martedì 29 aprile 2014

Santo? ... le vignette critiche.

"Nelle cose umane bisogna contentarsi di fare il meglio che si può e nel resto abbandonarsi alla Provvidenza, la quale sanerà i difetti e le insufficienze dell'uomo".
Pio IX

La santità  è un rapporto profondo e trasformante con Dio, costruito e vissuto nel quotidiano impegno di adesione alla sua volontà. La santità vive nella storia e ogni santo non è sottratto ai limiti e condizionamenti propri della nostra umanità. Beatificando un suo figlio la Chiesa non celebra particolari opzioni storiche da lui compiute, ma piuttosto lo addita all'imitazione e alla venerazione per le sue virtù, a lode della grazia divina che in esse risplende.
Giovanni Paolo II nell'omelia della Beatificazione di Pio IX e Giovanni XXIII


Ho riportato sopra un passo molto importante che ho sentito spesso ripetere durante l'evento della proclamazione dei due Papi Santi domenica. Si perchè milioni di fedeli hanno acclamato le canonizzazioni, ma ci sono state anche alcune voci contrastanti, riporto in fondo alla pagina un articolo a tal proposito.
Ho raccolto, di seguito, anche alcune vignette che fanno riferimento a quelle scelte molto discusse di padre Woitila contro l'uso del preservativo e sopratutto l'aver tenuto nascosto lo scandalo dei preti pedofili durante il suo lungo pontificato.





di Manel Fontdevila riveduta e tradotta in italiano
sotto l'originale, disegnato in occasione della beatificazione

1/05/2011

Hoy, Beatificacion
Manel Fontdevila



Santo subito
Gava



Saint Pope John Paul II and Pedophile Priest
 By Dario Castillejos, Diario La Crisis - 4/26/2014



BEATIFICAZIONI FACILI
Non è tutto oro quel che riluce !!
Mangosi

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Vaticano, il New York Times contro la santificazione di papa Wojtyla: "Non fece nulla per le vittime di pedofilia"

Il New York Times scrive un editoriale di fuoco contro la santificazione di papa Giovanni Paolo II, in programma per domenica prossima a Roma. Il commento dal titolo "Non era un santo" ("A saint, he ain't") prende spunto dai numerosi casi di pedofilia scoppiati duranti il papato di Wojtyla e che scossero anche molte diocesi americane senza ricevere adeguata attenzione dal Vaticano.
"La Chiesa sta dando il premio più alto alla persona che avrebbe potuto fermare questa macchia e non fece nulla", scrive l'editorialista Maureen Dowd che già nel 2011 si era scagliata dalle colonne del prestigioso quotidiano statunitense contro la beatificazione di Wojtyla. "È orribile e ferisce il fatto che per la Chiesa quelle migliaia di vittime tradite e danneggiate siano date per scontate come un asterisco che lentamente scompare".
Per Dowd, dunque, papa Giovanni Paolo II non dovrebbe diventare santo: "Può essere considerato una figura rivoluzionaria nella storia, ma un uomo che fece finta di non vedere la crisi morale non può essere descritto come un santo". Infine, l'affondo: "Quando la Chiesa lo eleva, è come se facesse l'occhiolino all'inferno che causò a numerosissimi bambini e ragazzi".
Washington Post: "Abbiamo ancora bisogno di santi?". Più interlocutorio - ma comunque critico - il commento del Washington Post a firma di James Martin, gesuita americano editorialista di "America", il più importante magazine cattolico degli Stati Uniti e autore del libro "Gesù, un pellegrinaggio".
"Per centinaia di milioni di cattolici la festa di domenica sarà un'occasione di grande gioia", scrive Martin, ricordando che Giovanni XXIII "mise in moto il processo di aggiornamento della Chiesa", mentre Giovanni Paolo II, "l'unico Papa che i cattolici più giovani hanno conosciuto prima di Benedetto XVI e Francesco, è stato "un colosso della Chiesa, che ha esercitato la sua influenza non solo in quanto instancabile evangelizzatore, ma anche sulla scena mondiale, giocando un ruolo decisivo nella caduta del comunismo".
Ciò premesso, il gesuita sottolinea come "per alcuni la reazione alla doppia canonizzazione sia: chi se ne importa? Anche tra i cattolici ci sono quelli che pensano il processo di canonizzazione sia disperatamente arcano, che il 'culto dei santi' sia superato, che credere nei miracoli sia assurdo e, in questo caso, che la canonizzazione sia una cattiva idea". Quindi, la domanda è: "Abbiamo ancora bisogno di santi?". La risposta del gesuita, dopo l'elencazione di tutte le critiche che riguardano il processo di canonizzazione, è semplice: "Non è la Chiesa che crea i santi, ma Dio, la Chiesa soltanto li riconosce. Naturalmente il processo di canonizzazione è imperfetto, la Chiesa dovrebbe riconoscere più santi laici e sposati, tuttavia, in complesso funziona". "E fino a quando Dio continuerà a darci santi, che siano papi o altro - chiosa - la Chiesa dovrà riconoscerli. Dunque, in fondo, la domanda non è, 'abbiamo ancora bisogno di santi', ma, 'quale lezione possiamo imparare dai santi che Dio ci manda'?".
La difesa di Joaquin Navarro: "Wojtyla visse con dolore notizie abusi". Il tuono del New York Times non è rimasto inascoltato in Vaticano. A rispondere interviene lo storico portavoce del pontefice polacco, Joaquin Navarro-Valls: "'È un'opinione che non tiene conto dei fatti. Per il caso Maciel, ad esempio, la procedura penale canonica è cominciata nel Pontificato di Giovanni Paolo II. Ed è finita nel primo anno del Pontificato di Benedetto XVI".
Secondo Navarro, "la procedura per far accertare quanto accaduto smentisce la teoria per la quale il fondatore dei Legionari era intoccabile durante il Pontificato wojtyliano". Giovanni Paolo II viveva le vicende relative a abusi sessuali compiuti da sacerdoti delle quali aveva notizia "con grande dolore e partecipazione e sentendo il dovere di farsene carico, portando a Roma la competenza sui casi di abuso affinché non potessero esserci attenuanti ne insabbiamenti di nessun tipo. Fu lui che dieci anni fa volle riunire in Vaticano tutti i cardinali degli Stati Uniti, per affrontare nel modo più autorevole questo tema".
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