sabato 24 giugno 2017

Solo per Rodotà

"C'è un impoverimento culturale che si fa sentire, la cattiva politica è figlia della cattiva cultura"
Stefano Rodotà


Se n'è andato all'età di 84 anni un protagonista della nostra vita pubblica e uno degli ultimi intellettuali di valore. Soprattutto, fino alla fine, un uomo libero che si è speso con la passione civile di un grande laico. Stefano Rodotà (1933-2017)


Solo per Rodotà
Solo per Rodotà. Cambio di prospettiva, vista la foto di #prima.
Due vignette oggi per il manifesto.
Per memoria (che su Twitter ho incontrato qualche smemorato), riporto qui le prime pagine del 2013 (elezioni Presidente della Repubblica).
Mauro Biani




...Un altro affetto molto caro mi è andato via. Mi rimangono le tante conversazioni tra docente e discente. Le straordinarie lectio magistralis , le interviste mai finte, i caffè che gli portavo perché mentre stavamo per andare al bar veniva fermato continuamente e lui sempre a rispondere e a intrattenersi da quel gran galantuomo che era, sicché quel caffè, magari tanto desiderato, non avrebbe mai potuto berlo perché immediatamente dopo lo attendevano a un convegno e non voleva farsi aspettare...
Nadia Redoglia

 Qualche ragazzo si ricorda di Rodotà?
GIO







Stefano Rodotà (30 maggio 1933 - 23 giugno 2017)
Marilena Nardi





Soria

Stefano Rodotà... se ne va un grande...
Mario Airaghi



Rodotà
Fogliazza




Disegno di Riccardo Mannelli per l'intervista di Antonio Gnoli a Stefano Rodotà.



E come spesso accade molti ne reclamano l'appartenenza
Paolo Lombardi


Ripropongo un mio post per l'Huffington di qualche tempo fa.
Un omaggio a Stefano Rodotà.
Massimo Jatosti


Vauro


Rodotà e il suo caffè…
di: Nadia Redoglia
Quando c’era lui facevo il possibile per esserci anch’io perché in assoluto fu la personificazione del costituzionale articolo 21 di cui abbiamo immenso bisogno di comprendere a fondo…
All’epoca in cui abbandonai cartaceo e tv per dedicarmi al “pionieristico” web, furono lui, precursore della dottrina in rete e Roberto Morrione direttore Rai che, privato di troupe, fornì i suoi di “telecamerine” (immenso antesignano d’epoca phone! ), a farmi capire che la rete sarebbe stata comunicazione mondiale purché basata su fonti attendibili e protette.
Discente, ascoltavo assorta il mio docente e, dunque, lui citavo ogni volta che buttavo giù un pezzo che trattava di Diritto e Diritti perché Rodotà era tra i sommi più puri che sapevano trattare il succo più vergine della nostra Carta. Citandolo ero certa d’essere nel giusto e non solo portatrice di mia opinione…
Più di una volta mi sono trovata con lui a conversare (assai più che intervistare) sentendomi sempre discente “ai suoi piedi”. Non adoperava ironie , ma sapeva sorridere tanto quanto determinatamente esponeva il suo disappunto, non già personale, ma a protezione dei più deboli…
Mi ha offerto tantissimo e io in cambio ricordo giusto quei caffè che gli portavo, vedendolo bloccato dai tanti cui lui, quale straordnario galantuomo che era, rispondeva sempre e dunque rinunciando al caffè agognato prima di presenziare al convegno cui mai avrebbe fatto tardi anche solo per sorseggiare un caffé…
Io (per sempre) discente di un altro Grande Vecchio che non c’è più.

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giovedì 22 giugno 2017

Io non so chi era Caproni…


Io non so chi era Caproni…
di Nadia Redoglia

Ovvero lo “sapevo” solo come traduttore di Lorca, Baudelaire, Proust e altri ancora, ma non come uomo protagonista  per l’esame d’italiano alla maturità 2017. Ero rimasta ferma agli Umberti (Saba ed Eco dell’anno scorso) e pertanto sprofondo nel mio personalissimo ignorante buco nero sui  versicoli quasi ecologici. Il lungo tempo dedicato a vescicole da stasi ecologiche che nessuno declama in versi, nonostante il trattato di Parigi (infranto da Trump, ma solo di recente),  ha obnubilato la mia mente…

Epperò ora è possibile dare a me, non più di primo pelo, risposta al motivo per cui centinaia di concorrenti ai quiz d’ora di cena (fascia assoluta con oltre il 25% d’ascolti), già maturati e pure laureati tra il ’90 e 2015,  forniscono risposte impossibili  per noi ante. Infatti inorridiamo, per esempio, a fronte del nazismo, dei partigiani, del verismo collocati negli anni 70. Sbalordiamo nell’apprendere il loro totale disconoscimento delle più elementari basi  di ciò che un tempo si chiamava “educazione civica”. Trasecoliamo sul collocamento che fanno dei padri della patria e loro immediati successori. Restiamo di sasso davanti alla completa ignoranza su sinonimi e contrari di madre lingua, nonostante noi ci si sforzi di fornire l’attenuante dei circa 140 caratteri concessi da twitter  così come già concedemmo il rito abbreviato sui congiuntivi, sugli apostrofi e gli accenti per grammatica (almeno) di base…

Caproni, chiedo perdono…



Caproni
Molte critiche per la traccia del tema di italiano all'esame di maturità.
Pare che il Poeta Caproni sia un perfetto sconosciuto per la maggior parte degli studenti persino qui a Genova. Concordo con chi tuttavia sostiene che tutto sommato non era così necessario averlo studiato in classe per fare un esame critico della poesia proposta. Anzi.
E sono contento che una mia nipote (classico) abbia scelto questo tema pur confessando di non aver mai sentito parlare di Caproni.
Certo che, per chi abita in Castelletto,   non essersi mai chiesto chi era costui che in Paradiso voleva andarci con l'ascensore di Portello come recita l'iscrizione dell'ingresso!
Gianfranco Uber




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Poeta, insegnante e traduttore, Giorgio Caproni è stato uno dei più fini intellettuali del Novecento italiano. 

"Versicoli quasi ecologici" 
Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

(1972, dalla raccolta Res Amissa)


Giorgio Caproni nasce a Livorno nel gennaio 1912 e a soli dieci anni la famiglia si trasferisce a Genova, della quale il poeta scrive: “La città più mia, forse, è Genova. Là sono uscito dall’infanzia, là ho studiato, son cresciuto, ho sofferto, ho amato. Ogni pietra di Genova è legata alla mia storia di uomo. Questo e soltanto questo, forse, è il motivo del mio amore per Genova, assolutamente indipendente dai pregi in sé della città. Ed è per questo che da Genova, preferibilmente, i miei versi traggono i loro laterizi”.
Nel 1937 Caproni sposa Rina Rettagliata, compagna di vita, e nel ’39 si trasferisce a Roma, dove vivrà con la moglie per tutta la vita; chiamato alle armi nel 1940, prende parte alla campagna di Francia, che più tardi definì come “un capolavoro di insensatezza”. Muore a Roma nel 1990, a 78 anni.
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Maturità in corso..... il dietro le quinte in aula professori
Ceccon


Traccie di futuro
 il 21/06/2017
MATTIA FELTRI
Va bene, vi siete tutti divertiti. Sul sito del ministero dell’Istruzione c’era scritto traccie anziché tracce, e avete fatto un sacco di battute divertenti. Però, dài, può capitare. E capita. Due settimane fa la ministra Valeria Fedeli in un discorso ha fatto incontrare Vittorio Emanuele III e Napoleone Bonaparte, che in realtà è nato esattamente cento anni prima del Re. Insomma, capita. Specie quando c’è di mezzo la maturità.


Nel 2005 in una tracca, pardòn, traccia, il ministero ha collocato Urbino in Umbria anziché nelle Marche. Nel 2007 in un tema su Dante è stato confuso San Tommaso con Bonaventura da Bagnoregio. Nel 2008 una poesia di Eugenio Montale dedicata a un amico («Ripenso al tuo sorriso») è stata proposta per commentare il consolante amore per una donna. Nel 2010, nell’analisi dei miti giovanilistici in politica, è stato indicato un discorso di Benito Mussolini, che però era quello con cui il Duce si attribuiva la responsabilità dell’omicidio Matteotti. Ecco, diciamolo, capita. Nel 2015 un quadro di Matisse aveva il nome sbagliato e pure la data. Nell’87 un’opera di Ambrogio Lorenzetti è stata attribuita a Simone Martini. Nel 2009 una sonata di Beethoven è stata attribuita ad Haydn. Nel ’94, in una frase di Alessandro Manzoni, intento è diventato intervento. Suvvìa, capita. E infatti è saltato fuori proprio ieri che uno studente su tre crede che Giulio Cesare sia stato il primo re di Roma e che qual è si scriva qual’è. Cose che capitano, quando si ha questa classe dirigente, e già si staglia la nuova.


Traccie
di Gianni Soria



Silvano Mello



Maturità
http://portoscomic.org/2017/06/23/3633/
Franco Portinari

sabato 17 giugno 2017

I cartoonist e l'ambiente di Francisco Punal Suarez

Dibujo de Stefan Despodov - de Bulgaria.


Dibujo de Tomás Rodríguez (TOMY) - Cuba - Premio  Curuxa Gráfica 2001


XVI PortoCartoon 2014 - Gran Premio - Diego Herrera, Canadá.

 I cartoonist e l'ambiente
Di Francisco Punal Suarez

L'humour, rischiando e senza frontiere nel paese dell'immaginazione, è in grado di affrontare in modo creativo, con le sue armi dissacratorie, qualsiasi tema della vita di questo pianeta.
I caricaturisti con la loro creatività, astuzia e ragionamento si avvicinano alla realtà del mondo senza concessioni di risate facili e denunciano più sfaccettature di un tema con i loro occhi, che possono essere sorridenti, poetici o satirici.
Adesso, prima della Giornata dell'ambiente delle Nazioni Unite, i cartoonist non mancano di sottolineare l'importanza di curare la natura, la flora, la fauna e la vita e criticano la grave politica del presidente Usa Donald Trump quando annuncia il ritiro del suo Paesi dall'Accordo climatico di Parigi con argomentazioni false come: "la decisione salvaguarda l'occupazione negli Stati Uniti e  l'uomo non è responsabile del cambiamento climatico".

Abbandonando i limiti delle emissioni inquinanti e smantellando la più importante politica ambientale del suo predecessore Barack Obama, Trump rivela il suo disprezzo per la merce più preziosa e riflette la barbarie delle sue decisioni. Di questo sfortunato fatto, i caricaturisti hanno preso buona nota e hanno centrato le loro matite sulla figura di questo politico, mostrando che l'umorismo è un'arma di analisi, è una risorsa dell'intelligenza. Qui è possibile vedere diversi esempi correnti.

I disegnatori si sono sempre stati preoccupati per l'ecologia e la cura dell'ambiente. Non abbiamo un pianeta di riserva, abbiamo solo questa vecchia terra, ed è dovere di tutti di proteggerla e renderlo armonica e umana.

Citiamo, tra i tanti, tre esempi di disegni eccellenti su questo argomento: uno è del bulgaro Stefan Despodov con un lavoro ironico dove ha usato l'assurdo: un uomo dà acqua potabile ad alcuni pesci che "annegano" in un fiume di acqua contaminata , con cui ha vinto il primo premio nella decima edizione della Biennale Internazionale delle Caricature Ecologiche, tenutasi nella città serba di Sokobanja.

L'altro appartiene al cubano Tomás Rodríguez (Tomy), che nel 2001 ha ottenuto il premio Coruxa Gráfica, assegnato dal Museo Humor della città galiziana di Fene, che mostra un abbattimento indiscriminato di alberi, che colpisce anche il virile membro della
uomo.

Infine Diego Herrera (Yayo), dal Canada, ha vinto il Gran Premio del XVI PortoCartoon nel 2014, con un disegno che mostra il mare pieno di bottiglie di plastica mentre un marinaio porta in barca un pesce in un serbatoio di pesce. Qui attraverso l'assurdità e l'esagerazione, l'umorismo critico segnala l'inquinamento dei mari.

Ci sono molte opere che mostrano come i caricaturisti con le loro opere esprimano il loro punto di vista a favore del miglioramento del pianeta.
Sono disegni fatti per farti pensare, e oggi abbiamo voluto mettere in evidenza questo aspetto.



Trump contaminante - Antonio Antunes - Portugal.



Politica ambiental de Trump - Marco de Angelis, Italia.


Trump contra el medio ambiente - Dave Rowe , Australia.



Trump y el planeta tierra - O Sekoer /Luc Descheemaeker  - Bélgica.



Plan de Trump - Antonio Rodríguez García, México.

Los caricaturistas y el medio ambiente
Por Francisco Punal Suarez

El humor, al ser arriesgado y no tener fronteras en el país de la imaginación, es capaz de abordar creativamente, con sus armas desacralizadotas, cualquier tema de la vida de este planeta.
Los caricaturistas con su creatividad, astucia e ingenio abordan la realidad del mundo sin concesiones a la risa fácil y denuncian múltiples aristas de un tema con su mirada, que puede ser risueña, poética o satírica.
Ahora mismo, ante el  Día del Medio Ambiente, que celebra la ONU, los dibujantes no dejan de recalcar la importancia de cuidar la naturaleza, la flora, la fauna y la vida, y de criticar la nefasta política del presidente norteamericano Donald Trump al anunciar la retirada de su país del Acuerdo Climático de París con argumentos falaces como que “la decisión permitirá salvaguardar el empleo en EEUU y que el hombre no es responsable del cambio climático”.

Al abandonar los límites de las emisiones contaminantes, y al desmantelar la política medioambiental más significativa de su antecesor, Barack Obama, Trump pone de manifiesto su desprecio al bien más preciado, y refleja la forma desatinada de sus decisiones. De este hecho desafortunado, los caricaturistas han tomado buena nota y han centrado sus certeras críticas en la figura de este político, demostrando que el humor es un arma de análisis, es un recurso de la inteligencia. Aquí pueden ver varios ejemplos actuales.

Desde siempre, los humoristas gráficos han mostrado su preocupación por la ecología y el cuidado del medio ambiente. Y es que no tenemos un planeta de recambio, sólo tenemos esta veterana Tierra, y es deber de todos protegerla y hacerla armoniosa y humana.

Citamos, entre otros muchos,  estos tres ejemplos de dibujos excelentes sobre esta temática: uno es el del  búlgaro Stefan Despodov con una obra irónica donde empleó el absurdo: un hombre le da agua potable a unos peces que se “ahogan” en un río de aguas contaminadas, que le valió el primer premio en la décima edición de la Bienal Internacional de Caricaturas Ecológicas, que se celebró en la ciudad serbia de Sokobanja.

El otro pertenece al cubano Tomás Rodríguez (Tomy), que en el 2001, obtuvo el Premio Coruxa Gráfica, otorgado por el Museo del Humor de la ciudad gallega de Fene, que   muestra una tala indiscriminada de árboles, que  también  afecta al miembro viril del
hombre.

Por último, Diego Herrera (Yayo), de Canadá,  obtuvo en el 2014, el Gran Premio del XVI PortoCartoon, con un dibujo que muestra al mar lleno de botellas plásticas mientras que un marinero lleva en su bote a un pez en una pecera. Aquí mediante el absurdo y la exageración, el humor crítico señala la contaminación de los mares.

Hay muchísimas obras que demuestran  cómo  los caricaturistas con sus trabajos expresan su punto de vista a favor del mejoramiento del planeta.
Son dibujos para hacer pensar, y hoy queríamos destacar este aspecto.


Trump y el clima - O Sekoer / Luc Descheemaeker,  Bélgica.



Dibujo de Jan Fitma de Eslovaquia.

Yuri Kosobukin -



Elena Ospina (Colombia) 1 premio World Humor Awards 1st Edition

WOW: Incontro con Athos Careghi


Domenica 18 giugno 2017, ore 16:30
Ingresso libero


Da WOW Spazio Fumetto


Il mensile della zona 4 di Milano, QUATTRO, ospita dal 2008 le vignette di Athos. L’artista illustra anche i racconti e le “Storie di storia” dello scrittore Giovanni Chiara.Il libro Professione Cartoonist, pubblicato da QUATTRO, raccoglie 100 vignette realizzate da Athos negli ultimi anni, suddivise in alcune ampie categorie (la città, il cibo, l’ospedale, il noir, ecc.) introdotte con spirito ironico e pungente da un breve testo dello scrittore Giovanni Chiara.
Athos osserva la ricca e multiforme realtà del presente con acutezza, popola il suo mondo di figure ingenue, furbette o stupite, che in una sintesi perfetta ci fanno sorridere e riflettere sulla nostra condizione, riuscendo a rappresentare l’assurdo e l’inevitabile destino degli umani.
Il libro è un omaggio all’artista che offre un quadro ampio e variegato dei suoi personaggi, dei suoi temi e del suo inconfondibile stile.
Domenica 18 giugno alle ore 16:30 Athos sarà ospite di WOW Spazio Fumetto per raccontare i segreti del mestiere di vignettista.
Da sabato 17 giugno al 2 luglio 2017 sarà inoltre possibile ammirare una selezione dei migliori disegni originali tratti dalla decennale collaborazione con Quattro.

L’AUTORE

Atos Careghi in arte Athos nasce a Correggio (Reggio Emilia, Italia) nel 1939. Si trasferisce a Milano dopo alcuni anni in Olanda e in Belgio. E’ laureato in economia e commercio.
Esordisce con una vignetta umoristica pubblicata sul Vittorioso nel 1952. Di pochissime parole – quasi tutte sornione e azzeccate – produce in prevalenza disegni senza battuta, sviluppa la sua prima produzione nell’umorismo disegnato con vignette di stampo metafisico, tragiche, corrosive, per tali ragioni poco pubblicate. Fa parte di quella selezionata schiera di disegnatori ospitata, negli anni Sessanta, ne Il delatore, una pubblicazione forse troppo in anticipo sui tempi, che diventerà una ghiotta rarità bibliografica. Poi si “ravvede”, e finalmente pubblica copiosamente su Help, Bertoldo, Candido, King Kong, La Settimana Enigmistica, periodici Mondadori (Gialli, Neri, Segretissimo, Urania), Zakimort, Intrepido e Il Monello, Il Mago, Famiglia TV, Satyricon (sezione del quotidiano La Repubblica), La Gazzetta dello Sport, Corriere della Sera, Guerin Sportivo e Humor Graphic.
Oltre a produrre vignette umoristiche “generaliste”, è anche autore di vignette antimilitariste (“Soldati”, “Signornò” e “Pacifico”) e sul mondo amministrativo (“I burocrati”), e di strisce (Mc Lader, Dada, Fiorello).
A partire dagli anni Ottanta pubblica su Il Giornalino la sua striscia più nota, Fra Tino, un candido monachino ricco di trovate fantasiose, che viene pubblicata settimanalmente. Le Edizioni S. Paolo ne hanno pubblicato anche una raccolta, “I Fioretti di Fra Tino” (tradotta anche in Brasile come “Fioretti di Frai Tino”).
Partecipa – con frequenti riconoscimenti e vigorose pacche sulle spalle – a molte e importanti rassegne umoristiche, come la “Notte delle vignette” di Spotorno, Godega Fumetto, e i festival di Gallarate, Cavernaga e Forte dei Marmi

venerdì 16 giugno 2017

L'Unità, Sergio Staino e la lettera a Matteo Renzi.



A chi mi chiede de l'Unità

LETTERA APERTA A MATTEO RENZI

15 giugno 2017
Sono rimasto profondamente colpito, sfavorevolmente, dalla risposta data da Matteo Renzi alle domanda a lui posta da Massimo Giannini sulla situazione de l’Unità. In pratica il nostro Segretario se l’è cavata spiegando che l’Unità ormai è in mano a privati e che questa scelta di consegnarla in mano a privati non è stata fatta da lui ma da segretari precedenti, per cui tanta solidarietà e comprensione umana per i dipendenti ma che si rivolgano a qualcun altro perché lui non c’entra, arrivederci e grazie. Ho riascoltato quattro volte sul sito di Repubblica questa sua tranquilla e allucinante logica per la quale la riapertura de l’Unità era stata frutto di una iniziativa totalmente privata. Naturalmente ho scritto subito un sms sia a lui che al Vicesegretario Martina chiedendo spiegazioni e proponendo per l’ennesima volta un incontro per discutere insieme delle possibilità superstiti per il salvataggio del giornale. Come ormai capita da mesi, silenzio assoluto.

In altri tempi, a questo punto, avrei sicuramente scritto una lettera ufficiale come Direttore de l’Unità al nostro Segretario, inviandola attraverso i canali istituzionali del partito. Oggi i tempi sono cambiati e di luoghi istituzionali del partito, grazie al disinteressamento continuo dello stesso Renzi, non esiste in pratica più nulla. Non mi resta quindi che affidare questa mia lettera ai canali informativi più tradizionali, non certo affascinanti come quelli del partito, ma sicuramente più efficaci.

Quel che ha risposto Renzi a Giannini è una sonora bugia o, se vogliamo usare termini più amati dal nostro Segretario, una vera e propria fake news. E’ vero che non è stato Matteo il primo Segretario che ha chiesto l’intervento privato nella società proprietaria de l’Unità ma non è vero che lui non abbia la piena responsabilità della nascita e della formazione dell’attuale società proprietaria Unità srl.

L’idea di investire su l’Unità non partì certo dai proprietari della Pessina Costruzioni che invece aderirono al progetto solo dopo le pressanti richieste dello stesso Renzi. Lui, e solo lui, Matteo Renzi, si era speso nei giorni del fallimento della NIE nell’estate del 2014, in una solenne promessa di riaprire l’Unità al più presto. Conservo un sms del 29 luglio 2014 inviatomi da Matteo nel quale, tranquillizzandomi sulla triste sorte de l’Unità, affermava: “Io la tengo aperta. Fosse anche l’ultima cosa che faccio”.

In questo caso mantenne la promessa e dopo aver rifiutato possibili finanziatori sgraditi perché in odore dalemiano e altri impossibilitati a partecipare per imbarazzanti vicende giudiziarie, scelse di puntare su Massimo Pessina e Guido Stefanelli. I due naturalmente non sapevano un bel nulla di editoria, né avevano mai pensato che in vita loro si sarebbero dovuti interessare di questo difficile e particolare settore produttivo. Matteo però li blandì con mille promesse. Loro rischiavano grosso, per cominciare una bella somma (si parla di 10 milioni di euro) come fideiussione sul fallimento della NIE che permettesse loro di utilizzare il marchio “Unità”, e altri milioni per rimettere in piedi organizzativamente la vita del giornale. Non dovevano preoccuparsi, diceva loro Matteo, tutti quei soldi sarebbero stati ben presto rimborsati dal partito; in più il partito avrebbe assicurato loro un buon guadagno, in particolare dalla capillare diffusione del giornale. Subito dai 10 000 ai 30 000 abbonamenti annui raccolti tra i dirigenti, tra gli eletti e dai tanti circoli sparsi in tutta Italia. E poi, naturalmente, iniziative, interviste, forum, qualunque cosa che potesse servire a far conoscere e diffondere il giornale. I due si sono fidati, vogliamo fargliene una colpa?

Come garanzia di tutto questo il PD entrava nella nuova società con il 20% delle quote (quote che ancora conserva) e con una “golden share” che permetteva al Segretario di scegliere gli organi dirigenti del giornale e l’ingresso di nuovi soci. Grazie a questi accordi Matto Renzi in prima persona ha scelto i vari direttori del giornale, da Cuperlo che non volle accettare, a D’Angelis, fino al sottoscritto. Ma per il resto, per tutti gli impegni presi come aiuto oggettivo e soggettivo alla crescita del giornale, niente è stato realizzato. Dei 30 000 abbonamenti promessi, al mio arrivo al giornale ne ho trovati solo 400 (non mila, proprio quattrocento). Non parliamo poi del resto: mai un’intervista al giornale, mai un incontro politico di discussione, mai un forum e perfino messi fuori i diffusori del giornale dalle riunioni della Leopolda.

E ancora oggi la situazione è la stessa: la società proprietaria divisa fra l’80% a Pessina e Stefanelli e il 20% alla società EYU, diretta emanazione del PD e quindi di Renzi; sito de l’Unità totalmente in mano al PD e non controllato dal direttore de l’Unità. Si può quindi parlare di estraneità del PD e del suo Segretario dalle vicende politiche, culturali e finanziarie del nostro giornale? Certamente no.

So benissimo che le difficoltà attuali del giornale vengono da lontano e che dipendono in larga misura anche dalla gestione che è stata fatta di questo nostro foglio negli ultimi 20 o 30 anni, ma questa eredità del passato non può servire assolutamente a giustificare la superficialità con cui sono state trattate la riapertura e la gestione attuale del giornale. Di tutto questo disagio, proprio per il suo ruolo, Matteo Renzi è il primo dei responsabili.

Lui ovviamente non vuole ammettere questo e ricorre alla più misera delle opzioni umane: la bugia. Di fronte a questo ho un tal senso di disgusto che devo stare molto attento a come continuare questa lettera. Dirò quindi solo una cosa, dirò che negli Stati Uniti, democrazia che il nostro Renzi ama molto, presidenti eletti a furor di popolo, per una bugia sono stati costretti a dimettersi.

Sergio Staino, Direttore de l’Unità

Staino: " Una striscia di Silver che se il giornale fosse uscito avrei voluto pubblicare"

16 giugno 2017

Cari amici,
naturalmente sto ricevendo molte lettere di risposta alla mia lettera aperta a Matteo Renzi. Il tenore è un po' quello sintetizzato dalla lettera di Giovanni Bosco che qui vi riporto. Vi allego anche una mia vignetta sull'argomento.
A presto
Sergio


Carissimo Sergio,
sono sbalordito! Che L'Unità da anni ormai non sia amata dalla sinistra con tutte le definizioni che ama darsi, è cosa risaputa, diversamente non saremmo arrivati al punto in cui un segretario eletto con il 70% dei voti va a raccontare balle in una intervista ad uno dei più importanti quotidiani amato dalla sinistra, quello sì!
Penso che sarebbe giusto, necessario, perché siamo già fuori tempo massimo, scrivere un testo da sottoporre ad un giudizio e quindi ad adesione, non diretto solo ai lettori "incazzati" del giornale, come il sottoscritto e chissà quanti altri, ma rivolto anche, direi in primis, agli iscritti PD e a tutti coloro che l' hanno riconfermato segretario del partito (domando: ma è ancora un partito?), un segretario che si permette di esprimersi in quel modo poi...
Non solo negli USA , ma anche in Germania, in Francia, Inghilterra, in molti paesi dove comunque un politico, anche con meno responsabilità di quante ne ha Renzi, si dimettono per una bugia.
Caro Sergio qui non si tratta solo di una grave bugia, ma di un vero e proprio schiaffo in pieno viso, pubblico, a chi lavora nel giornale, a te che lo dirigi, e in particolare a tutti quelli come me che sono disposti, come sempre, ad impegnarsi per L'Unità, non tanto e solo perché la amano, ma perché ritengono "indispensabile" un giornale, in edicola, aperto al confronto all'interno di tutto il mondo della sinistra riformista almeno.
Io non accetto una offesa simile, deve chiedere scusa Renzi, si renda conto che sta sbagliando.
Anche se non in modo pieno lo stimavo, adesso non più. Non voglio e mi dispiace che il PD perda, ma forse se ai prossimi ballottaggi si perde una barca di Comuni, dovrà pure farsi qualche domanda.
Un forte sincero abbraccio
Giovanni Bosco


The last one - 3 giugno 2017

giovedì 15 giugno 2017

World Press Cartoon Caldas da Rainha 2017: GRAND PRIZE and EDITORIAL CARTOON

World Press Cartoon Caldas da Rainha 2017


GRAND PRIZE  - Immigrants  - 
Alireza Pakdel - Iran - Etemad
Al cartoon «Gli immigrati»  del disegnatore iraniano  Alireza Pakdel , pubblicato sul quotidiano  «Etemad»  nel mese di agosto 2016 è stato assegnato il Gran Premio della 12 ° edizione del World Press Cartoon.

Primo premio nella categoria del fumetto editoriale, l'autore ha ricevuto un premio in denaro di 10.000 euro.



EDITORIAL CARTOON



GRAND PRIZE  and
1° PREMIO 1° PRIZE  - Immigrants
Alireza Pakdel - Iran - Etemad



2° PREMIO 2° PRIZE  - Nice Attack
Michael Kountouris - Greece - Efimerida Ton Syntakton





3° PREMIO 3° PRIZE - Welcome
Costantin Sunnerberg - France - Courrier International


Honorable mentions



14 of July
Eric van der Wal - Netherlands - De Telegraaf



Censorship
Naid Zamani -Iran - Esfahanemrooz



Barbed Wire Trump
Marco De Angelis - Italy - Buduar



Brexit
Antònio Jorge Goncalves -Portugal - Pùblico


La cerimonia di premiazione ha avuto luogo a uno spettacolo dove umorismo regnava, con la presenza di importanti personalità cartooning internazionale e il paesaggio culturale di Caldas da Rainha, la città che ospita l'evento 2017.

Il direttore del salone, il disegnatore portoghese António Antunes , ha sottolineato il ruolo importante che l'umorismo ha per la vitalità della stampa: «Le vignette politiche sono un segmento critico e un diritto della libertà, senza la quale i giornali non possono sopravvivere e soddisfare i loro obiettivi sociali e civili. »

Il sindaco di Caldas da Rainha, Fernando Tinta Ferreira, ha evidenziato la proiezione internazionale che World Press Cartoon porta alla città: «Questo è un evento che porta a Caldas da Rainha grandi artisti provenienti da tutto il mondo che trovano, come è nostra tradizione, un ambiente favorevole alla creazione in libertà. In una città segnata dal lavoro della grande tradizione caricaturista di Rafael Bordalo Pinheiro è naturale e logico questa connessione ad un concorso che celebra ciò che è meglio farlo in tutto il mondo in questa arte. »



Complimenti a tutti i vincitori!!


 Da sinistra a destra: Toshow Borkovic (Serbia), Luiz Carlos Fernandes (Brasile), Eduardo Baptistão (Brasile), António Antunes (l'organizzatore), Maria Jardim Pereira (Caldas da Rainha Consiglio Comunale), Constantin Sunnerberg (Francia, in basso) , Xavier Bonilla (Ecuador), Alireza Pakdel (Iran), Mariagrazia Quaranta (Italia), Michael Kountouris (Grecia) e Silvan Wegmann (Svizzera).

Tutte queste vignette sono parte della selezione operata da una giuria internazionale tra le centinaia di opere presentate al concorso e provenienti da tutti i continenti.

Questa selezione di 267 opere migliori concorrenti forma la mostra che sarà aperta al pubblico presso il Centro Culturale e Congressi di Caldas da Rainha, con ingresso gratuito, dal 11 giugno-10 agosto.

Cartoni animati che modellano un divertente ritratto del mondo, sono stati pubblicati in 168 quotidiani e riviste in 51 paesi.

Il visitatore può acquistare il bel catalogo, in vendita presso il sito espositivo.


Da Euronews
Il World Press Cartoon è tornato.
Dopo una sospensione dovuta a problemi di budget, il concorso dedicato alle migiori vignette politiche pubblicate sulla stampa mondiale ha consegnato il suo palmares 2017 a Calda da Rainha, in Portogallo.

L’iraniano Alireza Pakdel ha vinto il gran prix e il primo premio nella categoria “vignette editoriali” con la sua striscia sull’immigrazione. Un sogno divenuto realtà per il caricaturista

ALIREZA PAKDEL, vincitore del grand prix: “Ho sempre sognato di vincere un premio cosi. Da quando faccio questo lavoro mi sono sempre detto: ‘ah se potessi vincere il premio del World Press Cartoon’ ed ecco che vinco ben due importantissimi premi”

I flussi migratori fanno parte dei grandi temi affrontati quest’anno.

La giuria internazionale ha selezionato 267 vignette realizzate da disegnatori di una cinquantina di nazionalità. L’obiettivo è sottolineare il coraggioso impegno di tutti i caricaturisti del mondo.

KOUNTOURIS, vignettista: “Il World Press Cartoon è veramente quello di cui hanno bisogno i disegnatori in questo momento. Questi ultimi anni sono stati davvero molto duri per loro: dall’attacco a Charlie Ebdo, fino alla detenzione del caricaturista turco Musa Kart e, bene inteso, ci sono stati molti casi in cui sono stati attaccati. Per questo grandi festival come questo sono quello di cui l’arte delle vignette politiche e satiriche ha bisogno in questo momento difficile”.

Il greco KOUNTOURIS si è aggiudicato il secondo premio di disegno editoriale con una vignetta sull’Attentato di Nizza del 14 luglio scorso.

Ma è certamente il nuovo presidente statunitense Donald Trump ad essere il piu’ disegnato di tutti. Ed è proprio Donald Trump a valere per l’italiana GIO il terzo posto sul podio.

GIO, vignettista: “Questo è ancora un mondo molto maschile. Ma ci sono anche molte disegnattrici donne di valore. cerchiamo insieme di far vedere il mondo anche dal nostro punto di vista, ci auspoichiamo semopre un mondo pieno di pace”.

Gio ha immaginato The Donald con un nuovo taglio di capelli.

Il festival si svolge nel Centro culturale e di congressi di Caldas da Rahina fino al 10 agosto.
Un ritorno dopo la cancellazione dell’edizione del 2016. Per questo la riapertura è cosi importante per il fondatore del festival, che offre anche un’ idea al sindaco della città che ospita l’evento.

ANTÓNIO ANTUNES, direttore del Festival:“Sono contento di poter dare continuità a questo progetto. Abbiamo ripreso la nostra velocità di crociera, è un festival celebrato in tutto il mondo dei disegnatori di vignette politiche, tutti riconoscono che si tratta di un evento d’eccellenza. E’ giusto che vada avanti, non sarebbe normale il contrario”

FERNANDO MANUEL TINTA FERREIRA, Sindaco di Caldas das Rainhas: “Se portiamo le nostre idee fino in fondo, questo evento potrebbe essere il punto di partenza per creare un’esposizione permanente per le vignette politiche e fare di questa città un vero punto di riferimento”.


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Il World Press Cartoon distingue le opere anche in altre due Categorie:




World Press Cartoon Caldas da Rainha 2017 : GAG CARTOON

Il World Press Cartoon è tornato.
Dopo una sospensione dovuta a problemi di budget, il concorso dedicato alle migiori vignette politiche pubblicate sulla stampa mondiale ha consegnato il suo palmares 2017 a Calda da Rainha, in Portogallo.



Tre le categorie in cui sono state suddivise le opere

Qui GAG CARTOON, il DISEGNO UMORISTICO



Complimenti a tutti i vincitori!!
e a Antonio Antunes per tutto!!



1° PREMIO 1° PRIZE  - The Speaker -
Toshov Borgovic - Serbia - Ilustrovarna Politica


2° PREMIO 2° PRIZE  - Rio
Silvan Wegmann - Svizzera - Schweiz am Sonntag



3° PREMIO 3° PRIZE - Compulsive Gambling
Xavier Bonilla  - Ecuador - Nuestro Mundo


Honorable mentions


The Little Soldier
Rousso -France - Zelim




Darkness 
Trayko Popov - Bulgaria - Cartoon Art


Little Sailing Boats
Silvano Mello - Brazil - O Trem Itabirano


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Il World Press Cartoon distingue le opere anche in altre due Categorie:





World Press Cartoon Caldas da Rainha 2017: GRAND PRIZE and EDITORIAL CARTOON