venerdì 16 maggio 2014

18 maggio Pergine V.: 2014 persone per formare la Bicicletta più grande del Mondo

Domenica 18 maggio 2014 a Pergine Valsugana si terrà una manifestazione di sicuro interesse, organizzata dalla Pro Loco Pergine, ovvero la realizzazione della “Bicicletta più grande del mondo”.
Si svolgerà all'interno di un'importante iniziativa a sfondo sociale e benefico: la “Pedalata per la vita”, realizzata dallo Zock Gruppe in favore dell'Ail Trentino Onlus (Associazione Italiana contro le Leucemie, il Linfoma e il Mieloma).
Giunta alla sedicesima edizione, la “Pedalata per la vita” rappresenta, grazie allo Zock Gruppe, un momento ormai consolidato di confronto, discussione e solidarietà che mira al coinvolgimento della popolazione. Anno dopo anno, questa manifestazione è diventata un punto di riferimento per la cittadinanza, che fa sentire la sua presenza con l'afflusso di migliaia di persone.
La Pro Loco Pergine, forte della sua esperienza consolidata nell'organizzazione di eventi a carattere sociale (come le notissime Feste Medievali, Pasquissima e il Festival dell'Umorismo) presta il suo appoggio logistico a questa manifestazione, curando in particolare la “Bicicletta più grande del mondo”.
Si tenterà infatti di stabilire un primato mondiale in cui si coinvolgeranno 2014 persone che, indossando una maglietta colorata, si posizioneranno in modo da mettere insieme la forma di una bicicletta. Questa iniziativa non ha scopo di lucro ed è per sensibilizzare sul tema delle leucemie.
Attraverso la creazione di questa gigantesca “bicicletta umana”, la Città di Pergine, la Pro Loco e tutte le associazioni della cittadina valsuganotta daranno il benvenuto alla tappa del Giro d'Italia prevista per il 29 maggio.
L'opera di realizzazione della “bicicletta” sarà curata dall'artista e vignettista lombardo Tiziano Riverso, che si adopererà per creare il disegno e il progetto finale, così come la sistemazione delle persone. Riverso rappresenta uno dei più importanti artisti italiani del disegno; ha collaborato con numerose riviste e testate nazionali e ha prestato la sua esperienza di disegnatore a questa iniziativa benefica.
Com'è nata questa idea? Lo abbiamo chiesto a Sandro Zampedri, vicepresidente della Pro Loco Pergine: «L'idea è nata da un'intuizione di Alessandro Bencivenga, che ha proposto la realizzazione di un disegno gigantesco che coinvolgesse la cittadinanza perginese e subito in me è scattata la voglia di realizzarlo capendo la forza di questo progetto.
Allora, senza esitare l'ho proposto alla  Pro Loco che ha individuato come più idonea la celebrazione della 'Pedalata per la vita', in quanto occasione di sensibilizzazione su temi importanti e riesce a coinvolgere un numero elevatissimo di visitatori.
Tutto ciò è stato possibile grazie al supporto fondamentale del presidente della Pro Loco Paolo Stefani e di tutto lo staff. Un altro ringraziamento va a Maurizio Valcanover, segretario dello Zock Gruppe che ha aderito entusiasticamente assieme ai suoi 520 collaboratori e volontari»
Quella che si terrà a Pergine Valsugana in Viale dell'Industria presso la Caserma dei Vigili del Fuoco sarà in definitiva una splendida manifestazione all'insegna del sorriso e della solidarietà, a cui invitiamo tutti gli interessati.
Alle ore 13.00 la cittadinanza di Pergine proverà a battere il record de “il disegno più grande del mondo formato da persone”.

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Attenzione non dimenticate anche 

Concorso: "Non ci resta che ridere" a Pergine Valsugana (TN)

giovedì 15 maggio 2014

L'ultima foto di Camille Lepage



UNE PHOTOGRAPHE TUÉE EN CENTRAFRIQUE. Le dessin du Monde de ce mercredi.
Plantu

Nell'ultima foto postata su Instagram, una settimana fa, Camille Lepage mostra alcuni uomini armati in mezzo a una strada rossa, nella nebbia: l’immagine offre un quadro del modo in cui Camille lavorava e del pericolo al quale esponeva se stessa, nel tentativo di documentare i conflitti dimenticati: “Voglio creare empatia con le mie foto – aveva dichiarato – voglio che tutti quelli che le guardano provino vergogna per quei governi che permettono l’accadere di queste cose”.


camille_lepage
1 week ago
Travelling with the Anti Balaka to Amada Gaza, about 120km from Berberati, we left at 3.30am to avoid the Misca checkpoints and it took us 8 hours by motorbike as there is no proper roads to reach the village. In the region of Amada Gaza, 150 people were killed by the Seleka between March and now. Another attack took place on Sunday killing 6 people, the anti balaka Colonel Rock decides to send his elements there to patrol around and take people who fled to the bush back to their homes safely. #photojournalism #photography #carcrisis #documentary #latergram #antibalaka



Una strada rossa purtroppo sporca anche del sangue della fotografa.
Si perchè la giovane giornalista francese  Camille Lepage è stata uccisa in Repubblica Centrafricana, dove stava realizzando un reportage. “Il suo corpo senza vita – ha annunciato una nota del ministero degli Esteri francese nella notte del 13 maggio – è stato ritrovato il giorno seguente a ovest di Bangui dalle forze francesi della missione Sangaris”.
Il suo ultimo tweet risale a una settimana fa: “Ci vorranno otto ore di moto perché qui non ci sono strade”, aveva scritto Camille parlando del viaggio che stava facendo verso un villaggio a circa 60 km a ovest di Bouar, quasi al confine con il Camerun. E’ in quel viaggio, secondo le prime ricostruzioni, che la ragazza si sarebbe ritrovata coinvolta nei combattimenti, rimanendo uccisa. La ventiseienne fotoreporter francese seguiva da due anni la drammatica crisi della Repubblica Centrafricana dove, dal dicembre 2012, il conflitto in corso tra il governo e i ribelli Seleka si è aggravato e la situazione umanitaria, soprattutto in alcune cittadine dell’entroterra, è diventata catastrofica.



Camille Lepage

 

Il cuore di Camille

Reduce da scampagnata al Salone internazionale del Libro che in un colpo solo mi regala semi buoni per quasi tutto il lunario, è durissima riaffacciarsi al quotidiano mondo reale (che parolone: meglio reality). E’ quel mondo prodotto, confezionato e lanciato dal cielo dai (forse dei?) giornali d’occidente più quotati che, come aerei distributori di “pacchi alimentari” sulle zone di guerra, ci nutrono oppure ci fanno saltare in aria (questione più che di feeling, di sfiga)  visto che i “pacchi” cluster bombs hanno lo stesso colore delle derrate alimentari…
E dunque le news! a)Scajola/Matacena e, per sapor mediorientale, Dell’Utri b)Geithner ex ministro USA che ci confida in un suo libro il golpe/complotto ai danni dell’italico “papi della patria” (incidentalmente (accidentalmente?!) impegnato nei servizi sociali in quanto pregiudicato ndr) c)expo 2015: dal ribollir delle solite cloache massime  va l’aspro odor dei liquami l’anime a rattristar d)tutto quanto fa spettacolo e trend un po’ per celia e (a quanto pare) un po’ per non morir di fame, visto quanto rendono i gossip! Tutto il resto che tratta milioni d’umani massacrati fino al genocidio, protagonisti di tragedie per inondazioni/terremoti/crolli, schiavismo, mafia/terrorismo, milioni di bambini che muoiono infestati dai DDT della fame, sfruttamento sessuale, aids e ancora e ancora e ancora… ebbene: è tutta “roba” che, pur pochissimo distante dal nostro narciso occidentale ombelico, ignoriamo oppure, se (perfino!) autorevoli testate ce lo trasmettono, dimentichiamo velocemente.
Ti abbraccio forte Camille Lepage, cuore giovanissimo del Giornalismo di “tutto il resto”, fatto solo d’amore e passione, di storie autentiche e fatti veri che, per quanto fustigatori di scienze e coscienze, sempre informano e dunque educano.
Ti faresti ammazzare piuttosto di rinnegare quel cuore! Infatti è successo…
14 maggio 2014



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Il sito di Camille Lepage
I twitter di Camille
La pagina FB
Une journaliste française "assassinée" en Centrafrique
GRAND FORMAT. Photos signées Camille Lepage, tuée en Centrafrique
Camille Lepage, fotoreporter 26enne uccisa in Centrafrica. Francia apre inchiesta

mercoledì 14 maggio 2014

La donna e le religioni... secondo Boko Haram #BringBackOurGirls


#BringBackOurGirls






la donna e le religioni ... parlando di Bobo Haram
Riber Hansson




Parlando di Boko Haram
Riber Hansson

 

L'HASHTAG di Uber
 Quanto effetto potrà avere l'hashtag #BRINGBACKOURGIRL sui rapitori Boko Haram delle ragazze nigeriane non lo so ma comunque va bene tentare. La foto delle ragazze rapite me ne ha fatto venire in mente un altro: #helpus. Proviamoci.




Kidnapping
Osvaldo Gutierrez Gomez
Abduction of over 200 girls by Islamic terrorist group Boko Haram in Nigeria 13 May 2014


COWARDS
Deb Milbrath
they are spineless cowards pure and simple….and bastards too !!!! 14 May 2014




LES LYCÉENNES ENLEVÉES AU NIGERIA. Le dessin du Monde de ce mardi.
LE STUDENTESSE RAPITE IN NIGERIA. L'immagine di Monde di questo martedì.
Plantu





"GLOBAL TRAGEDY"
Antonio Rodriguez Garcia



Nigeria...
Pedro X. Molina
... 12 May 2014



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Il papa twitta e Michelle Obama promette aiuti: le ragazze nigeriane sono meno sole?

Uniamoci tutti nella preghiera per l'immediato rilascio delle liceali rapite in Nigeria è il tweet di papa Francesco con l'hashtag #bringbackourgirls, per le ragazze rapite in Nigeria. Le parole del papa fanno eco all'attenzione internazionale che in questi giorni sta avendo la questione. 
La First Lady americana Michelle Obama, promette aiuti concreti dagli Usa. La mogli del presidente ha ricordato che il caso nigeriano non è isolato e che nel mondo ci sono 65milioni di ragazze vittime di abusi di ogni genere.
Parole di appello anche dalla nostra presidente della Camera Laura Boldrini, che sottolinea come le bambine siano assimilabili alle nostre stesse figlie.
Rimaniamo nella speranza che la mobilitazione internazionale aiuti le ragazze a tornare presto a casa.

#BringBackOurGirls
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Le ragazze convertite all'Islam - nuovo video diffuso dai Boko Haram

I Boko Haram hanno diffuso un altro video. Questa volta si vedono le ragazze con l'abito tradizionale islamico khemar, un velo che copre fino ai fianchi, recitare il Corano.
Nel video si apprende inoltre che le studentesse cattoliche sono state obbligate a covertirsi all'Islam.
Secondo la BBC, il leader del gruppo Abubakar Shekau ha detto che le terrà in ostaggio finché non saranno liberati tutti i membri del gruppo Boko Haram imprigionati.

#BringBackOurGirls
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sabato 10 maggio 2014

Arrestato l'ex ministro Scajola




camera con vista
PORTOS / Franco Portinari

Ricostruzioni di Portos. L’arresto di Scajola
PORTOS / Franco Portinari 

di Tiziano Riverso



Camera con vista
di Stefano Trucco


Scuola Dia
Scajola arrestato dalla Dia: “Ha favorito la latitanza dell’ex deputato Matacena”.
Mauro Biani




Indiscrezioni
di Vincino
Dagospia: la moglie una femme fatal mica da ridere

 
 Uva
 
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La notizia:


ROMA (Reuters) - La Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria ha arrestato questa mattina l'ex ministro di Forza Italia Claudio Scajola, che al momento si trova in carcere a Roma con l'accusa di aver aiutato l'ex parlamentare forzista Amedeo Matacena, al momento latitante.
Lo ha reso noto la stessa Dia reggina.
A carico dell'ex ministro è emerso "un quadro indiziario grave", ha spiegato il procuratore della Repubblica di Reggio, Federico Cafiero de Raho, nel corso di una conferenza stampa.
L'indagine ha portato a otto i provvedimenti restrittivi, emessi dal gip Olga Tarzia su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio.
"Tra gli arrestati figurano l'ex ministro della Repubblica Claudio Scajola, nonché personaggi legati al noto imprenditore reggino ed ex parlamentare Amedeo Matacena, colpito anch'esso da provvedimento restrittivo unitamente alla moglie Chiara Rizzo ed alla madre Raffaella De Carolis. Matacena è latitante, a seguito di condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa", si legge in una nota.
Scajola è indagato per "favoreggiamento per procurata evasione e concorso in intestazione fittizia di beni", ha aggiunto De Raho, spiegando che Matacena, condannato nell'ottobre scorso con pena definitiva a 5 anni di carcere e attualmente latitante a Dubai, avrebbe voluto evitare l'estradizione riparando in Libano grazie all'appoggio e alle conoscenze, in quel Paese, dell'ex ministro.
Secondo gli inquirenti, Scajola "ha messo a disposizione della moglie di Matacena, anche lei latitante ma a Montecarlo, il suo ufficio di piazza di Spagna (a Roma) per incontrare lì una serie di soggetti che potevano esserle utili per mettere nelle società del marito delle teste di legno, per evitare che le società fossero sequestrate".
  Continua...



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Buduàr 12

BUDUÀR 12
rivista umoristica online 
diretta da Dino Aloi e Alessandro Prevosto 


http://www.buduar.it/buduar12


Non vogliamo pensare che Franco Origone, un altro amico, ci ha lasciatipiuttosto vogliamo usare un trucco, un piccolo gioco enigmistico che potrebbe chiamarsi “cambio di vocale”.Franco Origone ci ha lasciato un enorme archivio di sorrisi, di invenzioni che in tanti anni, con il fratello Agostino, ha coltivato, colorato, modificato, pubblicato. Ed è pescando lì che vogliamo che continui ad essere con noi/voi, ogni mese, come sono con noi Jacovitti, Botter, Domina, CavalloCon le loro rubriche, con le loro invenzioni, con i loro disegni.E’ per questo motivo che nelle pagine che abbiamo dedicato ad uno dei papà di Nilus abbiamo preferito parlare del loro lavoro e non della triste occasione. Un modo per ricordare Franco e far conoscere un po’ più ai nostri lettori l’enorme lavoro fatto in questi anni dai due fratelli.
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Quando ho cominciato a pensare a quello che è diventato “il progetto Buduàr” non avevo ancora le idee ben chiare ma ben chiara era l’ispirazione: il Salone dell’Umorismo di Bordighera.
Non tanto come mostra, ma come spirito (almeno quello originario). Una delle prime cose che mi colpì durante le mie partecipazioni, fu l’incredibile varietà di provenienze degli umoristi.Non c’era una Nazione non rappresentata. Un vero miracolo, se si pensa che non c’era internet e le comunicazioni, soprattutto verso il blocco sovietico, erano veramente difficoltose.
Oggi, piano piano, comincio a respirare quel clima internazionale: piano piano il nostro salotto si popola di...popoli.
Per scelta non indichiamo la provenienza dei nostri collaboratori, ma lo spirito internazionale di Buduàr è sempre più marcato e comincia prendere la piega che mi ero augurato. Dopo GoVa, Walter Toscano, Pierre Ballouhey, Robert Rousso, Jordi Artigas, Firuz Kutal, Omar Perez, François San Millan arriva questo mese, dalla Corsica, anche Battì.Un bel risultato se consideramo che la lingua italiana, in questo momento, non è certo tra le più parlate al mondo.Ma certamente non vogliamo dimenticare (né rinnegare) la nostra nazionalità e agli amici della prima ora (che aderirono con entusiasmo al progetto ad occhi chiusi) pian piano si stanno aggiungendo grandi talenti e grandi firme che non possono che accrescere il prestigio delle nostre pagine elettroniche.Questo mese diamo il benvenuto a Mario Lovergine, Fabio Magnasciutti e Ro Marcenaro. Altri ne stanno arrivando.
Quando abbiamo iniziato questa avventura avevamo una domanda in testa: riusciremo a riempire 60 pagine al mese?
Ora abbiamo sempre un dubbio: basteranno 120 pagine?
(Alessandro Prevosto dall'editoriale del numero 12)
In questo numero:
Dino Aloi, Mirko Amadeo, Pietro Ardito, Jordi Artigas, Pierre Ballouhey, Niccolò Barberio, Carlo Baffi, Antonio Botter, Battì, Gian Paolo Caprettini, Luciano Caratto, Athos Careghi, Sergio Cavallerin,
Giorgio Cavallo, Gianni Chiostri, Lido Contemori, Milko Dalla Battista, Marco De Angelis, Umberto Domina, Franco Donarelli, Maurizio Fei, Ferruccio Giromini, Emilio Isca, Gianlorenzo Ingrami, Benito Jacovitti, Mario Lovergine, Boris Makaresko, Ro Marcenaro, Fabio Magnasciutti, Melanton, Claudio Mellana, Aldo Mola, Paolo Moretti, Gaspare Morgione, Ivana Mulatero, Angelo Olivieri, Franco e Agostino Origone, Banda Osiris, Andrea Pecchia, Omar Perez, Franco Oneta, Alessandro Prevosto, Umberto Romaniello, Robert Rousso, Giuliano Rossetti, Oscar Sacchi, Marta Saijni, Ugo Saijni, Francois San Millan, Doriano Solinas, Carlo Squillante, Achille Superbi, Assunta Toti Buratti, Lucio Trojano, Pietro Vanessi, Firuz Kutal.
CLICCA SULLA COPERTINA PER LEGGERE IL NUMERO.
Il giornale è sfogliabile usando gli appositi tasti di navigazione in basso a destra di ogni pagina.
Da questo numero è anche possibile sfogliare clikkando col mouse o usando il dito (su palmari e smartphone) e trascinando la pagina a destra, sinistra o in basso.





COPERTINA DI: LIBERO ADATTAMENTO DI UN DISEGNO DI FRANCO ORIGONE

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di Fany-Blog


Franco Origone

giovedì 8 maggio 2014

Per le studentesse libere... #BringBackOurGirls

#BringBackOurGirls

 

Studentesse Libere
Nigeria. Rapite circa 200 ragazze, studentesse, da Boko Haram, gruppo estremista islamico.
Mauro Biani





Kidnapping in Nigeria
Alfredo Martirena
:(
07 May 2014

 
Kidnapped Nigerian Girls
By Pat Bagley, Salt Lake Tribune - 5/6/2014





Kidnapping...
Pedro X. Molina
... 05 May 2014

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 Da il The Post Internazionale 

Il sito  http://bringbackourgirls.blogspot.it/
Aggiornamento: Il numero delle ragazze scomparse è in realtà molto più alto di quello che si pensava inizialmente. Infatti, nel dormitorio erano alloggiate anche ragazze di altre scuole. Al momento mancano all'appello 276 ragazze, ma si sa che due di loro sono morte per colpa di serpenti velenosi, e altre 20 sono gravemente ammalate. (6 maggio 2014, ore 10:52).
La notte del 16 aprile, 234 ragazze tra i 16 e i 18 anni sono state rapite da un gruppo fondamentalista islamico chiamato Boko Haram.
Le ragazze si trovavano nella boarding school di Chibok, una piccola città di contadini nel nordest della Nigeria, per prepararsi agli esami di fine anno quando, nel pieno della notte, un numero imprecisato di militanti del gruppo islamico vestiti da militari sono andati a prenderle.
Circa 40 studentesse sono riuscite a scappare, ma i numeri sono confusi. Secondo alcune fonti ne mancano all'appello ancora 180, secondo altre molte di più.
Deborah Sanya è una di quelle che ce l'ha fatta. Ha raccontato al New Yorker che le dicevano di essere lì per proteggerle dai miliziani e che non dovevano preoccuparsi, che erano al sicuro. Solo quando gli uomini armati si sono messi a sparare per aria e gridare Allah Akbar (Dio è grande), hanno realizzato che non erano veri militari.
Hanno preso il cibo dalla scuola, incendiato l'edificio, fatto salire le liceali su camioncini e motociclette, e sono stati visti inoltrarsi nelle foreste al confine con il Cameroon.
Le ultime notizie non sono confortanti. Secondo gli abitanti della zona, sono state - o saranno a breve - vendute come spose a militanti del gruppo, per 12 dollari ciascuna. Facendo un po’ di matematica, 12 dollari per 234 ragazze fanno 2,808 dollari, poco più di 2,000 euro.
Halite Aliyu, membro di un'organizzazione chiamata Borno-Yobe People’s Forum, che si occupa di fare pressione sul governo affinché dedichi più energie a risolvere i problemi dei nord-est del paese, sostiene che siano state portate in Cameroon e in Chad.
Boko Haram, che letteralmente significa “l'educazione occidentale è un peccato”, è un gruppo fondamentalista islamico che crede che il nord della Nigeria sia governato da mussulmani corrotti, e pertanto vuole instaurare la Sharia. In particolare, sono avversi all'educazione di ispirazione occidentale, e credono che le donne debbano stare a casa a prendersi cura della famiglia,e non a scuola.
Le scuole statali e i villaggi del nord del paese sono stati i principali obiettivi dell'organizzazione, che negli ultimi quattro anni ha ucciso più di 4,000 persone e ne ha disperse mezzo milione.
Lo scorso febbraio Bako Haram aveva dato fuoco a una scuola maschile uccidendo 29 persone. Per questo motivo, pochi giorni prima del rapimento delle studentesse, il governo nigeriano aveva lanciato l'allarme, raccomandando alle scuole di restare chiuse. Ma il collegio di Chibok, quello dove sono state rapite le 234 ragazze, ha deciso di restare aperto in vista degli esami di fine anno.
Finora il governo si è mostrato incapace di affrontare l'emergenza di Boko Haram, e secondo l'International Crisis Group, non ha la volontà politica di fermarli. Il leader del gruppo, Mohammed Yusuf, è stato arrestato e interrogato più volte, ma non è mai stato processato perché alti ufficiali governativi sono intervenuti.
Dal 2013, il presidente Goodluck Jonathan ha aumentato il numero di truppe schierate nel triangolo che comprende gli stati nigeriani di Borno, Yobe e Adamawa. Il consigliere della sicurezza nazionale, Mohammed Sambo Dasuki, ha annunciato il 18 marzo di volere sconfiggere le cause prime del terrorismo proponendo un approccio soft. Ma questo non ha impedito alle violenze di intensificarsi.
Il ministro della difesa nigeriano Aliyu Mohammed Gusau ha dichiarato che il governo sta facendo tutto il possibile: “Stiamo ricevendo molte informazioni utili per liberare le ragazze. Le forze armate assicurano a tutti i nigeriani che continueranno a valutare ogni singola informazione ricevuta”.
Tuttavia, “le forze armate sono consapevoli che alcune informazioni ricevute vogliono in realtà essere solo uno stratagemma per distrarci dall'obiettivo di fermare il terrorismo e altri crimini violenti”, ha poi concluso il ministro della difesa.
Secondo il commissario dell'educazione, Musa Inuwa Kubo, il governo starebbe trattenendo informazioni essenziali circa le operazioni di salvataggio per “ragioni di sicurezza”.
Tuttavia, i dubbi sull'efficacia e sulla buona fede dell'azione del governo restano. Inizialmente le autorità hanno sostenuto che le ragazze rapite fossero più di 100, mentre la scuola e i genitori ne hanno contate 234 mancanti all'appello. Il giorno dopo il rapimento i militari hanno dichiarato di aver trovato e liberato quasi tutte le studentesse scomparse, affermazione successivamente smentita.
I genitori e i familiari hanno quindi deciso di mobilitarsi autonomamente. Hanno raccolto fondi per inviare una spedizione privata nella foresta Sambisa, ma gli abitanti dei villaggi li hanno dissuasi dal proseguire perché avevano visto le ragazze rapite insieme a miliziani su convogli pesantemente armati. I genitori hanno raccontato di non aver visto nessuna missione governativa per la ricerca delle studenti.
In centinaia hanno marciato per le strade della capitale nigeriana, Abuja, chiedendo al governo di intensificare le ricerche.
La comunità internazionale ha lanciato l'hashtag #bringbackourgirls. L'ONU sta facendo forti pressioni al governo nigeriano affinché intensifichi le ricerche. Far sparire 200 persone non è un'operazione facile.
06/05/2014




Wounded Innocence
Silvano Mello
Cruel reflections 30 Apr 2014
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Con un video messaggio il capo dei guerriglieri estremisti islamici di Boko Haram, Abubakar Shekau, ha rivendicato il rapimento di 223 studentesse di un liceo della Nigeria avvenuto il 14 aprile scorso. «Le ragazze saranno vendute o fatte sposare con la forza», dice nel comunicato. Nel Paese intanto infiammano le proteste. (Rcd - Corriere Tv)



 
Goodluck Jonathan
By Taylor Jones, El Nuevo Dia, Puerto Rico - 5/7/2014


 Tiziano Riverso



The abduction of Nigerian schoolgirls is just the latest despicable act committed by violent men who cling to archaic privileges given them by religion, ideology and tradition. I have more to say about that at http://lat.ms/1kZqFEoby David Horsey



by Pierpaolo Perazzolli

Schoolgirls abducted in Nigeria
Chappatte

 

L'HASHTAG di Uber
 Quanto effetto potrà avere l'hashtag #BRINGBACKOURGIRL sui rapitori Boko Haram delle ragazze nigeriane non lo so ma comunque va bene tentare. La foto delle ragazze rapite me ne ha fatto venire in mente un altro: #helpus. Proviamoci.



Boko Haram
By Bob Englehart, The Hartford Courant - 5/7/2014


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http://bringbackourgirlsitalia.wordpress.com/

www.repubblica.it/quella_paura_negli_occhi_delle_ragazze_rapite

Meno male ... che Grillo... c'è!

ALTRIMENTI A CHI SI DIFFAMAVA
by Elchicotriste
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  1. Ferrara: “Disprezzo per chi prende Grillo sul serio”
  2. Eugenio Scalfari: "Grillo è l'arci-italiano del peggio"
  3. Grillo querela Belpietro per diffamazione. Libero lo aveva paragonato a Stalin
  4. Beppe Grillo dice a Floris di non essere un vero giornalista ma un servo del padrone.
  5. Gruber, l'ancella del potere
  6. Rai, Grillo contro Fabio Fazio: è stuoino del Pd
  7.  Il colloquio tra Grillo e Giletti 
  8. Santoro: “Grillo smetta di usare toni illiberali o anche noi andremo in piazza”
  9. Alessandro Di Battista risponde a Formigli: a Piazzapulita solo bugie sul M5S
  10. Vauro: «Nel M5S sento puzza di fascismo». Grillo: «Attacco raccapricciante»
  11. NOMINANO GRILLO IN STUDIO, LA D'URSO REAGISCE COSI'
  12. Grillo tratta con Vespa
  13. Sallusti

mancano questi

 Europee, Renzi: “Grillo è sciacallo”. Lui: “Premier come Genny ‘a Carogna”
 Berlusconi sfida i giudici: “Sentenza golpe”. E su Grillo dice: “Come Hitler e Stalin”

mercoledì 7 maggio 2014

Sergio Staino a Siena. Satira e sogni di un maestro

Rispondo in modo collettivo ai vari amici e conoscenti che si sono detti interessati a visitare la mia mostra a Santa Maria della Scala a Siena.
Sabato 17 maggio sarà la Notte dei Musei, manifestazione in cui rientra anche l'antico ospedale in cui sono esposte le mie opere. Per questa occasione io mi troverò in loco ad accogliere ed accompagnare tutti quegli amici che non hanno potuto essere presenti il giorno dell'inaugurazione. Sarò lì dalle 17 in avanti e se le condizioni tecniche lo permettono intorno alle 19 farò anche una breve dimostrazione di disegno digitale sulla tavoletta grafica.
Chi di voi fosse interessato alla cosa mi scriva in modo da avere un'idea di quanti potremmo essere.
Un caro saluto,
Sergio

 Si, riporto l'e-mail  di Sergio  per condividere  con tutti voi amici della satira, la splendida possibilità per chi non è potuto andare all'inaugurazione della mostra antologica a Siena
di incontrarlo il maestro il 17 maggio per la sua grande mostra:

Satira e Sogni


 Dal 6 aprile al 3 novembre è aperta al pubblico la prima rassegna “antologica” di Sergio Staino.
Nell’esposizione, dall'emblematico titolo “Satira e Sogni”, che evoca le due attitudini principali che hanno da sempre caratterizzato il lavoro dell'artista, si potranno ammirare gli acquarelli e le più recenti opere digitali che hanno reso Sergio Staino uno tra i maggiori protagonisti della satira in Italia. Sono esposte in mostra oltre trecento opere, dalle prime strisce di Bobo per Linus, che risalgono ai primi anni Settanta, fino alle più recenti creazioni in digitale.
“Utilizzare queste tecnologie”, ha raccontato, “mi sembrava un ripiego e una cosa triste. In realtà ho scoperto una parte meravigliosa del mondo. Non nascondo che sono emozionato, perché sono nato a Piancastagnaio (Siena) e in età avanzata mi vedo consacrato in una bella mostra nella mia terra”.


Qualche anticipazione della mostra di Sergio Staino
da Artribune

Sergio Staino. Satira e sogni - Santa Maria della Scala, Siena 2014 from Artribune Tv on Vimeo.
Video di Giulio Frediani
coordinamento e testi: Helga Marsala
Produzione Artribune Television per Opera Laboratori Fiorentini – Gruppo Civita


Il rapporto con l’attualità è fondamentale, perché seguendo come seguo io, sempre appassionatamente, le vicende politiche italiane, ed essendo immerso fino in fondo nella voglia di cambiamento, se non avessi questa possibilità di sfogarmi giorno per giorno con una vignetta, rispetto a tutte le cose che mi danno fastidio, probabilmente sarei ammalato di ulcera”.
Satira come terapia, come sopravvivenza, come forma di resistenza, come maniera di stare al mondo. Immergendosi nel flusso caotico ed aspro delle cose, ma per imparare a metabolizzarne la sostanza, a reggerne il peso, a farne creatività e pensiero. Così, Sergio Staino, da oltre quarant’anni, inforca prima la sua matita, poi la sua penna elettronica, raccontando frammenti d’Italia con quell’esprit sagace, umoristico, tagliente, brillante e insieme emotivo, che contraddistingue le sue celebri illustrazioni. Usi, costumi, fatti e misfatti, vizi e virtù, ingenuità e genialità, scorci di cronaca politica, sociale e culturale, diventano materia prima di micro narrazioni grafiche, affidate a personaggi umanissimi, popolari, autentici, calati in una quotidianità domestica, familiare.


Il mitico Bobo, papà tenero e disincantato, con la freddura sempre pronta e uno sguardo tanto impietoso quanto affettuoso sull’esistenza, è l’icona semplice per eccellenza, incarnazione di una saggezza popolare condivisa con moglie, figli e un bouquet di personaggi altrettanto comuni, altrettanto straordinari. Commentatori arguti di un Paese che seduce e che tormenta, difficile da raccontare, difficile da radiografare. E la satira, in quest’operazione di ascolto e di scoperchiamento, di osservazione ravvicinata e di educata provocazione, diventa spazio necessario di critica, di libertà, di lettura ludica e non allineata. “Se ancora funziona”, continua Staino, “se ancora la vignetta fa ridere, se ancora il personaggio è amato, è perché si fa collettore di un umore popolare. E questo lo ottieni vivendo tra la gente, non andando tra i salotti, tra i corridoi ministeriali”.
Il suo inconfondibile tratto pittorico, aggraziato, appassionato, privo di analitiche freddezze, si racconta in tutta la sua maestria tra le sale di quest’antologica dal titolo Satira e Sogni, che Siena gli dedica negli spazi di Santa Maria della Scala, grazie a un progetto di Opera Laboratori Fiorentini – Gruppo Civita. Una panoramica della mostra nel video report di Artribune Television,  con le parole dello stesso Staino e del curatore, Maurizio Boldrini, a condurre il percorso tra memorie, facezie, segni, disegni, pensieri.
Helga Marsala

Sergio Staino, Satira e Sogni
4 aprile 2014
3 novembre 2014
Santa Maria della Scala – Piazza del Duomo 2, Siena
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La mostra, fortemente voluta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Siena e organizzata da Opera Civita Group, sarà parte integrante dei sette percorsi museali del Santa Maria della Scala.
Contemporaneamente alla mostra sarà infatti possibile percorrere i suggestivi ambienti monumentali dell’antico ospedale così da valorizzare i sette percorsi museali esistenti: I luoghi dell’accoglienza e della cura; Jacopo della Quercia (La Fonte Gaia); Museo Archeologico Nazionale; Le bandiere delle Contrade (dal museo Stibbert); Siena, Racconto della città (Dalle origini al medioevo); Il tesoro (Le reliquie e gli ori) e il Museo d’Arte per bambini.

Orari
Tutti i giorni 10.30 – 18.30
La biglietteria del Santa Maria della Scala e della Mostra chiude alle 18.00

Prenotazioni
0577 292615
Ticket@comune.siena.it
www.b-ticket.com/b-ticket/sienateatri/

Informazioni
www.sergiostaino.it
 http://www.santamariadellascala.com/w2d3/v3/view/sms2/mostre/in_corso--52/index.html