domenica 31 marzo 2013

Buona Pasqua 2013

Buona Pasqua!!
Auguri preoccupati quello degli artisti e nelle loro vignette appaiono le preoccupazioni e i problemi del mondo.
Speriamo comunque che questa Pasqua porti pace e serenità a tutti.



PASQUA 2013

L'unica vera bella sorpresa degli ultimi tempi !




Romaniello



Nico Pillinini


Adams Telegraph


Morten Morland for The Times



Glad Påsk! (Svezia)
Jan-Erik Ander



Cyprus Nest Eggs
By Rick McKee, The Augusta Chronicle - 3/27/2013



Tiziano Riverso




Tullio Boi


Franco Donarelli



Riccardo Mannelli


Mauro Biani




Ugo Sajini

Paride Puglia


Roberto Mangosi 







Frator


Sorpresa
dieci piccoli saggi
fabiomagnasciutti





Easter
 By Cardow, The Ottawa Citizen - 3/28/2013



Easter egg hunt with uncle Sam and Kim Jong Un
By Peter Broelman, Australia - 3/29/2013




Easter 2013
By Bob Englehart, The Hartford Courant - 3/29/2013



Easter Sequester
By Nate Beeler, The Columbus Dispatch - 3/29/2013







easter in euro zone
By Petar Pismestrovic, Kleine Zeitung, Austria - 3/30/2013


Britain's Conservative Easter
 By Brian Adcock, The Scotland - 3/31/2013



-HEREJE
Carton publicado en la revista CONOZCA MÁS de Marzo 2013.

Angel Boligan



Dalcio



Resurrezioni
Natangelo

 
Buona Pasqua illustrata e romagnola ;)
Forse ve lo godete meglio a quest’ora, con la pancia piena e la testa un po’ leggera. Vi auguro una Pasqua serena e accogliente, che rigeneri come un profondo respiro, che vi scaldi come un buon piatto di cappelletti fumanti.
Marianna Balducci
http://marymarycomics.wordpress.com/2013/03/31/pasqua-sinestetica/


L'Uovo Ragno
Moise



Antonio Gallo


Roberto Grassilli


Τετέλεσται -Tetelestai
"Consummatum est"
Andrea Pecchia

 
Auguri a tutti ! 
Tomas


Pace Oggi
Auguro a tutti una buona pasqua di pace, con questa striscia a quattro mani con i pennelli della mitica Betti Greco, sull'Unità nel 2010 ma ancora tristemente valida. Auguri!
CeciGian + Betti Greco

sabato 30 marzo 2013

Enzo Jannacci: "El purtava i scarp de tennis…"

Ogni volta che muore un uomo intelligente diventiamo un po' più poveri...

Arrivederci Enzo...




Enzo 29/03/13
CeciGian

El purtava i scarp de tennis…
un saluto,
Marilena Nardi


a Enzo Jannacci
di Tiziano Riverso


Pietro Vanessi


Nico Pillinini




Quelli che cantano dentro nei dischi perche' ci hanno i figli da mantenere, oh yes!
Quelli che da tre anni fanno un lavoro d'equipe convinti d'essere stati assunti da un'altra ditta, oh yes!
Quelli che fanno un mestiere come un altro.
Quelli che accendono un cero alla Madonna perche' hanno il nipote che sta morendo, oh yes!
Quelli che di mestiere ti spengono il cero, oh yes!
Quelli che Mussolini e' dentro di noi, oh yes!
Quelli che votano a destra perche' Almirante sparla bene, oh yes!
Quelli che votano a destra perche' hanno paura dei ladri, oh yes!
Quelli che votano scheda bianca per non sporcare, oh yes!
Quelli che non si sono mai occupati di politica, oh yes!
Quelli che vomitano, oh yes!
Quelli che tengono al re.
Quelli che tengono al Milan, oh yes!
Quelli che non tengono il vino, oh yes!
Quelli che non ci risultano, oh yes!
Quelli che credono che Gesu' Bambino sia Babbo Natale da giovane, oh yes!
Quelli che la notte di Natale scappano con l'amante dopo aver rubato il panettone ai bambini, oh yes!
Intesi come figli, oh yes!
Quelli che fanno l'amore in piedi convinti di essere in un pied-a-ter, oh yes!
Quelli, quelli che sono dentro nella merda fin qui, oh yes! Oh yes!
Quelli che con una bella dormita passa tutto, anche il cancro, oh yes!
Quelli che, quelli che non possono crederci neanche adesso che la terra e' rotonda, oh yes!
Quelli che non vogliono tornare dalla Russia e continuano a fingersi dispersi, oh yes!
Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale, oh yes!
Quelli che non vogliono arruolarsi nelle SS.
Quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire, oh yes!
Quelli che dicono "la mia serva", oh yes! Oh yes!
Quelli che organizzano la marcia per la guerra, oh yes!
Quelli che organizzano tutto, oh yes!
Quelli che perdono la guerra... per un pelo, oh yes! Oh yes!
Quelli che ti vogliono portare a mangiare le rane, oh yes!
Quelli che sono soltanto le due di notte, oh yes!
Quelli che hanno un sistema per perdere alla roulette, oh yes!
Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale, oh yes!
Quelli che non ci sentiamo, oh yes!
Quelli diversi dagli altri, oh yes!
Quelli che puttana miseria, oh yes!
Quelli che quando perde l'Inter o il Milan dicono che in fondo e' una partita di calcio e poi vanno a casa e picchiano i figli, oh yes!
Quelli che dicono che i soldi non sono tutto nella vita, oh yes!
Quelli che qui e' tutto un casino, oh yes!
Quelli che per principio non per i soldi, oh yes! Oh yes!
Quelli che l'ha detto il telegiornale, oh yes!
Quelli che lo statu quo che nella misura in cui che nell'ottica, oh yes!
Quelli che non hanno una missione da compiere, oh yes!
Quelli che sono onesti fino a un certo punto, oh yes!
Quelli che fanno un mestiere come un altro.
Quelli che aspettando il tram e ridendo e scherzando, oh yes!
Quelli che aspettano la fidanzata per darsi un contegno, oh yes!
Quelli che la mafia non ci risulta, oh yes!
Quelli che ci hanno paura delle cambiali, oh yes!
Quelli che lavoriamo tutti per Agnelli, oh yes!
Quelli che tirano la prima pietra, ma che anche la seconda,la terza, la quarta e dopu? E dopu se sa no...
Quelli che alla mattina alle sei freschi come una rosa si svegliano per vedere l'alba che e' gia' passata.
Quelli che assomigliano a mio figlio, oh yes!
Quelli che non si divertono mai neanche quando ridono, oh yes!
Quelli che a teatro vanno nelle ultime file per non disturbare, oh yes!
Quelli, quelli di Roma.
Quelli che non c'erano.
Quelli che hanno cominciato a lavorare da piccoli, non hanno ancora finito e non sanno che cavolo fanno, oh yes!
Quelli li'...







Che scuse', ma mi vori cuntav
d'un me amis che l'era anda a fa'l bagn
sul stradun, per andare all'idroscalo
l'era li', e l'amore lo colpi'.
El purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu
rincorreva gia' da tempo un bel sogno d'amore.
El purtava i scarp de tennis, el g'aveva du occ de bun
l'era il prim a mena via, perche' l'era un barbun.
Un bel di', che l'era dre' a parla'
de per lu, l'aveva vista passa'
bianca e rossa, che pareva il tricolore
ma po lu, l'e' sta bon pu' de parla'.
El purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu
rincorreva gia' da tempo un bel sogno d'amore.
El purtava i scarp de tennis, el g'aveva du occ de bun
l'era il prim a mena via, perche' l'era un barbon.
(parlato)Un bel di a che'l pover diavul che riva na machina, ven giu' vun e domanda: "Ohe'!" "Chi a mi?" "Si', a lu, savaria, savaria no per piasee' la strada per andare all'aeroporto Forlanini?" "No, signore non sono mai stato io all'aeroporto Forlanini,non lo so in due l'e'." "La strada per andare all'Idroscalo, almeno, la conosce?" Si, l'Idroscalo al so in dua l'e', al meni mi all'Idroscalo, vengo su anch'io sulla macchina, e' forte questa, e' forte la macchina. "Lasa sta la machina barbon." "No, signore vengo anch'io sulla macchina, non sono mai stato su una macchina io, Bella questa macchina...Ferma signore, che'l me lasa, che'l me lasa giu chi che sono arrivato,un piasee' che'l se ferma chi.
(cantato) Un piasee', ch'el me lasa gio' chi
che anca mi mi go avu il mio grande amore
roba minima, s'intend, s'intend roba da barbon.
El purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu
rincorreva gia' da tempo un bel sogno d'amore.
El purtava i scarp de tennis, el g'aveva du occ de bun
l'era il prim a mena via, perche' l'era un barbon.
L'an trova, sota a un muc de carton
l'an guarda' che'l pareva nisun
l'an tuca che'l pareva che'l durmiva
lasa sta che l'e' roba de barbon.
El purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu
el purtava i scarp de tennis, perche' l'era un barbun,
el purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu
el purtava i scarp de tennis, perche' l'era un barbun...




Lei e' bella lo so
e' passato del tempo e io ce l'ho nel sangue ancor.
Io vorrei, io vorrei
ritornare laggiu' da lei ma so che non andro'.
Questo e' un amore di contrabbando
meglio star qui seduto a guardare il vino che butto giù.
Mexico e nuvole il tempo passa sull'America
il vento suona la sua armonica,
che voglia di piangere ho
Mexico e nuvole la faccia triste dell'America
il vento insiste con l'armonica,
che voglia di piangere ho.
Chi lo sa come fa quella gente
che va fin la' a pronunciare sì... mah!
Mentre sa che è già provvisorio l'amore
che c'è sì ma forse no... ah!
Queste son situazioni di contrabbando
a me non sembra giusto neanche in Mexico, ma perchè?
Mexico e nuvole, il tempo passa sull'America
il vento insiste con l'armonica,
che voglia di piangere ho
Mexico e nuvole la faccia triste dell'America
il vento insiste con l'armonica,
che voglia di piangere ho.
Intorno a lei intorno a lei
la chitarra risuonera'
per tanto tempo ancor
e il mio amore per lei
i suoi passi accompagnerà nel bene e nel dolor.
Queste son situazioni di contrabbando
tutto si puo' inventare ma non un matrimonio non si può più.
Mexico e nuvole, il tempo passa sull'America,
il vento suona la sua armonica,
che voglia di piangere ho.
Mexico e nuvole la faccia triste dell'America
il vento insiste con l'armonica,
che voglia di piangere ho.
Mexico e nuvole, il tempo passa con l'armonica,
il vento insiste sull'America,
che voglia di ridere ho





di Bruno Bozzetto

Secondo te...Che gusto c'è? fu registrato negli studi Ricordi di Milano nel mese di ottobre 1977; il tecnico del suono è Gianluigi Pezzera, e la copertina del disco è di Bruno Bozzetto, ed è un'immagine tratta dal cartone animato che Bozzetto aveva realizzato per la sigla del programma Secondo voi, condotto da Pippo Baudo, che era la canzone che dà il titolo a questo disco; fu lo stesso Baudo a chiedere a Jannacci di preparare la sigla del programma.(fonte)




Tempi davvero tristi... Anche Enzo Jannacci, grandissimo artista, amico e collaboratore dei miei primi lavori, ci ha improvvisamente lasciato. Insieme a Paolo Tomelleri aveva creato la colonna sonora dei primi cortometraggi e accompagnato la nascita del sig. Rossi. Me lo ricordo come fosse oggi quando, ascoltando le poche parole di spiegazione del soggetto, canticchiava qualcosa a bassa voce e capivi che la musica che chiedevo era già lì, pronta e composta nella sua testa. Questa sua immediatezza e genialità, sfociata poi nei piccoli-grandi capolavori che tutti conosciamo, ha segnato un'intera generazione. Ciao Enzo... con te scompare anche una piccola parte del mio mondo, forse la più originale, e un sincero e affettuoso grazie per averci lasciato splendide canzoni che ci ricorderanno per sempre il tuo umorismo, la tua originalità e la tua grande poesia. Tu saresti stato sicuramente molto più spiritoso e originale nello scrivere il tuo epitaffio, ma io proprio non ce la faccio... Scusami. Un abbraccio.
Bruno Bozzetto

Il cane con i capelli / Gheru gheru - 1/12/1961 - RICORDI SRL 10-222
Testi e musiche di Enzo Jannacci disegni di Bruno Bozzetto

copertina di Vengo anch'io no tu no
disegnata da Joshua Held





Sotto la pioggia è inutile il freno
passano i giorni ci si parla sempre di meno
finisce il lavoro non c'entra l'età
di un uomo pulito diviso a metà
chissà se da giovane ha avuto un amore
chissà se qualcuno gli avrà spezzato il cuore
ah, la memoria ha dei risvolti curiosi
più dentro ci vai più niente viene di fuori

Dopo i temporali non viene più il sereno
c'è poca minestra, va beh, ne faremo a meno
poterla spartire con qualcuno che sai
c'è anche il telefono... non si sa mai

La vita si aggiusta ma non ci saremo
ore su ore atirare quel freno
e arrivi tardi a una porta sbagliata
la pasta va bene, anche un pò riscaldata

E certo che da giovane ha avuto un amore
per forza qualcuno gli avrà spezzato il cuore
ah, la memoria ha dei risvolti curiosi
più dentro ci vai più niente viene di fuori

Adesso è sera e l'uomo è da solo
balla su un disco di musica a nolo
verrebbe da ridere con gli anni che ha
come tutti quegli uomini divisi a metà

Dai temporali ormai non piove nemmeno
là dietro l'angolo non c'è più neanche il sereno
poco più in alto c'è l'areoplano
puzza di guerra neanche tanto lontano

Guarda più in alto se c'è l'areoplano
puzza di guerra
per molti niente di strano...




Di Roberto Salvetti


Omaggio ad Enzo Jannacci
Noi villan...
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam,
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!
Paride Puglia

 


Antonio Gallo


... ho visto un re...
Gianni InkyJohn


Enzo Jannacci da Wikipedia
Vincenzo Jannacci detto Enzo (Milano, 3 giugno 1935 – Milano, 29 marzo 2013) è stato un cantautore, cabarettista e attore italiano, tra i maggiori protagonisti della scena musicale italiana del dopoguerra.

Caposcuola del cabaret italiano, nel corso della sua cinquantennale carriera ha collaborato con svariate personalità della musica, dello spettacolo, del giornalismo, della televisione e della comicità italiana, divenendo artista poliedrico e modello per le successive generazioni di comici e di cantautori.

Autore di quasi trenta album, alcuni dei quali rappresentano importanti capitoli della discografia italiana, e di varie colonne sonore, Enzo Jannacci, dopo un periodo di ombra nella seconda metà degli anni novanta, è tornato a far parlare di sé ottenendo vari premi alla carriera e riconoscimenti per i suoi ultimi lavori discografici.

È ricordato come uno dei pionieri del rock and roll italiano, insieme ad Adriano Celentano, Luigi Tenco, Little Tony e Giorgio Gaber, con il quale formò un sodalizio durato più di quarant'anni.(continua)






LINK:




venerdì 29 marzo 2013

Povera Italia: il caso Battiato.

Battiato, da Bruxelles: “In Parlamento troie che farebbero tutto“.


mercoledì 27 marzo 2013
IL CINGHIALE ROSA

Il giudizio espresso da Battiato al Parlamento Europeo circa la composizione del Parlamento Italiano, inaccettabile sia per la volgarità, per la sede in cui è stato espresso e per la funzione pubblica attualmente ricoperta dall'artista, ha suscitato un coro di disapprovazione soprattutto dalle donne. Coro a cui, da uomo, mi unisco volentieri.
 Gianfranco Uber

"Stento a credere che un uomo di cultura come Franco Battiato, peraltro impegnato ora in un'esperienza di governo in una Regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari. Da presidente della Camera e da donna respingo nel modo più fermo l'insulto che da lui arriva alla dignità del Parlamento. Neanche il suo prestigio lo autorizza ad usare espressioni così indiscriminatamente offensive. La critica alle manchevolezze della politica e delle istituzioni - dice la neopresidente - può essere anche durissima, ma non deve mai superare il confine che la separa dall'oltraggio".
Laura Boldrini


Centro di gravità impertinente
Pierfrancesco Uva



 Povera Italia
Battiato, da Bruxelles: “In Parlamento troie che farebbero tutto“. Poi cerca di spiegare.
Mauro Biani





mercoledì 27 marzo 2013
A patriots to arm

Franco Battiato lunedì, intervenendo a Bruxelles nella veste di assessore regionale al Turismo, l'artista aveva puntato il dito contro la qualità dei politici italiani e aveva detto che "in Parlamento ci sono troie che farebbero di tutto! Battiato ha la mia solidarietà, perché non hanno capito il senso della battuta e l'hanno snaturata per malafede o stupidità. Molti si inalberano per la volgarità della battuta, mah! Forse Battiato avrebbe fatto meglio dire che il parlamento è il luogo di ritrovo di gente che "muta d'accento e di pensiero"? Beh, allora non capisco come mai io assieme a qualche milione di italiani, come corpo elettorale, ci siamo beccati, impunemente, del "coglione" da Berlusconi, mentre Battiato sembra che abbia ucciso qualcuno. Scuse ufficiali, posto reclamato indietro, donne che si dissociano.. io mi dissocerei piuttosto per la fiducia-scandalo sul caso Mubarak di B., dove più della metà del parlamento ha mentito spudoratamente. Quello è uno schifo (si può dire vero?) e quelli erano le "troie" di cui parla Battiato non la Minetti o la Carfagna, anche se capisco perfettamente la confusione.. Care donne che vi sentite umiliate, secondo me avete perso un'occasione per dimostrare di aver distinto una battuta da un'offesa, o no?

Fonte: Corsera
Paride Puglia





IL CASO FRANCO BATTIATO- Troppe Troie in parlamento? Mandiamoci altrettanti cavalli di legno!

Caligola docet! Fece senatore un cavallo... adesso solo somari! W l'Italia! W la Nostra Patria! W le istituzioni!

PS - Grazie Frank, per averci fatto dono di una sottile e ricercata metafora che lasciato intuire tra le righe il tuo pensiero (che, sia detto per inciso, col sessismo non c'entrava proprio nulla, ma sai, le abitudini e un determinato tipo di cultura generano forma mentis...). Hasta Cuccuruccuccu Paloma Siempre! Spero che Crocetta si ricreda. In caso contrario mettici una crocetta sopra. Un abbraccio katartiko

 Flavio Oreglio


 Cinghiale bianco o scrofa lasciva?
Battiato dixit
di Tullio Boi


di Tiziano Riverso

L'Era del Cinghiale Bianco

Pieni gli Alberghi a Tunisi
per le vacanze estive
a volte un temporale
non ci faceva uscire
un uomo di una certa età,
mi offriva spesso sigarette turche, ma
Spero che ritorni presto
l'Era del Cinghiale Bianco
Profumi indescrivibili
nell'aria della sera
studenti di Damasco
vestiti tutti uguali
l'ombra della mia identità
mentre sedevo al cinema oppure in un bar
Ma spero che ritorni presto
l'Era del Cinghiale Bianco
Battiato

giovedì 28 marzo 2013

Magdi Cristiano Allam lascia la chiesa


martedì 26 marzo 2013
MAGDI NON PIU' CRISTIANO
Domanda: ora gli toglieranno la scorta? Oppure...



Frator



Mario Bochicchio


Perché me ne vado da questa Chiesa debole con l'islam

Cinque anni dopo aver ricevuto il battesimo in San Pietro da Benedetto XVI, l'annuncio dell'addio: troppo relativismo
Magdi Cristiano Allam - Lun, 25/03/2013 - 07:55


Credo nel Gesù che ho amato sin da bambino, leggendolo nei Vangeli e vivificato da autentici testimoni - religiosi e laici cristiani - attraverso le loro opere buone, ma non credo più nella Chiesa. La mia conversione al cattolicesimo, avvenuta per mano di Benedetto XVI nella notte della Veglia Pasquale il 22 marzo 2008, la considero conclusa ora in concomitanza con la fine del suo papato.

Sono stati 5 anni di passione in cui ho toccato con mano la vicissitudine del vivere da cattolico salvaguardando nella verità e in libertà ciò che sostanzia l'essenza del mio essere persona come depositario di valori non negoziabili, di un'identità certa, di una civiltà di cui inorgoglirsi, di una missione che dà un senso alla vita.

La mia è una scelta estremamente sofferta, mentre guardo negli occhi Gesù e i tanti amici cattolici che proveranno amarezza e reagiranno con disapprovazione. C'è stata un'improvvisa accelerazione nel far maturare questa decisione di fronte alla realtà di due Papi, che per la prima volta nella Storia s'incontrano e si abbracciano, entrambi depositari di investitura divina, dal momento che il grande elettore è lo Spirito Santo che si manifesta attraverso i cardinali, entrambi successori di Pietro e vicari di Cristo anche a prescindere dalla decisione umana di dimettersi.

La Papalatria che ha infiammato l'euforia per Francesco I e ha rapidamente archiviato Benedetto XVI, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un quadro complessivo di incertezze e dubbi sulla Chiesa che ho descritto correttamente e schiettamente già nel mio «Grazie Gesù» del 2008 e in «Europa Cristiana Libera» del 2009.
Se proprio Benedetto XVI denunciando la «dittatura del relativismo» mi aveva attratto e affascinato, la verità è che la Chiesa è fisiologicamente relativista. Il suo essere contemporaneamente Magistero universale e Stato secolare, ha fatto sì che la Chiesa da sempre accoglie nel suo seno un'infinità di comunità, congregazioni, ideologie, interessi materiali che si traducono nel mettere insieme tutto e il contrario di tutto. Così come la Chiesa è fisiologicamente globalista fondandosi sulla comunione dei cattolici in tutto il mondo, come emerge chiaramente dal Conclave. Ciò fa sì che la Chiesa assume posizioni ideologicamente contrarie alla Nazione come identità e civiltà da preservare, predicando di fatto il superamento delle frontiere nazionali. Come conseguenza la Chiesa è fisiologicamente buonista, mettendo sullo stesso piano, se non addirittura anteponendo, il bene altrui rispetto al bene proprio, compromettendo dalla radice il concetto di bene comune. Infine prendo atto che la Chiesa è fisiologicamente tentata dal male, inteso come violazione della morale pubblica, dal momento che impone dei comportamenti che sono in conflitto con la natura umana, quali il celibato sacerdotale, l'astensione dai rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, l'indissolubilità del matrimonio, in aggiunta alla tentazione del denaro.

Ciò che più di ogni altro fattore mi ha allontanato dalla Chiesa è il relativismo religioso e in particolare la legittimazione dell'islam come vera religione, di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro, delle moschee come luogo di culto. È una autentica follia suicida il fatto che Giovanni Paolo II si spinse fino a baciare il Corano il 14 maggio 1999, che Benedetto XVI pose la mano sul Corano pregando in direzione della Mecca all'interno della Moschea Blu di Istanbul il 30 novembre 2006, mentre Francesco I ha esordito esaltando i musulmani «che adorano Dio unico, vivente e misericordioso». Sono invece convinto che, pur nel rispetto dei musulmani depositari al pari di tutte le persone dei diritti inalienabili alla vita, alla dignità e alla libertà, l'islam sia un'ideologia intrinsecamente violenta così come è stata storicamente conflittuale al suo interno e bellicosa al suo esterno. Ancor di più sono sempre più convinto che l'Europa finirà per essere sottomessa all'islam, così come è già accaduto a partire dal Settimo secolo alle altre due sponde del Mediterraneo, se non avrà la lucidità e il coraggio di denunciare l'incompatibilità dell'islam con la nostra civiltà e i diritti fondamentali della persona, se non metterà al bando il Corano per apologia dell'odio, della violenza e della morte nei confronti dei non musulmani, se non condannerà la sharia quale crimine contro l'umanità in quanto predica e pratica la violazione della sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà religiosa, infine se non bloccherà la diffusione delle moschee.
Sono contrario al globalismo che porta all'apertura incondizionata delle frontiere nazionali sulla base del principio che l'insieme dell'umanità deve concepirsi come fratelli e sorelle, che il mondo intero deve essere concepito come un'unica terra a disposizione di tutta l'umanità. Sono invece convinto che la popolazione autoctona debba legittimamente godere del diritto e del dovere di salvaguardare la propria civiltà e il proprio patrimonio.

Sono contrario al buonismo che porta la Chiesa a ergersi a massimo protettore degli immigrati, compresi - e soprattutto - i clandestini. Io sono per l'accoglienza con regole e la prima regola è che in Italia dobbiamo innanzitutto garantire il bene degli italiani, applicando correttamente l'esortazione di Gesù «ama il prossimo tuo così come ami te stesso».
Sono stati dei testimoni - coloro che fanno sì che la verità che affermano corrisponde alla fede in cui credono e si traduca nelle opere buone che compiono - a persuadermi della bontà, del fascino, della bellezza e della forza del cristianesimo come dimora naturale dei valori non negoziabili, dei binomi indissolubili di verità e libertà, fede e ragione, valori e regole. Ed è proprio nel momento in cui attorno a me viene sempre meno la presenza di testimoni autentici e credibili, in parallelo alla conoscenza approfondita del contesto cattolico di riferimento, che è vacillata la mia fede nella Chiesa.

Faccio questa scelta, nella sofferenza interiore e nella consapevolezza della disapprovazione che genererà nella patria del cattolicesimo, perché sento come imperativo il dovere morale di continuare ad essere coerente con me stesso e con gli altri nel nome del primato della verità e della libertà. Non mi sono mai rassegnato alla menzogna e non mi sono mai sottomesso alla paura. Continuerò a credere nel Gesù che ho sempre amato e a identificarmi orgogliosamente nel cristianesimo come la civiltà che più di altre avvicina l'uomo al Dio che ha scelto di diventare uomo e che più di altre sostanzia l'essenza della nostra comune umanità. Continuerò a difendere laicamente i valori non negoziabili della sacralità della vita, della centralità della famiglia naturale, della dignità della persona, della libertà religiosa. Continuerò ad andare avanti con la schiena dritta e a testa alta per dare il mio contributo alla rinascita valoriale e identitaria degli italiani. Lo farò da uomo integro nell'integralità della mia umanità.
twitter@ioamolitalia.it