domenica 11 luglio 2010

Cena non troppo informale a casa di Vespa.

-C'è riserbo sui particolari lì dal Vespa
-Il Casini non so, il Berlusca avrà preso la lingua come solito...
PORTOS Comic strip


Leggevo stamane su AENIGMATICA
la battuta di
pling
riaprono i casini Che?!?

e poi lo scritto satirico di Nadia :

Un po’ di Dante, Pascoli e Merlin

Nadia Redoglia by Articolo21

Il termometro non scende, semmai sale ancora. Il meteo viaggia a braccetto con il bollente clima di governabilità, più che di governo. Agli imminenti provvedimenti di legge, succederanno effetti di portata storica, quanto a stravolgimenti della natura giudiziaria e dell’informazione pubblica. E, a proposito di portate, è proprio tra una e l'altra che i conviviali delle stanze dei bottoni ne discutono. Padrone di casa, l'uomo del porta a porta. Commensali -in ordine alfabetico- Berlusconi padre e figlia Marina, Bertone del Vaticano, Casini Pierferdy, Draghi Bankitalia, Geronzi Generali e Letta (Gianni). Naturalmente non conosciamo il contenuto dei dialoghi. Siamo certi che il padrone di casa, quale giornalista, c' informerà quanto prima. Nell'attesa possiamo giusto estrapolare qualche deduzione. Un po' come fece, nel gran silenzio, la madre del poeta. Le bastò dire un nome che sonò alto un nitrito. Come ben sappiamo solo il raglio d'asino non va mai in cielo, mentre il nitrito di un purosangue viaggia pure in prima classe. Resta solo da stabilire chi fa la parte degli asini e quella dei purosangue. Ed è a questo punto che inevitabilmente si comincia a (ri)far casini.

ma cosa è successo?... una cena con invitati molto importanti!

Il corriere:
Il momento è grave, e Silvio Berlusconi vuole affrontarlo con tutte le armi possibili. Di dissuasione e di persuasione. Perché questo potrebbe essere il mese della svolta per il suo governo, atteso alla prova del chiarimento interno (con Fini) e della ricostruzione di nuovi equilibri dopo lo scontro con le Regioni, le incomprensioni con Tremonti e perfino con la Lega. Per questo il premier giovedì sera ha visto con piacere a cena, a casa di Bruno Vespa, l’ex alleato Pier Ferdinando Casini, il quale a sua volta ha accolto di buon grado l’occasione di un chiarimento vis à vis, dopo che nei mesi scorsi i rapporti erano stati solo telefonici o limitati a qualche battuta estemporanea in occasioni ufficiali. E il chiarimento c’è stato, attorno a un tavolo al quale sedevano anche il governatore di Bankitalia Draghi, il segretario di Stato Vaticano Bertone, il presidente di Generali Geronzi, Gianni Letta e anche la figlia del premier, Marina.(continua)
Chi c'era?:

Il padrone di casa Vespa col piatto a sorpresa Casini
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Silvio Berlusconi
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Ferdinando Casini

MA CHE CASINI !! (caricature satiriche)


Bertone
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Gianni Letta
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e Draghi di Bankitalia, Geronzi delle Generali tutti con le rispettive mogli ... Silvio invece era con la figlia Marina.

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altre vignette correlate e commenti vari:


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Attovagliati
VUKIC - vukicblog

Bossi sembra non aver gradito la cosa!!


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Alleanze
ottomax
Etichette: ottomax, pierferdinando casini, silvio berlusconi, Umberto Bossi

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Il Cenacolo delle Libertà!
Romaniello.

-Il paese procede incolonnato verso il declino...
- E senza certezza del controesodo.
PORTOS Comic strip

La vespa casta

La cena degli ultracorpi a casa Vespa è stata scandagliata in ogni particolare. Tranne uno, dato evidentemente per scontato: cosa ci faceva Vespa? I giornalisti non dovrebbero organizzare cene per i potenti, né parteciparvi se non in incognito, con parrucca e registratore incorporato, per poi raccontarle sul giornale. Vespa festeggiava le nozze d’oro col mestiere, ma anziché gli amici ha invitato banchieri, politici e porporati: la controparte. È vero che il portiere della Spagna mundial ha baciato in diretta la fidanzata che lo stava intervistando, però Silvio e Vespa non hanno vinto nulla e non sono neanche fidanzati, almeno ufficialmente.

Niente di personale: intorno al biscotto del Potere ronzano vespe di ogni colore e d’estate a Roma fioriscono terrazze dove il critico contende un groviglio di bucatini al regista del film che dovrà recensire e il politico di sinistra suggerisce all’editorialista di sinistra che cosa scrivere nel prossimo articolo che il pubblico di sinistra non leggerà. Nessun governo dichiarerà mai illegale questo genere di intercettazioni. Però non stupiamoci se i nostri padroni, lettori e telespettatori, ci considerano parte di quella stessa Casta dalla quale, a parole, prendiamo le distanze. Chi si autodeclassa da campanello d’allarme a carillon toglie credibilità alle battaglie sulla libertà di stampa. Quel che è peggio, ne toglie all’immagine di una categoria composta in maggioranza da persone che a cena con i potenti non ci vanno, non foss’altro perché non vanno a cena, dovendo restare nelle redazioni fino a notte fonda.
Massimo Gramellini (La Stampa)
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