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lunedì 29 novembre 2010

Saviano: resto qui, perchè mi piace la costituzione italiana.

“Vieni via con me”- 3a puntata
La media, secondo l'Auditel, è stata di 9.671.000 spettatori. Ancora una volta si tratta del programma più visto della prima serata di ieri e la cosa più sorprendente è che la puntata è stata piena di "difficoltà", passando dai rifiuti di Napoli, alla criminalità, ai problemi degli handicappati.
Ma il programma di Fazio e Saviano continua a raccogliere audcience da partite della nazionale di calcio (quelle importanti, perché le altre le ha già superate).
Fazio - Saviano - endemol - PORTOS Comic strip

Raccolta differenziata ai tempi dei Borboni.

Il monte più alto d’Europa è il Monte Bianco: 4810 metri. Il monte più alto del mondo è l’Everest, con i suoi 8848 metri. Ma se noi immag­i­nas­simo una mon­tagna fatta con i rifiuti ille­gali super­erebbe la somma dei due, e di molto: qual­cuno ha cal­co­lato che avrebbe una base di tre ettari e sarebbe alta più di 15mila metri. Quest’immensa mole è una preziosa fonte di red­dito per la crim­i­nal­ità orga­niz­zata e questo spiega per­ché in Cam­pa­nia la sto­ria dell’immondizia las­ci­ata a mar­cire per strada è, purtroppo, una sto­ria infinita.
Gli ispet­tori europei sono arrivati a Napoli e ci hanno detto quello che i napo­le­tani sape­vano già: e cioè che nulla è cam­bi­ato rispetto a due anni fa. In realtà è peg­gio. L’emergenza dura dal 1994. E’ moltissimo tempo. Vuol dire che un ragazzo che oggi ha 16 anni è cresci­uto con l’idea che i sac­chetti di plas­tica abban­do­nati sui mar­ci­apiedi sono la nor­mal­ità, come lo è il caldo d’estate e il freddo d’inverno. I cas­sonetti rego­lar­mente svuo­tati, invece, sono un’eccezione.
In questa terra la rac­colta dif­feren­zi­ata è un sogno. Tranne che in pic­cole isole felici, non viene fatta mai. Quella non dif­feren­zi­ata dovrebbe essere — per legge — al mas­simo il 35%. Qui arriv­i­amo all’84%.

Matteo Bertelli
E pen­sare che erano stati per primi i Bor­bone a lan­ciare la diver­si­fi­cazione dei rifiuti. Sem­bra incred­i­bile, ma così recita un editto di Fer­di­nando II: “Gli abi­tanti devono tenere pulita la strada davanti alla casa usando l’avvertenza di ammon­tic­chiarsi le immon­dezze al lato delle rispet­tive abitazioni e di sep­a­rarne tutt’i fran­tumi di cristallo o di vetro che si tro­ver­anno ripo­nen­doli in un cumulo a parte”.
Quello che i Bor­bone sape­vano, le giunte di cen­trosin­is­tra e di cen­trode­stra, i com­mis­sari stra­or­di­nari, da Ras­trelli, a Bas­solino, da Berto­laso a De Gen­naro, non hanno più saputo. Tutti hanno provato a risol­vere il prob­lema, ma nes­suno ci è rius­cito. A Napoli sem­bra impos­si­bile ciò che riesce a Milano, Bologna e Gen­ova per­ché la regione è pri­gion­iera di un gigan­tesco cir­colo vizioso. Il ciclo è basato sull’occupazione del ter­ri­to­rio: si met­tono i rifiuti in una dis­car­ica, la dis­car­ica si riem­pie, viene chiusa o seques­trata per ver­sa­menti di mate­ri­ali tossici, i camion si fer­mano, si cerca l’ennesima dis­car­ica, la popo­lazione protesta, la spaz­zatura resta a terra e spesso viene addirit­tura bru­ci­ata, con peri­coli seris­simi per la salute. Tra Giugliano, Vil­lar­icca e Qualiano c’è una terra dei fuochi, dove i clan paga­vano 50 euro per ogni cumulo di immon­dizia messo al rogo.
Si è ten­tato di risol­vere il prob­lema con gli incener­i­tori, che dovreb­bero per legge pro­durre ener­gia, ma per fun­zionare al meglio devono essere ali­men­tati da ecoballe che nascono dalla rac­colta dif­feren­zi­ata, in cui l’umido è elim­i­nato. Non è così, nat­u­ral­mente, e la Cam­pa­nia è invasa dalle ecoballe, che ne hanno addirit­tura mod­i­fi­cato la geografia e che sono poten­ziali bombe eco­logiche. Non si sa cosa con­tengano, l’umido fer­menta, potreb­bero spri­gionare gas peri­colosi. Bisognerebbe aprirle, smon­tarle e ricom­porle, ma la ver­ità è che ci vor­ranno 56 anni per smaltirle tutte. Sem­pre che sia pos­si­bile.
Tutta questa inca­pac­ità è costata ai cit­ta­dini 780 mil­ioni di euro all’anno, in emol­u­menti, con­sulenze, affitti degli immo­bili: circa 8 mil­iardi di euro in 10 anni, quasi una finanziaria. Tutti hanno perso, ma qual­cuno ha guadag­nato, e parec­chio. Nel 2009 le eco­mafie hanno fat­turato oltre 20 mil­iardi di euro: un quarto dell’intero fat­turato della crim­i­nal­ità orga­niz­zata.
Il grande busi­ness dei clan è quello dei rifiuti tossici: hanno trasfor­mato la Cam­pa­nia nel sec­chio dell’immondizia delle imp­rese del Nord: la mon­nezza di Napoli è la mon­nezza di tutta l’Italia. Ricor­diamo­celo, ogni volta che il Nord chi­ude le porte come se fosse un prob­lema del Sud. Smaltire un rifi­uto spe­ciale costa moltissimo, fino a 62 cen­tes­imi al chilo, i clan sono capaci di offrire un prezzo di 9/10 cen­tes­imi. Un risparmio dell’80 per cento che mette a tacere la coscienza di tanti impren­di­tori. Il trucco è nella bolla di accom­pa­g­na­mento che viene fal­si­fi­cata, per cui il rifi­uto come per magia non è più tossico, o nel mis­ce­lare i veleni ai rifiuti ordi­nari, in modo da diluirne la con­cen­trazione tossica. Il mec­ca­n­ismo è tal­mente malato che a volte il com­posto viene trasfor­mato in fer­til­iz­zante: così la malavita incassa i soldi due volte con lo stesso veleno.
Decine di inchi­este giudiziarie tes­ti­mo­ni­ano l’avvelenamento delle terre del Sud. Ne elenco alcune: nel 2003 si sco­pre che ogni set­ti­mana 40 Tir ricolmi di rifiuti sver­sano cad­mio, zinco, scarto di ver­nici, fanghi da depu­ra­tori, plas­tiche varie, arsenico e piombo nel napo­le­tano e nel caser­tano; nel 2006 la Procura di Santa Maria Capua Vet­ere accerta che tra Villa Literno, Castel­volturno e San Tam­maro, ven­gono scar­i­cati i toner delle stam­panti d’ufficio della Toscana e della Lom­bar­dia. Il ter­reno è pieno di cromo esava­lente. L’inchiesta “Eldo­rado” del 2003 ferma un traf­fico illecito di rifiuti peri­colosi, che da Sud sono spediti in Lom­bar­dia per essere “mis­ce­lati” con terre di spaz­zatura delle strade milanesi e altri mate­ri­ali, per pas­sare poi come rifiuti non peri­colosi smaltiti in una dis­car­ica pugliese. La Procura di Napoli ordina nel 2007 il seque­stro di 5 aziende del Nord per traf­fico illecito di residui di lavo­razioni siderur­giche.
Così il sot­to­suolo della bella, dolce, fer­tile Cam­pa­nia è diven­tato un fango nau­se­abondo e peri­coloso: a Giugliano della Cam­pa­nia, in local­ità Schi­avi e Tre Ponti, ci sono 590 mila ton­nel­late di fanghi e liquami con­te­nenti amianto e tri­cloruro di eti­lene; a Pia­nura tra il 1988 e il 1991 sono stati sver­sati i seguenti rifiuti prove­ni­enti dall’Acna di Cengio:1 mil­iardo e 300 mil­ioni di metri cubi di fanghi;300 mila metri cubi di sali sod­ici; 250 mila ton­nel­late di fanghi velenosi a base di cia­nuro; 3 mil­ioni e mezzo di metri cubi di peci nocive con­tenti dios­sine, ammine, com­posti organici derivanti dall’ammoniaca e con­te­nenti azoto; nelle cam­pagne di Acerra tra il 1995–2004 sono stati nascosti 1 mil­ione di ton­nel­late di fanghi indus­tri­ali prove­ni­enti da Porto Marghera e 300 mila ton­nel­late di sol­venti cloru­rati.
E questo solo per citare alcuni esempi. Non c’è da mer­av­igliarsi se l’agricoltura è crol­lata a picco, se i frutti spun­tano malati, se le terre diven­tano infer­tili. Soprat­tutto non c’è da mer­av­igliarsi se aumen­tano malat­tie e tumori. E’ quello che suc­cede, nel silen­zio gen­erale. Il can­cro, in Cam­pa­nia, non è una sven­tura, una trage­dia ine­lim­inabile, ma il frutto di una scelta sci­agu­rata dell’imprenditoria crim­i­nale.
Le malat­tie legate alla pre­senza di rifiuti tossici sono una piaga silen­ziosa, dif­fi­cile da mon­i­torare ma asso­lu­ta­mente evi­dente. Una ricerca del 2008 dell’Istituto supe­ri­ore di San­ità nelle province di Napoli e Caserta cer­ti­fica un aumento della mor­tal­ità per tumore del pol­mone, fegato, stom­aco, rene e vescica e di mal­for­mazioni con­gen­ite. Questi sono più numerosi vicino ai siti di smal­ti­mento ille­gale. Anche l’Organizzazione Mon­di­ale della San­ità parla di un aumento ver­tig­i­noso delle patolo­gie di can­cro in questa zona: la per­centuale è più alta del 12% rispetto alla media nazionale.
Ecco, questo è lo stato in cui 16 anni di emer­genze irrisolte, di impotenza dello Stato e di potere crim­i­nale hanno ridotto la Cam­pa­nia. Non ci si è mai davvero occu­pati della bonifica delle terre malate. E il para­dosso è che già ci sono pronte le mire della crim­i­nal­ità. Col­oro che hanno con­tribuito a inquinare la terra, ora inten­dono guadag­narci ancora bonif­i­can­dola.
Eppure la fine dell’emergenza è stata annun­ci­ata per ben sette volte dal nos­tro capo del gov­erno: era già risolta nel luglio di due anni fa.
Dopo decenni di crisi dei rifiuti, di napo­le­tani iden­ti­fi­cati con la spaz­zatura, della perdita di ogni sper­anza di veder cam­biare la pro­pria città, mi viene in mente Eduardo che recitava: “È cos’è niente. Ci siamo abit­uati a dire sem­pre è cos’è niente. Ci lev­ano il diritto della vita, ci tol­gono l’aria: è cos’e niente.” Temo che a forza di sen­tircelo dire rischi­amo di diventare anche noi cose ‘e niente.
© 2010 Roberto Saviano/ Agen­zia Santachiara
Pubblicato il: 23 novembre 2010 da: redazione

La Bomba
Falliti tutti i tentativi di non proliferazione la questione dei rifiuti in Campania rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba non solo ecologica ma anche politica. Uber


Giannelli http://www.corriere.it/ 

Restare o andarsene. 

Fazio: vado via perchè sento che tra un attimo saranno tutti antibersculiani

Saviano: io resto qui  per vedere cosa succede dopo

Fazio: vado via perche può darsi dopo non succede proprio niente

Saviano: resto qui perchè voglio scoprire cosa aveva da ridere Antonio Iovine l'hanno arrestato

Fazio: vado via perchè voglio stare in un posto dove le prostitute si chiamano prostitute e le escort sono s olo un vecchio modello della ford

 Saviano: vado via    perchè  quelli di destra dicono che sono di sinistra e quelli di sinistra  che sono di destra

Fazio: vado via perchè non ne posso più di sentire delle code tra Barberino del  Mugello e Roncobilaccio ...Basta... si sa

Saviano: resto qui perchè un giorno o l'altro voglio arrivare da Salerno a Reggio calabria   in autostrada    con una escort .. la macchina!

Fazio: vado via perchè ormai è chiaro Cassano va via

Saviano: resto qui perchè quest'anno il Napoli va in Champions league

Fazio: vado via perchè secondo indiscrezioni Pupo ed Emanuele Filiberto potrebbero scrivere un'altra canzone
resto qui perchè dovrebbero andare via quelli che questo paese lo hanno rovinato


Fazio: resto qui perchè qui ci sono tutti i miei amici come quelli che sono venuti qui stasera

Saviano: vado via perchè questo paese ha perso una città L'Aquila

Fazio: resto qui finchè non si potrà fare una passeggiata nel centro dell?Aquila ricostruito

Saviano: vado via perchè mi hanno spiegato che cos'è un governo d'armistizio.. ma non l'ho capito...

Fazio: vado via perchè c'è mancato pochissimo che cantassero di nuovo Giovinexzza ma proprio pochissimo

Saviano:  resto qui perchè Masi mi ha telefonato e mi ha detto che ne dobbiamo fare altre quattro...

Fazio: resto qui perchè Masi anche se non mi ha telefonato m'ha detto che ne dobbiamo fare altre 8

Saviano: resto qui perchè non me ne scappo

Fazio:  vado via perchè non voglio sapere più niente del delitto di Avetrana

Saviano: resto qui perchè bisogna parlare d'altro

Fazio: resto qui perchè forse si libera un posto... all'Inter da allenatore ... forse

Saviano: resto qui perchè mi piace la costituzione italiana
                            
Fazio: vado via insieme a te perchè tra poco piove e dobbiamo lasciare il palco libero

(video)

Vauro http://www.vauro.net/



Maroni en plein
MAURO BIANI - http://maurobiani.splinder.com/

Dopo un lungo giro, poteva mai mancare qui? E live. Tra l'altro c'è anche questa.
Mi consta poi segnalare Corrado Guzzanti, che ormai mi fa persino l'effetto Benigni, mi fa commuovere (quella del Fini futurista e perciò prefascista, per me è la migliore).
MAURO BIANI - http://maurobiani.splinder.com/



I dissidenti : 

 Vauro
http://img21.imageshack.us/img21/33/vauro25111014.jpg

Il suo suc­cesso tele­vi­sivo ha destato qualche invidia. Saviano in tivù fa venire le Gomor­roidi, come dice Vauro?
«Las­ci­amo stare, dai. “Ma io già l’ho detto molto prima…”, “Ma io l’ho scritto nell’89″, “Ma è troppo lento, troppo veloce, troppo tele­vi­sivo, troppo poco tele­vi­sivo”. Sono com­menti che sento tutti i giorni. Un po’ ne sof­fri, poi finisce che ne ridi. Veder nascere la bile per­ché gra­zie alla tele­vi­sione arrivi a tante per­sone che in genere igno­rano certi argo­menti, in fondo, ti dà soddisfazione».




non ci vengo via

non ci vengo via
non è una vignetta, è uno sfogo
non mi piace vieni via con me e mi dispiace che non mi piaccia
ma non posso farci nulla
sono laico, ateo o agnostico secondo l'umore e non solo riguardo agli dèi o alle chiese
non mi piacciono i santi né l'idea stessa di santità
così non mi piace sentire applaudire tra un motto e l'altro uno spento guzzanti (che ammiro molto) solo perché è guzzanti, per così dire, sulla fiducia, al quale si perdonano battute da caserma sull'altezza di brunetta, che dette al bagaglino sarebbero roba da qualunquisti, razzisti e chissà cos'altro
viene in mente petrolini nei tre minuti di follia magica di nerone, bravo, grazie
non mi piace un premio oscar così distante dal benigni che amavo in l'altra domenica o berlinguer ti voglio bene, schiavo di un personaggio, che a mio parere non ha più voglia di rappresentare, costretto a citare dante per sottolineare la sua "maturità"
a quel benigni non credo sarebbe molto simpatico l'odierno premio oscar, a me non lo è
non mi piace infine chi si pone come depositario di verità, una verità firmata endemol
detto questo, faccio mie tutte le istanze del programma, ma lo erano già da molto tempo

fabiomagnasciutti
http://fabiomagnasciutti.blogspot.com/

“Vieni via con me”- 4a puntata

Andiamocene tutti - Paolo Lombardi -

I giusti

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.


Jorge Luis Borges


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Grazie Saviano di averci dato queste 4 puntate  https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjgMGUbqGZZQ6NUh2vEGhHY8jDGlXl-OeaQkfUi3Yg7hkXqyD4FPrIBOGDZ3rOBe3gk9XDCFLm6SMbhQQJhyxzeQ5v1CHiaZ9H1-HDmM-PO_c93767W7553u2cfojTj-tYyYaeuWRg1vFU/s1600/fany.big_smile.png

lunedì 22 novembre 2010

“Vieni via con me”- 2a puntata– La ‘Ndrangheta al Nord

Questa sera andrà in onda la terza puntata di Vieni via con me con la partecipazione del ministro Maroni.
Maroni ha chiesto di poter replicare alle parole di denuncia di Roberto Saviano, intervenendo alla trasmissione  in difesa della lega, "il partito degli onesti", vestito da Sandokan (battutaccia).
Anche il Giornale ha iniziato la sua battaglia contro con raccolte di firme ( la macchina del fango).
Di seguito qualche vignetta


Giannelli http://www.corriere.it/ 
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjoSTsOX0UL9334N8PEHSlnKQ7YWmkFQb8DKPpyRsOhNmEXWBMEGk1VbBaLHlp_zmxS7e2WHGmbFUW5iGbDqxrSvVKgYGC3zZpB6j7yw3OEQQCPmhDdfV_1FIhlo4GkSy4wEFWmJeQ0q18/s400/saviano+maroni1.jpg
nico pillinini
Andrea Alla Foa!!! Inserto Satirico

Infami e picciotti d'onore

Nella trasmissione "Vieni via con me" in cui lo scrittore Roberto Saviano spiegava le gerarchie della 'ndrangheta a un ceto punto parla dell'etichettatura dei nemici come "infami".

Stranamente il ministro Maroni indignandosi per alcune affermazioni sulla Lega che non ha mai ostacolato le infiltrazioni mafiose al nord (citando una dichiarazione dell'ideologo legaiolo Gianfranco Miglio) usa lo stesso aggettivo per lo scrittore campano: "infame", appunto!

Non è che a questo punto Maroni è un "picciotto d'onore"?

http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs964.snc4/75714_1579488199828_1014337603_1549347_4671069_n.jpg
Maroni / Sandokan - MAURO BIANI - http://maurobiani.splinder.com/



Maroni - MAURO BIANI - http://maurobiani.splinder.com/
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La tigre della Padania - PORTOS Comic strip

Maroni - Nicola Bucci "Bucnic"

Maroni vestito da Sandokan - VAURO Le vignette di Vauro
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nico pillinini

Saviano resta dove sei
Nadia Redoglia
Lo scrittore sostiene che le mafie fanno enormi affari al nord. Maroni afferma che la lega è ben radicata in quel territorio, chiamato affettuosamente padania. Il sillogismo è inevitabile. Se poi anche la DIA ci informa che la 'ndrangheta “lassù” influenza la vita politica, sociale ed economica, ci aspetteremmo un ministro allarmato e riflessivo. Pretende, invece, che “Vieni via con me” gli dia spazio per replicare alle “accuse infamanti di Saviano” (cit.). Ben prima di Gomorra, altri libri e servizi d’inchiesta hanno evidenziato che le mafie s'infiltrano da nord a sud negli ingranaggi istituzionali, nel motore delle economie nazionali, oltre che nelle attività già criminali all'origine, dunque redditizie senza l’intervento del potere diretto che, al più, volta la faccia dall’altra parte per non vedere. Questi “infami” dell’informazione, le mafie non se li filano perché (ahi)noi per primi non ce li filiamo. Ma se lo share supera il 30% le cose cambiano assai. Con i mafiosi siamo costretti, ministro leghista compreso, a prenderne atto e Saviano scortato lo dimostra. Che lo scrittore debba però anche “proteggersi” da Maroni, più allarmato dallo share che dalle mafie, non l’avevamo previsto. Articolo 21-Press a poco



Il Giornale: raccolta di firme contro Saviano -VAURO Le vignette di Vauro



Da vigliacchi raccogliere firme contro Saviano
venerdì, 19 novembre 2010
il Bastardo
Da vigliacchi raccogliere firme contro Saviano
La raccolta di firme contro Roberto Saviano strombazzata da “Il Giornale” non è solo vile, ma anche truffaldina. I lettori sono invitati a compilare un modulo con su scritto: “Io non sono mafioso”. Bella forza. E l’assunto della protesta è semplicemente falso, quando sostiene che Saviano “ha accusato il Nord di essere mafioso”. Un travisamento meschino del suo intervento televisivo. Resta solo il desiderio di colpire una voce scomoda perchè la sua esperienza di vita, il suo talento narrativo e la verità della sua denuncia penetrano trasversalmente l’opinione pubblica e mettono in discussione un potere compromesso a vari livelli con le organizzazioni criminali.
Gad Lerner

L'elenco delle stragi impunite - VAURO Le vignette di Vauro
MAURO BIANI - http://maurobiani.splinder.com/


Dopo 14 anni Saviano fa arrestare Iovine
Visto e detto ciò, mi interessa anche segnalare  gli interventi (a) e (b) di Giulio Cavalli. In effetti l'altra sera mentre seguivo Saviano, mi aspettavo che sortisse anche Cavali perchè 1. è tra le persone della società civile che conosce (e divulga) meglio la storia della mafia al nord 2. è del nord. Mi sarebbe persino sembrata una cosa intelligente: uno del sud, uno del nord e lo stesso messaggio, magari raccontato meglio. Sarà per la prossima volta?
MAURO BIANI - http://maurobiani.splinder.com/ ________________________________________________________

http://www.robertosaviano.it/rassegna/le-mani-sul-federalismo/

sabato 13 novembre 2010

Roberto Saviano (vignette e caricature)

modificato post ore 12.15
Lunedì 8 novembre la prima puntata di Vieni via con me di Fazio e Saviano.
Che serata!! BRAVISSIMI!!

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhUf-25PUOGuYeiWrYdj1Z43TcxNhbUb0o_Xy74aQVooxYtYK-o28OpIuxjSdhZejjnmXAqg2KJNHXDH5C5v_fBtBDHA9nkSX3cZnsWWjGKapOj1dkMMqzxaZZIl5JdOP2Nh4-wtRmdi_Kn/s1600/bucnic_saviano_foto_segnale.jpg
"Resto qui"- Nicola Bucci "Bucnic"

La puntata di Vieni via con me si è aperta con l'editoriale di Roberto Saviano. «Da un po' di tempo - ha detto lo scrittore - vivo come una sorta di ossessione, che riguarda la macchina del fango, il meccanismo che arriva a diffamare una persona»: per questo «la democrazia è letteralmente in pericolo. Ed è a rischio - ha aggiunto l'autore di Gomorra - nella misura in cui se tu ti poni contro certo poteri, contro questo governo, quello che ti aspetta è un attacco della macchina del fango, che parte da fatti minuscoli della tua vita privata». «C'è differenza - ha detto ancora Saviano - tra inchiesta e diffamazione», perché «la diffamazione usa un solo elemento e lo costruisce contro la persona che decide di diffamare». Lo scopo del meccanismo è «poter dire: siamo tutti uguali» e invece «dobbiamo sottolineare le differenze». Lo scrittore ha poi citato «la storia della casa di Montecarlo di Fini, che è stato intimidito», poi la vicenda di Boffo, «direttore cattolico che inizia a criticare governo da un giornale cattolico (Avvenire, ndr). E la macchina del fango lo presenta come una specie di criminale perché omosessuale: impensabile, incredibile». E ancora la vicenda della «presunta omosessualità di Caldoro (governatore della Campania, ndr)» diventata «l'arma usata da un suo collega di partito, Cosentino». Lo scrittore si è poi rivolto direttamente ai giovani: «Mi piacerebbe raccontarvi di una persona che è riuscita a resistere a una macchina del fango gigantesca, Giovanni Falcone». Di qui un lungo excursus, scandito da brani di articoli di quotidiani - in parte letti anche dall'attrice Angela Finocchiaro - sulle accuse e sui tentativi di delegittimazione del giudice e dell'intero pool antimafia siciliano.


Grazie Roberto!
Paride Puglia PUNCH

“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la biro, l’uomo con la pistola è un uomo morto perché la biro da l’eternità”
Roberto Benigni a Roberto Saviano, 8/11/2010
Ritrattino a Saviano -Andy Ventura 

http://www.mamma.am/amici/images/7776_a7527.jpg
Conflitto d'interessi - Sergio Riccardi


Fratello Saviano - il poeta LE COSE DA SALVARE

Benigni - Una battuta dopo l'altra e come filo conduttore Berlusconi e il caso Ruby. La comicità di Roberto Benigni ha fatto irruzione (con successo, a giudicare dagli applausi in studio e dai dati di ascolto del giorno dopo: oltre 7,6 milioni di telespettatori hanno seguito la trasmissione) a Vieni via con me, il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano lunedì sera alla prima puntata su Raitre. «Premetto che i gossip sessuali sono spazzatura. Sono qui per parlare di politica», è stato l'incipit del lungo monologo del premio Oscar. «Se queste notizie venissero confermate, ma io non credo, figurati se è vero, dice che c'è un premier che è stato con una minorenne marocchina, ma per ragioni d'età non è stata resa nota l'identità del premier».
Regali - Patorno http://mauropatorno.blogspot.com/





«SILVIO DIMETTITI» - Rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio, Benigni ha affondato a più riprese il dito nella piaga della sempre più vicina crisi di governo. «Silvio, non ti dimettere, non dare retta a Fini, perché altrimenti ci rovini, non si lavora più. Santoro, Fazio, l'Unità, Repubblica non lavorano più. E poi Ghedini che fa, torna a fare il solito film horror? Silvio, tieni duro, dai retta a me». Quindi il dietrofront, appena accennato: «Silvio dimettiti... Non ne possiamo più». E di nuovo Ruby: «Torniamo a parlare di politica. Dunque, Ruby... Berlusconi ha detto che la vicenda è stata una vendetta dalla mafia. La mafia una volta ti ammazzava, ora invece ti manda due escort in bagno... Io ho il terrore di questo». Per poi incalzare: «Voi mafiosi siete delle bestie, fate schifo. Vi fornisco l'indirizzo del mio albergo a Milano: vendicatevi di me».
(dal Corriere .it /Benigni: gag sul premier, Ruby e la Bindi)


Vado via o Resto qui
- vado via perchè non se ne può più
- vado via perchè non mi sento un eroe
- vado via perchè preferisco i paesi dove ci si può annoiare
- resto qui perchè non ho proprietà ad Antigua
- resto qui perchè non voglio andare ad Antigua
- resto qui perchè voglio dimenticare tutto quello che ho visto
- resto qui perchè voglio sentire le canzoni in italiano
- resto qui per scoprire chi è stato
- vado via perchè mi sa che va via anche Cassano
- vado via perchè non voglio più chiedermi che cosa c'è sotto
- vado via perchè questo è il paese che ha inventato il me ne frego
- resto qui per vedere lo stato conquistare il sud
- resto qui per vedere il tricolore conquistare il nord
- vado via per sentirmi normale
- vado via perchè non voglio vivere in un paese dove comandano le mafie
- resto qui perchè non voglio che le mafie continuino a governare
- vado via perchè non sopporto le feste patronali
- vado via perchè qui si applaude ai funerali
- resto qui perchè questa sera ho ascoltato Roberto Benigni
- resto qui perchè questa sera mi hanno fatto un regalo Roberto  Benigni e    Claudio       Abbado
- resto qui perchè mi hanno fatto un regalo Claudio   Abbado,  Roberto Benigni,    Angela Finocchiaro e tanti altri e resto qui perchè ho  fame e voglio ammazzarmi di carboidrati
- li mangiamo insieme a loro
- vado via perchè preferisco mangiare peggio ma vivere meglio
- vado via perchè il cinquantennale di Piazza Fontana non potrei sopportarlo
- resto qui perchè a dicembre ci sono le arance buone
- vado via perchè ... può bastare
- vado via perchè mi è già bastato
- vado via perchè a Milano cacciano i bambini rom
- vado via perchè deve essere bellissimo tornare qui da turista
- vado via perchè non voglio vedere crollare altri pezzi di Pompei mi fa troppo male
- resto qui, resto qui finchè Mina non torna in tv
- e allora...
- resto qui perchè i figli non li sposti facilmente
- resto qui perchè sono italiano
- vado via  se tu vieni con me perchè dobbiamo sgombrare il palco che c'è il finale...




Patorno http://mauropatorno.blogspot.com/

vieniviaconme
ancora uno stop di Masi al programma di Fazio e Saviano
Matteo Bertelli

Nota: Benigni ha citato gli amici di Spinoza
preso da Spinoza scrive stark:
Cari amici,

noi di Spinoza teniamo a chiarire che la cosa fatta a Vieni via con me con Roberto Benigni, pur mai sbandierata per ovvie ragioni di riservatezza, era decisa da tempo: ci siamo incontrati ed è nata una collaborazione che ci ha fatto felici tutti, ieri sera eravamo lì in platea ad applaudirlo e non possiamo che esserne onorati.

Per questo: grazie a Roberto e a tutti voi, che ogni giorno animate questo posto e avete reso possibile tutto questo. 9/11/2010


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Puoi leggere anche:

venerdì 2 luglio 2010

Informazione e libertà, niente bavagli.

con video della partecipazione di Saviano in fondo alla pagina

Giannelli http://www.corriere.it/


Articolo 21 - Press a poco
Platone e Nutella

Nadia Redoglia

Ci hanno resi ciechi e così non ci siamo accorti che la cosa pubblica veniva stuprata da “cosa nostra”. Vogliono adesso renderci muti e monchi. Obiettivo: impedirci d’informare ed essere informati. Non abbiamo ancora scoperto il modo di comunicare telepaticamente e così ci troviamo imprigionati in un labirinto o, meglio, nella ruota dei criceti. L'unica Repubblica di cui diventeremo protagonisti sarà l’allegoria che inizia il settimo libro di Platone: il mito della caverna. Lì ci resteremo per sempre, accompagnati solo dal mondo delle ombre, privati della possibilità di prendere coscienza dell’esistenza del mondo della luce. E’ rimozione totale della nostra storia, delle nostre origini, catapultati in un tempo barbaro ove prevaleva l’istinto alla ragione perché ancora non si conosceva il significato della natura delle cose. Per ora tutto questo è ancora un incubo. Abbiamo i giorni contati a che possa trasformarsi in realtà…

Fummo non poco impressionati quando c’invitarono a riflettere su “Che mondo sarebbe senza Nutella?”. Senza nulla togliere alla straordinaria crema di nocciole, ci pare, almeno altrettanto doveroso, domandarci e domandarvi: “Che mondo sarebbe senza Informazione?”


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi11JnQ5udYVQlCPQn-fQ5Rc6iAdzkyRY2PBdolHzELcUTkOKj3P4Ay4iztNpK0OUeF-rwJUZPc79IpXaqgkLBSnem4Xtx_YqZY4gKKkvMkob8ox8IKLPUvT07LhZlL9wGyPPzRKi45qQe3/s400/NObavaglio.jpg
IL DIRITTO DI SAPERE
di Sergio Riccardi

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-oHB2gVoARY6manaXpPC3IjahEg1gqKvmVTgB-iOnrSgQT22VEcwrP6Zl4MI7Fj9jpVgCaWd8KHAh5AVqg5c2twMGEp-6QMrfOlIc-wGdYWnTBRe6vR9trzeD7vWqtgJvBMMkazqMp8fq/s400/nuova_resistenza.jpg
Resistere, Resistere,Resistere.
MAX [fra parentesi]

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COS'E LA LIBERTA'?

Paride Puglia PUNCH


...non è star sopra un albero, e neanche un volo di un moscone. La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione! Signor G


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Cervelli in sciopero
di Gino Di Frenna
click  to zoom
VAURO Le vignette di Vauro


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LIBERTA' DI STAMPA
di Moise


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SCIOPERO E-LETTORALE
di Moise

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LIBERTA' IN APNEA
di Moise

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E Saviano: «E' una legge che tutela solo la privacy dei malaffari»

Dalle piazze un no alla «legge bavaglio»

Manifestazioni in tutta Italia promosse dalla Fnsi: «Oggi si inaugura la giornata della resistenza civile»


ROMA - Giornalisti, persone impegnate nel mondo della cultura, esponenti politici dell'opposizione, ma anche molti comuni cittadini ed esponenti della società civile. Tutti insieme per dire no alla cosiddetta «legge bavaglio». In tutta Italia si sono svolte le manifestazioni di protesta promosse dalla Fnsi, la Federazione nazionale della stampa italiana, contro il ddl sulle intercettazioni, che prevede sanzioni severe per i mezzi di informazione che pubblicheranno i testi delle conversazioni intercettate durante le indagini giudiziarie e che ne limita anche l'utilizzo da parte dei magistrati. Il raduno principale si è svolto a Roma, in piazza Navona, in una lunga non stop condotta da Tiziana Ferrario, giornalista del Tg1 in polemica con la linea della testata, considerata troppo spostata sulle posizioni di Palazzo Chigi, e dall'attrice Ottavia Piccolo.

«DISOBBEDIENZA CIVILE» - «Oggi si inaugura la giornata della resistenza civile del 21 secolo che mai avremmo pensato di inaugurare - ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi, nel discorso di apertura della kermesse dal palco della Capitale -. Non la faremo clandestinamente ma alla luce del sole ripeteremo che la libertà è un bene fondamentale, che è conoscenza, chi considera l'informazione un pericolo sarà sconfitto». «Il ddl è squilibrato e ingiusto – ha aggiunto Siddi - e la battaglia andrà avanti, anche usando armi di disobbedienza civile perché le leggi sbagliate non si rispettano, rispettarle significherebbe portarci nell'illegalità». E ancora: «Se non ci fosse stata la casta da tutelare, la maggioranza non avrebbe mai fatto questa legge. I giornalisti vengono espropriati perché lo Stato diventa censore».

«LA PRIVACY DEI MALAFFARI» - Tra gli interventi più applauditi, quello dello scrittore Roberto Saviano, che con Gomorra e gli altri suoi libri ha fatto nomi e cognomi degli uomini che stanno dietro alla Camorra e che per questo è costretto a vivere sotto scorta. E proprio con gli uomini della scorta è salito sul palco prendendo la parola: «C'è un grande fraintendimento in questa vicenda. Non è vero che questa legge difende le telefonate tra fidanzati, il suo unico scopo è impedire di conoscere ciò che sta accadendo, che il potere venga raccontato. La privacy che vogliono proteggere è quella degli affari, anzi dei malaffari». Secondo lo scrittore, che si è rivolto direttamente alla piazza, «quello che state facendo supera i confini italiani. Non difendere la libertà di stampa, la democrazia qui, vuol dire non permettere venga difesa in Europa. Quello che stiamo facendo è anche per permettere che altrove ci sia la libertà di essere liberi di raccontare. Non è vero che così si diffama l'Italia, tutt'altro».

LA PROTESTA AL PARLAMENTO UE - La protesta contro il ddl italiano è arrivata anche al Parlamento europeo di Bruxelles dove gli europarlamentari dell'Italia dei valori hanno occupato simbolicamente una sala «per sostenere la manifestazione nazionale contro la legge bavaglio», presentandosi imbavagliati con una fascia nera. Di fronte a loro «oltre 200 giovani Idv» a loro volta con un bavaglio nero sulla bocca e in mano la scritta «Dall'Europa no al bavaglio». «È un'azione di protesta - hanno spiegato - contro una legge iniqua che costituisce una ulteriore anomalia italiana, che va al di fuori degli standard europei. Vogliamo contrastare il comportamento irresponsabile del governo italiano al cospetto di una Europa che ha già espresso il suo disappunto. Una legge, come quella proposta dalla maggioranza, è impensabile nel resto d'Europa e lo testimoniano anche le continue attestazioni di solidarietà e simpatica che ci provengono da tutti i paesi dell'Ue». Corriere della Sera


Video:
Saviano alla Manifestazione FNSI contro il DDL Alfano intercettazioni 1 luglio 2010.rm


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NOTIZIE CORRELATE:
Informazione addio!

lunedì 19 aprile 2010

Doverosi chiarimenti.

Il post è stato modificato (aggiunto vignette)


Marilena Nardi
http://www.marilenanardi.it/

Perché B. vuole azzittire Saviano?
di Loris MAZZETTI (Fatto Quotidiano )
Lo scrittore spiega la forza della parola

Gomorra, il libro di Roberto Saviano, è stato accusato da Silvio Berlusconi di essere "supporto promozionale alle cosche". Non c’è mai limite all’indecenza, soprattutto quando certe parole escono dalla bocca di una delle massime istituzioni del nostro Paese. Non è la prima volta che il presidente del Consiglio si esprime contro chi scrive di criminalità organizzata. La volta scorsa fu a novembre, sempre in occasione del processo del suo amico Marcello Dell’Utri: allora disse che dovevano essere "strozzati" tutti quelli che hanno fatto la "Piovra" e che scrivono libri su Cosa Nostra perché "ci hanno fatto conoscere nel mondo per la mafia". Il giorno in cui il pm chiede per Dell’Utri una condanna a undici anni per concorso esterno in associazione mafiosa, il premier se la prende con un grande scrittore che da quattro anni vive sotto scorta.

Roberto Saviano ha un’unica responsabilità: quello di aver illuminato i fatti, di aver fatto conoscere all’Italia e al mondo i casalesi, di aver acceso la luce sulla camorra. Sono convinto che tanti magistrati, soprattutto quelli che stanno in prima linea, la pensano diversamente da Berlusconi, perché quella luce serve anche a loro. Ha scritto Giuseppe Fava: "Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo". Conosco Saviano da anni. E’ forte. Ha la capacità di usare la parola come un’arma in grado di combattere la criminalità organizzata, non credo di averla riscontrata in nessun altro scrittore o giornalista. Questo ha portato Roberto Saviano ad essere considerato un uomo a rischio della propria vita, condannato dai Casalesi, dai camorristi dello stesso paese dove lui è nato e vissuto fino agli anni del liceo, è anche la sua forza e la sua grande difesa.

Per la stragrande maggioranza delle persone lui è il nuovo eroe, è il moderno Lancillotto, il cavaliere della Tavola Rotonda della giustizia e dell’onore che combatte contro gli usurpatori e i tiranni a difesa del popolo oppresso dalla camorra; per altri invece è quello che ha infangato la sua terra e che non doveva raccontare quella criminalità. L’accusa di fare cattiva pubblicità all’Italia è infamante non solo per Saviano ma per tutti quei giovani che continuano a vivere nei luoghi della camorra e a lottare quotidianamente nella terra con più morti ammazzati d’Europa e come ha scritto Saviano: "Nel territorio dove la ferocia è annodata agli affari, dove niente ha valore se non genera potere. Dove tutto ha il sapore di una battaglia finale".


L’intervista che segue è tratta dal nostro incontro in occasione della scrittura de La macchina delle bugie.

Roberto ho la sensazione che la tua sia diventata una missione.


Forse sì. Io ritengo la responsabilità della parola quasi sacra. So bene che uno scrittore non dovrebbe prendersi troppo sul serio, ma a me sono accadute cose che non mi permettono questo distacco. Mi sono reso conto che la parola che sono riuscito a usare, una volta superata una certa linea d’ombra, una volta uscita dagli ambiti soliti degli addetti ai lavori, ha ottenuto un effetto impensabile, quasi miracoloso: è diventata strumento per altre persone per conoscere la realtà della camorra o per farla conoscere. La mia parola ha consentito ad altri di tirare fuori la voce.

Lo hai detto anche nell’intervista che ti fece Enzo Biagi che è stata la rabbia che ti ha spinto a scrivere Gomorra, cito testualmente: "Era tanta la rabbia da far stringere i pugni persino quando scrivevi...".

Sì. Può sembrare questa un’immagine romantica, ma in realtà è proprio così. Mi trovai con un mio vecchio amico e ci dicemmo che la rabbia era così tanta che bisognava scrivere sulla tastiera del computer con le nocche. Lo giuro, l’immagine mi era venuta in mente dopo aver seguito la faida di Scampia, ero stato sul luogo dell’omicidio di Attilio Romanò, era gennaio 2005, e questo ragazzo innocente era stato freddato nel negozio dove lavorava, il corpo crivellato di colpi e sangue dappertutto. Quanto tornai a casa cominciai a battere sulla tastiera solo con la mano destra, mentre la sinistra, senza accorgermene, era chiusa a pugno, sino quasi a farmi male. Questo mi colpì. Non solo ero disgustato dall’omicidio, ero anche terribilmente arrabbiato perché per i media nazionali quella vittima apparteneva ai soldati di camorra: morire in una certa terra significava essere colpevoli in partenza. La rabbia è vera, nasce dentro di me. È stato sicuramente il primo motore che mi ha portato a scrivere.

Sei considerato uno dei più grandi esperti di camorra, tieni conferenze anche agli addetti ai lavori, nel tuo intimo esiste una ricetta su cosa bisognerebbe fare?

Veramente non so dove iniziare. Sicuramente so che dal momento in cui blindi i subappalti, l’attenzione nazionale diventa costante, permetti ai giudici di lavorare in maniera concreta, smetti di dare strumenti soltanto per la repressione, quei poteri criminali cominciano a inciampare, a cadere, a sentirsi stretti, ad avere il fiato sul collo. Faccio un esempio: il voto di scambio è fondamentale. Il problema non è arrestare chi lo compra con 50 euro, quello non si farà prendere mai. Non si dovrebbe far sentire il voto così inutile perché, chi lo vende per 50 euro, lo considera una cosa priva di valore. Pensa che chiunque venga eletto, farà soltanto i propri affari o gli affari di chi lo vuole mettere lì, tanto vale guadagnare un cellulare, 50 euro, una bolletta pagata. Bisogna partire da questo, invece di reprimere o arrestare chi accetta i 50 euro. A questa persona bisognerebbe fargli capire con azioni concrete che tutto sta cambiando, e che non è solo retorica quando si diceva che "il principio primo della democrazia è la partecipazione". Oggi è esattamente il contrario: che governi la destra o la sinistra, secondo la percezione dominante tanto è la stessa cosa, tutti sono ladri, pensano solo al proprio tornaconto. In certe zone dell’Italia bisognerebbe mantenere i fari accesi, bisognerebbe illuminare quelle terre. La criminalità organizzata ha bisogno invece di silenzio per poter fare i propri affari. Credo che una grande responsabilità ce l’abbiano i mezzi d’informazione, in particolare la televisione, che per illuminare fa ben poco.

Non pensi che questo dipenda anche dal fatto che la mafia sta all’interno dell’economia e quindi riesce in qualche modo a controllare tutto?

Sì. Alla fine tutti i media si accorgono delle mafie esclusivamente quando ci sono gravi attentati, molti morti, due giorni in prima pagina poi il silenzio. È veramente assurdo. Le mafie in Italia hanno ucciso 10 mila persone, una cifra maggiore dei morti della striscia di Gaza. La guerra tra palestinesi e israeliani da vent’anni apre i telegiornali di tutto il mondo. Le mafie hanno ucciso più di qualsiasi organizzazione terroristica. Da noi il terrorismo, durante gli anni di piombo, ha fatto 600 morti, quanti in due anni a Napoli. Questi dati ci fanno capire la disattenzione, la miopia che c’è stata da parte dell’informazione televisiva su un fenomeno che già di per sé non è locale e che ha tutte le premesse per essere un problema e uno scandalo internazionale. Perché non si è parlato delle mafie per quello che sono? Io mi sono dato delle risposte. Non c’è assolutamente censura, c’è indifferenza, sono fatti considerati locali, per le persone che vivono al Nord sono avvenimenti lontani, mentre al Sud non si comprano i giornali nazionali. La televisione non racconta le vere storie di mafia e quando le racconta lo fa in maniera folkloristica.

C’è una frase di Dalla Chiesa che mi ha sempre colpito: "Lo Stato dia come diritto ciò che le mafie danno come favore".

È una frase fondamentale, perché è la prima cosa che le mafie fanno, oggi anche ad altissimo livello e non solo con i disperati dei quartieri disagiati. Il racket è una fornitura di servizi ineccepibile, pagarlo in molte realtà significa che i camion ti arrivano puntuali, che le banche ti aiutano. Le mafie diventano il garante per far avere prestiti alle imprese, che non ci siano furti nei cantieri. Pagare l’estorsione significa comprare un pacchetto di servizi. La frase del generale Dalla Chiesa oggi ha più valore di quando l’ha pronunciata, ed è fondamentale per capire che cosa sono le organizzazioni criminali, che spesso si sostituiscono all’inefficienza della burocrazia dello Stato, grazie ai contatti con i comuni, ai loro uomini nei municipi, tra i vigili urbani. Questa loro tecnica l’hanno portata anche nell’Est Europa, diventando il passepartout anche per le imprese sane, come è avvenuto in Macedonia, in Ungheria, in Albania.

Di cosa hanno bisogno i giovani delle tue terre, delle terre di camorra, mafia, ’ndrangheta?

Due cose: la prima, che sento molto mia, di non essere costretti ad emigrare. L’emigrazione deve essere una scelta, una possibilità per specializzarsi, per migliorarsi, non una necessità, una costrizione. Spesso in queste terre restano quelli che non hanno avuto le qualità per emigrare. O quelli che lo pensano di se stessi. Non deve più essere così. Dal Sud ogni anno emigra la quasi totalità di laureati. La seconda, di poter vivere in una realtà in cui il proprio talento sia spendibile, basta ascoltare qualsiasi ragazzo, che sia chimico o carpentiere, che lavori a Londra o ad Oxford o a Ferrara, che è stato scelto perché bravo, che ha avuto l’occasione di poter mostrare quello che vale. Nel Sud, invece, il talento non basta, deve sempre esserci la protezione, la mediazione, bisogna accontentarsi e poi implorare, il lavoro diventa un privilegio che ti è stato dato, e in cambio devi tacere e accettare quello che ti viene detto. Il lavoro deve essere un diritto e non un privilegio e se quel giovane decide di rimanere al Sud non deve sentirsi uno sconfitto, un fallito.

Hai mai pensato di andare via, di andare all’estero?


Sì. L’ho pensato tantissime volte. Non l’ho fatto finora perché mi sembrava un tradimento. Diceva Paolo Borsellino: "Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio. O si fanno la guerra o si mettono d’accordo".


Marilena Nardi http://www.marilenanardi.it/
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Come ha detto Silvio...

ZARATHUSTRA
http://www.cosiparlozarathustra.it/

Il rogo di Gomorra
(La Stampa)
MASSIMO GRAMELLINI
Sono d’accordo con l’Amato Premier. La mafia italiana è appena la sesta nel mondo (il prossimo anno non parteciperà neanche alla Champions), la sua fama è tutta colpa di «Gomorra». Che in realtà parla di camorra ed è pubblicato dalla casa editrice dell’Amato. Ma sono quisquilie. Piuttosto: perché fermarsi a Saviano, dico io. Si chiami il ministro fuochista Calderoli e gli si commissioni un bel falò per buttarci dentro altri libri disfattisti. Comincerei dai «Promessi sposi»: tutti quei bravacci e signorotti arroganti, che agli stranieri suggeriscono l’immagine fasulla di un Paese senza regole, dove la prepotenza e la furbizia prevalgono sul diritto. E «Il fu Mattia Pascal»? Vogliamo continuare a diffondere la favola negativa dell’uomo che cerca un legittimo impedimento per potersi fare i fatti suoi? Nel fuoco, insieme con «La coscienza di Zeno», un inetto che non riesce nemmeno a liberarsi del vizio del fumo, quanto di più diseducativo per una gioventù che ha bisogno di modelli positivi come il vincitore di «Amici».

Porrei quindi rimedio alla leggerezza sconsiderata del «Gattopardo». «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Hai trovato la formula segreta del potere e la spiattelli in giro così? In America nessun romanzo ha mai raccontato la ricetta della Coca-Cola. Nel fuoco anche Tomasi di Lampedusa: con quel cognome da nobile sarà di sicuro comunista. E poi «Il nome della rosa». Morti e sesso torbido in un monastero. Di questi tempi! Il nome della Rosa è Pantera. Il resto al rogo. Su con quelle fiamme e linea alla pubblicità.

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Chiarimenti.jpg
Chiarimenti
PV Una Vignetta di PV



Schizofrenie
Paride Puglia PUNCH


Saviano e la Mondadori
Sabato in un articolo su Repubblica Roberto Saviano rispondeva a Silvio Berlusconi che aveva accusato "Gomorra" di far solo pubblicità alla malavita organizzata. Ieri sempre sullo stesso quotidiano Marina Berlusconi era intervenuta in difesa del padre con cui si dichiarava pienamente d'accordo. Nella stessa pagina era ben visibile la pubblicità di "Gomorra". Pubblicità pagata dalla Mondadori, casa editrice del libro, di cui Marina Berlusconi è presidente.

C'è ancora qualcuno che ha il coraggio di affermare che è normale questo nostro Paese?

E oggi ancora su Repubblica, Ricky Cavallero, direttore generale di Libri Trade Mondadori, a cui è venuta la cagarella per la paura di perdere un autore dalle uova d'oro, dà il pieno appoggio allo scrittore.
Alberto alberto cane blog


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhpuwo_PsWNvQ3hW7s0I45X-qayHa6_Mb3eoFJpwgnuUSYi9CSHbk30X283hHTxM4XK8ri7BXqLWt410EZkHMUfhuNYWnm8NDEdXFWuyI5x-YOnIoq3lWUnF4koqEmUrEL5WBze8d_7VzNf/s400/classifica+001.jpg
LA CLASSIFICA
di Gianni Allegra L'Asino

EX LIBRIS

Dopo le critiche di Berlusconi al libro di Saviano "Gomorra" previsto un restiling, se non del contenuto, almeno della copertina.

Pubblicato da uber
Etichette: berlusconi, camorra, libertà di stampa, mafie
Occhiolino