martedì 27 settembre 2011

44 Ritratti per Peppino Impastato ed il suo casolare.

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Peppino e la memoria - Gianni Allegra

Un piccolo casolare di campagna e la sua memoria...

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Stretto tra il monte Pecoraro e le piste dell’aeroporto è ancora lì, come se non fossero trascorsi 33 anni. Ancora guarda dalle sue piccole finestrelle gli uccelli d’acciaio che atterrano a Punta Raisi, come dicevano a Radio Aut, e i treni che passano veloci sulla linea ferrata Palermo-Trapani. Non è altro che un piccolo casolare di campagna, sito in contrada Feudo. Prima piccola stalla,  poi destinato ad essere qualcos’altro, teatro di una triste, tragica vicenda. È proprio lì, infatti, che Peppino venne portato la sera dell’8 maggio del 1978 ed è proprio lì, all’interno di uno dei suoi piccoli vani, che venne malmenato pesantemente, preso a sassate, per poi essere trascinato sui binari e fatto saltare in aria, con una carica di esplosivo.[...] (continua)


 

"Salviamo questo casolare, è tutto ciò che qui attorno conserva l'ultimo respiro di Peppino". 
44 disegnatori di tutta Italia si sono mobilitati e hanno realizzato altrettante tavole dedicate a Peppino e al luogo in cui fu ucciso per sostenere la campagna per la memoria. "Sono le immagini dentro di noi a mantenere viva la memoria e questi disegni sono i simboli che stanno qui a manifestarlo.
Gallery

Blog Peppino Impastato Immagini della memoria

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Flaviano Armentaro                                           Marilena Nardi

Un museo nel casolare di Impastato e 44 disegnatori gli rendono omaggio


di ADRIANA FALSONE
Qui gli assassini di Peppino Impastato, dopo aver eseguito il delitto, misero a punto la messinscena che diede vita poi al depistaggio. Adesso questo casolare diventerà proprietà della Regione che lo destinerà a museo. La proposta dell'assessore all'Economia Gaetano Armao, d'intesa con il Comune di Cinisi, risponde all'appello lanciato attraverso "Repubblica" da Giovanni Impastato, fratello di Peppino, che aveva denunciato lo stato di degrado in cui si trova la struttura di contrada Feudo, a Cinisi: "Salviamo questo casolare, è tutto ciò che qui attorno conserva l'ultimo respiro di Peppino". Dopo la pubblicazione dell'articolo, 44 disegnatori di tutta Italia si sono mobilitati e hanno realizzato altrettante tavole dedicate a Peppino e al luogo in cui fu ucciso per sostenere la campagna per la memoria. "Sono le immagini dentro di noi a mantenere viva la memoria e questi disegni sono i simboli che stanno qui a manifestarlo. Nonostante tutto Peppino non è morto, è qui con noi adesso e potete vederlo con i vostri occhi - spiega Lelio Bonaccorso, promotore della mobilitazione degli artisti  -  Sarebbe meraviglioso se a questa iniziativa partecipassero molte altre persone, esprimendo così con forza che "Peppino è vivo e le sue idee non moriranno mai"".
di ADRIANA FALSONE
"

Mauro Biani


http://palermo.repubblica.it/images/2011/09/23/220451355-be51a88b-8194-4129-9a88-f20d98458179.jpg
disegno di Alessandro Buffa

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Luigi Alfieri


http://palermo.repubblica.it/images/2011/09/23/220454397-134a768d-8547-475b-9406-2d86a0b60f11.jpg
disegno di Lelio Bonaccorso

Il comma ammazza blog

Marilena Nardi



Censurare Internet per salvare il premier
Per sottrarre il premier alla giustizia questa volta, la Rete italiana rischia la censura.

Se, infatti, come appare ormai probabile nelle prossime ore il Parlamento riprenderà l’esame del famigerato ddl intercettazioni e il Governo ricorrerà, ancora una volta, al voto di fiducia, il nostro ordinamento si arricchirà di una nuova disposizione in forza della quale tutti i gestori di siti informatici saranno tenuti a disporre la rettifica di ogni informazione pubblicata online entro 48 ore dall’eventuale richiesta, fondata o infondata che sia.

In assenza di tempestiva rettifica, la sanzione sarà quella di una multa sino a 12 mila euro.

E’ questo il contenuto del comma 29 dell’art. 1 del disegno di legge n. 1611 che già la scorsa estate aveva minacciato di mettere un enorme cerotto sulla bocca – o meglio sulla tastiera – della blogosfera italiana.

In occasione del precedente dibattito parlamentare sul ddl – dibattito che questa volta potrebbe addirittura non esserci complice il voto di fiducia – nonostante l’ampio movimento di opinione sollevatosi contro l’approvazione della norma, nessuno, in Parlamento, aveva ritenuto di intervenire in modo determinato per eliminare dal testo “ammazza informazione”, almeno la norma c.d. “ammazza blog”.

Questa volta le speranze di un intervento in extremis per salvare, almeno, l’informazione libera che corre in Rete, appaiono ancora di meno perché maggiore è il bisogno della maggioranza – o di ciò che resta del clan dei compagni di merenda del premier – di disporre delle nuove regole anti-intercettazioni e perché, comunque, il Governo ha già manifestato l’intenzione di ricorre al voto di fiducia.

L’entrata in vigore del ddl e, in particolare, del comma 29 dell’art. 1 nella sua attuale formulazione ridisegnerebbe, in maniera importante e in chiave restrittiva e censorea, la mappa dell’informazione libera sul web.

Il punto, come ho già scritto in altre occasioni, non è sottrarre il blogger alla responsabilità per quello che scrive perché è, anzi, sacrosanto che ne risponda ma, più semplicemente riconoscere ladifferenza abissale che c’è tra un blog e un giornale o una televisione e tra un blogger – magari ragazzino – e un giornalista, una redazione o, piuttosto, un editore.

Il primo – salvo eccezioni – sarà portato a rettificare “per paura” e non già perché certo di dover rettificare mentre i secondi, dinanzi a una richiesta di rettifica, ci pensano, ci riflettono, la esaminano, la fanno esaminare e poi solo se sono davvero convinti di dovervi procedere, vi provvedono.

Imporre un obbligo di rettifica a tutti i produttori “non professionali” di informazione, significa fornire ai nemici della libertà di informazione, una straordinaria arma di pressione – se non di minaccia – per mettere a tacere le poche voci fuori dal coro, quelle non raggiungibili, neppure nel nostro Paese, attraverso una telefonata all’editore e/o al principale investitore pubblicitario.

Sarebbe davvero una sciagura per la libertà di parola sul web se, preoccupato di assecondare l’urgenza della maggioranza nell’approvazione del ddl, il Parlamento licenziasse il testo nella sua attuale formulazione.

Inutile ripetere che le conseguenze dell’entrata in vigore della norma sarebbero gravissime: ogni contenuto, informazione o opinione non gradita ai potenti dell’economia o della politica sarebbe destinata a vita breve sul web e ad essere rimossa – lecita o illecita che ne sia la sua pubblicazione – a seguito dell’invio di una semplice mail contenente una richiesta di rettifica.
Guido Scorza

Angel Boligan

lunedì 26 settembre 2011

Sergio Bonelli

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Sergio Bonelli (1932 - 2011) - MAX [fra parentesi]

E' MORTO SERGIO BONELLI. UN CARO AMICO, UN INSOSTITUIBILE PILASTRO DEL FUMETTO ITALIANO.
***L'ASINO*

SERGIO BONELLI: NEL FUMETTO ITALIANO NIENTE SARA' PI'U COME PRIMA...   Luca.Boschi**************************************************************

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Ciao Sergio! (omaggio a Sergio Bonelli)
Andy Ventura -  Inserto Satirico
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Paolo Lombardi

Marco Tonus
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Tex - Bonelli - nico pillinini

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Addio a Sergio Bonelli - Vadelfio/Luigi Alfieri
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Omaggio al grande Bonelli.
Tomas


Pierfrancesco Uva


Suo padre, Gian Luigi, il creatore di Tex, era un Dumas italiano, un Salgari a fumetti. Lui, Sergio, uno sceneggiatore sopraffino, un editore brillante, una persona speciale.
Allegra G. - Il Sole e Le Nuvole



*
In memoria di Sergio Bonelli
Dalla poesia "I mari del sud" di Cesare Pavese per un Maestro dell'Avventura:

"Camminiamo una sera sul fianco di un colle,
in silenzio. Nell'ombra del tardo crepuscolo
mio cugino è un gigante vestito di bianco,
che si muove pacato, abbronzato nel volto,
taciturno. Tacere è la nostra virtù.
Qualche nostro antenato dev'essere stato ben solo
- un grand'uomo tra idioti o un povero folle -
per insegnare ai suoi tanto silenzio."

"Solo un sogno
gli è rimasto nel sangue: ha incrociato una volta,
da fuochista su un legno olandese da pesca, il cetaceo,
e ha veduto volare i ramponi pesanti nel sole,
ha veduto fuggire balene tra schiume di sangue
e inseguirle e innalzarsi le code e lottare alla lancia.
Me ne accenna talvolta." 

**

Intervista di Vincenzo Mollica a Sergio Bonelli, presumibilmente realizzata alla fine degli anni Settanta.



Link:
lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com
Morto Sergio Bonelli, l'editore di Tex (La Stampa)
LE CANZONI DI TEX (UN CD)
IL MIO TEX (WILLER) IN MOSTRA
L'OLOGRAMMA DI TEX WILLER AL MUF?
ECCO "TEX" N. 600...
L'AUDACE BONELLI: TEX E GLI ALTRI IN MOSTRA A NAPOLI
SU "L'AUDACE BONELLI" J. WELLINGTON WIMPY SI CHIAMA "GIGIONE"
FENOMENOLOGIA DI BONELLI (AL PAN DI NAPOLI)
GIARDINO GIANLUIGI BONELLI: L'INAUGURAZIONE!
TEX IN DIRETTA
SERGIO BONELLI, GINO GAVIOLI, SERGIO TOPPI E PEROGATT, DA CARTOOMICS
MISTER NO E IL RE DEL SERTÃO
JOE ZATTERE, FOTOGRAFO DELLE NUVOLE