sabato 25 aprile 2020

25 aprile 2020 festeggiamolo a casa #iorestolibero #iorestolibera

Resistere, resistere, distanziare!
Hasta la victoria!
Grazia / GIO


25 Aprile 2020
Bella ciao ...
Auguri a tutti per tutto
Gianfranco Uber


Questo è il mio fiore del Partigiano e lo troverete così nelle mie prossime (diverse) vignette per il 25 aprile. Per un'iniziativa dell'Anpi di Colleferro, per l'Istituto Cervi, per la vignetta su Repubblica del 25, e per un'animazione (!) video per il 54esimo di matrimonio dei miei (proprio il 25 aprile). E' sempre lo stesso fiore del Partigiano. Da sempre, per sempre.
Mauro Biani


25 Aprile
Durando


#antifa #Anpi #25aprile #bellaciao #bellaciaoinognicasa #Liberazione #festadellaliberazione #Resistenza #partigiani #SatiraNeurodeficiente
Mario Airaghi


 Passepartout
 Darix

Tiziano Riverso

Passepartout

Passepartout


Buon 25 aprile.
https://gianloingrami.blogspot.com/2020/04/festa.html
Gianlo

L'ultimo Partigiano
Giannelli
[O calembour, portami via... Eh sì, anche oggi il Maestro ce ne regala uno, anche se può essere colto solo dagli ultrasettantenni. Calembour, però senza rinunciare al mash up con l’attualità. Una vera e propria dipendenza, questa del Maestro. La questione senile continua a contraddistinguere questa fase della produzione giannelliana, oggi con l’immancabile richiamo alla Liberazione. Ma mentre il messaggio in chiaro va alle ben note vicende virali, qua e là troviamo segni altri: il tricolore, rigido e striato, che sembra uno zerbino (l’italia con l’Europa in questi giorni?), la manicure punk della signora di dubbia interpretazione, ma soprattutto chi, anzi che cosa risponde alla notizia. È il fiore, il fiore del partigiano. Grande Maestro.
(IlPartigianoEmil)]



25 APRILE!
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Bella Ciao
https://www.youtube.com/watch?v=55yCQOioTyY
MOISE


La memoria con divisa
Marassi





*
Il 25 aprile 2020 sarà una giornata di liberazione, forse la più grande dal dopoguerra. Quest'anno, a causa della emergenza sanitaria Covid-19, non si potranno riempire le piazze di canti e bandiere ma l’Italia potrà unirsi nella grande manifestazione virtuale 25 aprile 2020 #iorestolibera #iorestolibero, trasmessa in streaming a partire dalle 14,30 dalla pagina Facebook e da numerose altre piattaforme il cui elenco è aggiornato sul sito

www.25aprile2020.it

Massimo Jatosti



Non più madri e casalinghe, ma “bandite” e clandestine. In una sola parola: Partigiane, le donne che hanno scritto le pagine della Resistenza italiana, quelle che hanno combattuto al fianco degli uomini per dare cittadinanza ai diritti di parità e di genere. A loro è dedicato un documentario bello e profondo, “Bandite” (del 2009), a cura delle registe Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini, che in questi giorni è disponibile In STREAMING fino al 26 aprile: "BANDITE".

lunedì 20 aprile 2020

Totò



Totò
Andrea Pazienza per il Male




CINQUANTATRE ANNI FA...

Totò, pseudonimo di Antonio de Curtis (Napoli, 15 febbraio 1898 – Roma, 15 aprile 1967), attore e comico italiano.

Simbolo dello spettacolo comico in Italia, soprannominato «il principe della risata», è considerato, anche in virtù di alcuni ruoli drammatici, uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani.


Totò
Marzio Mariani



Totò cinquantenario
Gio / Maria Grazia Quaranta



TOTÒ (ANTONIO DE CURTIS)
by WALTER TOSCANO
Traditional work.




Totò
Antonio Bottone




Totò
Agim Sulaj

Omaggio a Totò
Romaniello


Totò
Gianni InkJohn










"Mi chiamo Guardalavecchia, ma guardo dove mi pare".
Totò
Marilena Nardi


Totò
Angel Boligan


Il Principe fresco di giornata.
Beppe Mora


Fonte Ansa
Immortale Totò, principe della risata e imperatore solitario
Cosa si può dire ancora di Totò, per gli amici Antonio De Curtis ma per l'anagrafe Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio, scomparso il 15 aprile 1967 nella sua casa romana di Viale Parioli a soli 69 anni di una vita furibonda e frenetica? Tanto fu applaudito ed esecrato in vita, specie dalla critica, tanto suscitò passioni ed amori nel pubblico e nelle donne, tanto fu un'anima solitaria come solo i grandi comici sanno essere e tanto visse sempre nell'angoscia di non essere ricordato se non per la sua maschera farsesca. Dopo una consacrazione postuma che lo ha innalzato ai vertici della popolarità e dell'arte, dopo le mille e mille righe a lui dedicate da studiosi (Umberto Eco) e artisti (Pasolini scrisse che la "sua maschera riuniva perfettamente l'assurdità e il clownesco con l'immensamente umano") cosa resta da dire?

Figlio illegittimo del Barone Giuseppe De Curtis e di Anna Clemente, Antonio "N.N." Clemente detto Totò nasce il 15 febbraio 1898 nel cuore della "guapperia" napoletana al Rione Sanità in quella casa modesta che oggi sarebbe il suo museo ed è invece lasciata nell'incuria a rischio di crollo. Malinconico e solitario, poco versato per gli studi e complessato per il suo stato di "figlio di nessuno" (il padre lo riconobbe dopo i 20 anni), Totò si rifugia fin da bambino dietro la maschera del comico e dell'istrione, le sole armi con cui si fa amare da compagni e grandi. Esordisce sui palcoscenici periferici di Napoli già nel 1913, ma è solo dopo la Grande Guerra (sotto le armi ma lontano dal fronte) che abbraccia il suo destino sul palcoscenico della Sala Napoli scritturato da Eduardo D'Acierno.

Il padre riunisce la famiglia a Roma e qui Totò, nella totale disapprovazione dei genitori, comincia la sua vera gavetta da "straordinario" di compagnia, aggregato a diverse formazioni, spesso lasciato senza lavoro e senza soldi, solo a fatica in grado di farsi largo nel mondo della commedia dell'arte e dell'avanspettacolo. Il fortuito incontro con Giuseppe Iovinelli, l'impresario dell'Ambra Iovinelli di Roma e l'inaspettato successo delle sue macchiette ne fanno rapidamente un divo della scena comica. Non scorderà mai però la fatica degli esordi: "La miseria - diceva - è il copione della vera comicità... Non si può essere un vero attore comico senza aver fatto la guerra con la vita". Simile in questo a Charlot, che spesso additò a modello, desolato come Buster Keaton a cui fin troppo spesso veniva accostato per la gestualità straniata, Totò fu però soprattutto un formidabile autodidatta, capace di cogliere nei tic della gente comune i tratti che poi elevava a gesti comici (da bambino lo chiamavano 'o spione per la sua attenzione al lato buffo degli altri), anarchico nel lavoro quanto meticoloso nella costruzione di sé e delle sue maschere.

Nel pantheon dei grandi interpreti "del corpo" assomma i tratti di Eduardo e Tati, Chaplin e Keaton, ma non viene mai meno a una originalità senza limiti che, lo faceva applaudire anche dagli stranieri (dalla Svizzera alla Spagna), mentre solo la pigrizia e la timidezza provinciale gli preclusero i palcoscenici più grandi, compreso quello americano dove venne invano invitato. La sua eredità non viene ben descritta dai numeri, comunque impressionanti: 97 lungometraggi interpretati a passo di carica dopo l'esordio nel 1937 con "Fermo con le mani", voluto da Goffredo Lombardo che cercava volti nuovi per il cinema; oltre 50 spettacoli tra commedia, rivista, avaspettacolo nell'arco di tempo che va dal 1928 al 1957 quando l'aggravarsi di una acuta malattia agli occhi lo rese praticamente cieco. In parallelo ci sono poi le prove da cantante (con un successo speciale per "Malafemmena"), le apparizioni televisive (memorabile "Studio Uno" con Mina), le poesie (la raccolta di "A' livella"), i fumetti, le pubblicità, le apparizioni a sorpresa. Ma il cuore di un successo che ancora oggi lo fa primeggiare su ogni altro protagonista della scena italiana (a grande distanza da Alberto Sordi e Massimo Troisi) viene da una genialità interpretativa che sempre lo fece autore di se stesso, in una dimensione sospesa tra osservazione del reale e astrazione surrealista, satira e farsa, intuizione verbale (celeberrimi i modi dire che sono entrati nel lessico comune) e costruzione fisica (la maschera-automa, il guitto e il poeta, il pulcinella e il nobile).

Benché abbia avuto al cinema pigmalioni come Cesare Zavattini e De Sica, poi grandi sodali come Carlo Ludovico Bragaglia, Steno e Monicelli o perfetti complici del suo genio (da Corbucci a Mattoli a Mastrocinque), solo a fine carriera ebbe l'onore dei maggiori autori italiani: lo voleva Fellini per mai realizzato "Viaggio di G. Mastorna", lo scelse Pasolini (da "Uccellacci e uccellini" a "Che cosa sono le nuvole"), lo chiamarono Risi, Bolognini, Lattuada. Eppure nell'immaginario popolare vive soprattutto per i film interamente modellati su di lui, da "Miseria e nobiltà" a " Totò le mokò", da "I pompieri di Viggiù" a "47 morto che parla" fino ai vari episodi di " Totò e Peppino" in coppia con l'amico De Filippo.

Fece scalpore anche nella vita privata, segnata da grandi passioni e dolori: dal suicidio della prima moglie, la sciantosa Liliana Castagnola, fino alla tormentata e appassionata storia con Franca Faldini. Si fece adottare, nel 1933, dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas, in rincorsa a quel prestigio aristocratico che gli sembrava riscattare le sue origini; si sentiva davvero erede del sacro romano impero e della corona di Costantinopoli, anche se le battaglie legali gli fruttarono spesso denunce e delusioni. Come in una pièce di Pirandello ebbe l'onore di 3 funerali: il primo a Roma, vegliato per due giorni dai più grandi di cinema e teatro; il secondo a Napoli in un bagno di folla con 250.000 anime straziate dietro al feretro; il terzo nel cuore di Spaccanapoli dove un guappo locale organizzò la cerimonia intorno a una bara vuota. Ma a quel punto la sua arte volava ormai da giorni nel firmamento dei geni.

giovedì 16 aprile 2020

Federica Pareschi

Da Crittografie 

Da Crittografie 1
 l'Anima in Gioco
Si chiama Pasquale, ha i capelli rossi, il sorriso in
bocca ed è quello che tutte le mattine alle sette e
mezzo ti prepara il cappuccino e tiene da parte la
brioche che ti piace.
È quello a cui, tutti i santi giorni, paghi euri uno e ottanta
e dici: "Buona giornata, Pasquale".
Pasquale. E se lavorerai tutta la vita glielo dirai tutti
i giorni, Pasquale, Pasquale e Pasquale.
Né Mario, né Carlo, né Vercingetorige.
Egli è un insieme di sfaccettature che, messe insieme,
fanno di lui un Pasquale e tutti lo conoscono
come tale, punto.
E provaci, domani, a dirgli: "Ciao, Anna", guarda come
ci rimane.
Comincia a chiamarlo così, vedrai che prima o poi si
farà coraggio e ti dirà: "Guardi signora, che mi chiamo
Pasquale..."
E tu rispondigli: "No, bellino, finora ci sono cascata
ma alla fine ho capito: tu sei Anna perché hai i capelli
rossi, Pasquale è un nome sbagliato, tanto
più che sei nato in agosto, figuriamoci".
E poi dimmi se egli non sarebbe giustificato a chiamarti
Giovanna (la pazza, naturalmente).
Ecco. A un certo punto della mia vita m'è capitato e
m'hanno ribattezzata tagliando via parti che mi
qualificavano. Non mi resta che bisensare e bisensare
e bisensare e la cosa, per l'appunto di senso
me ne fa parecchio.
Fui l'ombrello di mogli frigide e ricovero di Lise pestate
per benino, fui.
Ora sono qui, mozza e sbilenca, dice che così mi si
capisce meglio ma tu lo capiresti un pasquale che
ti dicesse: "Da oggi qui si fa solo il caffè: brioche, latte
e zucchero portali da casa, così è più chiaro il
senso dell'insegna fuori, <Caffè> appunto".
Io mi chiamo crittografia mnemonica, chi vuole mi
capisce e sa cosa può trovare in me, senza snaturarmi
tanto in nome della logica. Usatelo quel cuore,
il cervello tenetelo per risolvermi. E per chiamare
il barista col nome giusto.
Sempre vostra.

2. Crittografia mnemonica 5 2 5
MASTITE
Tedina


l'Enigmistica è Femmina (Speciale 8 marzo 2014)

Gli è che tutto si ripete, uguale, identico: e non
importa di quali mondi si tratti.
Non si è diversi dagli umani, qui.
Gli uomini chiacchierano, le donne fanno; e
chiacchierando chiacchierando son giunti alla conclusione
che per ogni uomo ci siano sette donne,
l'harem potenziale e bramato, anche se non sanno
esattamente dove siano.
Pure quel venticinque marzo del 1911 gli uomini
dirigevano e le donne eseguivano: finì che le donne
ci rimasero stecchite e gli uomini furono assolti.
Ora, per carità, non è che qui ci si lasci le penne -
qualcuno ci lascia le matite ma non dipende dal
sesso - però sarebbe ora di bilanciare certe diseguaglianze
che ci fanno ormai storcere la bocca.
La crittografia è femmina, lo dice il nome e con la
sua definizione spiega come ci si debba muovere
per giungere all'agognata soluzione, femmina anch'essa.
Subito sotto sta il diagramma: maschio! esclamerete.
E mica tanto: è formato da una chiave, una prima
lettura e una frase risolutiva.
Tre femmine per originare un maschio, scusateci
se è poco.
Eh, vi sento ribattere, intanto termina per "a".
Certo, bella soddisfazione, andate a dirlo a quei
maschietti che si chiamano Andrea, per esempio.
Che poi, mica per pignoleria, ma il diagramma è
fatto di numeri (maschi) ma i numeri son formati
da cifre e qui la femmina è palese.
E qui si rischia seriamente il tranello delle "quote
rosa" tanto in uso tra gli umani e che sa di "almeno
state zitte" da un miglio di distanza.
Non si vuole questo, no, noi si ambisce alla giustizia
vera.
Quel che ci fa rabbia è l'esposto.
Sta lì, placido e beato, poche parole, meglio una
sola e tutto il suo oziare premiato col neretto e il
maiuscolo, lui, il pavone.
Insopportabile nel suo disperato apparire, quasi
narcisistico e comunque travestito da sobrio, talvolta
serioso leader in un gioco di squadra.
Dice che anche il ragionamento è maschio.
E ce lo vediamo, pieno di mascolino orgoglio, costretto
a restare prigioniero nel cervello rifiutandosi
d'aver a che fare con sinapsi, corde vocali, mani
e biro.
Insomma, troviamo un altro nome a quest'esposto,
non tanto per essere autoritarie, per volerla
vinta a tutti i costi, semmai per una certa turnazione.
Che ci si riposi anche noi, ogni tanto, il neretto è
sempre chic, ci garberebbe indossarlo e fare la nostra
bella figura.
E se proprio non si può non consolateci con un
ramo di mimosa, il giorno dopo già a capo basso.
Se mimosa dev'essere che sia una bella fetta.
Sempre vostra.





Ipermetropia.

L’albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
credevi fosse acanto
invece era l’ontano.



Federica Pareschi (1967-2018) ,valente autrice e redattrice della rivista Crittografie

PS: oggi 16 aprile sarebbe stato il compleanno di Tedina, e voglio ricordar qui questa splendida amica virtuale, con questo post che forse è troppo poco per far capire quanto sei stata una grande enigmista . Timida io e timida tu  a Roma alla mostra dei rebus, nella stessa stanza nella visita  guidata, siamo riuscite a non incontrarci. Quanto abbiamo sorriso di quel mancato incontro.
Buon compleanno Tedina!


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Quarantasette dappertutto di Federica Pareschi




Soluzioni:
12. rischiodi S ch'è MIA = rischio d'ischemia
2. cocco di mamma - Varianti accettate: fuoco di poppa (G) fuoco di
poppa (B) - Varianti rifiutate: presa di petto (Z)

venerdì 10 aprile 2020

Grazie!


Da Parma. In prima linea... ma purtroppo è così in tutto il mondo!
Grazie per tutto ciò che fate.
Avete un ❤️ grande così!


I CARTOON DEDICATI AGLI EROI DELLA SANITÀ.

Grazie
Milo Manara


NON TUTTI I SUPEREROI INDOSSANO IL MANTELLO.
#infermiere #infermieri #nurse #supereroi #coronavirus
Durando 5/03/2020

"Supereroi d'Italia" - dedicato a tutto il fantastico personale medico-infermieristico d'Italia... infinitamente GRAZIE
Marco D'Agostino
Grazie anche a loro: non sono invisibili, ma rischiano molto per salvarci.
Milo Manara

#Olympics2020 #HealthcareHeroes
Steve Sacks


#NewYork #NewYorkCoronavirus
Steve Sacks

Grazie
 Mauro Biani

Thanks for the applause...
but what we need is the protection!
Peter Brokes





Martin Rowson on the sacrifice of our #NHS staff

Grazie Tonus ❤️
E grazie ai 52 fra medici, infermieri e operatori cubani arrivati in Italia per aiutare il nostro sistema sanitario collassato.
Grazie Cuba
Quando tutto sarà finito, ricordiamoci di chi ci ha aiutati e di chi nei decenni ha tagliato fondi alla sanità pubblica per 45 miliardi di euro.



En el corazón mismo de la batalla. Aplausos para todo el personal de la salud, estén donde estén!
Jorge / Jorge Sánchez Armas - Cuba


Our current Most Valuable Players
Pat Bagley


New York Hero by Nuez.

Grazie Albania
GIO
www.caricaturegio.altervista.it



Reconocimiento...
Omar Perez


Onore ai Medici e infermieri Italiani❤️
Agim Sulaj


.nel nostro paese più di 110 tra dottori e infermieri morti dal virus...caduti...facendo il loro lavoro... salvare vite umane...
 Michael Kountouris...


O bastão de Asclépio | The Rod of Asclepius
Para todos os profissionais de saúde que arriscam suas próprias vidas para salvar as nossas. OBRIGADO!
To all the healthcare workers who risk their own lives to save ours. THANK YOU!
Dalcio


HOMMAGE AU PERSONNEL MÉDICAL.
 Plantu


Chappatte


Ai nostri draghi che lavorano negli ospedali. ❤️
#medici #infermieri #coronavirus #covid19 #andràtuttobene #iorestoacasa
Anna Laura Folena


Arriveranno le rondini anche per chi lavora negli ospedali per salvarci la vita.
Questa mia opera è un ringraziamento a tutti loro.
#medici #infermieri #coronavirus #covid19 #andràtuttobene #iorestoacasa
Anna Laura Folena



"Healthcare Heroes" Published today.
Day 20 Shelter in Place/Quarantine. The situation is horrific, New York has more cases than any country. NYC using mass graves. I've been shaking all day just thinking of the families, the victims, the essential workers...
Also, I am deeply saddened by the passing of Perry Rosenstein, a most gracious human being who devoted hiw life to advocate for human rights and the arts, founder of the Puffin Foundation, which I had the honor to collaborate with over the years.
I had to venture out today for a few minutes, it took me a LONG time to prepare and to sanitize after coming back. For the life of me, I do not understand why social distancing is not happening as it should! #StayHomeToSaveLIves
Quarantine activities today included: Freaking out, drawing, zoom meetings, online research, zoom lecture on Buddhism (seems like a good time to focus on the present moment,) therapy (phone,) laundry (whatever happens, please know that I had clean clothes on, kidding... kind of.)
Things that keep me -relatively- sane: Meditation, zoom yoga, zoom/texts/calls with family/friends, 7pm cacerolazo honoring essential workers (with my Tibetan singing bowl.)
Things driving me crazy: People not social distancing!
What I'm missing most today: Optimism.
What I'm most grateful for today: My husband, partner, rock.
Today's Freak Out Level (1/10): 8. Rage Level: 100. Sadness level: 10. Despair-o-meter: 10 (mass graves.)
How are YOU?
TODAY'S NUMBERS: USA: 459,165. NYC Cases: 92384, deaths: 5663.
Please take care everyone. Sending love and (virtual) hugs.
#Gratitude #Grateful #Coronavirus #Covid19 #Pandemic
#StayHome #Solidarity #StayHomeStaySafe #StayHomeSaveLives #StayHomeForEveryonesSake #FlattenTheCurve #CoronavirusPandemic #Covid19Pandemic #Care #UniversalHealthCare #AndreaArroyoArt #NYStrong #NewYorkArt #Manhattan #thenewyorktimes #feministartist #ArtSaves #ArtIsWork #HealthcareHeroes #EssentialWorkers #Doctors #Nurses #HomeAids #MedicalStaff ManhattanTimes\



RESTIAMO A CASA




mercoledì 8 aprile 2020

Sorridiamo: Leonardo di Peter Brookes


Peter Brookes
@BrookesTimes
·
1 apr
My cartoon Wednesday
@TheTimes
 may be a bit light, but I need some light among the unrelenting gloom occasionally #JoeWicksPE #leonardodavinci


Come dice l'autore Peter Brookes , questo disegno potrebbe e forse anche lo è, leggero, ma c'è bisogno di un po' di luce tra l'incessante oscurità di questi tempi.

PS: Joe Wicks ,  altrimenti noto come "The Body Coach", è un fitness coach, presentatore televisivo e autore britannico. Il suo metodo di fitness utilizza allenamenti brevi intensi ad alta intensità, da fare tra le mura domestiche.






venerdì 3 aprile 2020

Albert Uderzo (1927 -2020)


"Albert Uderzo, il fumettista e sceneggiatore francese più noto per il suo lavoro su Astérix, è morto all'età di 92 anni, il 24 marzo 2020.
Pierre Ballouhey



non piango Uderzo, lo ringrazio con un sorriso
andarsene a 93 anni, dopo essere stati Uderzo per tutta la vita, dopo tanto aver avuto e dato, è una benedizione
Asterix è sempre stata la mia Routard, da quando iniziai a vagabondare con lui, costretto al letto, per non smettere più
ogni viaggio intrapreso ha avuto lui come guida
la prima volta nell’isola di Napoleone avevo come unico riferimento il frontespizio di Asterix in Corsica, con la fortificazione di Aleria che ne faceva il polo d’attrazione
convinsi i compagni di viaggio a raggiungerla, promettendo meraviglie, scendendo da Bastia con le nostre moto caricate in modo cubista: naturalmente non c’era un cazzo ma eravamo felici, avevamo benzina e stecche di sigarette, il resto lo avremmo trovato lungo la strada
passammo gran parte del tempo, io e Matteo, a disinfettare il lobo di Alessandro, gonfio come una braciola, buchi freschi appena fatti insieme
tornandoci successivamente siamo finiti dentro pagina 24 e tutto era magnifico
ci immergemmo nell’acqua gelida all’alba, nei pressi di Corte (o almeno credo) guardandoci vivere, lasciando le tende in balia dei maiali selvatici
incontrammo Ocatarinetabelasciscix ma non era più un capoclan corso ma un barista, per noi andava benissimo così
quattro antichissimi vecchi ci osservavano sfilare, noi e la vita, dalla panchina su cui vivevano
in Iberia, superati i Pirenei, seguendo il tracciato romano, visitammo villaggi di pietra, Salsadipeperon y Monton ci dissetò nella sua osteria
a Lutezia eri seduta tra le mie gambe, occhi come acquari e capelli cortissimi (ce li aveva tagliati Patrizio con delle forbicine da unghie un mese prima, fuori dalla tenda, nei pressi di Nemausus), arrotolavo briciole di foglie morte dentro una cartina
e conoscemmo i fieri Belgi, i severi Goti che ci rimproveravano in neretto decorato, mentre ciondolavamo su altalene a molla, in un parchetto, accanto al camper: Massimiliano, Alessandro, lì ciascuno di noi prese un pezzo di Stefano e lo portò nel cuore
a Londinium bevemmo cervogia tiepida con Beltorax, che aveva un negozio nei pressi di Camden
infine guidai il nostro furgone ininterrottamente, attraversando l’intera Gallia (eccetto tre ore di sonno con il pedale della frizione come cuscino nei pressi di Lugdunum), fino in Armorica, lambendo l’invitto villaggio e oltre, in terra Bretone, per imbarcarci verso l’Hibernia, dove tra un concerto e l’altro ci ubriacammo di cervogia scura
e ancora ne mancano

grazie Albert

Fabio Magnasciutti


Albert Uderzo 1927
Dalcio



...il saluto emozionato e tenero del grande Milo Manara al suo amico Albert Uderzo che se ne è andato....







"Albert Uderzo, il fumettista e sceneggiatore francese più noto per il suo lavoro su Astérix, è morto all'età di 92 anni, il 24 marzo 2020.

"L'agenzia di stampa francese AFP ha detto che la sua famiglia ha annunciato la notizia martedì. Ha citato suo genero che ha detto: "È morto nel sonno nella sua casa di Neuilly per un attacco di cuore non correlato al coronavirus". Era molto stanco da diverse settimane".

"Il figlio di immigrati italiani si era ritirato dal disegno alla fine del 2011.

"Astérix, che ha un seguito di culto, soprattutto in Europa, è diventato anche un importante franchise cinematografico, sia in forma di animazione che di live-action. La proprietà ha dato vita ad una serie di adattamenti cinematografici, in particolare Asterix & Obelix Take on Caesar del 1999, con Gerard Depardieu e Roberto Benigni.

"Asterix ha debuttato nell'ottobre 1959 sulla rivista francese Pilote, creata da René Goscinny e Uderzo. Due anni dopo esce il primo lavoro a sé stante, Astérix il Gallo. Da allora, la serie ha venduto più di 380 milioni di copie, tradotte in più di 100 lingue a livello internazionale. Il duo ha collaborato al fumetto fino alla morte di Goscinny nel 1977. Uderzo ha poi preso in mano la scrittura fino al 2009.
René Goscinny as Asterix and Albert Uderzo as Obelix,
 by Uderzo
 Photograph: Les Editions Albert Rene/Goscinny-Uderzo
"Parc Astérix, un parco a tema francese basato sulla proprietà, ha portato 50 milioni di visitatori dall'apertura fuori Parigi nel 1989.

La serie di fumetti è incentrata sulla titolata Asterix, il guerriero più coraggioso di una piccola città nel mezzo della Gallia occupata dai romani nell'anno 50 a.C. - e l'unico borgo che non si è arreso all'occupazione". Invece, con l'aiuto di una pozione magica che gli dà una super-forza (e del suo migliore amico Obelix, che da bambino è caduto in un calderone della pozione, e come tale è perennemente sovrumano), passa ogni puntata a combattere e a sconfiggere l'esercito romano e a tenere il suo villaggio al sicuro dai pericoli.

"Astérix l'anno scorso ha festeggiato il suo sessantesimo anniversario, con l'editore indipendente statunitense Papercutz che quest'anno ha annunciato che quest'anno prenderà la licenza americana per la proprietà, con un ambizioso piano editoriale per portare la rottamitica Gallia sulle coste americane in grande stile.

"La tiratura di Papercutz sarà caratterizzata da nuove traduzioni in lingua inglese, con un programma editoriale che prevede sia una serie di edizioni raccolte di materiale storico sia edizioni con copertina rigida di pubblicazioni contemporanee che vanno avanti.

"Dopo il pensionamento di Uderzo, il lavoro su Astérix è stato gestito dallo scrittore Jean-Yves Ferri e dall'artista Didier Conrad con un accordo che permette all'editore di proprietà di Lagarder, Hachette, di continuare a produrre la serie. Il libro più recente, Astérix and the Chieftain's Daughter, è uscito in ottobre".