad autosospendersi dal mondo. Un esercizio di purificazione. Mi accade ogni tanto di desiderare il silenzio sotto qualunque forma si manifesti: un viaggio da sola, una sosta in un luogo sconosciuto o, magari, essere semplicemente davanti a un uomo che ti guarda e tace. Questo mi fa tornare alla mente un episodio». Quale? «Ormai adolescente a Venezia, dove sono nata e dove ho vissuto, incrociai una coppia piuttosto anziana. Procedeva lentamente. Non sapevo chi fosse. Lei guardandomi sorrise. Lui sembrava un Jimi Hendrix invecchiato: i capelli erano una torre scomposta di riccioli, la barba rada e il pizzo gli davano un’aria mefistofelica. Lui era Ezra Pound e lei Olga Rudge, la compagna dell’uomo che non parlava mai. Mangiammo un gelato. Ci rivedemmo un’altra volta soltanto». Cosa accadde? «Nulla o almeno nulla di apparentemente significativo. Quella coppia che viveva alle Zattere e scendeva dall’imbarcadero sembrava fuori dal tempo. Lui non parlò mai. Seppi in seguito che era stato un grande poeta. Ma allora avevo quattordici anni ed ero solo Nicoletta Strambelli. Conservai quel ricordo come una preziosa gemma veneziana». Lasciò Venezia quando? «A diciassette anni andai a Londra. Chiesi il permesso a mia nonna, con la quale vivevo. Ho avuto un rapporto fantastico con lei. Capiva perfettamente le mie esigenze. Un giorno le raccontai che avevo fatto l’amore con un ragazzo. Si preoccupò solo che [...]